«C'è chi mi prende in giro per la diagnosi che mi è stata fatta. Ma la sindrome di
Asperger non è una malattia, è un dono».
(Greta Thunberg)
INDICE
Introduzione ……………………………………………………
Cap. 1 La sindrome di Asperger: un'analisi approfondita ………………..
1.1 Definizione e caratteristiche principali della sindrome …….
1.2 Studi sulla sindrome ………………………………………..
1.3 Implicazioni sociali e relazionali …………………………...
Cap. 2 Asperger nel mondo dello sport e dell’arte ……………………….
2.1 Studio dei casi e testimonianze di individui con sindrome di
Asperger nel contesto sportivo ……………………………..
2.2 Benefici dell’attività creativa nell'ambito dell'Asperger ……
2.3 Approcci e strategie per favorire l'inclusione e la
partecipazione degli individui con Asperger nell’ambito
sportivo e creativo ….............................................................
Cap. 3 Strategie di intervento per il miglioramento delle carenze sociali
3.1 Analisi dei meccanismi che migliorano la socializzazione
degli individui con Asperger nell’ambito scolastico ,,,,…….
3.2 Interventi risolutivi e terapia nei Disturbi dello Spettro
Autistico ……………………………………………………
3.3 Riflessioni sull'importanza di riconoscere e valorizzare le
propensioni specifiche degli individui con Asperger ………
Conclusioni ………………………………………………...
Bibliografia ………………………………………………...
Sitografia ………………………………………………….. 1
INTRODUZIONE
L’ispirazione per questa tesi è nata per caso, mentre osservavo un banale video su
You Tube. Guardavo quasi rapita l’espressione vispa e unica di questo pilota
“atipico”, che catturava la mia attenzione non solo per come si mostrava nel video,
ma anche e soprattutto per la sublime intelligenza che trapelava dai suoi discorsi.
Mi sono appassionata ai suoi video fino a quando, in uno in particolare, ha ammesso
di aver ricevuto da poco la diagnosi di Sindrome di Asperger. Quest’ultima è una
condizione neurobiologica situata nei disturbi dello spettro autistico, presenta sfide
uniche che influenzano l'interazione sociale e la comunicazione. Tuttavia, ambiti
come lo sport e le attività creative ed artistiche possono offrire preziose opportunità
per migliorare la socializzazione e l'inclusione degli individui con Asperger. Questo
elaborato esplora come tali attività possano favorire lo sviluppo di abilità sociali e
interpersonali, creando un contesto più attrattivo ed accogliente per queste persone.
Il primo capitolo offre una panoramica sulla sindrome di Asperger, delineandone la
definizione, la storia e le implicazioni sociali. Si esamina dettagliatamente come la
comprensione di questa condizione si sia evoluta nel tempo e come essa influisca
sulle relazioni sociali e sul funzionamento quotidiano degli individui che ne sono
affetti.
Il secondo capitolo si concentra sulle esperienze dirette e sulle testimonianze di
persone con Asperger nel contesto sportivo ed artistico. Si analizzano modalità
efficaci per coinvolgere questi individui in attività scolastiche ed extrascolastiche,
evidenziando i benefici che lo sport e le attività creative possono apportare in
termini di sviluppo personale e socializzazione.
Il terzo capitolo affronta le diverse modalità di intervento e le terapie disponibili sia
nel contesto scolastico che al di fuori di esso. Vengono discusse strategie per
valorizzare socialmente gli individui con Asperger, promuovendo un ambiente che
riconosca e apprezzi le loro capacità uniche.
