Estratto del documento

Scuola delle scienze umane e del patrimonio culturale

Scienze dell'educazione

Dipartimento di scienze psicologiche pedagogiche e della formazione

Il sentimento di Dio nel bambino

Nella prospettiva pedagogica di Maria Montessori

Tesi di laurea di

Relatore

Sara Di Masi 0641932

Prof. Antonio Bellingreri

Anno accademico 2019 - 2020

Dediche

Alla mia famiglia Pietro, Sabina e Marco, che con il loro amore mi accompagnano in ogni traguardo importante della mia vita. Ai miei nonni, Sara e Luigi, miei angeli custodi che dal cielo mi proteggono e gioiranno con me. Ai miei nonni Giovanna e Giovanni, che con il loro affetto mi hanno sostenuta ad ogni esame. Ad Alessio, il mio fidanzato, che con amore e pazienza, mi ha sostenuta e seguita avendo sempre fiducia in me. Alla mia compagna di università e migliore amica, Simona, con la quale ho affrontato questo percorso sostenendoci l'un l'altra, sempre. A mia Zia Serena, mia madrina, che con affetto mi sostiene in ogni momento importante. A Carlotta e Sofia, mie cugine, che mi hanno trasmesso tanta forza con la spontaneità e la dolcezza che solo i bambini hanno.

Indice

  • Introduzione 4
  • I. Una grande donna pedagogista
    • 1.1 La donna che rivoluzionò l'educazione 6
    • 1.2 Gli scritti pedagogico-religiosi e a carattere mistagogico 10
  • II. La scoperta dell'infanzia
    • 2.1 Il bambino, embrione spirituale. 12
    • 2.2 L'ambiente montessoriano, luogo di nutrimento spirituale. 16
    • 2.3 Il silenzio, un'esperienza di elevata spiritualità. 21
  • III. Il senso di Dio nel bambino
    • 3.1 La cura spirituale dell'anima 25
    • 3.2 La scoperta del maestro interiore e la relazione con l'adulto 28
    • 3.3 Cristo ed il bambino 35
  • Conclusione 39

Introduzione

Nella prima parte della tesi analizzerò il profilo biografico di Maria Montessori, ella è stata tra le prime donne medico in Italia, scienziata ma anche pedagogista, ha trascorso una vita all'insegna del progresso e dell'emancipazione femminile ed è sempre stata protesa verso l'innovazione e contro i pregiudizi. Il metodo Montessori è tuttora tra i più utilizzati al mondo, infatti sono numerosissime le scuole dell’infanzia, primarie, secondarie e perfino le università che abbracciano questo metodo in tutto o in parte, o che ad esso si ispirano per la strutturazione degli ambienti didattici o dei programmi di studio.

Il suo interesse per l'educazione dei bambini, a partire da quelli più disagiati, nasce proprio grazie al suo ruolo come scienziata, infatti il metodo scientifico la guiderà sempre anche nelle sue scelte da educatrice. Ecco la grande scoperta che fece la Montessori attraverso i suoi studi: la scienza e la religione in fondo non sono così distaccate, ma per affrontare i problemi pedagogici che le si presentavano, lei si servì di entrambe, senza fare prevalere l'una o l'altra, infatti percepì ad esempio l'importanza di preparare scientificamente un ambiente a misura di bambino, e che esso possa divenire un luogo dove alimentare poi spiritualmente la sua anima.

Nonostante il suo metodo abbia avuto molto successo, una serie di equivoci hanno quasi del tutto messo in ombra le origini cattoliche del metodo montessoriano e perfino la fede tenacemente professata dalla fondatrice; allora il mio obiettivo nella seconda parte della tesi è di portare una nuova luce su Maria Montessori, identificandola invece come una pedagogista di sincera e profonda fede religiosa. Per far questo ho analizzato il punto vista di Fulvio De Giorgi, professore di Storia dell’educazione, ma anche il curatore di molti scritti montessoriani inediti o rari, a partire dal libro su "Dio e il bambino"; inoltre per capire l'importanza dell'educazione religiosa secondo Maria Montessori, ho letto due delle sue opere "Educare alla libertà" e "Il segreto dell'infanzia", nelle quali alcuni capitoli sono dedicati interamente a questo tipo di educazione.

