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Alma Mater Studiorum

Università di Bologna

SCUOLA DI ECONOMIA E MANAGEMENT

-Sede di Forlì-

Corso di Laurea in

Economia e Commercio (classe L-18)

ELABORATO FINALE

LE STARTUP INNOVATIVE NELLA DISCIPLINA NORMATIVA ITALIANA –

NASCITA E CESSAZIONE DELLA LORO ATTIVITA’

CANDIDATO: DOCENTE REFERENTE:

MANUEL FUSCO DANIELE GUALDI

N° matricola 0000921942 Anno Accademico 2021/2022

Data appello di laurea 25 Luglio 2022

Abstract

Il tema delle startup innovative, mai come negl’ultimi anni, è diventato oggetto di interesse

per moltissimi operatori economici, sempre più attratti dagli elevati tassi di crescita che

e dall’impatto che quest’ultime

tendenzialmente caratterizzano queste tipologie attività economiche

hanno sulla società.

Imprese come: Uber, SpaceX, Airbnb, Dropbox e Gorillas sono esempi di startup innovative

che, al di là degli eccezionali rendimenti economici, offrono un incredibile valore alla società

andando ad influenzare concretamente la vita dei singoli individui, di tutto il mondo.

Il seguente elaborato fornisce al lettore una serie di importanti nozioni basilari sul tema delle

startup innovative: cosa sono, perché falliscono e la loro regolamentazione nel contesto giuridico

nazionale, il tutto attraverso un approccio pragmatico e concreto. 2

INDICE

INTRODUZIONE 4

CAPITOLO I: LE STARTUP INNOVATIVE 5

1. Introduzione alle startup innovative 5

2. Validazione sul mercato del prodotto/servizio 6

3. Il ciclo di vita delle startup 8

CAPITOLO II: PERCHÉ LE STARTUP FALLISCONO 10

1. Il concetto di fallimento per una startup 10

2. Il fallimento nella fase di lancio 11

3. Il fallimento nella fase di scaling 15

CAPITOLO III: REQUISITI, FONTI DI FINANZIAMENTO ED

AGEVOLAZIONI NEL CONTESTO ITALIANO 17

1. Introduzione alla disciplina e requisiti 17

2. Iscrizione delle startup innovative nel registro delle imprese 19

3. Finanziamento delle startup innovative 20

4. Le agevolazioni delle startup innovative 22

BIBLIOGRAFIA/SITOGRAFIA 24

RINGRAZIAMENTI 25 3

Introduzione

Il seguente elaborato affronta la tematica delle Startup innovative, con un focus particolare

sulle modalità in cui queste sorgono, si organizzano e pianificano la loro attività nel contesto

imprenditoriale italiano.

Fra le diverse motivazioni che mi hanno spinto a proporre questo argomento, vi è la

conoscenza del fattore generante l’innovazione nell’impresa. Ritengo che alla base di ogni grande

innovazione risieda una grande idea imprenditoriale, che si fonda sui bisogni delle persone a cui

dare una risposta per soddisfarli. Ad oggi, in un mondo estremamente veloce, si generano una vasta

mole di idee imprenditoriali (e quindi di potenziali innovazioni) ma risultano essere davvero poche

quelle che si trasformano concretamente in un prodotto/servizio a disposizione dei clienti. Ciò che

fa la differenza è la capacità di trasformare una idea in un progetto di impresa, pianificandone

l’attività per cogliere tutte le opportunità che il mercato offre.

L’elaborato non vuole essere un racconto meramente teorico ma bensì un vademecum

concreto per sostenere chi ha una nuova idea e cerca suggerimenti pratici per realizzarla. La

trattazione, dopo un primo capitolo introduttivo sul tema delle startup innovative, fornisce una serie

di importanti nozioni sui principali motivi per cui, tipicamente, una startup fallisce, per poi passare

analizzare, nell’ultimo capitolo, la realtà delle startup innovative, per una maggiore

ad presenti all’interno del

comprensione delle norme che le regolano, i requisiti e le agevolazioni

contesto giuridico nazionale.

