UNIVERSITÀ TELEMATICA PEGASO
Corso di laurea triennale in
Scienze Motorie L-22
Insegnamento di
Sociologia Generale e dello Sport
I GIOVANI NEET E IL RUOLO DELLA FORMAZIONE E DELLO
SPORT
RELATORE: CANDIDATO:
Prof. ssa Simona Iannaccone Micaela Brina
Matricola 050181356
Anno Accademico
2020/2021 1
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INDICE
I GIOVANI NEET E IL RUOLO DELLA FORMAZIONE E DELLO SPORT
INTRODUZIONE
CAPITOLO 1 – GIOVANI E LAVORO
1.1 : La globalizzazione e la situazione giovanile...........................................................1
1.2 : Internet e globalizzazione.......................................................................................3
1.3 : L’accesso e la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro............................7
1.4 : Il fenomeno dei Neet in Italia................................................................................8
CAPITOLO 2 – IL RUOLO DELLA FORMAZIONE E DELLE POLITICHE
PER IL LAVORO
2.1 : Le politiche del lavoro e i giovani........................................................................12
2.2 : Le strategie per l’occupazione giovanile..............................................................14
2.3 : Formazione ed imprenditoria giovanile...............................................................17
CAPITOLO 3 – TEMPO LIBERO, SPORT E SOCIALIZZAZIONE
3.1 : Socializzazione alla pratica sportiva.....................................................................21
3.2 : La diffusione della cultura dello sport come strumento di aggregazione.............24
3.3 : Consumo del tempo e attività sportiva in Italia...................................................26
CONCLUSIONI..........................................................................................................30
BIBLIOGRAFIA.........................................................................................................33
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INTRODUZIONE
La disoccupazione è la condizione di mancanza di un lavoro per una persona in età
lavorativa che si sta impegnando attivamente a cercare un’occupazione. Possiamo fare una
distinzione tra coloro che hanno perso il lavoro (disoccupati in senso stretto) e coloro che
stanno cercando la prima occupazione (inoccupati). E’ considerato occupato chi ha più di 15
anni e ha svolto almeno un’ora in un’attività che prevede un corrispettivo monetario.
E’ considerato disoccupato (in cerca di occupazione) chi ha più di 15 anni e ha effettuato
almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nelle 4 settimane precedenti ed è disponibile a
lavorare entro le 2 settimane successive. La popolazione attiva, operante nel mercato del
lavoro, ovvero, la somma degli inoccupati e i disoccupati formano la forza lavoro. La parte
rimanente della popolazione in età da lavoro (casalinghe, studenti, ritirati dal lavoro) sono
classificati come non appartenenti alla forza lavoro.
Lo scenario in cui si inserisce questo studio è relativo ai mutamenti cui è sottoposta la
moderna società occidentale, da ricondursi al fenomeno della globalizzazione, con particolare
riferimento alle sue implicazioni sulla sfera lavorativa dei giovani, risorsa preziosa che si sta
riducendo e che il protrarsi dello stato di crisi ha posto in uno stato di sempre maggiore
vulnerabilità e rischio. Il processo di globalizzazione, nonostante abbia favorito crescita
economica e innalzamento degli standard di vita nei paesi emergenti, ha creato un livello di
incertezza strutturale nei paesi europei, con ricadute particolarmente gravi sulle fasce di
popolazione più giovani.
In questa tesi verranno trattati i problemi occupazionali dell’Italia in genere e Meridione in
particolare facendo riferimento alla categoria dei Neet, che è l’acronimo inglese di (Young
people) Neither in Employment or in Education or Training o anche " Not (engaged)
in Education, Employment or Training", indica persone non impegnate nello studio, né nel
lavoro né nella formazione. 4
La loro situazione, aggravatasi notevolmente con l’emergenza epidemiologica, preoccupa
notevolmente i Paesi dell’Unione Europea. La fotografia che è stata scattata sull’Italia,
purtroppo, è impietosa e preoccupante. Lo sport in tale contesto diventa un valido strumento
di aggregazione e sviluppo della persona, tendente ad abbattere le disparità. Attraverso lo
sport si attiva un meccanismo di empowerment: la pratica sportiva trasmette valori come il
rispetto, aiuta a porsi degli obiettivi e a raggiungerli, responsabilizza e consente di acquisire
disciplina e sicurezza. Tutti fattori necessari ad accelerare quel passaggio da inoccupato ad
occupato. 5
CAPITOLO I
Giovani e Lavoro
1.1 La globalizzazione e la situazione giovanile
Il termine globalizzazione, ancorché possa legarsi a un più generale andamento di
internazionalizzazione dell’economia in atto da alcuni secoli, designa in particolare il
processo che ha portato, a partire dagli ultimi due decenni del sec. XX, all’integrazione dei
mercati nei diversi paesi del mondo, nonché la tendenza di certi fenomeni sociali e culturali a
estendersi su scala mondiale.
