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Titolo: La violazione dei diritti umani e dei diritti del fanciullo in Oliver Twist di

Charles Dickens. Proposta di una unità didattica

INDICE

Introduzione CAPITOLO 1

LA METODOLOGIA CLIL

1.1 La metodologia CLIL: una panoramica

1.2 Strategie didattiche per la metodologia CLIL

CAPITOLO 2

LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI E DEI DIRITTI DEL

FANCIULLO IN OLIVER TWIST DI CHARLES DICKENS.

PROPOSTA DI UNA UNITÀ DIDATTICA

2.1 Caratteristiche generali dell’unità didattica

2.2 Fasi di svolgimento dell’unità didattica

2.2.1 Studio del contesto culturale: la rivoluzione industriale

nell’Inghilterra della prima metà dell’Ottocento

2.2.2 Lavoro sul brano

2.2.3 Riflessione sulle principali tematiche

2.2.4 Attività di scrittura

2.2.5 Attività di attualizzazione delle tematiche e realizzazione del

prodotto finale

Conclusioni

Bibliografia Introduzione

Nel presente lavoro si illustrerà una proposta di unità didattica pensata

per alunni frequentanti la classe terza della scuola secondaria di I grado.

Adottando la metodologia CLIL, un brano letterario tratto dall’opera

Oliver Twist di Charles Dickens diventerà lo spunto per riflettere sulle violazioni

dei diritti umani e dei diritti del fanciullo che possono essere riscontrate tanto nel

brano quanto in altre situazioni della contemporaneità.

Pertanto, dopo aver analizzato il contesto storico-culturale della

rivoluzione industriale nell’Inghilterra della prima metà dell’Ottocento, gli

studenti leggeranno e analizzeranno un brano tratto da Oliver Twist.

Dopo una fase di riflessione sul contenuto e sugli aspetti linguistici, agli

alunni sarà richiesto di riflettere sul brano alla luce dei contenuti della

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (Onu, 1948) e della Dichiarazione

dei Diritti del fanciullo (Onu, 1923).

Agli alunni sarà dunque richiesto di fare una ricerca sui paesi in cui

ancora oggi le condizioni dei lavoratori sono precarie e vi è sfruttamento del

lavoro minorile.

Si dividerà dunque la classe in piccoli gruppi; a ognuno di essi sarà

affidato uno dei paesi emersi dalla precedente ricerca, e realizzerà un lapbook

a esso relativo. 1

CAPITOLO 1

LA METODOLOGIA CLIL

1.1 La metodologia CLIL: una panoramica

L'inglese è visto come una lingua franca e quindi è ampiamente utilizzato

come mezzo di insegnamento nei corsi in contesti non anglofoni al fine di

perseguire l'internazionalizzazione e rispondere alle esigenze della

globalizzazione, in particolare, negli istituti di istruzione superiore (Coleman,

2006). Ciò significa che le modalità di apprendimento e insegnamento

dell'inglese devono essere cambiate (Westerholm & Räsänen, 2015).

Il CLIL (Content and Language Integrated Learning) (Marsh, 1994) è uno

degli approcci comuni proposti per soddisfare le esigenze di acquisizione sia

delle competenze linguistiche che della conoscenza dei contenuti, ed è stato

comunemente adottato nell'istruzione terziaria, in particolare nei paesi europei

(Arno-Macia & Mancho-Bares, 2015).

Il CLIL è un approccio educativo a duplice focalizzazione in cui una

lingua aggiuntiva, solitamente l'inglese, viene utilizzata per l'apprendimento e

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l'insegnamento sia del contenuto che della lingua (Marsh & Frigols Martín,

2013). Gli effetti positivi dell'approccio CLIL in termini di miglioramento

linguistico sono stati ampiamente dimostrati in letteratura, anche se è stato

riscontrato che alcune abilità possono superare altre. Molti degli studi

sperimentali hanno scoperto che le capacità di comprensione o ricettività degli

studenti tendono a migliorare in modo più significativo rispetto alle loro capacità

produttive (Aguilar & Rodriguez, 2012; Dalton-Puffer, 2007).

Ciò può essere dovuto al fatto che le abilità ricettive (es. vocabolario,

ascolto o lettura) sono praticate più frequentemente rispetto alle abilità

produttive (es. scrivere o parlare) nei programmi CLIL (Coonan, 2007).

Confronti tra pronuncia, vocabolario, grammatica, fluidità e contenuto

degli studenti CLIL e non CLIL hanno mostrato che gli studenti CLIL tendono a

superare le loro controparti non CLIL (Ruiz de Zarobe, 2008).

È stato anche riscontrato che gli studenti CLIL ottengono miglioramenti

positivi in altre abilità linguistiche, tra cui lessico (Heras e Lasagabaster, 2015),

morfo-sintassi (Lorenzo, Casal e Moore, 2010), conversazione (Admiraal,

Westhoff e de Bot, 2007) e scrittura (Pessoa, Miller e Kaufer, 2014).

È stato riscontrato che il CLIL fornisce anche vantaggi non linguistici. Ad

esempio, Dupuy (2000: 219) ha scoperto che gli studenti CLIL mostrano una

maggiore fiducia in se stessi nella loro capacità di usare la lingua di

destinazione ed esprimono interesse nel proseguirne lo studio.

Il CLIL non solo favorisce l'autostima degli studenti e la motivazione ad

imparare un'altra lingua (Heras & Lasagabaster, 2015), ma aiuta anche gli

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studenti a sviluppare un atteggiamento "si può fare" verso l'apprendimento delle

lingue (Marsh, 2000).

Soprattutto, il CLIL è anche considerato un agente di cambiamento per

migliorare le capacità di comunicazione nella vita reale degli studenti, aiutandoli

a operare in modo efficiente in situazioni di interazione interculturale. Questo

vantaggio potrebbe garantire loro una posizione nel mercato del lavoro globale

competitivo.

Il CLIL, dunque, è una metodologia innovativa incentrata

sull'apprendimento della lingua e allo stesso tempo sull'insegnamento di

contenuti di un'area disciplinare come l'area umanistica o scientifica

(Coyle et al., 2010).

Pertanto CLIL significa utilizzare una lingua straniera o seconda

come mezzo di insegnamento e apprendimento per materie di livello

primario, secondario e/o professionale come matematica, scienze, arte o

economia.

Alcune caratteristiche chiave sono cruciali per creare un ambiente

di apprendimento efficace e orientato al CLIL, come:

- livelli adeguati di rendimento scolastico nelle materie insegnate

attraverso il linguaggio CLIL;

- Competenza funzionale adeguata al grado nell'ascoltare, parlare,

leggere e scrivere nella lingua CLIL;

- Livelli di competenza della prima lingua adeguati all'età in

ascolto, conversazione, lettura e scrittur

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Prof_Mary di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica dell’insegnamento con la metodologia clil e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Dindelli Barbara.
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