Analizzerò il bambino definito alla nascita come embrione spirituale, l'importanza dell'ambiente che l'adulto deve ricreare, ma anche le pratiche educative che si devono svolgere, tra cui ad esempio "la pratica del silenzio", intesa come massima elevazione dello spirito. Ed infine nella terza parte metterò in evidenza lo scopo principale dell'educazione all'interno delle case dei bambini che è cogliere attraverso la spontaneità e la libertà date al bambino, Dio è che nel suo volto, ma anche l'importanza dell'anima infantile che deve essere trattata con cura e che l'adulto deve riscoprire senza tralasciare l'importanza di una buona educazione pedagogica, ma mostrandone gli aspetti spirituali.

Capitolo 1

Una grande donna pedagogista

1.1 La donna che rivoluzionò l'educazione

Oggi l'educazione è una delle questioni di cui si discute maggiormente e che coinvolge allo stesso modo adulti e bambini. I due ambiti che hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'educazione sono prima fra tutti la famiglia, che svolge un ruolo principale nella vita di ciascuno di noi e non di minore importanza vi è la scuola, che contribuisce a capire quale sia il metodo migliore per studiare lo sviluppo del bambino nelle sue diverse fasi di crescita.

Nella storia dell'educazione non sono molte le donne pedagogiste che vengono ricordate: tra queste, però una delle più importanti è Maria Montessori. Nasce a Chiaravalle (Ancona) il 31 agosto 1870 da una famiglia medio borghese. Trascorre l'infanzia e la giovinezza a Roma dove decide d'intraprendere gli studi scientifici per diventare ingegnere, un tipo di carriera che a quel tempo era decisamente preclusa alle donne. Grazie alla sua ostinazione e all'ardente desiderio di studiare, la Montessori riesce contro il volere della famiglia a iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia dove si laurea nel 1896 con una tesi in psichiatria, diventando la prima dottoressa d'Italia. Scienziata, femminista, educatrice e pacifista, è in ambito intellettuale la donna più famosa nel mondo.

Essa fu la prima che rivoluzionò l'educazione infantile che prima era molto rigida e diversa da quella odierna. Infatti i bambini erano costretti in banchi dai quali non potevano muoversi e l'insegnamento era impartito in modo forzatamente nozionistico. Molte idee del metodo Montessori, quali ad esempio l'uso di arredamento di dimensioni adeguate (tutto "a misura di bambino"), oggi risultano entrate nell'educazione di tutte le scuole dell'infanzia, e per questo appaiono oggi banali e non rivoluzionarie come all'epoca.

Essa è stata la prima a capire l'importanza di trovare un metodo adeguato all'interno delle scuole e ad apportare i primi cambiamenti con la fondazione delle "Case dei bambini". Infatti nel 1906 l’ingegnere Eduardo Talamo chiede alla Montessori di creare un asilo infantile per i figli degli operai nel quartiere di San Lorenzo, a Roma, la prima casa fu inaugurata il 6 gennaio 1907. Grazie anche a queste è riuscita a diffondere il suo metodo, portando dei cambiamenti nell'arredamento, nello sviluppo dell'attività ludica, promotrice non solo del divertimento ma anche dell'apprendimento del bambino.

I primi passi della sua straordinaria carriera, che la porteranno a diventare un vero e proprio simbolo e un'icona del filantropismo, la vedono alle prese con i bambini disabili, di cui si prende amorevolmente cura e a cui rimarrà affezionata per il resto della sua vita, dedicandovi tutti i propri sforzi professionali.

Il suo metodo è stato nel suo periodo storico rivoluzionario di ispirazione per molti insegnanti, ed è stato molto innovativo per due principi fondamentali: secondo lei l’adulto deve stare in mezzo agli allievi per aiutarli ma senza negare loro a libertà di espressione, e studiare è un modo per nutrire la propria anima.

Molto importante inoltre per la scienziata era l’educazione religiosa e per essa il silenzio era considerato come un’esperienza spirituale elevata, un momento di più attenzione e di attività. Ciò che comunque lei cerca è un dialogo anche con le altre religioni oltre quella cattolica, e questa possibilità le viene data dai viaggi che ella compie durante la sua vita, venendo infatti a contatto con altre religioni come: l'Islamismo, il Buddhismo, l'Induismo etc. Cercando quindi la verità di fede che non sia preclusa esclusivamente nella propria religione, ma anche mettendosi a confronto con altre. Dimostrandosi inoltre sempre una donna dalla mentalità aperta e pronta ad accogliere l'altro senza nessuna differenza.