In campo economico, il fenomeno si è sviluppato particolarmente dopo la caduta dei
sistemi a economia socialista: h interessato dapprima la finanza internazionale, con la libera
circolazione dei capitali e grazie al collegamento in tempo reale tra le diverse piazze; si è poi
esteso alle merci, condizionando pesantemente le recenti vicende dell’economia
internazionale, e investendo il mercato del lavoro. Tra le cause della globalizzazione vi è il
passaggio dei Paesi dell’est europeo e della Cina da un sistema economico pianificato a
un’economia di mercato: travaglio che ha portato a una progressiva omogeneità dei sistemi
1
economici mondiali .
Nei commerci internazionali e nelle migrazioni, riattivatesi da Sud verso il Nord del
mondo e in Europa anche dall’Est verso l’Ovest, riemerge il ruolo delle grandi metropoli. In
estrema sintesi si può dire che tutte le risorse economiche, reali e finanziarie, umane e
materiali, hanno acquisito una mobilità elevatissima e di raggio mondiale che rende
estremamente mutevoli le economie locali; le imprese multinazionali diventano dei soggetti
1 Sapelli G., Storia economica contemporanea, Mondadori Editori, Milano, 2008. L’omogeneità economica ha
condotto a una crescente omologazione culturale, che si ripercuote sulle preferenze di consumo. Spingendo verso
un’uniformazione dei gusti per i prodotti pubblicizzati dalle grandi multinazionali. 6
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sovrannazionali assumendo il ruolo di attori della politica internazionale. Tutto ciò manifesta
precise conseguenze anche sui sistemi sociali: nei Paesi industrializzati alcune classi
subiscono in maniera rilevante gli effetti della sperequazione nella distribuzione del reddito,
mentre i Paesi in via di Sviluppo acquistano in competitività proprio grazie ai bassissimi
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livelli di difesa e di garanzia dei diritti presenti nelle loro legislazioni .
Sul piano culturale, uno dei primi e più noti usi del termine “globale” è stato l’espressione
“villaggio globale” con cui si allude all’immediata disponibilità, grazie ai mass media, di
informazioni e messaggi provenienti da tutto il mondo. Il processo di omogeneizzazione delle
culture nazionali e locali è anche un processo di contatto tra culture che i mass media rendono
sempre più immediato.
Di per sé la spinta al livellamento delle diverse culture suscita movimenti di opposizione,
reazioni localistiche e tradizionalistiche in difesa delle identità minacciate, in una sorta di
dialettica tra globale e locale; da questo punto di vista la cultura delle società più avanzate
appare caratterizzata dalla diversità, dalla ricerca della diversità e dal problema della
convivenza tra diversità, più che dalla omologazione a un unico modello.
La globalizzazione riguarda anche i rischi ambientali connessi a uno sviluppo che risulta
sempre meno sostenibile per le risorse naturali e per le capacità omeostatiche del pianeta.
Alcuni tra i più significativi problemi ambientali, come la riduzione dell’ozono atmosferico,
sono globali perché ecologici, cioè perché consistono nell’alterazione di un equilibrio
complesso di interdipendenze tra attività umane e condizioni dell’ambiente.
2 Reyneri E., Introduzione alla sociologia del mercato del lavoro, Roma, Editore Il Mulino, 2016. La
globalizzazione della politica, originata dal moltiplicarsi delle istituzioni internazionali, dalle strategie militari
planetarie, dal diffondersi delle guerre etniche e delle grandi migrazioni, tende a erodere la sovranità degli Stati
nazionali. Lo stesso sistema delle relazioni internazionali, venuto meno il bipolarismo, appare molto più fluido e
instabile. Dal punto di vista interno agli Stati, me migrazioni internazionali spingono verso un’alterazione della
cittadinanza che diventa oggetto di problemi e di opzioni politiche diverse. 7
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1.2 Internet e globalizzazione
Da sottolineare, inoltre che il fenomeno della globalizzazione passa necessariamente tra le
file della “rete internet”. Tale fenomeno è utilizzato quotidianamente e in modo massiccio dai
giovani. Ma cos’è la rete internet?
