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Governo Rumor III (28 marzo 1970 – 6 luglio 1970)

Verbali Consiglio dei ministri

Bianchi Emanuele

Giovedì 2 aprile 1970

L'anno 1970, il giorno 2 del mese di aprile alle 19:00, si è riunito a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, sotto la Presidenza del presidente del consiglio on. Prof. Mariano Rumor. Esercita le funzioni di segretario del consiglio, in un primo tempo, l’On. Ministro Misasi e successivamente il sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio On. dott. Antonio Misaglia.

Il presidente esprime un saluto cordiale ai colleghi che hanno collaborato nei ministeri precedenti, sia quelli che continuano in questo governo, sia agli altri, ed un saluto augurale ai nuovi ministri. Rivolge inoltre un saluto per conto del consiglio al Capo dello Stato e ai presidenti delle due assemblee parlamentari. Accenna alla lunga crisi che esprime il travaglio del paese che si ripercuote sulle forze politiche. Ognuno dei ministri conosce i fatti e gli accordi intervenuti per la formazione di questo governo, due appunti accordi che dovranno costituire il punto di riferimento dell'attività del governo, sia sul piano legislativo, sia sul piano della buona e corretta amministrazione. I tempi esigono saggezza e coraggio, fantasia e realismo nello stesso tempo, secondo una spinta della realtà in rapida trasformazione. Pone in rilievo la necessità di impegno nell'attività legislativa anche per recuperare il tempo perduto e la necessità di impegno amministrativo coerente.

Due sono gli impegni fondamentali: le regioni per le quali saranno indette le elezioni nei tempi concordati e la programmazione (nuovo piano quinquennale) che deve corresponsabilizzare tutto il Consiglio dei ministri. Il momento è difficile per tutti i piani da realizzare che esigono una particolare sensibilità ed efficienza del governo. I ministri per la collaborazione che presteranno. Propone, infine, la nomina al sottosegretario per la Presidenza l'On. Misaglia.

Viene, pertanto, approvato uno schema di decreto del Presidente della Repubblica relativo alla nomina dell'On. dott. Antonio Misaglia, deputato al Parlamento, e sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, segretario del consiglio stesso. L’On. Misaglia viene subito chiamato, con l'accordo del consiglio, per prestare il giuramento ed insediarsi.

Successivamente il Consiglio dei ministri procede all'attribuzione di incarichi particolari ai seguenti ministri senza portafoglio:

  • All’On. Prof. Paolo Emilio Taviani resta affidato l'incarico di ministro per gli interventi straordinari nel mezzogiorno e nelle zone depresse del centro nord;
  • All’On. avv. prof. Giacinto Bosco sono affidati i compiti politici particolari e di coordinamento, con speciale riguardo alla presidenza della delegazione italiana all’O.N.U.;
  • All’On. dott. Mario Ferrari Aggradi l'incarico dei rapporti con il Parlamento;
  • L’On. avv. Eugenio Gatto è incaricato per i problemi relativi all’attuazione delle regioni;
  • All’On. ing. Camillo Ripamonti è attribuito il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica;
  • L’On. avv. Gaspari è incaricato della riforma della pubblica amministrazione.

Inoltre, il consiglio conferisce al ministro per il bilancio e la programmazione economica, On. dott. Antonio Giolitti, l'incarico di delegato permanente presso l’O.C.S.E. Dopodiché il consiglio approva uno schema di decreto del Presidente della Repubblica con il quale sono nominati sottosegretari di Stato per:

