Versione originale in greco
μὴ τοίνυν, ἐπειδή γε ἔστιν, ὦ βουλή, σῶσαί με δικαίως, ἀπολέσητε ἀδίκως· μηδὲ ἃ νεωτέρῳ καὶ μᾶλλον ἐρρωμένῳ ὄντι ἔδοτε, πρεσβύτερον καὶ ἀσθενέστερον γιγνόμενον ἀφέλησθε· μηδὲ πρότερον καὶ περὶ τοὺς οὐδὲν ἔχοντας κακὸν ἐλεημονέστα τοι δοκοῦντες εἶναι νυνὶ διὰ τοῦτον τοὺς καὶ τοῖς ἐχθροῖς ἐλεινοὺς ὄντας ἀγρίως ἀποδέξησθε· μηδ' ἐμὲ τολμήσαντες ἀδικῆσαι καὶ τοὺς ἄλλους τοὺς ὁμοίως ἐμοὶ διακειμένους ἀθυμῆσαι ποιήσητε.
Traduzione all'italiano
Dunque poiché è possibile, o assemblea, salvarmi secondo giustizia, non mandatemi in rovina ingiustamente e non toglietemi, poiché sto diventando vecchio e privo di forze, quel sussidio (lett.: quello che) che mi avete concesso quando ero più giovane e più in forze (lett.: potente); e voi, che sembravate essere molto misericordiosi in precedenza anche nei confronti di coloro che non avevano nessuna menomazione fisica, ora, a causa di costui, non trattate con rigore (lett.: accogliete duramente) coloro che sono oggetto di misericordia anche da parte dei nemici; e non fate sì che si perdano d’animo anche tutti gli altri che si trovano nella mia stessa condizione, mentre osate compiere un’ingiustizia nei miei confronti.