Che materia stai cercando?

Tesi, Questione irlandese Appunti scolastici Premium

Tesi, Questione irlandese per la cattedra di Storia della professoressa Formigoni. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il conflitto in Irlanda del nord, 1 maggio 1170: l'invasione anglo normanna dell'Irlanda, 1541: Enrico VIII è proclamato Re d'Inghilterra e d'Irlanda.

Materia di Storia relatore Prof. G. Formigoni

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

febbraio 1971 L’IRA uccide il primo soldato inglese, decine di abitazioni di

cattolici vengono date alle fiamme dai lealisti, che possono contare sulla copertura

da parte delle forze di sicurezza e il reverendo Ian Paisley fonda il Democratic

Unionist Party.

9 agosto 1971 Sulla base di quanto previsto dallo Special Power Act, il governo

inglese introduce l'internamento senza processo. In poche ore, oltre 300 nazionalisti

irlandesi sono condotti nei centri di detenzione; molti di loro sono completamente

estranei al movimento repubblicano. Intanto continuano a trapelare notizie

riguardanti l'uso strumentale e strutturato della tortura nei centri d'internamento a

danno degli internati. Particolare è il caso di 12 internati, definiti "guinea pigs"

(cavie) sui quali vengono per la prima volta testate cinque tecniche coercitive di

interrogatorio: deprivazione sensoriale, privazione del sonno, somministrazione di

cibo ed acqua in quantità esigue, maltrattamenti fisici ed esercizi fisici estenuanti.

Lo scopo è quello di indurre gli internati a rilasciare confessioni di colpevolezza

anche mendaci ed estorte.

30 gennaio 1972 I paracadutisti britannici del Parachute Regiment uccidono a

Derry 14 dimostranti disarmati e ne feriscono altri 13. La giornata passerà alla

storia come Bloody Sunday.

febbraio 1972 A Dublino la folla rade al suolo l'ambasciata britannica come segno

di protesta dopo la Bloody Sunday. La guerra si intensifica; alle violenze

dell'esercito inglese contro i civili nazionalisti si aggiungono gli assassinii di civili

cattolici da parte degli squadroni della morte lealisti.

marzo 1972 Il Governo britannico sospende Governo e Parlamento unionisti

dell'Irlanda del Nord. Inizia il “direct rule” di Londra.

giugno 1972 L’IRA dichiara una tregua bilaterale, frutto di trattative segrete, e i

detenuti repubblicani ottengono lo status di prigionieri politici.

luglio 1972 La tregua salta dopo poco tempo. Il governo inglese, anziché tentare di

elaborare una soluzione politica per la risoluzione di quelli che sarcasticamente

sono chiamati “troubles” (disordini), invia 20mila soldati per sgomberare le “no go

areas” (zone liberate) di Derry e Belfast.

1973 Il governo inglese e quello della Repubblica d’Irlanda elaborano l’accordo di

Sunningdale, un documento preliminare che istituiva il Consiglio d’Irlanda,

un’assemblea elettiva governata da un esecutivo composto da sette rappresentanti

della Repubblica ed altrettanti delle sei contee. Il Consiglio avrebbe dovuto

deliberare all’unanimità su questioni politiche e non, avvalendosi del contributo di

un’Assemblea consultiva di 60 esperti nominati in egual misura dal governo di

Dublino e da quello dell’Assemblea dell’Irlanda del nord. L’accordo fu però subito

criticato ed attaccato dai gruppi unionisti, che si sentirono traditi dal primo ministro

conservatore Edward Heath.

1974 Il 29 novembre, dopo gli attentati in due pub a Guilford e Birmingham entra

in vigore, senza dibattito parlamentare, il Prevention Terrorism Act, che estende il

fermo di polizia fino a 7 giorni senza accuse specifiche e senza informare l'arrestato

sui motivi della detenzione.