  • La Presidenza del Consiglio dei ministri: gli onorevoli dott. Aurelio Curti, deputato al Parlamento, avv. Giuseppe Di Vagno, deputato al Parlamento, Francesco Possa, senatore della Repubblica e dott. Giovanni Zonca, senatore della Repubblica;
  • Gli Affari Esteri: gli onorevoli dott. Prof. Alberto Remporad, deputato al parlamento dott. prof. Mario Pedini deputato al parlamento e rag. angelo Salizzoni deputato al parlamento;
  • L’Interno: gli onorevoli avv. Nello Mariani deputato al Parlamento avv. Ernesto Pucci deputato al Parlamento dott. Adolfo Sarti, deputato al Parlamento e Franco Tedeschi, senatore della Repubblica;
  • La Grazia e la Giustizia: gli onorevoli Michele Pellicani, deputato al Parlamento e avv. Minio Pennacchini, deputato al Parlamento;
  • Il Bilancio e la Programmazione Economica: l’On. avv. Barbaro Lo Giudice, senatore della Repubblica;
  • Le Finanze: gli onorevoli dott. Gioacchino Attaguile senatore della Repubblica prof. Luigi Borghi deputato al Parlamento e avv. Giuseppe Machiavelli, deputato al Parlamento;
  • Il Tesoro: gli onorevoli dott. Prof. Venerio Cattani, deputato al Parlamento, avv. Bonaventura Picardi, senatore della Repubblica, avv. Dante Schietrona una virgola senatore della Repubblica e dott. Giuseppe Sinesio, deputato al Parlamento;
  • La Difesa: gli onorevoli avv. Mario Marino Guadalupi, deputato al Parlamento, dott. Attilio Iozzelli, deputato al Parlamento e dott. Vito Lattanzio, deputato al Parlamento;
  • La Pubblica Istruzione: gli onorevoli dott. prof. Oddo Biasini, deputato al Parlamento, avv. Elena Gatti Caporaso, senatore della Repubblica, ing. prof. Pierluigi Romita, deputato al Parlamento e dott. Elio Rosati, deputato al Parlamento;
  • I Lavori Pubblici: gli onorevoli dott. Luigi Angrisani, deputato al Parlamento, dott. Vincenzo Russo deputato al Parlamento e avv. Vincenzo Scarlato, deputato al parlamento;
  • L'Agricoltura e le Foreste: gli onorevoli avv. Dario Antoniozzi, deputato al Parlamento, Anselmo Martoni, deputato al parlamento Giuseppe Tortora senatore della repubblica e avv. Giovanni Venturi senatore della repubblica;
  • I Trasporti e l'Aviazione Civile: gli onorevoli Onorio Centrarle, senatore della repubblica e Sebastiano Vincelli, deputato al parlamento;
  • Le Poste le Telecomunicazioni: gli onorevoli ing. Guido Ceccherini, deputato al Parlamento, dott. Bernardo d'Arezzo, deputato del Parlamento e dott. Aldo Venturini, deputato al Parlamento;
  • L'Industria il Commercio e l'Artigianato: gli onorevoli dott. prof Loris Biagioni, deputato al Parlamento, Fernando de Marzi, senatore della Repubblica e dott. Oscar Mammì, deputato al Parlamento;
  • Il Lavoro e la Previdenza sociale: gli onorevoli dott. Lucio Mariano Brandi, deputato al Parlamento, prof. Leandro Rampa deputato al Parlamento e Mariano Toros, deputato al Parlamento;
  • Il Commercio con l'estero: gli onorevoli Corrado Belci, deputato al Parlamento e dott. Renzo Forma, senatore della Repubblica;
  • La Marina Mercantile: gli onorevoli avv. Paolo Cavezzali, senatore della Repubblica e dott. Vittorio Cervone deputato al Parlamento;
  • Le Partecipazioni Statali: l’On. dott. Francesco Principe, deputato al parlamento;
  • La Sanità: gli onorevoli dott. prof. Maria Pia Dal Canton, senatore della Repubblica e dott. prof. Girolamo La Penna senatore della repubblica;
  • Il Turismo e lo Spettacolo: gli onorevoli Franco Evangelisti, deputato al Parlamento e Gianni Usvardi, deputato al Parlamento.

Giolitti: chiede se il presidente ritenga opportuno discutere nella prossima riunione anche la annuale relazione della situazione economica.

Moro: chiede l'approvazione di alcuni regolamenti per alcuni concorsi.

Donat-Cattin: ritiene che una volta superato il termine del 31 marzo convenga perdere ancora una settimana e discutere con calma il documento. Chiede la proroga della legge GESCAL che è urgente. Altro provvedimento urgente è quello dei licenziamenti della SETAF.

Preti: ritiene che l’impostazione del programma del governo debba essere data dal discorso del presidente alle camere.

Mariotti: ritiene utile ritardare la presentazione del documento sulla situazione economica per discuterlo collegialmente.

Ferrari Aggradi: fa presente che i presidenti delle assemblee legislative sollecitano la presentazione della relazione economica. Del resto molte volte il documento non è stato discusso in Consiglio dei ministri.

