Questo appunto di Greco che contiene il testo in greco antico e la traduzione in italiano di un passo tratto dalla Storia Romana di Cassio Dione (Ep. 65.4) in cui narra l'assedio di Gerusalemme, durante la guerra contro gli Ebrei.
Testo in greco antico
Ὁ δὲ Τίτος τῷ πρὸς Ἰουδαίους πολέμῳ ἐπιταχθεὶς ἐπεχείρησε μὲν αὐτοὺς λόγοις τισὶ καὶ ἐπαγγελίαις προσποιήσασθαι, μὴ πεισθεῖσι δὲ ἐπολέμει. καὶ μάχαις ταῖς μὲν πρῶταις ἀγχώμαλα ἀγωνισάμενος, εἶτα κρατήσας ἐπολιόρκει τὰ Ἱεροσόλυμα. ἦν δὲ τρία αὐτοῖς σὺν τῷ τοῦ νεὼ περιβόλῳ τείχη. οἵ τε οὖν Ῥωμαῖοι χώματά τε πρὸς τὸ τεῖχος ἐχώννυσαν καὶ μηχανήματα προσῆγον, τούς τε ἐπεκθέοντας ὁμόσε ἰόντες ἀνέστελλον, καὶ τοὺς ἐπὶ τοῦ τείχους ἐπόντας σφενδόναις καὶ τοξεύμασιν ἀνεῖργον· συχνοὺς γὰρ καὶ παρὰ βαρβάρων τινῶν βασιλέων πεμφθέντας εἶχον· καὶ οἱ Ἰουδαῖοι πολλοὶ μὲν αὐτόθεν πολλοὶ δὲ καὶ παρὰ τῶν ὁμοήθων, οὐχ ὅτι ἐκ τῆς τῶν Ῥωμαίων ἀρχῆς ἀλλὰ καὶ ἐκ τῶν πέραν Εὐφράτου, προσβεβοηθηκότες βέλη τε καὶ αὐτοὶ καὶ λίθους, τοὺς μὲν ἐκ χειρὸς τοὺς δὲ καὶ μηχαναῖς, σφοδρότερον ἅτε καὶ ἀφ᾿ ὑψηλοῦ, ἔπεμπον, καὶ ἐπεξιόντες, ᾗ καιρὸς ἦν, νυκτός τε καὶ ἡμέρας τὰς μηχανὰς ἐνεπίμπρασαν, συχνοὺς ἀπεκτίννυσαν, τόν τε χοῦν ὑπορύσσοντες ὑπὸ τὸ τεῖχος ὑφεῖλκον, καὶ τοὺς κριοὺς τοὺς μὲν βρόχοις ἀνέκλων τοὺς δὲ ἁρπάγαις ἀνέσπων· ἑτέρων τὰς προσβολὰς σανίσι παχείαις συμπεπηγμέναις τε καὶ σεσιδηρωμέναις, ἃς πρὸ τοῦ τείχους καθίεσαν, ἀπέστρεφον.
Traduzione in italiano
Tito, che era stato assegnato alla guerra contro i Giudei, si impegnò a convincerli con alcuni discorsi e promesse; ma, poiché non cedevano, mosse loro guerra. Dopo aver combattuto in prime battaglie con esito incerto, poi, avendo preso il sopravvento, assediò Gerusalemme. Questa città aveva tre mura, compresa quella che circondava il tempio. I Romani, di conseguenza, eressero tumuli contro le mura esterne, fecero avanzare le loro macchine, attaccando battaglia con coloro che uscivano per combattere, li respinsero, e con le loro fionde e frecce tennero indietro tutti i difensori delle mura; avevano infatti molti frombolieri e arcieri inviati da alcuni re barbari. Anche gli Ebrei furono aiutati da molti dei loro connazionali provenienti dalla regione circostante e da molti che avevano gli stessi costumi, non solo dall'impero romano ma anche da oltre l'Eufrate; e anche questi, data la loro posizione elevata, continuavano a scagliare dardi e pietre con non poca forza, alcuni lanciati a mano, altri lanciati per mezzo di macchine. Inoltre, facevano sortite sia di giorno sia di notte, ogni volta che si presentava l'occasione, incendiavano le macchine d'assedio, uccidevano molti dei loro assalitori e minavano i tumuli dei Romani rimuovendo la terra attraverso gallerie scavate sotto le mura. Quanto agli arieti, a volte li avvolgevano con corde e li spezzavano, a volte li tiravano su con uncini, e ancora usavano spesse assi legate insieme e rinforzate con ferro, che calavano davanti alle mura e così respingevano i colpi di altri ancora.