Attraverso un'analisi approfondita e un approccio multidisciplinare, questa tesi mira
a dimostrare come lo sport e l’arte possano diventare strumenti potenti per
migliorare la qualità della vita nelle persone con Asperger, favorendo una maggiore
interazione sociale e una più ampia inclusione nella comunità. 2
CAPITOLO 1
LA SINDROME DI ASPERGER:
UN'ANALISI APPROFONDITA
1.1 Definizione e caratteristiche principali della sindrome
La sindrome di Asperger è una condizione che fa parte dello Spettro Autistico,
caratterizzata da peculiari modalità di interazione sociale, comportamenti ripetitivi
e interessi specifici. Questo disturbo prende il nome dallo psichiatra austriaco Hans
Asperger, che lo descrisse per la prima volta nel 1944. Tuttavia, la sindrome di
Asperger è stata ufficialmente riconosciuta solo negli anni '90 e, fino ad allora,
molte persone con questa condizione venivano spesso mal diagnosticate o non
diagnosticate affatto. Inizialmente, si discuteva dei Disturbi Pervasivi dello
Sviluppo (abbreviati in PDD), un termine introdotto nel 1943 da Leo Kanner per
descrivere un gruppo di bambini con gravi compromissioni nel comportamento
sociale, nella comunicazione e nel linguaggio, oltre a manifestare interessi ristretti
e ripetitivi. Questo concetto ha preso forma come una categoria separata, distinta
dalla "psicosi" o dalla "schizofrenia". 1
Attualmente, l'acronimo PDD è incluso nel DSM-IV (APA, 2000) e indica un
insieme di disturbi neuropsichiatrici che emergono nei primi anni di vita. Questi
includono il disturbo autistico, il disturbo di Asperger, il disturbo disintegrativo
della fanciullezza (o disturbo di Heller), il disturbo pervasivo dello sviluppo non
altrimenti specificato e la sindrome di Rett. Con l'introduzione del DSM-5, questi
sottotipi sono stati raccolti in una categoria unificata chiamata "Disturbi dello
Spettro Autistico" (Aggio, 2012). La principale innovazione di questa versione è
stata quella di considerare la sindrome di Asperger non più come un disturbo
separato, ma di incorporarla all'interno dello spettro autistico. Questa scelta di
adottare un termine unico per diverse categorie, come spiega Attwood (2006),
1 Il DSM è un manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali, è un testo redatto da una
commissione di esperti
nominata dall’APA Associazione Americana degli Psichiatri. Elenca le definizioni dei disturbi
mentali che incontrano il consenso degli psichiatri e della comunità scientifica internazionale. 3
risponde alle preferenze dei professionisti della salute mentale e degli accademici
in tutto il mondo. Recentemente, l'American Society of Human Genetics (Ashg) ha
condotto una significativa ricerca sull'autismo. I ricercatori hanno identificato 102
geni correlati all'autismo, di cui 52 sono strettamente legati ai disturbi dello spettro
autistico, mentre altri 47 sono associati a disabilità intellettive e sviluppo
neurologico, che possono anche includere l'autismo. I restanti tre geni sembrano
2
essere collegati sia alle disabilità intellettive che all'autismo. Questi risultati sono
cruciali poiché forniscono una migliore comprensione dell'ereditarietà e della
biologia dell'autismo. Inoltre, aiutano a distinguere tra le diverse manifestazioni
genetiche, consentendo di determinare se si tratta di disturbi dello spettro autistico
o di problematiche con caratteristiche simili all'autismo. Una delle caratteristiche
salienti della sindrome di Asperger è la difficoltà nelle interazioni sociali. Le
persone affette da questa condizione spesso hanno difficoltà a comprendere le sottili
regole non scritte della comunicazione sociale, come il mantenimento del contatto
visivo, la comprensione delle espressioni facciali e il riconoscimento dei segnali
verbali e non verbali degli altri. Questa difficoltà può portare a un senso di
isolamento e a difficoltà nel formare e mantenere relazioni significative.
Gli individui con sindrome di Asperger tendono anche ad avere interessi
particolarmente intensi su argomenti specifici: questi interessi possono essere
estremamente dettagliati e specializzati e l'individuo può dedicare loro un'enorme
quantità di tempo e attenzione.