Alla base della crescita della globalizzazione e della relativa new economy c’è Internet,
una rete di telecomunicazione globale che ha permesso alle persone, ai giovani e alle aziende
di accedere a un’immensa quantità di informazioni, di comunicare con la posta elettronica, di
condividere applicazioni informatiche prima ristrette a pochi ambiti specialistici. Internet è il
motore tecnologico che ha dato il via alla nuova rivoluzione della globalizzazione. Per capirne
il funzionamento bisogna risalire alle sue origini, ai laboratori dove ricercatori della Scienza
dei computer e delle reti hanno pensato un sistema che mettesse in comunicazione computer
diversi residenti in sedi diverse.
Oggi internet collega computer distribuiti in tutti gli angoli del mondo: viene anche
definita una “rete di reti”, perché di fatto è costituita da un insieme di reti diverse
interconnesse tra loro. L’interconnessione delle reti è alla base del concetto e dello sviluppo di
Internet: lo stesso nome discente dal termine internetworking, insieme delle tecniche e dei
protocolli che permettono a reti non omogenee di comunicare tra loro (i protocolli sono
specifiche tecniche concordate tra i produttori di apparati di telecomunicazione, per rendere
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possibile la comunicazione tra i diversi dispositivi) .
In parole più semplici, Internet può essere pensata come una rete telefonica utilizzata non
da persone ma da computer, che “si parlano” usando un linguaggio comune, il Tcp/Ip
3 In parole più semplici, Internet può essere pensata come una rete telefonica utilizzata non da persone ma da
computer, che “si parlano” usando un linguaggio comune, il Tcp/Ip (Transmission Control Protocol/ Internet
Protocol). Per chi già utilizza il personal computer, in casa oppure in ufficio, per svago o per lavoro, il
collegamento a Internet è un passo obbligato, perché permette di ridurre i tempi e i costi di moltissime attività:
l’invio di un documento (il fax è stato sostituito in moltissimi casi dalla posta elettronica), la trasmissione di un
documento digitale o di un programma (prima della posta elettronica, il trasferimento avveniva con il passaggio
manuale di dischetti o floppy disk), infine, l’accesso ad archivi bibliografici, cataloghi di prodotti e rassegne
stampa, senza doversi rivolgere fisicamente alla fonte ultima delle informazioni. 8
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(Transmission Control Protocol/ Internet Protocol). Per chi già utilizza il personal computer,
in casa oppure in ufficio, per svago o per lavoro, il collegamento a Internet è un passo
obbligato, perché permette di ridurre i tempi e i costi di moltissime attività: l’invio di un
documento (il fax è stato sostituito in moltissimi casi dalla posta elettronica), la trasmissione
di un documento digitale o di un programma (prima della posta elettronica, il trasferimento
avveniva con il passaggio manuale di dischetti o floppy disk), infine, l’accesso ad archivi
bibliografici, cataloghi di prodotti e rassegne stampa, senza doversi rivolgere fisicamente alla
fonte ultima delle informazioni.
La nascita di Internet come rete di comunicazione globale è normalmente fatta risalire
all’ideazione dell’Html (nel 1989 a opera di Tim Berners Lee, ricercatore presso il laboratorio
Cern a Ginevra), linguaggio per la rappresentazione in formato ipertestuale e multimediale dei
documenti sulla rete. I documenti in Html nel loro complesso costituiscono la “ragnatela
globale”, il world wide web, cioè internet come è conosciuta oggi dai navigatori della rete.
L’Html, così come è stato concepito, permette infatti di “navigare” su Internet, utilizzando i
collegamenti ipertestuali, o links, per saltare da una pagina web all’altra, da un sito all’altro,
seguendo un percorso personale nella ricerca (e nella scoperta) delle informazioni di maggiore
interesse.
Con l’invenzione e la successiva diffusione su scala mondiale del browser, in breve tempo
è cresciuto rapidamente il numero degli utenti di Internet. A fine 2000, secondo le stime del
“Computer Industry Almanac”, ci sono oltre 260 milioni di utenti abituali di Internet (persone
con più di 16 anni che si connettono almeno una volta alla settimana, da casa o dall’ufficio).
