Erasmus, quando conviene partire e per quanto tempo

Una delle più interessanti opportunità per gli studenti universitari durante il proprio percorso di studi è sicuramente l'Erasmus: cosa sia e come funziona è chiaro (più o meno) a tutti. Si tratta del progetto dell’Unione Europea che permette agli studenti iscritti alle università europee di studiare in università di altri Paesi compresi nell’UE o a essa associati per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi. Questa possibilità è data agli studenti delle lauree triennali e magistrali, ai laureandi che devono conseguire un tirocinio e a chi, già laureato, vuole effettuare all’estero il dottorato. Esistono inoltre requisiti legati alla lingua del paese in cui si andrà a fare l’Erasmus e questi cambiano in base alle richieste della singola università. Inoltre, ultimo, ma non meno importante, bisogna considerare che non si è in vacanza, ma per ricevere la borsa bisogna dimostrare di aver seguito i corsi e aver sostenuto un certo numero di esami.

Erasmus, conviene partire alla triennale o alla specialistica?

Come in ogni caso, ci sono vantaggi e svantaggi. Conviene partire alla triennale? Più della metà degli studenti parte durante la prima fase del ciclo di studi, il restante, invece alla specialistica. Quali sono i vantaggi di partire per una città straniera nei primi tre anni di studi? Beh, le differenze non sono così tante. Partire nella prima parte può essere più stimolante dal punto di vista personale: si è più giovani, un pizzico di più "spericolati". L'Erasmus è un'occasione unica per mettersi alla prova dal punto di vista delle relazioni personali. L'altra faccia della medaglia, però, può essere quello di non essere perfettamente maturi per quest'esperienza e avere delle aspettative molto alte sul proprio periodo di permanenza all'estero. Per certi versi partire alla triennale può essere più facile per via dei corsi da seguire, ma questo dipende dalla facoltà che si frequenta. Alla specialistica, invece, il vantaggio può essere quello di vivere con maggiore consapevolezza dal punto di vista accademico il periodo di studi all'estero anche vedendolo come un mezzo per crearsi opportunità a livello professionale. Se si è bravi e anche un pizzico fortunati si possono creare reti di relazioni personali: si parte per studiare e divertirsi e si finisce per trovare lavoro all’estero. Uno svantaggio? Probabilmente solo il tempo: chi vuole laurearsi in tempi ristretti, magari perché ha perso un po' più di tempo alla triennale, deve mettere in conto che il periodo all'estero rallenta un po' l'attività. Tutto, però, deve essere commisurato alla propria situazione personale. Dunque quando conviene partire? Se si guarda l'aspetto lavorativo e accademico, meglio partire all'ultimo anno della specialistica e magari affiancare il lavoro della tesi a quello classico delle materie da superare. Se invece si vuole vivere l'esperienza in modo più sereno e scanzonato allora è meglio partire al secondo anno della triennale (preferibile all'ultimo in cui è meglio dedicarsi al lavoro di saggio finale).

Erasmus, conviene partire il primo semestre o il secondo?

In realtà non fa molta differenza partire al primo o al secondo semestre. In entrambi i casi ci sono pro e contro. Il primo è sicuramente legato alle condizioni meteo: se si sceglie di partire nei paesi del Nord Europa è preferibile partire da febbraio in poi, mentre se si scelgono paesi del Sud Europa si può provare a partire anche a settembre. Meglio partire a settembre anche perché ci sarà più possibilità di fare gruppo con gli altri studenti italiani arrivati nella sede estera prescelta. Per quanto riguardo invece scadenze ed esami, soprattutto se si è in prossimità della laurea, preferibile partire nel primo semestre, in modo da sostenere con calma gli esami e godersi a fondo il periodo di studi all'estero. Molto dipende anche da quali esami sono disponibili nell'università ospitante. Necessaria, dunque, una grande organizzazione (chiedete sempre all'ufficio relazioni internazionali del proprio ateneo) per non farsi cogliere impreparati

Erasmus, per quanti mesi partire?

Altro interrogativo è quello dei mesi di permanenza: si va dai 3 mesi all'intero anno solare. Il periodo classico di permanenza all'Erasmus è di 6 mesi, che rappresenta anche il periodo ideale: il giusto mix nel godersi a fondo la città estera in cui si è deciso di andare e anche di non perdere troppo tempo nel proprio percorso di studi. 3 mesi, infatti, è più indicato per chi va per ragioni di tesi, ma si tratta di un periodo troppo piccolo per vivere a pieno l'esperienza Erasmus. Chi invece si trova bene (o magari non è riuscito a dare tutti gli esami previsti nel learning agreement) può decidere di prolungare l'esperienza, se possibile, fino a 9-12 mesi. Si tratta, è bene precisarlo, di una scelta che può essere controproducente se non è giustamente motivata: va bene il periodo di studi all'estero, ma non si deve perdere troppo tempo onde evitare di andare fuori corso e laurearsi in ritardo. Ogni cosa, dunque, con la giusta misura. Apprezzare il periodo di studio all'estero con serietà, ma allo stesso tempo con la spensieratezza dei 20-25 anni. Once erasmus forever erasmus, dicono gli studenti Erasmus: un ragazzo responsabile e coscienzioso unisce utile e dilettevole per un'esperienza che può davvero cambiare la vita.
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