1976 Il movimento repubblicano e alcune associazioni per i diritti umani

reclamarono per i detenuti accusati di reati di natura politica lo status di prigionieri

per motivi politici: il governo inglese non accolse la richiesta e approvò anche una

raccomandazione che escludeva che alle persone condannate dopo il 1° marzo per

reati connessi alle attività terroristiche potesse essere riconosciuto un particolare

status. I prigionieri si vedono costretti ad indossare le divise carcerarie dei criminali

comuni. Inizia la “blanket protest”, dato che in segno di protesta i prigionieri

repubblicani rifiutano di indossare la divisa degli istituti di pena e rimangono nudi

con addosso una coperta. Le autorità carcerarie, eseguendo gli ordini arrivati

direttamente da Londra, iniziano un logorante lavoro di sfinimento contro i detenuti

ribelli. Tra le varie nefandezze commesse verranno spenti gli impianti di

riscaldamento nei mesi invernali, facendo patire il freddo ai detenuti avvolti nelle

coperte, e accesi durante i mesi estivi.

1978 La “blanket protest” raggiunge un livello più aspro: non ricevendo né risposta

né attenzione i detenuti decidono infatti di rifiutare di lavarsi, radersi e svuotare i

vasi. A questa protesta si aggiunge una campagna terroristica all’esterno mirante a

colpire le guardie carcerarie: nel giro di pochi mesi ne furono uccise 13, alcune

delle quali ormai in pensione. Intanto il movimento all’interno delle carceri aveva

definito una piattaforma di richieste che prevedeva, oltre alla libertà di indossare i

propri vestiti invece dell’uniforme, il diritto di esonero dai lavori in carcere, quello

di libera associazione, quello di diminuzione di pena prevista per i detenuti comuni

e una visita, una lettera e un pacco alla settimana.

ottobre 1980 I detenuti repubblicani reclusi iniziano lo sciopero della fame. Lo

sciopero viene sospeso dopo 53 giorni vista una dichiarazione di intenti del governo

inglese ad accogliere le richieste dei detenuti, primo fra tutti la reintroduzione dello

status di prigioniero politico, ma tale proposito non verrà mai attuato.

marzo 1981 Dieci prigionieri repubblicani iniziano un nuovo sciopero della fame in

quanto le loro richieste non erano in realtà state accolte.

5 maggio 1981 Dopo 61 giorni di sciopero della fame, muore Bobby Sands, un

giovane militante dell’IRA che era stato anche eletto deputato a Westminster. La

Thatcher dirà che “un criminale ha deciso di togliersi la vita”, e ai suoi funerali

parteciperanno oltre 100.000 persone. Le condizioni di detenzione sono ancora oggi

al vaglio di vari organismi umanitari. Un rapporto ecumenico descrive così le

condizioni di vita nel carcere di Belfast che, essendo vicino al tribunale, costituisce

solitamente la prima tappa di detenzione: “Le celle sono piccole, due metri per

quattro, con due ed occasionalmente tre letti che lasciano pochissimo spazio,

appena sufficiente per un tavolino e due sedie. Non ci sono servizi igienici, ma solo

dei vasi che i detenuti svuotano al mattino…i prigionieri in attesa di giudizio non

lavorano e così spendono la maggior parte del loro tempo in cella, a parte l’ora

d’aria, qualche corso educativo, i pasti ed il momento associativo serale. Ma tutti

questi tempi sono ridotti della metà perché i detenuti cattolici e protestanti rifiutano

di uscire insieme; essi hanno un accordo per cui escono a turno. Questo significa

una sola ora d’aria invece di due, l’associazione serale solo una sera ogni due e solo

un pasto consumato in mensa…”.

novembre 1982 Le forze di sicurezza inglesi e nord ­ irlandesi iniziano ad attuare la

strategia dello “shoot to kill” (sparare per uccidere), in assenza di prove certe per

far condannare sospetti militanti del movimento repubblicano; inizia così la loro

eliminazione fisica attuata da esercito, polizia, forze speciali e paramilitari lealisti,

collusi con le forze di sicurezza, che forniscono loro informazioni accurate e

dettagliate sui “bersagli” da colpire.

giugno 1983 Gerry Adams, membro del Sinn Fein, viene eletto alla Camera dei

Comuni nel collegio di Belfast.

settembre 1983 38 membri dell’IRA riescono ad evadere dal carcere di Long Kesh.