Gli Stati Uniti guidano la classifica con 111 milioni di navigatori, seguiti da Giappone (18
milioni), Regno Unito (14 milioni) e Germania (12 milioni).
In Europa occidentale ci sono circa 60 milioni di persone che si collegano di tanto in tanto
(il 13% della popolazione): di questi, almeno 9 milioni di persone (il 2%) hanno effettuato
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qualche acquisto negli ultimi tre mesi (secondo l’European Information Technology
Observatory). È previsto che entro il 2030 oltre l’80% della popolazione europea sarà
connessa per comunicare, leggere notizie, effettuare operazioni finanziarie o fare
semplicemente acquisti e conoscere nuove persone attraverso l’utilizzo di social network
(passione principale dei giovani).
L’Italia non brilla certo per diffusione dei personal computer o numero di navigatori del
web (anche se abbiamo il maggior numero di possessori di telefonini in Europa). Nel nostro
Paese si scontra una certa arretratezza culturale per quanto riguarda le nuove tecnologie,
l’informatica prima tra tutte. Ciò nonostante, il tam-tam dei media e alcune ottime iniziative a
livello di enti pubblici locali stanno dando un notevole contributo alla diffusione di Internet.
A questo va aggiunto che negli ultimi dieci anni Internet è diventata un fenomeno di
grande moda, che attira soprattutto le fasce più giovani della popolazione. Per quanto riguarda
il numero degli utenti italiani, gli abbonati sono aumentati rapidamente negli ultimi anno,
concomitanza con la nuova offerta di abbonamenti gratuiti (da parte di Internet service
provider come Tiscali, Kataweb, Clubnet/Tin, Libero/Iol). Secondo l’Anfov siamo passati
così da 540.000 abbonati consumer del 2014 ad oltre 3,9 milioni nel 2018, di cui 2,6 milioni
gratuiti. L’utenza business è invece passata da 246.300 a 1,5 milioni di abbonamenti, di cui
almeno 1 milione gratuiti.
Per seguire le esigenze di un numero sempre più elevato di utenti, Internet sta cambiando,
in molti sensi. Innanzi tutto, per evitare il collasso delle reti sotto il peso di un traffico dati che
raddoppia ogni 100 giorni, si è reso necessario un rapido aggiornamento delle linee di
telecomunicazioni. Gli utenti chiedono sempre di più un accesso veloce a Internet, per cui si
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moltiplicano l’offerta di reti, fisse e wireless, in grado di trasmettere a velocità superiori .
4 Attualmente, molti sforzi sono indirizzati ad aumentare la velocità di trasmissione nel local loop, l’ultimo tratto
della rete basato su linee telefoniche tradizionali che collega l’utente domestico o il piccolo ufficio (il cosiddetto
segmento Soho, Small Office Home Office). I gestori telefonici tradizionali e i nuovi operatori entrati nel
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I giovani richiedono di continuo prodotti innovativi che generano innumerevoli flussi di
domanda, infatti, una maggiore velocità nelle trasmissioni libererà l’offerta di nuovi prodotti
(in particolare di contenuti multimediali come film o trasmissioni televisive) e di nuovi servizi
(telefonate e videoconferenze sulla rete). Nell’epoca della convergenza, saranno frequenti
alleanze e fusioni tra i diversi operatori, come nel caso della fusione di America Online, primo
Internet service provider americano, con Time Warner.
Infine, ci si è abituati ad accedere alle risorse della rete da più canali concorrenti: un primo
esempio, lanciato con grande risonanza (e risultati un po’ deludenti dal punto di vista delle
prestazioni), è quello dei telefonini basati su protocollo Wap (Wireless Application Protocol).
Il Wap è uno standard adottato dai principali produttori di telefoni cellulari per ricevere
informazioni e abilitare una semplice modalità di navigazione utilizzando il piccolo display
del telefonico. Con un cellulare Wap non si visualizza una pagina web standard, ma paritcilari
contenuti informativi che sono stati “scritti” appositamente in Wml (Wirless Markup
Language), linguaggio sostitutivo dell’Html, per essere visualizzati dal cellulare. Il sistema è
progettato tenendo conto dei limiti di un telefonino: il piccolo display, le scarse risorse sia
elaborative che di memoria, la limitata portata trasmissiva di una telefonata wirless.
Nonostante l’evidente difficoltà di una navigazione con il t
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