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Tesi di laurea triennale - analisi di bilancio e confronto tra società Appunti scolastici Premium

Il tema della presente tesi è l'analisi economico–finanziaria delle aziende che operano nel settore dell’Energia Elettrica, questa ricerca viene fatta attraverso la conduzione di un'analisi di bilancio tramite margini ed indici.
Per una descrizione completa dell'analisi si è suddiviso il lavoro in tre capitoli.
Nel primo capitolo viene descritta in breve la storia... Vedi di più

Materia di Economia dei gruppi relatore Prof. F. Rizzato

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successivi il Gruppo consolida il business avviando l’attività di distribuzione e vendita di gas,

estendendo la vendita di energia elettrica anche ai clienti residenziali. Nel 2008 E.ON fa il suo

ingresso nella generazione con l’acquisizione dell’80% di Endesa Italia, diventando uno dei

principali player del mercato dell’energia.

2. ANALISI DI BILANCIO PER INDICI

2.1 SOLIDITÀ PATRIMONIALE

INDIPENDENZA FINANZIARIA

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 0,32 0,31 0,32 0,32 0,28

E.ON 0,28 0,28 0,26 0,30 0,29

SOLIDITÀ DEL CAPITALE SOCIALE

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 3,20 2,87 2,76 2,65 2,56

E.ON 2,31 2,45 2,52 2,89 2,79

PATRIMONIO NETTO TANGIBILE

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

5

ENEL 19.610 17.188 15.365 14.474 9.950

E.ON 29.797 31.950 32.241 37.515 35.713

2.2 ANALISI SULLA SITUAZIONE PATRIMONIALE:

Da una prima analisi Patrimoniale, osserviamo che l’Enel S.p.A. tra il 2009 e il 2011 ha

incrementato il suo Patrimonio Netto portandolo dal 28 % al 32 %, questa è una situazione

buona perché significa che il Patrimonio netto è circa un terzo del Capitale Investito, infatti ha

conseguito un utile maggiore andando cosi ad accumulare le riserve; tra il 2011 e il 2013 la

situazione è rimasta costante, l’Enel non ha diminuito il suo Patrimonio netto e non l’ha

aumentato, possiamo dire che l’Enel ha una buona indipendenza finanziaria. Per quanto

riguarda la solidità del capitale sociale, l’Enel ha una buona capacità di incrementare le

proprie riserve di anno in anno, nel 2009 l’indice è pari a 2,56 e nel 2013 è arrivato a 3,20, le

riserve di capitale sono aumentate cosi come si è incrementata anche la riserva di utili portati

a nuovo. Riferendoci al Patrimonio Netto Tangibile l’Enel presenta un margine che in tutti e

cinque anni è positivo quindi ha un ottima capacità di finanziare gli investimenti più rischiosi

(Immobilizzazioni Immateriali) e la parte restante va a finanziare le altre immobilizzazioni

(materiali e finanziarie). Il margine è in aumento in tutti gli anni e nel 2013 risulta essere più

del doppio (19.610) rispetto a quello del 2009 pari a 9.950.

Passando ora alla situazione patrimoniale della capogruppo E.ON notiamo subito che l’indice

di indipendenza finanziaria oscilla tra il 26 e il 30 %. Tra il 2009 e il 2011 è passato dal 29 %

al 26 %, questo ci fa capire che il patrimonio netto è diminuito, nel 2011 l’azienda ha subito

una perdita che ha intaccato la riserva di utili diminuendola, dal 2012 al 2013 c’è stata una

ripresa e l’indice è tornato al 28 %. L’E.ON presenta un indice di solidità del capitale sociale

simile a quello dell’Enel, mentre però quello di quest’ultima è in aumento, quello della

Holding Tedesca dal 2009 al 2010 aumenta leggermente, ma dal 2010 al 2013 diminuisce fino

ad arrivare a 2,31. Questa situazione sta a significare che data la perdita del 2011 le riserve e

il capitale sociale diminuiscono nel 2012 e nel 2013 per riuscire a stanare il risultato

economico negativo. Il Patrimonio Netto Tangibile è più alto di quello dell’Enel, l’E.ON non

effettua molti investimenti rischiosi, i mezzi propri riescono a coprire un ottima parte

dell’attivo immobilizzato tangibile. Questo margine dal 2009 al 2013 è diminuito di circa il

6

16 %, sintomo anche di un calo del Patrimonio Netto che l’azienda ha subito in questi anni a

partire dal 2011. INDICE DI ELASTICITÀ DEL CAPITALE INVESTITO

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 22,07 % 22,45 % 21,18 % 22,48 % 18,36 %

E.ON 27,56 % 31,24 % 33,14 % 30,24 % 25,92 %

2.3 STRUTTURA E SITUAZIONE FINANZIARIA

INDICE DI RIGIDITÀ DEL CAPITALE INVESTITO

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 78,33 % 77,55 % 78,82 % 77,52 % 81,64 %

E.ON 72,44 % 68,76 % 66,86 % 69,76 % 74,08 %

GRADO DI LIQUIDITÀ DEL CAPITALE INVESTITO

7

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 19,33 % 20,32 % 19,10 % 19,85 % 16,45 %

