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PERCORSI DI FORMAZIONE PER IL CONSEGUIMENTO

DELLA SPECIALIZZAZIONE PER LE ATTIVITÀ

DI SOSTEGNO DIDATTICO AGLI ALUNNI CON DISABILITÀ AI SENSI DEL

D.M. 30 SETTEMBRE 2011 – VIII CICLO

A.A. 2022/2023

S S P G

CUOLA ECONDARIA DI RIMO RADO

Il Deficit di Attenzione nelle Persone Autistiche

INTRODUZIONE ............................................................................................................ 4

PARTE I: I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO E BASI NEUROBIOLOGICHE DEL

DEFICIT DI ATTENZIONE ............................................................................................... 5

1.1 Introduzione al disturbo dello spettro autistico ............................................................. 5

..................................................................................................... 11

1.2 Eziologia e genetica .................................................................................. 12

1.3 I deficit delle funzioni esecutive ..................................... 13

1.4 Le variazioni strutturali della corteccia parietale e frontale

................................................................................................ 15

1.5 Ippocampo e amigdala

1.6 L'interconnessione neurobiologica tra glutammato e vie dopaminergiche

....................................................................................................................... 16

nell'autismo ....................................................................................... 17

1.7 La comorbilitá con l’ADHD

PARTE 2: INTERVENTI PSICOEDUCATIVI ..................................................................... 20

....................... 20

2.1 Ripercussioni del deficit d’attenzione e concentrazione nell’autismo

............................................................................................................ 21

2.2 Il metodo ABA

................................................................................................................... 23

2.2.1 Le regole ................................................................................................................. 25

2.2.2 Il rinforzo .................................................................................... 27

2.2.3 Uso dei supporti informatici ................................................................................... 28

2.2.4 Strutturazione dell'ambiente

CONCLUSIONE ............................................................................................................ 31

BIBLIOGRAFIA ............................................................................................................ 32

PARTE II ...................................................................................................................... 33

RELAZIONE SULL’ESPERIENZA PROFESSIONALE DEL TIROCINIO ................................. 33

INTRODUZIONE .......................................................................................................... 33

CAPITOLO 1 - LA RICOGNIZIONE DEL CONTESTO SCOLASTICO ................................... 35

1.1 La scuola in cui sono state svolte le attività di tirocinio ......................................... 35

1.2 Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa della scuola accogliente ........................ 37

1.3 I progetti della scuola finalizzati all’integrazione e all’inclusione attivati per l’a.s.

2023/2024 ......................................................................................................................... 40

CAPITOLO 2 – L’ESPERIENZA CONDOTTA IN CLASSE ................................................... 44

.................................................................................. 44

2.1 Il tutor della scuola accogliente .............................................................. 45

2.2 La classe in cui si è svolto il tirocinio diretto

....................................................................... 48

2.3 L’allievo con cui si è svolto il tirocinio

2.4 Gli interventi educativo-didattici progettati: il quadro pedagogico e metodologico-

............................................................................................................................ 50

didattico ..... 52

2.5 Presentazione della proposta didattica: interventi educativo-didattici realizzati

2

CAPITOLO 3 – RIFLESSIONI SULL’ESPERIENZA DI TIROCINIO ...................................... 60

3.1 Riflessioni sul tirocinio diretto e indiretto svolto presso l’Istituzione scolastica

............................................................................................................................ 60

ospitante ...................................... 61

3.2 Riflessioni sul tirocinio indiretto svolto presso l’Università

CONCLUSIONE ............................................................................................................ 63

PRODOTTO MULTIMEDIALE DELLE TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE E

DELL’INFORMAZIONE (T.I.C.) ..................................................................................... 65

Titolo progetto ........................................................................................................... 66

................................................................................................................................ 66

Indice

1. Introduzione .............................................................................................................. 66

.............................................................................................................. 68

