Versione originale in greco
ὦ Ζεῦ βασιλεῦ καὶ νὺξ φιλία
μεγάλων κόσμων κτεάτειρα,
ἥτ' ἐπὶ Τροίας πύργοις ἔβαλες
στεγανὸν δίκτυον, ὡς μήτε μέγαν
μήτ' οὖν νεαρῶν τιν' ὑπερτελέσαι
μέγα δουλείας
γάγγαμον, ἄτης παναλώτου.
Δία τοι ξένιον μέγαν αἰδοῦμαι
τὸν τάδε πράξαντ', ἐπ' Ἀλεξάνδρῳ
τείνοντα πάλαι τόξον, ὅπως ἂν
μήτε πρὸ καιροῦ μήθ' ὑπὲρ ἄστρων
βέλος ἠλίθιον σκήψειεν.
Διὸς πλαγὰν ἔχουσιν εἰπεῖν,
πάρεστιν τοῦτό γ' ἐξιχνεῦσαι.
ἔπραξεν ὡς ἔκρανεν. οὐκ ἔφα τις
θεοὺς βροτῶν ἀξιοῦσθαι μέλειν
ὅσοις ἀθίκτων χάρις
πατοῖθ'· ὁ δ' οὐκ εὐσεβής.
πέφανται δ' ἐγγονοῦσα τόλμη τῶν Ἄρη
πνεόντων μεῖζον ἢ δικαίως,
φλεόντων δωμάτων ὑπέρφευ
ὑπὲρ τὸ βέλτιστον. ἔστω δ' ἀπή-
μαντον, ὥστ' ἀπαρκεῖν
εὖ πραπίδων λαχόντι.
οὐ γὰρ ἔστιν ἔπαλξις
πλούτου πρὸς κόρον ἀνδρὶ
λακτίσαντι μέγαν Δίκας
βωμὸν εἰς ἀφάνειαν.
βιᾶται δ' ἁ τάλαινα πειθώ,
προβούλου παῖς ἄφερτος ἄτας.
ἄκος δὲ πᾶν μάταιον. οὐκ ἐκρύφθη,
πρέπει δέ, φῶς αἰνολαμπές, σίνος·
κακοῦ δὲ χαλκοῦ τρόπον
τρίβῳ τε καὶ προσβολαῖς
μελαμπαγὴς πέλει δικαιωθείς, ἐπεὶ
διώκει παῖς ποτανὸν ὄρνιν,
πόλει πρόστριμμα θεὶς ἄφερτον·
λιτᾶν δ' ἀκούει μὲν οὔτις θεῶν·
† τὸν δ' ἐπίστροφον τῶν[δε]
φῶτ' ἄδικον καθαιρεῖ.
οἷος καὶ Πάρις ἐλθὼν
ἐς δόμον τὸν Ἀτρειδᾶν
ᾔσχυνε ξενίαν τράπε-
ζαν κλοπαῖσι γυναικός.
Traduzione all'italiano
CORO
O Zeus sovrano e notte amica
procuratrice di grandi onori,
che sulle torri di Troia hai scagliato
una densa rete, cosicché né un grande
né dunque qualcuno tra i giovani superi
la grande rete di schiavitù della sciagura che tutto prende;
Zeus grande protettore dei giuramenti venero,
colui che questo ha fatto, contro Alessandro
tendendo da tempo l’arco, affinché
né prima del tempo né al di là degli astri
il dardo inefficace scagliasse.
Possono dire il colpo di Zeus,
è possibile andarne in cerca;
fece come volle; qualcuno diceva
che gli dei non si degnano di curarsi dei mortali
da quanti il favore degli intangibili
fosse calpestato; e lui non fu pio;
è apparso ai discendenti
degli irresistibili che guerra
spirano più del giusto,
essendo eccessivamente ricche le case
oltre il meglio possibile; sia
incolume, cosicché sia contento
avendo ricevuto in sorte una buona mente.
Infatti non c’è riparo
di ricchezza a causa dell’insolenza per l’uomo
che abbia calpestato il grande
altare della giustizia verso la rovina.
Funesta Persuasione lo incalza,
insopportabile figlia della Rovina che premedita;
ogni rimedio è vano; non è nascosto,
ma è ben manifesto, luce sinistra, il male;
quanto alla condizione del bronzo cattivo,
per l’attrito e gli urti
è nero raggrumato
essendo stato messo alla prova,
dal momento che come un fanciullo insegue un uccello alato
avendo reso insopportabile il danno alla città.
Nessuno degli dei ne ascolta le preghiere,
ma abbatte l’uomo ingiusto che si rivolge loro;
Quale anche Paride essendo giunto alla casa degli Atridi
disonorò la mensa ospitale con il rapimento di una donna.