1985 Il 15 novembre, a Hillsborough, a pochi chilometri da Belfast, Margaret

Thatcher e Garret Fitzgerald, rappresentante del governo dell’Eire, siglano gli

accordi angloirlandesi. Di fatto, si attiva una collaborazione effettiva tra i due

governi nell’estendere anche nella Repubblica d’Irlanda le leggi speciali anti ­

terrorismo. La reazione unionista all’accordo fu molto aspra, tanto che gli unionisti

denunciarono il tentativo di forzare l’Ulster sulla strada verso Dublino e che lo

slogan della loro reazione fu “Ulster says no”.

1988 Tre membri dell’IRA in servizio attivo a Gibilterra vengono assassinati dalle

S.A.S, (Special Air Service) le teste di cuoio di Sua Maestà, tanto che nel 1995 la

Corte Europea per i Diritti Umani condannerà per il triplice omicidio il governo

inglese. Ai funerali dei tre repubblicani, tra cui una donna, al cimitero di Milltown,

il lealista Michael Stone assale a colpi di pistola e con abbondante uso di granate il

corteo funebre, uccidendo tre cattolici. La pistola utilizzata da Stone proveniva da

una partita di armi acquistata in Libano dai lealisti nell’81.

1991 Mary Robinson, candidata indipendente di centro – sinistra, diventa il primo

presidente donna dell’Eire.

1993 I governi di Londra e Dublino rendono noto un documento per l’avvio di un

processo di pace conosciuto come Downing Street Declaration. In aprile, Gerry

Adams e John Hume, leader del partito social – democratico e laburista, si

incontrano e viene prodotto un documento sottoscritto da entrambi i leader. Il

documento fu reso noto il 24 aprile ma, proprio il giorno prima, l’Ira fece esplodere

una bomba di una tonnellata a Bishopsgate, nel centro di Londra, quasi a voler

indirizzare un messaggio ai due negoziatori, in particolare a Gerry Adams che,

secondo i paramilitari repubblicani, cominciava a muoversi con eccessiva

autonomia. Anche nei mesi seguenti infatti l’Ira si mostrò disponibile ad avviare

“un negoziato che coinvolgesse tutte le parti e che portasse a una conclusione

democratica che riconoscesse il diritto fondamentale ed immutabile del popolo

irlandese all’autodeterminazione nazionale” (da una lettera pubblicata su “The

Republican” dell’8 luglio). L’Ira e gli altri gruppi paramilitari sospesero quindi le

loro campagne militari, ponendo così le premesse per un cessate il fuoco tra le varie

formazioni. Il 15 dicembre il primo ministro inglese John Major e il primo ministro

irlandese Albert Reynolds rilasciano una dichiarazione congiunta sull’Irlanda del

Nord. I due ministri prendono atto che la questione più urgente è l’eliminazione

delle cause del conflitto e riconoscono che l’assenza di una risoluzione duratura e

soddisfacente per i rapporti fra i popoli di entrambe le isole ha contribuito al

persistere di tragedie e sofferenze. Essi ritengono che si può giungere alla fine delle

divisioni soltanto attraverso un accordo e con la collaborazione della popolazione,

sia del nord che del sud, che rappresenta le due tradizioni dell’Irlanda.

