Versione originale in greco
Ὅσσαι λωτροχόοι τᾶς Παλλάδος ἔξιτε πᾶσαι,
ἔξιτε· τᾶν ἵππων ἄρτι φρυασσομενᾶν
τᾶν ἱερᾶν ἐσάκουσα, καὶ ἁ θεὸς εὔτυκος ἕρπεν·
σοῦσθέ νυν, ὦ ξανθαὶ σοῦσθε Πελασγιάδες.
οὔποκ' Ἀθαναία μεγάλως ἀπενίψατο πάχεις,
πρὶν κόνιν ἱππειᾶν ἐξελάσαι λαγόνων·
οὐδ' ὅκα δὴ λύθρῳ πεπαλαγμένα πάντα φέροισα
τεύχεα τῶν ἀδίκων ἦνθ' ἀπὸ γαγενέων,
ἀλλὰ πολὺ πράτιστον ὑφ' ἅρματος αὐχένας ἵππων
λυσαμένα παγαῖς ἔκλυσεν Ὠκεανῶ
ἱδρῶ καὶ ῥαθάμιγγας, ἐφοίβασεν δὲ παγέντα
πάντα χαλινοφάγων ἀφρὸν ἀπὸ στομάτων.
ὦ ἴτ' Ἀχαιιάδες, καὶ μὴ μύρα μηδ' ἀλαβάστρως
(συρίγγων ἀίω φθόγγον ὑπαξόνιον),
μὴ μύρα λωτροχόοι τᾷ Παλλάδι μηδ' ἀλαβάστρως
(οὐ γὰρ Ἀθαναία χρίματα μεικτὰ φιλεῖ).
Traduzione all'italiano
Quante versate il lavacro di Pallade, uscite tutte,
uscite: ho appena sentito le sacre
cavalle nitrire, e la dea è pronta a venire.
Accorrete ora, o bionde Pelasghe, accorrete.
Atena non ha mai lavato le grandi braccia
prima di rimuovere la polvere dai fianchi delle cavalle;
neanche quando portando tutte le armi imbrattate
di sangue tornò dagli ingiusti figli della terra,
ma di gran lunga prima avendo sciolto dal carro il corro
delle cavalle lavò nelle correnti dell’Oceano
il sudore e le macchie, e pulì tutta
la schiuma rappresa dalle bocche che morsero il freno.
Andate, o Achee, e non profumi né alabastri
(sento il suono dell’asse del carro dei mozzi)
né profumi, voi che versate il lavacro a Pallade né alabastri
(infatti Atena non ama gli unguenti misti)
portate né uno specchio: sempre bello è il viso di lei.
Neanche quando il Frigio giudicò la contesa sull’Ida
né nell’oricalco la grande dea né nel lucido
vortice del Simoenta guardò;
Neppure Era; Cipride invece avendo preso un bronzo splendente
stesso sistemò la stessa ciocca due volte.
Ma lei avendo corso due volte sessanta doppie corse,
come presso l’Eurota i Lacedemoni
astri, in modo esperto si massaggiò avendo preso semplici
unguenti, stirpe del suo stesso virgulto,
o fanciulle, e il rossore la assalì, il quale colore
lo ha una rosa precoce o un chicco di melagrana.