2. Destinatario ............................................................. 69

3. Prerequisiti ed Obiettivi di apprendimento

.................................................................... 72

4. Articolazione dell’intervento didattico

.................................................................................................... 74

5. Strategie utilizzate .................................................................................................. 74

6. Modalità di verifica

3

INTRODUZIONE

Nell'ampio panorama dei disturbi del neurosviluppo, l'autismo riveste un ruolo di

particolare rilevanza, presentando una molteplicità di manifestazioni comportamentali e

cognitive che ne rendono la comprensione e il trattamento una sfida continua per gli

operatori del settore. In questa tesi, voglio porre l’attenzione su un aspetto cruciale

dell'autismo: il deficit di attenzione e concentrazione. Questo tema ha attirato la mia

attenzione durante la mia esperienza di tirocinio, dove le difficoltà incontrate

nell'interagire con l'alunno con disturbo dello spettro autistico a me affidato, che spesso

manifestava scarsa capacità di mantenere l'attenzione su compiti specifici e di regolare i

propri comportamenti, mi hanno spinto a voler approfondire ulteriormente l'argomento.

L'obiettivo di questa tesi è quindi quello di esplorare le basi neurobiologiche del deficit

di attenzione nelle persone autistiche, analizzando le disfunzioni a livello cerebrale

coinvolte e le implicazioni che ciò comporta per lo sviluppo di interventi terapeutici

efficaci. Attraverso questa ricerca, spero di poter contribuire alla comprensione e al

trattamento di questo aspetto critico dell'autismo, così da poter offrire un aiuto concreto

all’alunno che ho avuto l'opportunità di assistere durante il tirocinio, a tutti gli altri alunni

con simili disturbi che mi capiterà di incontrare nella mia carriera e a coloro i quali, come

me, si troveranno a lavorare con persone autistiche nel loro percorso professionale.

4 PARTE I: I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO E BASI

NEUROBIOLOGICHE DEL DEFICIT DI ATTENZIONE

1.1 Introduzione al disturbo dello spettro autistico

L'autismo è un disturbo del neurosviluppo biologicamente determinato, il che significa

che è causato da una combinazione di fattori genetici e ambientali che influenzano lo

sviluppo cerebrale durante i primi anni di vita ed emerge entro circa i tre anni di vita.

Il DSM-5 delinea due tratti fondamentali che caratterizzano il disturbo dello spettro

autistico: una persistente carenza nell'ambito della comunicazione e dell'interazione

sociale in molteplici contesti, e la manifestazione di modalità comportamentali, interessi

e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati. Questi aspetti si evidenziano attraverso una

molteplicità di sfaccettature, quali il ritardo o l'assenza completa nello sviluppo del

linguaggio verbale, la compromissione nella capacità di avviare e mantenere una

conversazione significativa, l'adozione di modalità linguistiche stereotipate o ripetitive e

la scarsa partecipazione a giochi di simulazione o imitazione sociale. In aggiunta, possono

manifestarsi difficoltà nell'adottare comportamenti non verbali, come l'evitamento del

contatto visivo, la limitatezza delle espressioni facciali e la rigidità delle posture.

Come conseguenza diretta delle difficoltà intrinseche nel comprendere e rispondere

adeguatamente alle norme sociali non esplicite che regolano le interazioni umane, gli

individui affetti da disturbi dello spettro autistico possono vivere l'esperienza

dell'isolamento e dell’alienazione. Questi individui, a causa delle peculiari caratteristiche

neurobiologiche e cognitive associate all'autismo, possono trovarsi in una posizione

svantaggiata nell'ambito delle dinamiche sociali.

Le difficoltà nell'interpretare le espressioni facciali, il linguaggio del corpo e le sfumature

tonali possono portare a malintesi e a una percezione distorta delle intenzioni degli altri,

contribuendo così a un senso di estraneità, inadeguatezza ed isolamento emotivo.