1994 Le città irlandesi riprendono a vivere in una relativa normalità e il turismo

aumenta del 60%. Si fa comunque poco per gettare le fondamenta di un processo di

pace credibile e duraturo: ed infatti l’istituzione del Forum per l’Irlanda del nord,

un’assemblea eletta con sistema proporzionale, con la partecipazione di tutti i partiti

delle sei contee, avente come membri i rappresentanti dei vari partiti della regione,

avvenne con grave ritardo solo nel giugno 1996. Il 31 agosto, l'IRA proclama un

cessate il fuoco unilaterale per favorire l'apertura di negoziati ufficiali. Il 13 ottobre

annunciano il cessate il fuoco anche i principali gruppi armati. Il 9 dicembre, per la

prima volta dal 1921 una delegazione del Sinn Fein incontra ufficialmente il

governo inglese per avviare un processo di pace.

1995 Patrick Mayhew, Segretario di Stato inglese per l’Irlanda del Nord, annuncia

che il Sinn Fein potrà avere accesso al tavolo negoziale degli “all parties talks” (i

colloqui di pace multipartitici) solo a condizione di un completo disarmo dell’IRA.

Il 24 giugno le forze di polizia non rispettano la tregua attaccando e ferendo i

partecipanti ad un pacifico corteo nazionalista; si contano decine di feriti tra i

manifestanti. Il 9 agosto l’ex premier irlandese Albert Raynolds dichiara che mai

avrebbe firmato la Downing Street Declaration se avesse saputo della pre ­

condizione alla partecipazione del Sinn Fein al tavolo negoziale posta dal governo

inglese. Lo stesso Raynolds si dice contrario al disarmo dell’IRA prima dell’avvio

dei negoziati.

1996 Il 9 febbraio, a Londra, una bomba dell’IRA fa esplodere il Canary Warf

Center, provocando due morti e un centinaio di feriti. L’IRA dichiara di aver

interrotto la tregua a causa dello stallo negoziale nato dalla volontà politica del

governo conservatore inglese, ostaggio degli unionisti, che sta bloccando il

processo di pace. Il 10 giugno iniziano i colloqui multipartitici: in una dichiarazione

congiunta i governi di Eire e Gran Bretagna annunciano che la pre ­ condizione per

la partecipazione del Sinn Féin al tavolo negoziale è la dichiarazione dell’IRA di

una nuova tregua. John Major lancia la proposta di istituire un Forum negoziale

composto dai rappresentanti di tutti i partiti delle sei contee liberamente eletti con

un sistema proporzionale. La proposta fu accolta negativamente sia dai partiti

unionisti che dal Sinn Féin. Major riuscì comunque a imporre il suo progetto grazie

alle pressioni dell’Amministrazione Clinton sulla comunità irlandese degli USA. Il

10 giugno si aprì così il Forum per la pace, eletto a suffragio universale, che

avrebbe dovuto garantire un confronto diretto tra le diverse parti. Quest’assemblea

aveva il compito di stabilire le tappe e i contenuti di un nuovo accordo di pace. I

partiti unionisti chiesero però di escludere dai negoziati i rappresentanti del Sinn

Féin finchè l’Ira non avesse dichiarato un nuovo cessate il fuoco. Il Sinn Féin

rifiutò, limitandosi però a rivendicare la sua autonomia dall’Ira. Gli unionisti quindi

chiesero e ottennero l’esclusione dal Forum di Gerry Adams e del suo partito. Il 15

giugno l’Ira fa quindi esplodere una bomba nel centro commerciale di Manchester.

1997 Il 24 aprile l’IRA annuncia una seconda tregua in occasione delle elezioni

legislative in Inghilterra. L’1 maggio, alle elezioni politiche del Regno Unito, si

registra la vittoria schiacciante del New Labour di Tony Blair. In Irlanda del Nord

si verifica un nuovo successo per il Sinn Féin, che ottiene il 16,1% dei consensi

confermando due deputati, Gerry Adams e Martin McGuinness, che non entreranno

mai alla Camera dei Comuni. Il 20 luglio l’IRA annuncia un cessate il fuoco totale.