E.ON 22,81 % 23,47 % 26,51 % 24,49 % 20,21 %

INDICE DI LIQUIDITÀ

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 0,93 0,99 0,80 0,98 0,80

E.ON 0,90 0,93 0,88 0,99 0,84

MARGINE DI TESORERIA

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL (2.268) (479) (8.211) (638) (6.646)

E.ON (3.155) (2.451) (5.501) (57) (5.725)

INDICE DI AUTOCOPERTURA DELLE IMMOBILIZZAZIONI

8

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 0,41 0,40 0,41 0,41 0,34

E.ON 0,38 0,40 0,39 0,43 0,39

INDICE DI COPERTURA DELLE IMMOBILIZZAZIONI

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 1,01 1,02 0,96 1,02 0,97

E.ON 1,03 1,08 1,04 1,08 1,01

MARGINE DI STRUTTURA

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL (75.745) (79.959) (79.399) (76.732) (86.642)

E.ON (58.318) (57.744) (62.608) (61.072) (69.113)

9

INDICE DI DISPONIBILITÀ

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 1,04 1,08 0,88 1,06 0,87

E.ON 1,06 1,09 1,09 1,18 1,02

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO

31/12/2013 31/12/2012 31/12/2011 31/12/2010 31/12/2009

ENEL 1.318 2.859 (5.063) 2.165 (4.146)

E.ON 2.012 3.193 4.007 6.685 718

10

2.4 ANALISI SULLA STRUTTURA E SITUAZIONE FINANZIARIA

Passando ora ad analizzare la situazione finanziaria, le unità considerate mostrano una

struttura degli impieghi particolarmente rigida in entrambe le aziende. Tuttavia va anche detto

che nelle aziende industriali, l’incidenza del capitale fisso il più delle volte appare elevata

(Tale incidenza può ridursi nel caso in cui si provveda ad esternalizzare la produzione

affidando a terzi alcune fasi lavorative, oppure prendendo in leasing parte delle

immobilizzazioni tecniche. Facendo una comparazione tra le due differenti situazioni

aziendali emerge un dato interessante: E.ON presenta un grado di rigidità minore rispetto alla

concorrente (dal 2009 al 2013) attribuibile, in parte, all’impiego di beni in leasing ed alla

maggior tendenza ad esternalizzare la produzione.

Inoltre c’è da sottolineare che il lieve aumento dell’elasticità delle due concorrenti dal 2009 al

2013 è causato da una diminuzione di una delle componenti dell’attivo fisso, le

immobilizzazioni finanziarie (dovuto al rientro di molti crediti a medio lungo termine

infruttiferi di interessi ).

L’analisi della composizione delle fonti mette in luce il cospicuo ricorso, da parte di

entrambe le holding, al capitale proprio per il finanziamento della gestione (l’indice di auto

copertura delle immobilizzazioni è pari mediamente a circa il 40 % e ciò per esse non può che

avere riflessi positivi da un punto di vista finanziario).

Nella tabella riportata si può vedere che il valore dell’indice di liquidità nel 2013 è pari a 0,93

per l’ENEL e a 0,90 per l’E.ON, è bene ricordare che quest’indice assume una particolare

importanza non tanto per il suo valore assoluto, bensì bisogna tener conto del suo andamento

nel tempo. Come si può notare dal 2009 al 2013 per entrambe le società l’indice di liquidità è

aumentato, dato che il risultato è compreso tra 0,50 e 1. la situazione finanziaria risulta essere

soddisfacente. 11

In generale si può dire che il giudizio sulla solidità finanziaria di un’impresa migliora quanto

più alte sono le fonti (in questo caso i mezzi propri) in confronto alla categoria degli impieghi

presi in esame, le immobilizzazioni.

Le immobilizzazioni sono infatti impieghi dotati di bassa liquidità ed esigibilità e pertanto per

l’azienda è sbagliato finanziare gli impieghi a lunga scadenza con finanziamenti a breve,

pertanto la fonte di finanziamento più congrua per gli impieghi a medio e lungo termine è

costituita dai mezzi propri, vale a dire i conferimenti di capitale apportati dall’imprenditore o

dai soci o utili reinvestiti. In questo caso si nota che sia l’ENEL che l’E.ON hanno un indice

di auto-copertura delle immobilizzazioni che si aggira mediamente intorno allo 0,40, ciò

significa che il 40 % dell’attivo immobilizzato è finanziato con il capitale proprio, dato che

l’indice risulta essere inferiore a 1, esso dovrà essere ulteriormente approfondito in quanto se

la parte di immobilizzazioni non coperta dal capitale proprio è finanziata da debiti a lungo

esiste ugualmente equilibrio fra fonti e impieghi. Se invece la parte di immobilizzazioni, non

coperta dal capitale proprio, è finanziata da debiti a breve, sicuramente ci si trova di fronte ad

uno scorretto utilizzo delle fonti di finanziamento con conseguenti problemi di squilibrio

finanziario.