Ma il suo successo non fu ben visto da tutti, infatti questo fu il motivo della diffusione della "leggenda nera" che la rappresenta come una pedagogista anti-Cristiana per eccellenza. Tuttavia per screditare tale leggenda, attraverso uno studio approfondito di alcune delle sue opere e del libro scritto dallo storico Fulvio De Giorgi, appassionato della Montessori, volevo affermare invece quanto nella sua vita fosse una donna di sincera e calda fede religiosa e che non ha mai rinnegato la sua appartenenza alla chiesa Cattolica.

Se all’estero la Montessori ha riscosso molto successo in Italia, erano nate molte critiche soprattutto dal versante massonico e dal fronte cattolico. Nonostante comunque le difficoltà incontrate per la diffusione del suo metodo, lei ha continuato a diffondere come meglio poteva le sue idee, infatti nel 1913 a Roma la dottoressa inaugura il primo corso internazionale sul Metodo dove vi partecipano pedagogisti statunitensi. Ella riesce a coniugare teoria e prassi e struttura un movimento internazionale di educatori con corsi guidati dalla stessa Montessori.

Nel 1913 prende con se suo figlio, avuto con il suo compagno di studi Montesano, senza indicarne la vera identità, e nel 1915 va di nuovo in America dove il figlio Mario si stabilisce. Nel 1915 decide di andare in Spagna dove si trasferisce per circa 20 anni. Nel 1916 pubblica un'opera che prospetta un'applicazione del suo Metodo oltre la scuola dell’infanzia. In quest’opera il metodo della Montessori viene inserito in una visione spirituale e religiosa. Si doveva offrire al bambino il nutrimento sia per il corpo che per lo spirito dandogli un ambiente adeguato con mezzi di autoeducazione. Si chiarisce così che il metodo Montessori ha come criterio la libertà e non è per nulla confondibile con l’abbandono. Lei afferma che nel bambino si svolge una vita attiva che è la rivelazione di vita spirituale, cioè una spinta interiore che lo aiuta a far funzionare liberamente il suo sviluppo.

La dottoressa respinge il materialismo della psicologia positivista e si rifà alla psicologia spiritualista che afferma che c’è una forza interiore spirituale che permette la formazione del carattere.

Il periodo tra i due conflitti mondiali permise il consolidamento del movimento internazionale montessoriano, infatti ella tiene corsi a Londra, Amsterdam, in Argentina. Nel frattempo in Italia il regime fascista sembra appoggiare il metodo montessoriano. Mussolini studia la diffusione del Metodo all’estero e nel 1924 assicura il suo sostengo alla dottoressa con la quale ha un contatto diretto. In questo periodo sono stati pubblicati libri, aperte nuove scuole, fabbricati nuovi materiali montessoriani. Il sostengo fascista è stato importante e significativo ma è difficile valutare se la dottoressa lo appoggiasse veramente. Nel 1932 però la Montessori, inizia a non appoggiare il pensiero che Mussolini stava diffondendo con il suo regime, infatti viene dichiarata antifascista e la pedagogia delle sorelle Agazzi viene assunto dal fascismo come unico metodo il quale può identificarsi più facilmente con la pedagogia dell’ordine e non la pedagogia della libertà.

I Montessori si trasferiscono in Olanda e nel frattempo la dottoressa va in India per dirigere dei corsi di formazione per insegnanti indiani. Dopo torna in Italia per riaprire le scuole Montessori, la sua notorietà è stata molto alta che riesce ad essere candidata per il premio Nobel per la pace. Vive in diverse parti d'Europa prima di far ritorno in Italia, dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Muore il 6 maggio 1952 a Noordwijk, in Olanda, vicino al Mare del Nord. La sua opera però continua a vivere attraverso le centinaia di scuole istituite a suo nome nelle più disparate parti del globo. Sulla sua tomba l'epitaffio recita: "Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo."

Questa frase testimonia la profonda venerazione da parte di Maria verso il bambino, come punto di partenza per la realizzazione di un mondo migliore.

