Maturità 2017: nessuna novità. Dal 2018 stop terza prova e Invalsi in quinta

novità Maturità 2017
Il 2017 sarà l'ultimo anno della Maturità con tre prove scritte! Con l'approvazione oggi di otto decreti legislativi di attuazione della legge Buona Scuola, si modifica anche la Maturità. Tutti i maturandi di oggi non devono temere il cambio in corsa: tutto rimarrà uguale fino Giugno. Ma dal 2018 arrivano innovazioni significative: abolita la terza prova, inserimento di una prova Invalsi da svolgere il quinto anno, il cui voto non influirà sull'esame finale ma costituirà un requisito per l'ammissione all'esame finale. Cose di cui si parlava già da un po' di tempo, con i rumors che provenivano da Viale Trastevere nel corso dell'autunno. Rimane l'incubo dei commissari esterni: saranno sempre tre più il presidente. Ora il testo passerà al vaglio del Parlamento, perciò potrebbero essere dei cambiamenti prima che diventi esecutivo. Ma non aspettiamoci rivoluzioni.

Il Nuovo Esame di Maturità

Ecco quindi la carta di identità del nuovo esame, nel quale il voto si esprimerà sempre in centesimi:
- Prima prova scritta nazionale di italiano (voto massimo 20 punti)
- Seconda prova scritta nazionale di indirizzo (voto massimo 20 punti)
- Colloquio orale (voto massimo 20 punti)
- Credito Scolastico (punteggio massimo 40 punti)
- Commissione mista: tre membri interni e tre esterni più il presidente

Al quinto anno arriva la Prova Invalsi su italiano, matematica e inglese. Si svolgerà in un periodo diverso dall'esame, costituirà un requisito per l'ammissione all'esame ma non confluirà nel voto finale: l'esito infatti sarà riportato allegato insieme al diploma.

Altra novità riguarda l'alternanza scuola-lavoro: le attività svolte in questo ambito saranno oggetto del colloquio orale, che accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato. In questa fase è ancora troppo presto per capire se morirà anche la classica tesina.

Che cosa vuol dire il nuovo esame?

Leggendo tra le righe, l'obiettivo del nuovo esame di Maturità è abbastanza chiaro: stabilire sempre di più la funzione dell'esame come termine di un percorso di studi, utile a confermare quanto fatto fino a quel momento piuttosto che stravolgerlo. Non si spiegherebbe altrimenti l'aumento del peso dei crediti formativi: dai 25 attuali ai 40 del nuovo format. Non abbiamo ancora in mano le tabelle dei crediti, ma oggi il più scarso degli studenti arriva all'esame con 11 punti di credito. Se questa proporzione dovesse essere rispettata, con la nuova Maturità lo stesso ragazzo si siederebbe sul banco, il giorno della prima prova, con 20 punti in tasca. Il sessanta sarebbe 10 punti più vicino. Inoltre l'esame orale, una delle prove più temute dagli studenti insieme al quizzone (eliminato), viene normalizzato e il suo valore, che oggi è doppio rispetto agli scritti, viene equiparato appunto alla altre prove. Non c'è da gridare allo scandalo: in molti paesi europei è già così. Ma anche da noi, di fatto essere bocciati era quasi impossibile (meno dell'1% negli ultimi anni). Tuttavia rimaneva quell'incognita, che oggi viene resa meno importante, dei commissari esterni frustrati che mandavano a picco intere classi oppure dell'ansia che giocava brutti scherzi in sede d'esame.

Prossimamente sicuramente ci saranno più dettagli sulle modalità di svolgimento delle prime prove, sulle tabelle di conversione dei crediti per tutti quelli che attualmente frequentano il terzo e il quarto anno. Continuate a seguire Skuola.net per rimanere aggiornati. Nei prossimi mesi, infatti, il Parlamento dovrà ratificare questa riforma.

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