I comportamenti ripetitivi o ritualistici sono anche comuni nella sindrome di
Asperger e possono includere movimenti fisici ripetitivi, come dondolarsi o battere
le mani, e una forte predilezione per routine fisse e prevedibili. Questa tendenza
verso la ripetizione e la rigidità può portare a una sensazione di sicurezza e controllo
per l'individuo. Alcune persone con sindrome di Asperger possono anche
sperimentare sensibilità sensoriali aumentate o diminuite. Possono essere
ipersensibili a determinati stimoli sensoriali come suoni forti, luci intense o tessuti
ruvidi, o possono essere meno sensibili a stimoli sensoriali come il dolore o la
2 Viola R., La Repubblica, 2019 V.d. URL https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-
ricerca/2018/10/23/news/il_piu_ampio_studio_genetico_sull_autismo_trovati_102_geni_associati-
209212857/ 4
temperatura. Gli individui con Asperger, nonostante le sfide legate soprattutto alla
comunicazione verbale e non verbale e all'interazione sociale, possono dimostrare
notevoli abilità cognitive e talenti eccezionali, rappresentati da ciò che sono
comunemente chiamate "isole di capacità". Queste sono forme di intelligenza e
abilità notevoli, specialmente nell'ambito dell'analisi e della matematica. Possono
mostrare anche una memoria eccezionale per le poesie e i nomi. Il dibattito
sull'autismo e sulla sindrome di Asperger è ancora acceso nella comunità scientifica
e tra gli esperti del settore: si discute se la sindrome di Asperger sia un disturbo
specifico caratterizzato da abilità uniche non presenti in altre condizioni o se sia
semplicemente una forma di autismo con un quoziente intellettivo superiore alla
media. Un'altra caratteristica distintiva della sindrome di Asperger è la difficoltà
nel comprendere e gestire le emozioni, sia proprie che degli altri. Gli individui con
questa condizione possono avere difficoltà a riconoscere le proprie emozioni e ad
esprimerle in modo appropriato, così come a comprendere le emozioni degli altri e
a rispondere in modo empatico. Questo può portare a situazioni sociali difficili e a
una sensazione di estraneità.
1.2 Studi sulla sindrome
Uno dei primi studiosi che ha avuto un impatto significativo nella storia
3
dell'autismo fu Chaskel Lieb Kanner , anche noto come Leo Kanner.
Il lavoro di Ewa Ssucharewa è stato fondamentale per quest’ultimo, tanto che è stata
4
citata in una sua pubblicazione del 1949 . Nonostante il contributo anticipatorio di
Ssucharewa, è stato Kanner nel 1943 a introdurre per primo il termine "autismo".
Il suo lavoro è considerato una pietra miliare: Leo Kanner ha iniziato a utilizzare il
termine "autismo infantile precoce" per descrivere un insieme di sintomi osservati
in undici bambini, dai due ai dieci anni, il cui comportamento era atipico e distante
3 Leo Kanner (Klekotow, 13 giugno 1894 – Sykesville, 3 aprile 1981) è stato uno psichiatra
austriaco naturalizzato statunitense.
4 L.Kanner, “Problems of nosology and psychodynamics of early infantile autism”, 1949 5
dalla norma. Questi bambini mostravano scarso interesse per gli altri,
comportamenti ripetitivi e movimenti corporei insoliti.
Durante le sue osservazioni, Kanner descrisse i bambini come privi della capacità
innata di formare contatti affettivi, colpiti da una incapacità di reagire con gli altri
in un mondo normale e con un desiderio ossessivo di mantenere inalterato il proprio
ambiente e le proprie abitudini di vita.
Nonostante alcune abilità come il linguaggio e la capacità di contare, molti di questi
bambini presentavano problemi di apprendimento; l'immagine di un bambino
silenzioso e chiuso in sé stesso, dominante per anni, ha cominciato a evolversi con
la comprensione di forme meno gravi di autismo, come descritto successivamente
da Hans Asperger nel 1944, dando vita alla Sindrome di Asperger.