[1] Maria Montessori, la donna che rivoluzionò per sempre il mondo dell'educazione. RBA-Italia. 2019

1.2 Gli scritti pedagogico-religiosi e a carattere mistagogico

Lo storico De Giorgi nel suo libro "Montessori, Dio e il bambino ed altri scritti inediti", fa emergere le vere idee montessoriane pedagogico-religiose e le sue ipotesi di efficacia di una buona educazione religiosa del bambino. Tra gli scritti pedagogico-religiosi vi è "Dio e il bambino", uscito in Olanda, ma mai pubblicato integralmente nella sua versione italiana; è un opuscolo di 32 pagine nel quale si cita Pio XII, quindi la sua composizione si colloca tra il marzo e il luglio 1939. Esiste pure presso l'AMI ad Amsterdam, un dattiloscritto italiano completo, che è in due colori rosso e nero, come se fosse la fusione di due testi o un ampliamento di un testo originario. Si vede chiaramente che a margine infatti in rosso ci sono indicazioni che rimandano a pagine e questo fa pensare al fatto che Maria Montessori abbia apportato delle modifiche nel testo negli anni successivi.

Per passare da una vecchia educazione religiosa di tipo scolastico a una nuova educazione attiva, lei capisce che bisogna puntare all’azione liturgica. Da qui sono stati scritti dalla Montessori: la vita in Cristo, la tavola apparecchiata, il libro aperto, la guida e le sette parole di Gesù crocifisso. La liturgia allora viene intesa come metodo pedagogico della chiesa e si evidenzia il dovere di renderla accessibile ai bambini. Gli scritti montessoriani a carattere religioso non furono in realtà mai editi tranne: la vita in Cristo, anno liturgico e la santa messa spiegata ai bambini. La Montessori da indicazioni sulla messa, descrivendo che caratteristiche deve avere un libro di messa per bambini e sottolineando l'importanza che abbia una grandezza e forma tale da essere portato sempre con sé.

Nel volume troviamo anche un testo di Regole di una Pia Unione, quasi una congregazione religiosa scritto da diverse persone, tra le quali si riconosce la grafia della Montessori. Inoltre sempre nel libro, viene riportata una lettera che testimonia il suo profondo legame con Madre Luigia Tincani, fondatrice delle Missionarie della Scuola di Roma, alla quale testimonia il suo malcontento per le proteste fatte contro il suo metodo e le chiede un aiuto per ricevere un appoggio dal Vaticano per un suo progetto. I vari testi mostrano una pedagogista molto vicina ad un'autentica spiritualità cristiana, aperta alle correnti "moderniste"; vengono riportati anche dati biografici inediti tra cui l'avvicinamento ad ambiente cattolici, come appunto le Missionarie Francescane di Maria ed un'udienza privata il 20 maggio 1947 da Pio XII. Lo sforzo della Montessori per scrivere questi testi cattolici è anche un tentativo di trovare una sponda della chiesa cattolica per resistere alle manovre fasciste tendenti ad egemonizzarla e strumentalizzarla, fascistizzando il metodo. Infine dalla scrittura di queste opere troviamo anche il suo tentativo di voler risolvere il problema dell'educazione religiosa, avendo come obiettivo il voler contrastare "l'onda di materialismo che sta minacciando il mondo", così la definisce, sottolineando anche l'accordo tra le sue teorie e quelle della chiesa Cattolica.

[1] Montessori, Dio e il bambino e altri scritti inediti. La scuola. 2018. Pag. 98

Capitolo 2

La scoperta dell'infanzia

2.1 Il bambino, embrione spirituale

Maria Montessori definisce il bambino come "embrione spirituale", in quanto l'embrione rappresenta il primo stadio dello sviluppo di un organismo ed utilizza l'aggettivo spirituale, per spiegare come lui sia portatore fin dalla nascita di un'energia vitale. Infatti come la cellula germinativa da origine alla vita biologica, il neonato è in grado di creare sé stesso sul piano psichico ma anche grazie ai suoi rapporti con l'ambiente circostante in cui nasce. È importante sottolineare come il concetto di embrione spirituale rimandi ad una caratteristica fondamentale dell'uomo "l'unità del suo essere corpo e spirito", concetto che viene espresso nel Cristianesimo come “spirito chiuso nella carne”; quando parliamo della parola incarnazione, rievochiamo quella figura del neonato come uno spirito che si è racchiuso nella carne per venire e vivere nel mondo.

Invece se facciamo riferimento alla scienza, questa considera l'essere come venuto dal nulla, esso allora non è un'incarnazione, esso è carne ed è uno sviluppo di tessuti ed organi che compongono un essere vivente. In entrambi casi, però è un mistero. Mistero che diventa fondamentale studiare per la Montessori perché è il punto di partenza di quel b

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saradm1196 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio tesi di laurea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Bellingreri Antonio.
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