Referendum: puoi votare anche se sei in Erasmus

Marcello G.
Di Marcello G.

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Il referendum di riforma della Costituzione è sicuramente l’argomento che sta occupando più di tutti le prime pagine dei giornali. I comitati del Sì e del No si stanno battendo a colpi di dichiarazioni per far prevalere il proprio punto di vista. Ma, a prescindere dalla campagna referendaria, quello del prossimo 4 dicembre è senza dubbio un voto che deve interessare tutti gli italiani. Per questo, anche quelli che momentaneamente non vivono in Italia, potrebbero voler partecipare al voto. Ma come possono fare?
Per i nostri concittadini che vivono stabilmente da tempo all’estero le cose sono piuttosto semplici: se già in passato si sono iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) riceveranno a breve, direttamente a casa, il plico contenente tutta la documentazione per votare per corrispondenza.

Cosa prevede la riforma della Costituzione? Scoprilo in questo video:


ANCHE CHI STUDIA ALL’ESTERO POTRA’ VOTARE. Ma chi, invece, si trova fuori dall’Italia solo temporaneamente? Pensiamo soprattutto agli studenti, che frequentano l’università in un Paese straniero o che saranno in Erasmus proprio nel periodo del voto. E poi ci sono tutti quei lavoratori che non potranno essere presenti e chi si trova all’estero per curarsi. Migliaia di persone che magari vorrebbero votare. Bene, anche loro potranno farlo; ma il periodo di permanenza all’estero dovrà essere almeno di tre mesi.

DOMANDE ENTRO L’8 OTTOBRE. Il termine ultimo per presentare la domanda di voto all’estero è l’8 ottobre; quindi è il caso di fare in fretta. Entro quella data, infatti, bisognerà segnalare al Comune nel quale solitamente si vota la scelta di farlo in un altro Paese. Un’opzione che sarà valida – a differenza degli iscritti all’AIRE - solo per l’appuntamento del 4 dicembre, proprio in considerazione del carattere temporaneo della residenza estera.

COME FARE? Come si legge sul sito del ministero degli Esteri: “La dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova - per motivi di lavoro, studio o cure mediche - in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni)”.

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