Tanassi: si sofferma sul tema dell'autonomia dell'esecutivo per precisare che se questo viene posto nell'ambito del sistema costituzionale italiano è d'accordo sulla discussione del documento. Peraltro, non potrebbe accettare una discussione che mettesse oggi in pericolo l'accordo fra i partiti.

Reale: mette in guardia dal facile ricorso allo strumento del decreto-legge che è un mezzo eccezionale di legiferare.

Rumor: fa presente che i due ministri finanziari hanno titolo per presentare il documento tempestivamente dato che si tratta di dati e consuntivi che possono essere discussi anche successivamente. Per il tema sollevato da Tanassi fa presente che l'accordo è garantito dal presidente del consiglio e allorché esso viene meno viene anche meno la ragione d'essere del governo. Conviene che il ricorso ai decreti-legge deve essere fatto giustificatamente ed eccezionalmente. È d'accordo con Colombo sulla necessità di evitare l'esame di provvedimenti che non siano stati preventivamente diramati. Per il caso GESCAL sollevato dal ministro del lavoro se non si può fare per via amministrativa d'accordo per il decreto-legge. Per la legge dipendenti SETAF è urgente ma non occorre ricorso al decreto-legge.

Gasparri: chiede se che sia interessato il ministero della riforma burocratica per il quanto riguarda i provvedimenti in materia di personale.

Rumor: tutti provvedimenti che interessano il personale vanno concordati, come nel passato, con la riforma burocratica. La seduta ha termine alle 20:00.

[ACS, PCM, Verbali Consiglio dei ministri, b.80]

Giovedì 30 aprile 1970

L'anno 1970, il giorno 30 del mese di aprile, alle 18:40, si è riunito a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, sotto la Presidenza del presidente del consiglio on prof Mariano Rumor. Sono assenti giustificati i ministri Moro, Ottaviani, Giolitti, Preti e Gava; non giustificati i ministri Lauricella e Mariotti. Segretario, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio On. dott. Antonio Bisaglia.

Su proposta del ministro di Grazia e Giustizia, il consiglio prende in esame un disegno di legge concernente delega al Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia e indulto. Reale riferisce.

Ferrari Aggradi: chiede notizie sull’amnistia dei reati finanziari. Viene assicurato che sarà fatto un provvedimento a parte.

Tanassi: credeva che questo progetto dovesse essere esaminato, data la delicatezza, da un comitato politico anche perché manca la relazione. Sono provvedimenti che richiedono maggiore meditazione. Non ostacola il provvedimento e fa affidamento sul senso di responsabilità del ministro della Giustizia.

Donat-Cattin: fa presente che le organizzazioni sindacali hanno manifestato riserve per il fatto che vi sia un'unica amnistia per i reati sindacali e comuni. Condivido queste riserve. Prendo atto che l'accordo di governo prevede un unico provvedimento di amnistia. Dobbiamo prevedere che i sindacati faranno sentire la loro voce nella discussione parlamentare attraverso i vari gruppi.

Bosco: il disegno di legge presentato da Reale corrisponde agli impegni di governo: reati per le manifestazioni sindacali, reati comuni amnistiati in occasione del venticinquesimo anno della liberazione e del centenario di Roma capitale. Per il reato di cui l'articolo 338 C.P. fa presente che nelle passate amnistie si prevedeva l'amnistia solo per il reato contro i corpi amministrativi; oggi si prevede l'amnistia per i reati contro il parlamento e altre istituzioni di grande valore.

Mannironi: chiede che i testi dei provvedimenti in questi casi siano preventivamente comunicati.

De Martino: siamo partiti da una richiesta di amnistia solo per i reati sindacali ma negli accordi di governo abbiamo accettato l'amnistia unica che fu accettata dai sindacati ponendo in rilievo in modo sostanziale la differenza fra i due tipi di reati. Infatti l'amnistia si limita per i reati comuni, solo a quelli che comportano una pena detentiva fino a tre anni, per i reati sindacali si estende fino a 5 anni.

Rumor: fa presente a Tanassi che per questa materia si è sempre portato il testo direttamente al Consiglio dei ministri. Fa altresì presente che nel tipo di amnistia ci si è tenuti fedelmente agli impegni di governo. Condivide l'osservazione di Bosco circa il limitato riferimento ai corpi amministrativi nelle precedenti amnistie. Richiama l'attenzione

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

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