L'importante contributo di Lorna Wing, una psichiatra britannica, è stato
fondamentale per la comprensione e il trattamento dell'autismo. Nel 1981, è stata la
prima a introdurre ufficialmente il termine "sindrome di Asperger", riscoprendo e
riconoscendo gli scritti di Hans Asperger.
Wing ha osservato che le descrizioni di Leo Kanner, utilizzate per la diagnosi
dell'autismo, non erano sufficientemente accurate per alcuni individui. Nel suo
articolo del 1981, ha descritto casi che si avvicinavano di più alla sindrome di
Asperger che all'autismo di Kanner, infatti, la sindrome di Asperger è stata vista
come una variante dell'autismo ad alto funzionamento caratterizzata da una
combinazione di sintomi tipici dell'autismo e da un'intelligenza elevata. Le sue
ricerche hanno portato ad una revisione dei criteri diagnostici e all'inclusione della
sindrome di Asperger nei disturbi pervasivi dello sviluppo.
Hans Asperger, invece, osservò una modalità unica di interazione sociale e
comportamenti distintivi in alcuni dei suoi pazienti, i quali mostravano un profondo
interesse e competenza in specifici argomenti. Questi individui facevano fatica a
comprendere le dinamiche sociali e ad interagire in modo tipico con i loro coetanei.
Asperger li definì "piccoli professori" per la loro conoscenza dettagliata di tali
argomenti. 6
5
Utilizzando il termine "Psicopatia Autistica" , Asperger descrisse varie
caratteristiche deficitarie riscontrate nei bambini da lui osservati:
• Difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, con particolare enfasi
sul linguaggio, specialmente nelle abilità conversazionali come tono,
volume e ritmo;
• Alterazioni significative nella gestione delle emozioni e nella comprensione
dell'empatia;
• Interessi circoscritti ad argomenti specifici;
• Scarsa coordinazione motoria e movimenti goffi;
• Limitata comprensione sociale;
• Dipendenza da assistenza per compiti di autonomia;
• Sensibilità estrema a suoni o gusti particolari;
• Difficoltà nel fare amicizia e tendenza a sentirsi infastiditi;
Egli riteneva che questi tratti potessero essere osservati già dai due ai tre anni di
età, anche se talvolta potevano emergere più tardi e, successivamente, sottolineò
che la sindrome sembrava presentarsi solo nei ragazzi, non nelle ragazze, notando
anche che alcuni genitori, specialmente i padri, condividevano alcune
caratteristiche peculiari di personalità con i loro figli.
Asperger attribuì l'insieme dei comportamenti a cause genetiche o neurologiche,
piuttosto che a fattori ambientali o psicologici: egli osservò che i genitori non
notavano alcuna anomalia nei figli fino all'età di tre anni, quando iniziavano ad
emergere le difficoltà, soprattutto con l'avvio della scuola. Descrisse la condizione
come una personalità stabile presente per tutta la vita e osservò che alcuni bambini
possedevano peculiari talenti specifici che potevano perfino portarli ad una carriera
lavorativa e a relazioni sociali durature.
Asperger evidenziò che questi bambini non seguivano la routine automatica della
vita quotidiana, ma si concentravano solo sui loro interessi spontanei, ignorando gli
stimoli esterni. Continuò a diagnosticare tali disturbi fino alla sua morte,
guadagnandosi una reputazione per il trattamento dei disturbi dello sviluppo. Fu
5 La storia della Sindrome di Asperger. Tratto dalla rivista AUTISMO OGGI, Fondazione Ares
Disponibile: http://www.fondazioneares.com/uploads/media/T._Attwood-
_Storia_della_Sindrome_di_Asperger_02.pdf 7
visto come un pioniere nello studio dell'autismo e persino come un "eroe" per
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