Per quanto concerne la metodologia di ricerca, fin dalla selezione della bibliografia e della

sitografia vi è stato un approccio pratico al tema. L’obiettivo è quello di fornire al lettore un

contenuto di valore per comprendere come sviluppare un’idea innovativa e realizzare un proprio

progetto imprenditoriale. 4

CAPITOLO I

Le Startup Innovative

1. Introduzione alle startup innovative

Nel corso degli anni il concetto di Startup si è evoluto ed oggi ha raggiunto dei connotati

universali, non può essere definita come una “Nuova azienda” oppure un “Nuovo progetto”, una

startup è molto di più.

Una startup innovativa deve avere delle caratteristiche che la rendono unica, partendo dal

presupposto fondamentale che porti sul mercato innovazione e che quindi si trovi ad operare in un

contesto di forte incertezza.

Eric Ries, famoso imprenditore e blogger statunitense, nella sua opera di maggior successo,

The Lean Startup, la definisce «una istituzione umana studiata per creare un nuovo prodotto o

1

servizio in condizioni di estrema incertezza» .

Paul Graham, co-fondatore di Y Combinator, uno dei più importanti acceleratori per startup

2

del mondo, definisce una startup «una società concepita per crescere velocemente» . Basti pensare,

a tal proposito, che una startup innovativa per essere accettata e poter accedere al prestigioso

programma di crescita di Y Combinator, deve avere un tasso di crescita mensile pari al 5-7%.

Per arrivare a questo tipo di performance ogni startup deve definire, e successivamente testare

sul mercato, il proprio modello di business, quest’ultimo si può definire il modo in cui la startup

crea, distribuisce e raccoglie valore. Il modello di business di una startup innovativa si lega a

precise e determinate caratteristiche, quest’ultimo deve essere:

− Scalabile: per scalabile di intende un business che può accrescere le sue dimensioni in

modo esponenziale senza un proporzionale impiego di risorse.

− Replicabile: si definisce tale quando il modello di business può essere replicato in

diverse aree geografiche e/o in diversi mercati, senza essere rivoluzionato.

1 (Ries 2011, 4).

2 Paul Graham (settembre 2012), Want to start a startup?, www.paulgraham.com/growth. 5

− se il modello di business non è sostenibile il progetto d’impresa tenderà,

Sostenibile:

soprattutto nel lungo periodo, verso una fase di declino.

− un’innovazione disruptive è un’innovazione che crea un nuovo mercato.

Disruptive:

Tenendo conto di queste caratteristiche, Steve Blank, professore aggiunto di Management

Science and Engineering alla Stanford University definisce la startup «una organizzazione

3

temporanea che ha lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile» .

Utilizzando i concetti di cui sopra, tutti estremamente appropriati, possiamo andare a definire

la startup innovativa come: «una organizzazione temporanea che ha lo scopo di cercare un business

model sostenibile, scalabile, replicabile e disruptive che le consenta di crescere velocemente

4

creando un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza» .

2. Validazione sul mercato del prodotto/servizio

Qualsiasi startup innovativa, una volta definita la Vision e la Business idea, ha necessità di

validare il proprio prodotto/servizio sul mercato con il principale obiettivo di comprendere se la

soluzione che vuole realizzare è la risposta ad un bisogno reale.

Steve Blank, nella sua opera più celebre, The four steps to the Epiphany, affronta la teoria

5

della Customer development in quattro steps, uno dei modelli più utilizzati per la validazione di un

prodotto/servizio sul mercato, questo modello è riprodotto graficamente dalla Figura 1.1 e come

anticipato è un modello composto da quattro steps:

− Customer delivery: In questa fase è fondamentale comprendere se la soluzione

proposta è la risposta al bisogno del proprio target di riferimento. Questa attività dovrà

essere svolta mediante: questionari, interviste e tramite lo sviluppo di un primo Light

MVP (Minimum Viable Product), il prodotto minimo fattibile, il più economico e con

le caratteristiche minime necessarie affinché possa essere validato (Problem/Solution

fit).