Questo senso di alienazione può essere amplificato dall'ambiente circostante, che spesso

manca di comprensione e sostegno nei confronti delle esigenze specifiche degli individui

autistici. L'insensibilità sociale, la discriminazione e la stigmatizzazione possono

esacerbare il senso di alienazione e isolamento, creando barriere aggiuntive all'inclusione

e alla partecipazione sociale.

5

Affrontare e mitigare questo senso di isolamento e alienazione richiede un approccio

olistico e multidisciplinare. È essenziale fornire agli individui autistici un ambiente

sociale accogliente e comprensivo, in cui le loro esigenze e le loro peculiarità vengano

riconosciute e rispettate. Interventi mirati che sviluppino le abilità sociali e comunicative,

insieme a programmi di sensibilizzazione e educazione sulla neurodiversità, possono

contribuire a creare un ambiente più inclusivo e solidale.

Inoltre, è fondamentale promuovere la consapevolezza e l'empatia nella società in

generale, affinché gli individui autistici siano accettati e valorizzati per le loro unicità e

le loro potenzialità. Attraverso un impegno collettivo per superare le barriere sociali e

promuovere la comprensione reciproca, si può contribuire a ridurre il senso di isolamento

e alienazione per gli individui autistici, consentendo loro di partecipare pienamente alla

vita sociale e godere di relazioni significative e soddisfacenti.

Oltre alle sfide che caratterizzano le interazioni sociali e la comunicazione, l'autismo

rivela la sua complessità influenzando profondamente il comportamento e gli interessi

degli individui affetti. Questa varietà di manifestazioni comportamentali, tipicamente

associate al disturbo, costituisce un altro aspetto cruciale da comprendere e affrontare.

Questi comportamenti possono manifestarsi attraverso una vasta gamma di modalità, tra

cui movimenti ripetitivi delle mani, oscillazioni del corpo, fluttuazioni dello sguardo o

perseverazione su specifici oggetti o attività. Tale ripetitività può svolgere diverse

funzioni per gli individui autistici, quali la regolazione sensoriale, la gestione dell'ansia o

la ricerca di conforto e prevedibilità nell'ambiente circostante.

In aggiunta, molti individui con autismo mostrano una marcata tendenza a seguire routine

fisse e a resistere al cambiamento. Questo rigido attaccamento alle routine può estendersi

a diversi aspetti della vita quotidiana, dalle abitudini alimentari alla sequenza di attività

giornaliere. La deviazione da queste routine consolidate può scatenare ansia e disagio

significativi per gli individui autistici, sottolineando l'importanza di mantenere un

ambiente strutturato e prevedibile per favorire il benessere e la tranquillità.

Parallelamente, molti individui autistici sviluppano interessi intensi e focalizzati su

argomenti specifici. Questi interessi possono manifestarsi in forme estreme di

specializzazione e profonda conoscenza su determinati temi, spesso molto ristretti e di

nicchia. Sebbene questa intensa focalizzazione possa rappresentare una fonte di

6

gratificazione e realizzazione per gli individui autistici, può anche comportare sfide nel

gestire le interazioni sociali e nell'adattarsi a contesti diversificati.

Affrontare e gestire efficacemente questi tratti comportamentali richiede un approccio

individualizzato e comprensivo, che tenga conto delle esigenze e delle peculiarità di

ciascun individuo autistico. Interventi basati sull'analisi funzionale del comportamento,

sulla terapia cognitivo-comportamentale e sull'approccio centrato sull'individuo possono

fornire strumenti utili per gestire comportamenti ripetitivi e resistenza al cambiamento,

mentre l'incoraggiamento e il supporto alla coltivazione degli interessi possono favorire

lo sviluppo di competenze sociali e la partecipazione attiva nella comunità.

Inoltre, è importante riconoscere e rispettare la diversità di interessi e passioni degli

individui autistici, fornendo opportunità per esplorare e coltivare le proprie inclinazioni

e talenti. Un ambiente inclusivo e accogliente, che valorizzi la diversità e promuova la

comprensione reciproca, può favorire l'integrazione sociale e il benessere emotivo degli

individui autistici, consentendo loro di esprimere appieno la propria autenticità e

individualità.

