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Confronto tra Pericle ed i suoi successori: c’è chi governa nel proprio interesse e chi nell’interesse dello stato

INIZIO: Περικλης ο προ των τοιυτων δημαγωγος καταστας, παραλαβων την πολιν χειρον...
FINE: Ζην μηδε ραθυμως, αλλ'οδυρμων μεστην ειναι την πολιν.

Il politico Pericle che fu eletto in carica prima di questi, venendo a conoscenza che la città aveva ambizioni più modeste che di conquistare prima un impero, non si spinse al proprio guadagno, ma lasciò il suo patrimonio minore di come lo aveva ricevuto dal padre, invece versò alla città 8000 talenti senza contare i fondi sacri. Costoro invece sono così diversi da quello che osano dire che non possono prestare attenzione agli affari privati di quelli a causa della cura della politica, è evidente che le trascuratezza hanno lasciato un tale progresso quanto non avrebbero neppure osato chiedere gli dei, mentre il popolo ateniese, di cui dicono i preoccuparsi, appare ridotto in tale stato che nessun cittadino vive piacevolmente né con serenità, ma in tal e stato che la città è piena di lamenti

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