Daniele
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Testo greco e traduzione del prologo dell'Agamennone di Eschilo, vv. 1-30.

Versione originale in greco


Θεοὺς μὲν αἰτῶ τῶνδ' ἀπαλλαγὴν πόνων,
φρουρᾶς ἐτείας μῆκος, ἣν κοιμώμενος
στέγαις Ἀτρειδῶν ἄγκαθεν, κυνὸς δίκην,
ἄστρων κάτοιδα νυκτέρων ὁμήγυριν,
καὶ τοὺς φέροντας χεῖμα καὶ θέρος βροτοῖς
λαμπροὺς δυνάστας, ἐμπρέποντας αἰθέρι
[ἀστέρας, ὅταν φθίνωσιν, ἀντολάς τε τῶν].
καὶ νῦν φυλάσσω λαμπάδος τὸ σύμβολον,
αὐγὴν πυρὸς φέρουσαν ἐκ Τροίας φάτιν
ἁλώσιμόν τε βάξιν· ὧδε γὰρ κρατεῖ
γυναικὸς ἀνδρόβουλον ἐλπίζον κέαρ.
εὖτ' ἂν δὲ νυκτίπλαγκτον ἔνδροσόν τ' ἔχων
εὐνὴν ὀνείροις οὐκ ἐπισκοπουμένην
ἐμήν – φόβος γὰρ ἀνθ' ὕπνου παραστατεῖ,
τὸ μὴ βεβαίως βλέφαρα συμβαλεῖν ὕπνῳ –
ὅταν δ' ἀείδειν ἢ μινύρεσθαι δοκῶ,
ὕπνου τόδ' ἀντίμολπον ἐντέμνων ἄκος,
κλαίω τότ' οἴκου τοῦδε συμφορὰν στένων
οὐχ ὡς τὰ πρόσθ' ἄριστα διαπονουμένου.
νῦν δ' εὐτυχὴς γένοιτ' ἀπαλλαγὴ πόνων
εὐαγγέλου φανέντος ὀρφναίου πυρός.
ὦ χαῖρε λαμπτήρ, νυκτὸς ἡμερήσιον
φάος πιφαύσκων καὶ χορῶν κατάστασιν
πολλῶν ἐν Ἄργει, τῆσδε συμφορᾶς χάριν.
ἰοὺ ἰού.
Ἀγαμέμνονος γυναικὶ σημαίνω τορῶς
εὐνῆς ἐπαντείλασαν ὡς τάχος δόμοις
ὀλολυγμὸν εὐφημοῦντα τῇδε λαμπάδι
ἐπορθιάζειν, εἴπερ Ἰλίου πόλις
ἑάλωκεν, ὡς ὁ φρυκτὸς ἀγγέλλων πρέπει.

Traduzione all'italiano


GUARDIA
Chiedo agli dei liberazione da queste fatiche,
la lunghezza dell’annuale vigilanza, facendo la quale
sui tetti degli Atridi dall’alto, come un cane,
conosco bene la folla degli astri notturni
e i luminosi sovrani che portano l’inverno e l’estate ai mortali,
astri splendenti nel cielo,
quando tramontano e al loro sorgere;
ed ora sto aspettando il segnale della fiaccola,
raggio di fuoco che porta la voce da Troia
e la notizia relativa alla sua conquista; così infatti comanda
sperando il cuore dai virili propositi della donna;
quando occupo il mio giaciglio agitato e molle di rugiada
non visitato dai sogni; la paura infatti mi sta accanto al posto del sonno,
il non chiudere sicuramente le palpebre nel sonno;
quando io penso a cantare e canticchiare,
applicando questo rimedio fatto di musica contro il sonno,
piango allora lamentando la sventura di questa casa
che non è amministrata nell’ottimo modo di un tempo.
E ora magari ci fosse la fortunata liberazione dalle fatiche
essendo apparso un notturno fuoco nunzio di lieta novella.
O salve fiaccola della notte, che una diurna
luce apporti e l’istituzione di molti
cori ad Argo in grazia di questo evento.
Oh oh
Alla moglie di Agamennone voglio far segno velocemente
che levandosi dal letto quanto prima nella casa
levi un grido che risuoni di gioia per questa fiaccola,
se davvero la città di Ilio
è stata presa, come la fiaccola accesa spicca annunciando.

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