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Il giudizio delle anime

Επειδαν αφικωνται οι τετελευτεκοτεη εις τον τοπον οι ο δαιμων εκαστον κομιζει, πρωτον μεν διεδικασαντο οι τε καλως και οσιως βιωσαντες και οι μη. Και οι μεβ αν δοξωσι μεσως βεβιωκεναι, πορευθεντες επι τον Αχεροντα, αναβαντες α δη αυτοις οχηματα εστιν, επι τουτων αφικνουνται εις την λιμνην, και εκει οικουσι τε και καθαιρομενοι τῶν τε ἀδικημάτων διδόντες
δίκας ἀπολύονται, εἴ τίς τι ἠδίκηκεν, των τε ευεργεσιων τιμας φερονται κατα την αξιαν εκαστος: οι δ' αν δοξωσιν ανιατως εχειν δια τα μεηεθη των αμαρτηματων, η ιεροσυλιας πολλας και μεγαλας η φονους αδικους και παρανομους πολλους εξειργασμενοι η αλλα οσα τοιαυτα τυγχανει οντα, τουτους δε η προσηκουσα μοιρα ριπτει εις τον Ταρταρον, οθεν ουποτε εκβαινουσιν.

Traduzione

Quando i morti giungono nel luogo dove il dio porta ciascuno, dapprima furono sottoposti a giudizio coloro che vissero in modo giusto e pio e coloro che non vissero in tal modo. E coloro che sembrerebbero aver vissuto con misura, andando verso l’Acheronte, salendo sulle navi che sono per loro, su queste giungono in un lago, e lì abitano e purificandosi, dopo aver scontato la pena, sono assolti dalle loro colpe, se qualcuno ha commesso qualche errore, e ricevono onori per le loro buone azioni ciascuno secondo i meriti; coloro che sembrerebbero essere imperdonabili per la grandezza dei loro sbagli, o coloro che compirono molti e grandi sacrilegi o molti, violenti ed ingiusti omicidi od altri crimini che sono per caso simili, il proprio destino ( lett. che gli è proprio ) li scaglia nel Tartaro, da dove non possono uscire.

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