Oltre alle peculiari caratteristiche diagnostiche elencate fino ad ora che definiscono il

quadro clinico dell'autismo, è importante sottolineare la complessità degli ulteriori

problemi non specifici che possono manifestarsi nei bambini affetti da questa condizione.

Tra questi, si annoverano una vasta gamma di disturbi, quali fobie, disturbi del sonno e

dell'alimentazione, manifestazioni di aggressività, incluse quelle auto-dirette, e reazioni

di collera.

Le fobie, spesso riscontrate in individui autistici, possono manifestarsi in risposta a

stimoli specifici o situazioni che generano ansia e timore, contribuendo a limitare

ulteriormente le esperienze e le attività quotidiane del bambino. I disturbi del sonno e

dell'alimentazione rappresentano un'ulteriore sfida per individui autistici e le loro

famiglie, poiché possono influenzare negativamente il benessere fisico e psicologico,

nonché la regolarità delle attività quotidiane.

L'aggressività, sia diretta verso gli altri che auto-diretta, è un'altra manifestazione

comportamentale non specifica che può essere osservata nei bambini autistici. Questa

forma di aggressione può derivare da una serie di fattori, quali la frustrazione, l'incapacità

di comunicare efficacemente le proprie esigenze e il disagio provocato da stimoli

7

sensoriali intensi, rappresentando una sfida significativa per gli individui autistici e coloro

che si prendono cura di loro.

Nell'analizzare, invece, più nel dettaglio le caratteristiche psicologiche che caratterizzano

gli individui affetti da disturbi dello spettro autistico, emergono anche altre sfaccettature

importanti. Vi sono, ad esempio, le complesse dinamiche legate alla sensibilità sensoriale,

che rappresentano un aspetto fondamentale nella configurazione dell'esperienza

individuale e nella risposta agli stimoli ambientali.

È noto che molte persone autistiche manifestino una sensibilità sensoriale accentuata o,

al contrario, attenuata, la quale può profondamente influenzare la loro percezione del

mondo circostante e la loro capacità di interagire con l'ambiente esterno. Questa

sensibilità sensoriale atipica può riguardare diversi moduli sensoriali, compresi suoni,

luci, texture e odori, determinando una varietà di risposte comportamentali e emotive.

Per alcuni individui autistici, la sensibilità sensoriale aumentata può tradursi in una

maggiore suscettibilità agli stimoli sensoriali, rendendoli iper-reattivi o iper-attenti a

determinati input sensoriali. In questo contesto, suoni troppo forti, luci accecanti o

sensazioni tattili intense possono essere avvertiti come eccessivamente disturbanti o

sgradevoli, generando disagio e ansia nell'individuo.

Si può manifestare una sensibilità sensoriale ridotta, che si traduce in una minore reattività

agli stimoli ambientali e in una ridotta percezione sensoriale. Questa riduzione della

sensibilità sensoriale può influenzare la capacità dell'individuo di percepire e rispondere

adeguatamente agli stimoli esterni, compromettendo la sua capacità di adattarsi

all'ambiente circostante e di partecipare attivamente alle attività quotidiane.

È cruciale comprendere che la variazione nella sensibilità sensoriale è una caratteristica

individuale e soggettiva, che può variare notevolmente da persona a persona. Inoltre,

l'impatto della sensibilità sensoriale atipica sull'esperienza e sul comportamento degli

individui autistici può essere complesso e multifattoriale, influenzato da una serie di

fattori individuali, ambientali e situazionali.

Affrontare in modo efficace le sfide legate alla sensibilità sensoriale richiede un approccio

personalizzato e sensibile alle esigenze specifiche di ciascun individuo autistico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher learningeasy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Murdaca Anna Maria.
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