Tutte e due le aziende si dimostrano in grado di finanziare l’attivo fisso mediante il ricorso

alle passività permanenti (mezzi propri e passività consolidate), questo dato è riportato

dall’indice di copertura delle immobilizzazioni che è superiore a 1 sia per l’ENEL che per

l’E.ON. Tuttavia una nota di preoccupazione sorge dall’analisi del margine di tesoreria che

invece si manifesta negativo in entrambi i casi. La situazione di illiquidità, che appare

indubbiamente più grave nell’azienda E.ON, è dovuta principalmente all’eccessivo

investimento di capitali nel magazzino. Ovviamente la condizione di liquidità potrà dirsi in tal

caso ripristinata solo se si realizzerà la complementarietà tra le scadenze dei crediti e quelle

dei debiti a breve.

L’indice di disponibilità risulta essere altalenante in tutte e due le società, mediamente si

aggira intorno all’1,04. L’E.ON presenta un indice di disponibilità leggermente superiore

all’ENEL, ciò significa che l’azienda tedesca riesce maggiormente a far fonte ai debiti a breve

utilizzando le disponibilità a breve (magazzino, disponibilità liquide). È considerato

soddisfacente un indice vicino a 2. Un valore inferiore a 1 segnala gravi problemi di

solvibilità nel breve periodo.

Il margine di struttura (differenza tra mezzi propri e immobilizzazioni), permette di esaminare

le modalità di finanziamento delle immobilizzazioni stesse e può essere anche un indicatore

12

della capacità di una ulteriore espansione dell’attività aziendale o, al contrario, di una

eventuale insufficienza del capitale proprio in relazione alle dimensioni aziendali.

Pertanto:

- se il margine di struttura è > 0, le attività immobilizzate sono state finanziate con fonti

di capitale proprio

- se il margine di struttura è < 0, i mezzi propri finanziano solo in parte le attività

immobilizzate per cui la differenza è coperta anche da passività correnti.

Il margine risulta essere minore di zero in tutti e cinque gli esercizi di entrambe le società, i

mezzi propri finanziano solo in parte le attività immobilizzate per cui la differenza è coperta

anche da passività di breve termine.

Il capitale circolante netto è un indice di liquidità ed esprime in termini assoluti l’eccedenza

positiva o negativa dal raffronto delle attività e delle passività di breve periodo dell’impresa,

quando esso è positivo esprime una situazione di equilibrio in quanto sta ad indicare quanto in

più delle risorse si trasformerà nel breve periodo rispetto agli impegni in scadenza nello stesso

periodo, quando è negativo la situazione finanziaria-patrimoniale rileva la copertura di

investimenti fissi con fonti di finanziamento a breve termine. È da sottolineare come anche se

il capitale circolante netto fosse maggiore di zero non è detto che l’impresa non abbia

problemi di solvibilità poiché tra le attività correnti sono incluse le rimanenze, che non

sempre possono essere vendute senza difficoltà, secondariamente se nelle passività correnti

non si tenesse conto dei debiti verso banche, si potrebbe giungere a valori assai spesso diversi

di quest’indice, anche di valore positivo. Questo margine è sempre positivo per la capogruppo

tedesca (le disponibilità liquide riescono a coprire interamente le passività correnti), mentre

per la capogruppo italiana alla fine del 2009 risulta essere negativo come anche nel 2011, dal

2012 al 2013 diventa positivo, questo indica che le principali risorse si sono trasformate in

liquidità riuscendo cosi a coprire i debiti di prossima scadenza.

Una azienda presenta una struttura finanziaria sana quando è in grado di far fronte con le

entrate correnti di tutti i giorni alle uscite correnti e alle esigenze di investimento.

Una società finanziariamente sana è in grado di pagare con regolarità e secondo la loro

scadenza tutti i debiti contratti. Questo stato di salute rispecchia maggiormente l’ENEL, non è

casuale e trova origine in una corretta politica di scelta delle fonti di finanziamento più idonee

ottenute correlando adeguatamente fonti e impieghi.

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DESCRIZIONE TESI

Il tema della presente tesi è l'analisi economico–finanziaria delle aziende che operano nel settore dell’Energia Elettrica, questa ricerca viene fatta attraverso la conduzione di un'analisi di bilancio tramite margini ed indici.
Per una descrizione completa dell'analisi si è suddiviso il lavoro in tre capitoli.
Nel primo capitolo viene descritta in breve la storia dei due gruppi aziendali partendo dalle origini storiche e continuando con l'evoluzione del settore, sia dal punto di vista dell'organizzazione della produzione dell’Energia Elettrica.
Nel secondo capitolo viene descritta l’analisi economico-finanziaria dei bilanci consolidati dei due gruppi tramite margini ed indici, evidenziando i profili reddituali, patrimoniali e finanziari secondo un analisi spazio-temporale dei dati di bilancio degli ultimi cinque esercizi amministrativi (dal 2009 al 2013).
Nel terzo ed ultimo capitolo viene tratta una conclusione mettendo in risalto il confronto tra le due aziende focalizzando l’attenzione sui punti di forza e di debolezza dei due gruppi, alla quale ho inserito una mia riflessione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Professioni contabili
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco.iarrusso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dei gruppi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Rizzato Fabio.

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