Il 15 settembre il Sinn Fein viene ammesso ai colloqui di pace. L’11 dicembre

Gerry Adams varca la soglia del numero 10 di Downing Street per incontrare Tony

Blair.

1998 Il 17 marzo, a Washington, Gerry Adams viene ricevuto alla Casa Bianca da

Bill Clinton. Il 10 Aprile, all’interno del castello di Stormont, bastione storico

dell’unionismo protestante, i principali partiti politici nord – irlandesi firmano lo

storico accordo multipartitico meglio noto come Good Friday Agreement (Accordo

del Venerdì Santo, dal nome del giorno in cui venne siglato). Londra e Dublino,

unitamente alle forze politiche che vi aderirono, si impegnano a creare appositi

organismi istituzionali e libere elezioni per il nuovo parlamento. Il 18 Maggio si

tengono le elezioni per il parlamento autonomo di Stormont. Il 23 Maggio

l’accordo di pace viene sottoposto sia in Ulster che nella Repubblica d’Irlanda a

referendum popolare: i si risultano vincitori con il 71% in Ulster ed il 95% in Eire.

Come ho già detto prima, la radice più profonda del conflitto è nelle complesse

vicende politico – religiose che segnarono un punto di svolta nella storia

dell’Europa moderna, in particolare la Riforma Anglicana del 1534, che non fu

soltanto un movimento teologico e spirituale, ma che ridelineò gli assetti geopolitici

e determinò le aree di influenza delle potenze del tempo. Il conflitto nord –

irlandese comunque non ha avuto origine soltanto dal trascinamento fino ai giorni

nostri di questioni economiche, politiche e culturali mai risolte veramente, ma dal

continuo scontro di due comunità che non sono riuscite a costituire un patto di

reciproco riconoscimento e di convivenza. Due comunità che non solo hanno

diversi interessi materiali, ma soprattutto “diversi riferimenti culturali, diverse

appartenenze nazionali che le istituzioni politiche non hanno saputo riconoscere,

comprendere e conciliare. Siamo sicuramente di fronte ad una delle esperienze di

società multiculturale più negative e fallimentari della storia contemporanea:

l’unica prospettiva di soluzione di questo conflitto è proprio nella capacità di

costruire una forma di Stato e di Governo che comprenda e riconosca le due

comunità, la loro storia, i loro diritti, le loro profonde differenze”. Il verde e

l’arancio appunto: i colori delle due comunità protagoniste del conflitto; da una

parte l’etnia gaelica e una solida tradizione cattolica, dall’altra le radici britanniche

e la tradizione protestante. Come afferma l’autore del libro però è troppo semplice

risolvere tutto con le antiche etichette di cattolici e protestanti, lealisti e

repubblicani, nazionalisti (che sostengono la riunificazione dell’Irlanda) e unionisti

(che insistono per il mantenimento dell’unione con il Regno Unito), tutti aggettivi

che vanno maneggiati con estrema cura, in quanto tanto tra i cattolici quanto tra i

protestanti vi sono opzioni diverse che non possono essere identificate con l’azione

violenta e terroristica praticata o accettata da un’esigua minoranza dell’una o

dell’altra comunità. E, a dimostrazione di questo, c’è da dire che ormai da anni è in

crescita il numero dei matrimoni interconfessionali. Nell’area di Belfast, ad

esempio, si calcola che una coppia su cinque sia composta da partner di tradizione

religiosa diversa. Gli attentati sono comunque all’ordine del giorno e, se se ne

segue la casistica, i più frequenti sono attribuiti ai gruppi paramilitari repubblicani,

come l’IRA. Il confronto sul piano militare si è ormai talmente consolidato come

uno degli aspetti del conflitto che persino il governo inglese è arrivato alla

conclusione che “se l’IRA non potrà mai vincere, non potrà mai essere vinta”. I

punti di forza dei gruppi paramilitari sono fondamentalmente due, e cioè: il

controllo di parti importanti della modesta economia nordirlandese e la consistenza

