
Hai presente quella scena classica in cui ti ritrovi seduta sulla valigia, mentre cerchi di tirare su la zip che sembra sul punto di esplodere? Ecco, a quanto pare non sei sola, e la scienza ha finalmente confermato che siamo tutte sulla stessa (caricatissima) barca.
Un recente studio condotto dal portale britannico GoCompare su un campione di circa 2.000 viaggiatrici ha svelato quello che sospettavamo da tempo: quando si tratta di fare i bagagli, perdiamo completamente il senso della misura.
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I numeri del "non si sa mai"
Secondo la ricerca, per una vacanza di una sola settimana, le donne mettono in valigia una media di 60 capi di abbigliamento. Il problema? Ne utilizzano effettivamente solo 34. In pratica, ci portiamo dietro quasi il doppio di quello che ci serve davvero.
Di top e magliette ne portiamo di media una ventina, ma finiamo per usarne solo 10 e come pantaloni e gonne circa 16, ma ne indossiamo appena 8.
La lotta contro la gravità (e le compagnie aeree)
Questo accumulo compulsivo non è solo una questione di spazio, ma una vera e propria sfida logistica. Il 65% delle ragazze intervistate ammette di dover fare i salti mortali per chiudere il bagaglio, mentre il 58% ha provato l'ebbrezza (decisamente costosa) di superare i limiti di peso al check-in.
E la cosa più assurda? Nonostante la valigia stia per scoppiare, il 42% ha già pianificato di fare shopping una volta arrivata a destinazione. Perché sì, 60 capi non sono abbastanza se c’è un negozietto carino in una stradina di Parigi o Madrid.
Perché lo facciamo? La trappola del "Just in Case"
Gli esperti chiamano questo fenomeno "just in case" packing. È quella vocina nella testa che ti sussurra: "E se piove? E se mi invitano a una serata di gala improvvisa? E se decido di diventare una persona che fa jogging alle 6 del mattino proprio questa settimana?". Spoiler: probabilmente non succederà, ma quel pareo da pool party o quell'abito di paillettes sono comunque lì, a occupare spazio prezioso.