− Customer validation: in questa fase il Light MVP si evolve e diventa un MVP più

strutturato, il prodotto continua il suo processo di validazione. Durante questa fase è

fondamentale ottenere dati quantitativi e qualitativi in modo tale da comprendere se

3 Steve Blank (gennaio 2010), What’s A Startup? First Principles, www.steveblank.com/2010/01/25/whats-a-startup-

first-principles/

4 (Ciaglia 2018, 27)

5 (Blank 2020, 15-26) 6

esiste aderenza tra il prodotto/servizio e il mercato di riferimento (Product/market fit).

I dati ottenuti in questa fase servono per comprendere se la startup sta indirizzando gli

sviluppi del prodotto in maniera corretta o se deve riprogettare l’offerta (pivoting).

− Customer creation: a questo punto la startup deve aggredire il mercato e creare la

propria Customer base, questa fase è rilevante per la crescita del posizionamento sul

mercato, in questo step è fondamentale scalare il modello di business con il principale

fine di validare le metriche di crescita.

− Company building: Dopo aver validato il prodotto e le proprie metriche di crescita sul

mercato si passa all’ultimo step in cui si va a scalare tutte le operazioni e in generale

l’intera organizzazione aziendale.

Figura 1.1 Customer Development (Fonte: modificato da 'Four steps to the Epiphany', Steve Blank)

Il principale obiettivo di questo processo è quello di guidare lo startupper verso la ricerca di

un modello di business che sia: sostenibile, scalabile, replicabile e disruptive.

6

Infine, il modello di Customer development tiene conto anche della principale variabile che

impatta maggiormente sul successo di una startup innovativa: il tempismo. Con questa strategia di

validazione si riesce a comprendere se il mercato, a cui si propone il prodotto/servizio, è pronto per

che alcuni cambiamenti del mercato ed abitudini d’acquisto

accettarlo. Occorre sempre considerare

necessitano di tempo per realizzarsi.

6 (Blank 2020, 15-26). 7

3. Il ciclo di vita delle startup

Una startup innovativa nasce da una idea di business. Inizialmente le incognite sull’intero

livello di incertezza sui risultati che l’idea potrà raccogliere dal

progetto sono moltissime e il

mercato elevatissimo. Ogni startup si lega ad una serie di step che caratterizzano il suo processo di

crescita: Sustained growth

Early growth

Early

stage

Seed

Pre-seed Figura 1.2 Ciclo di vita di una Startup

Come illustrato nella Figura 1.2 una startup inizia il proprio processo di crescita entrando

questa fase l’azienda non è ancora costituita o strutturata, va

nella fase definita di Pre-seed: «in

ancora analizzata la fattibilità dell’investimento» dietro l’intero progetto sono

7 e le incertezze

tantissime. Durante la fase di pre-seed le esigenze finanziarie sono tipicamente molto stringenti e

tale condizione determina il ricorso a forme di finanziamento organizzati provenienti da business

in questa fase ad essere finanziata è solo l’idea del founder.

angel, banche e incubatori, in questa fase va avviata l’attività, l’impresa è costituita ma

La seconda fase è quella di Seed: 8

non esiste una offerta, pertanto, durante la fase di seed si elabora un primo Light MVP (Minimum

Viable Product) che viene validato (o non validato) dal target di riferimento. Mediante la continua

interazione fra startup e mercato è possibile lavorare sull’offerta in modo tale da raggiungere un

9

buon product/market fit .

7 (Ciaglia 2018, 38)

8 È la versione iniziale, o meglio, minima del prodotto che si sta sviluppando.

9 L'adattamento prodotto/mercato. 8

l’idea è realizzata e pronta per essere immessa

Dopodichè si entra nella fase di Early stage:

sul mercato, in questa fase vi è il bisogno di effettuare una raccolta fondi importante anche se il

cash flow è ancora negativo. In genere investono in questa fase i fondi di Venture Capital.

La quarta fase è quella di Early growth: «è la fase di crescita iniziale, in questa fase aumenta

il fabbisogno finanziario, ma se i risultati sono positivi, diminuisce il livello di rischio d’impresa» 10 .

In questa fase la startup ottiene anche le sue prime metriche validate che l

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manuelfuscoo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gualdi Daniele.
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