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Guerra civile in Spagna

la guerra civile in Spagna

Ecco gli eventi che portarono alla Guerra civile in Spagna.

La Spagna,che fino all'inizio del '600 era stata la più grande potenza europea,agli inizi del '900 si trovava in condizioni sociali ed economiche arretrate per essere rimasta ai margini dello sviluppo capitalistico.Il regno era scosso da forti tensioni fra i nobili proprietari terrieri da una parte,e la massa di poveri contadini dall'altra. Persino la borghesia imprenditoriale,che da tempo si era imposta come classe dirigente,occupava ora una posizione inferiore rispetto alle classi privilegiate. La Catalogna , unica regione industrializzata,era abitata da un proletariato industrializzato però soggetto a duro sfruttamento.
In seguito allo scacco inflitto nel 1898 dagli Stati Uniti nei confronti della spagna,nacque in quest'ultima una seria opera di rinnovamento culturale e politico,e, si rafforzarono i socialisti,i repubblicani i quali desideravano una riforma agraria per un nuovo sistema democratico.Con l'appoggio di Alfonso XIII(1886-1931)i dirigenti dei partiti su scritti,riuscirono a bloccare ogni sviluppo,imponendo la dittatura del generale Miguel Primo de Riviera.Essendo molto impopolare,il re, dopo 7 anni lo costrinse a congedarsi e a rientrare nella norma costituzionale;il successo delle sinistre nel 1931,indusse Alfonso XIII ad abbandonare la Spagna,la quale iniziò una costituzione repubblicana.Nella repubblica prevalsero inizialmente i partiti politici progressisti, che attuarono una serie di riforme rivolte ad ammodernare il paese.Nelle elezioni politiche del novembre 1933 le destre ripresero però il sopravvento, e, ottenuto il governo, abrogarono le riforme già attuate,bloccarono le riforme in corso di attuazione,e instaurarono un regime autoritario.Orribilmente famosa fu la repressione di una rivolta dei minatori delle Asturie nell'ottobre 1934,che costò agli insorti circa tremila morti.

La politica reazionaria attuata dalle destre nel biennio nero ( 1934-1935 ) spinse tutte le sinistre a presentarsi unite in un fronte popolare nelle successive elezioni politiche del febbraio 1936.Il fronte ottenne una netta vittoria che permise ai progressisti di riprendere le redini del governo e di iniziare l'attuazione del programma di riforme concordato.Conseguita la vittoria, il fronte si dimostrò per altro assai fragile: mentre infatti i democratici borghesi, i socialisti moderati e i comunisti, puntavano su un'azione di riforma, le masse contadine e operaie guidate dagli anarchici e dai socialisti estremisti, occupavano terre e fabbriche e facevano giustizia sommaria dei loro oppressori. Questi eccessi, nell'intenzione di chi li commetteva o approvava, dovevano servire a trasformare la vittoria del fronte in una rivoluzione sociale; in realtà contribuirono a rompere l'unità delle sinistre e a rafforzare, invece, la volontà di rivincita delle destre. Il movimento politico parafascista Falange Spagnola rispose infatti al terrore russo con il terrore nero delle sue bande armate, e gli esponenti dell'esercito si prepararono a liquidare con la forza la repubblica democratica, dimostratasi impotente a reprimere i crimini dei " rossi ". Il blocco delle forze reazionarie trovò presto un caudillo nel generale Francisco Franco comandante delle truppe stanziate in Marocco, già distintosi nello sterminio dei minatori delle Asturie. Egli, d'intesa con altri ufficiali superiori, fra il 17 e il 19 luglio 1936 riuscì a portare parte dell'esercito sulla via della ribellione contro il governo democratico, sbarcò con le sue truppe in Spagna e diede così inizio alla guerra civile. Francia e Inghilterra proclamarono allora il principio del non intervento, cui, a parole, aderirono anche Germania e Italia, ma si trattò solo di una semplice commedia, perché Hitler e Mussolini stipularono proprio in quei mesi gli accordi noti sotto il nome di Asse Roma-Berlino, che li impegnavano fra l'altro a sostenere con tutti i mezzi Franco e il falangismo spagnolo. Il loro " non intervento "consistette dunque nell'invio di cospicui aiuti in uomini, armi e materiali a Franco e i suoi seguaci. Dalla parte del governo repubblicano si schierò invece, insieme con l'U.R.S.S. che mandò armi e consiglieri militari, la più consapevole opinione pubblica internazionale democratica; e gli anti fascisti reclutarono e inviarono in Spagna una Brigata Internazionale, nella quale si distinse per il suo valore la Legione Garibaldina, composta da fuoriusciti italiani.
Era peraltro impossibile che il popolo spagnolo e i volontari anti fascisti riuscissero a resistere indefinitamente contro i nemici, appoggiati dalle superiori risorse di stati moderni come la Germania e l'Italia; tanto più che il governo in carica non era di fatto in grado di coordinare le bande repubblicane, ciascuna delle quali si era organizzata e agiva secondo criteri diversi. Gli anarchici, molto numerosi tra i combattenti, rifiutavano ogni tipo di gerarchia che potesse ricordare l'esercito tradizionale, e facevano conto soltanto dell'auto disciplina. Il partito comunista concepiva la guerra come lotta combattuta dalla nazione spagnola per fondare una repubblica parlamentare democratica di nuovo tipo, e intendeva eliminare i poteri locali e gli esperimenti intempestivi di socializzazione nelle fabbriche e nelle campagne, considerandoli non a torto, fondi di disordine e di inefficienza. Gli anarchici, viceversa, volevano che la guerra avesse finalità decisamente rivoluzionarie e ritenevano anch'essi, non a torto, che il mondo seguito nella condotta della guerra stessa ne avrebbe condizionato irreversibilmente gli esiti politici. Questo radicale dissenso indebolì ovviamente il fronte anti franchista : a Barcellona, in particolare, gli anarcosindacalisti si opposero con le mani al tentativo condotto nel maggio del 1937 dalle truppe governative regolari, guidate dai comunisti, di scacciarli dagli edifici pubblici nei quali si erano insediati nel luglio 1936 e i combattimenti durarono alcuni giorni e costarono complessivamente circa cinquecento morti. Negli anni seguenti il governo repubblicano, sempre più chiaramente governato dai comunisti, procedette ad una sistematica eliminazione delle autonomie locali, e nel medesimo tempo, fece giudicare e condannare i dirigenti anarchici responsabili dei fatti di Barcellona.

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