Versione originale in greco


τίσι δὲ φθονεῖν εἰκός ἐστι τοὺς μὴ παντάπασιν ἀνάνδρως διακειμένους ἀλλὰ μετρίως τούτῳ τῷ πράγματι χρωμένους; οὐ τοῖς μείζους μὲν τὰς δυναστείας ἢ κατ᾽ ἀνθρώπους περιβεβλημένοις, ἐλάττονος δ᾽ ἀξίοις τῶν παρ᾽ ἡμῖν δυστυχούντων; ἐπὶ τίνας δὲ στρατεύειν προσήκει τοὺς ἅμα μὲν εὐσεβεῖν βουλομένους ἅμα δὲ τοῦ συμφέροντος ἐνθυμουμένους; οὐκ ἐπὶ τοὺς καὶ φύσει πολεμίους καὶ πατρικοὺς ἐχθρούς, καὶ πλεῖστα μὲν ἀγαθὰ κεκτημένους, ἥκιστα δ᾽ ὑπὲρ αὐτῶν ἀμύνεσθαι δυναμένους; οὐκοῦν ἐκεῖνοι πᾶσι τούτοις ἔνοχοι τυγχάνουσιν ὄντες.

Traduzione all'italiano


Contro chi è naturale che nutrano sentimenti ostili coloro che sono privi di coraggio, ma che si servono di questa cosa moderatamente? Non forse contro coloro che si sono ammantati di poteri troppo grandi per degli esseri umani, ma degni di meno di quanto possiedono da noi i miserabili? Contro chi conviene che facciano una spedizione coloro che vogliono sia rispettare la religione, sia pensare al solo interesse? Non forse contro i nemici naturale ed ereditari, che hanno acquisito i più grandi beni e sono ancora, di tutti gli uomini, meno in grado di difenderli? Non appartengono ai persiani, dunque, tutte queste caratteristiche?

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