e la qualità dei loro armamenti, provenienti principalmente dalla Libia per i gruppi

nazionalisti e dal Sudafrica per i gruppi lealisti. A questo punto trovo interessante

chiedersi cosa spinge le persone, soprattutto i giovani, ad unirsi ai gruppi

paramilitari. Ed a questo proposito voglio riportare le parole di Gary Mc Michael,

leader dell’Ulster Defence Association e figlio di uno dei più noti esponenti dei

paramilitari lealisti degli anni ’80: “Sono nato nel 1969, lo stesso anno in cui iniziò

il conflitto in Irlanda del Nord. Mio padre, John Mc Michael, era lo stratega politico

dell’UDA e nel 1987 fu ucciso dall’IRA. Da allora, ed a causa di quello che è

accaduto alla mia famiglia, mi sono impegnato politicamente. Quello di cui avevo

paura era di non poter avere amici. Le comunità di questo paese sono polverizzate,

per venticinque anni hanno giocato sull’esaperazione delle loro differenze e visioni.

Persone della mia generazione sentono fortemente il conflitto e pensano che la

società sia contro di loro, che non possano vivere una vita normale, e pensano di

dover fare qualcosa per cambiare. Quando c’è un vuoto, la mancanza di progressi

politici, allora i giovani si rivolgono alle organizzazioni paramilitari”. Un altro

punto interessante nella questione è quello del fronte marxista nordirlandese, che è

diviso da due diverse interpretazioni della dimensione economica del conflitto. La

prima interpretazione è quella dei marxisti “verdi”, secondo cui la prima causa del

conflitto è l’imperialismo britannico. Le ragioni della presenza inglese sarebbero

quindi di natura economica e geopolitica, in quanto l’Ulster sarebbe un punto di

passaggio utile verso gli approdi occidentali dell’Inghilterra. Bisogna però

considerare che, sebbene la tesi dei marxisti verdi sia più che fondata, non tutta

l’immigrazione inglese e scozzese in Irlanda ebbe ragioni coloniali ed

imperialistiche, ma fu mossa anche dalla volontà di sfuggire alle durissime

persecuzioni religiose di quegli anni. Nella dichiarazione del 15 dicembre 1993 lo

stesso primo ministro inglese John Major sosteneva che “non esiste da parte del

governo britannico alcun interesse strategico o economico nell’Irlanda del nord”. A

screditare però la tesi dei marxisti verdi, bisogna però considerare che nel decennio

1980 – 1990, durante l’era thatcheriana, le sovvenzioni del Regno Unito all’Irlanda

del nord sono aumentate, soprattutto per quanto riguarda le spese militari e per la

sicurezza. La seconda interpretazione è quella dei “marxisti arancio”, secondo i

quali i coloni protestanti che giunsero in Irlanda nel XVII secolo costituivano

l’avanguardia delle classi agricole scozzesi che si sottraevano al dominio

latifondista e ad un sistema sociale autoritario cementato dalla chiesa di stato. Essi


PAGINE

17

PESO

97.50 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Storia
Corso di laurea: Corso di laurea in Interpretariato e comunicazione
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sissi1981 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Formigoni Guido.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in interpretariato e comunicazione

Riassunto esame Psicologia delle comunicazioni, prof. Moderato, libro consigliato Interazioni umane. Manuale introduttivo alla psicologia
Appunto
Riassunto esame Psicologia della comunicazione, prof. Moderato, libro consigliato Interazioni del comunicare
Appunto
Riassunto esame Antropologia culturale, prof. Matera, libro consigliato La diversità culturale, Hannerz
Appunto
Riassunto esame Antropologia culturale, prof. Ghiringhelli, libro consigliato Anthropology of life, Barbara Ghiringhelli
Appunto