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Morte di Tito Tazio

INIZIO: Περιισταται παλιν εις μονον Ρωμυλον η της πολεως αρχη Τατιου τελευτησαντος...
FINE: Ταις μαγειρικαις σφαγισι και τοις βουποροις οβελοις παιομενος αποθνησκει ο Τατιος.

Il comando della città ritornò nuovamente al solo Romolo dopo la morte di Tazio in seguito ad un complotto che i capi supremi di Lavinio, che erano tutti dello stesso parere, avevano deciso contro di lui per questo motivo: poiché alcuni degli amici di Tazio avevano scacciato una banda di briganti nella regione di Lavinio, si impadronirono di molte loro ricchezze e portarono via molte greggi di armenti dopo averle portate al pascolo. Quando giunse un’ambasceria a Roma da parte di Lavinio e dopo che reclamò giustizia, da una parte Romolo ritenne giusto consegnare coloro che avevano fatto ciò per portarli via ai Laviniati, dall’altra Tazio per proteggere i suoi amici non ritenne degno che alcuni, che erano cittadini, fossero condannati da dei nemici prima di averli condotti davanti ad un tribunale; esortava coloro che giungevano a Roma dicendo di aver subito un’ingiustizia di intentare un processo contro di quelli. Da una parte gli ambasciatori non ottenendo nessuna giustizia se ne andarono irritati, dall’altra alcuni Sabini in preda all’ira si avvicinarono a quelli che dormivano durante il viaggio ( infatti la notte li aveva colti ) e gli rubarono le ricchezze e sgozzarono questi che erano stati sorpresi ancora nei letti. Dopo esser trascorso non molto tempo, poiché già gli amici si uniscono contro di lui e anche i parenti degli ambasciatori dei Laviniati, Tazio muore colpito vicino ad un altare degli dei patrii con dei coltelli sacrificali e con degli spiedi capaci di trapassare un bue.

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