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Tesi di laurea magistrale in Psicologia dello sviluppo Appunti scolastici Premium

Tesi di laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dei processi educativi con relatore la prof.ssa Caprin.
Titolo tesi: La suggestionabilità della memoria e l'esclusione sociale in età scolare.
Mi sono laureata ad Ottobre 2017.
E' una tesi sperimentale, perciò costituita da una parte teorica costruita attraverso la bibliografia sul tema e una parte sperimentale,... Vedi di più

Materia di Psicologia dello sviluppo relatore Prof. C. Caprin

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ESTRATTO DOCUMENTO

sé (o trascuratezza) nei bambini della scuola primaria. Anche negli adolescenti è

stata confermata questa associazione, soprattutto nelle ragazze (Epkins &

Heckler, 2011).

2.9.3 Esclusione e aggressività

L’esclusione sociale può portare i soggetti a comportarsi in modo

aggressivo come difesa (Buckley, Winkel & Leary, 2003; Leary & Springer, 2001;

Twenge, Baumeister, Tice, & Stucke, 2001; Vangelisti, 2001; Vangelisti &

Crumley, 1998).

Vi sono stati diversi studi che hanno studiato tale fenomeno tenendo conto del

legame tra gli stimoli che feriscono le persone come per esempio, le critiche o le

offese e infine tra gli stimoli che hanno lo scopo di escludere i partecipanti per

provocare in essi reazioni aggressive (Berkowitz, 1993; Bushman, Baumeister,

& Phillips, 2001; Donnerstein, Donnerstein, & Evans, 1975; Harmon-Jones &

Sigelman, 2001; Scheier, 1976).

Un esempio di questi studi in cui i partecipanti, assegnati casualmente alla

condizione di esclusione, venivano informati di essere stati esclusi da altri

partecipanti oppure che avrebbero avuto un futuro solitario, hanno mostrato livelli

più elevati di aggressività, reagendo somministrando rumori spiacevoli ai

partecipanti che non rientravano nella condizione di esclusione (Twenge et al.,

2001).

Queste ricerche empiriche mostrano che il dolore fisico e il dolore sociale, quello

appunto dato dal sentirsi escluso dagli altri, portano a reazioni difensive e talvolta,

aggressive.

2.10 Ricerche sull’esclusione sociale e fattori cognitivi

L’esclusione sociale impatta anche sul dominio cognitivo dei bambini,

disturbando alcuni processi cognitivi (Hawes Et al. 2012) e provocando il

disimpegno nelle attività scolastiche (Buhs et al., 2006).

32

Alcuni studi hanno indagato l’esistenza di collegamenti tra l’esclusione sociale e

la diminuzione della abilità cognitive attraverso delle metodologie sperimentali.

In passato ricerche sperimentali hanno confermato tale collegamento, trovando

che le aree del cervello associate a funzioni cognitive di ordine superiore, ossia i

lobi frontali (Diamond, 2013) sono influenzate dalle esperienze di esclusione

sociale (Campbell et al., 2006; Riva et al., 2012).

Secondo Buelow e colleghi (2015) un’esperienza di esclusione sociale richiede

un recupero altamente esigente in termini di risorse cognitive. Esse servono per

ristabilirsi dallo stress sociale subito, ma risultano essere meno disponibili per

compiti che richiedono abilità cognitive di alto livello (Buelow et al., 2015).

2.10.1 Esclusione e QI

L'intelligenza è una variabile di differenza individuale che risulta essere

influente nella vita di un bambino, anche nei rapporti sociali che instaura.

Diversi studi hanno dimostrato che i bambini con un alto livello di QI hanno buone

capacità di problem solving, riuscendo maggiormente ad affrontare episodi di

stress sociale a cui sono esposti nella vita quotidiana (Garmezy & Masten 1984;

Tiet et al., 1998). Al contrario, i bambini con un basso livello di QI risultano essere

maggiormente vulnerabili ad esperienze sociali negative, a causa di deficit nelle

competenze pro-sociali e di scarsi rapporti sociali (Bellanti & Bierman, 2000).

Si potrebbe perciò ipotizzare che i bambini con un basso livello di QI risultano

essere maggiormente vulnerabili nelle situazioni di esclusione sociale.

2.10.2 Esclusione e memoria

Diversi studi hanno indagato l’esistenza di un legame tra l’esclusione

sociale e le prestazioni in compiti di memoria.

In particolare Baumeister e colleghi (2002) hanno utilizzato una manipolazione

sperimentale, in cui alcuni partecipanti rientravano nella condizione in cui veniva

detto loro che probabilmente sarebbero stati soli tutta la vita.

33

In questa manipolazione rientrano sia compiti cognitivi complessi basati sulla

logica e il ragionamento, sia compiti cognitivi semplici basati sul recupero diretto

delle informazioni. I risultati mostrano che la manipolazione sperimentale

utilizzata da questi studiosi ha inciso sui compiti cognitivi complessi, alterando

sia l’accuratezza delle informazioni sia la velocità di esecuzione dei compiti. La

prestazione in compiti cognitivi semplici, invece, non è stata influenzata dalla

manipolazione (Baumeister et al, 2002).

Questi risultati sono stati replicati in un recente studio che dimostra che

l'esclusione sociale ha un effetto sui processi della memoria di lavoro, ma non su

processi di attenzione di base (Buelow et al., 2015).

Hawes e colleghi (2012) hanno analizzato gli effetti dell’esclusione sociale

sulla memoria a breve termine (span avanti di cifre) e sulla memoria di lavoro

(span indietro di cifre) attraverso un altro genere di manipolazione: il paradigma

Cyberball. I risultati hanno mostrato che l'esclusione sociale influenza la memoria

a breve termine (anche se solo per le ragazze), mentre la memoria di lavoro non

è stata influenzata dalla manipolazione (Hawes et al, 2012).

Confrontando i risultati ottenuti da Baumeister e colleghi (2002) con il Paradigma

“vita

di solitaria”, ai risultati ottenuti da Hawes e colleghi (2012) con il Paradigma

Cyberball troviamo delle differenze.

Hawes e i colleghi (2012) ipotizzavano che il decremento delle abilità cognitive

prodotto dal Paradigma Cyberball fosse meno duraturo di quello prodotto dal

“vita

Paradigma di solitaria”. Tuttavia, questa nozione è in contrasto con i risultati

di Buelow et al. (2015) che ha mostrato che una sola esperienza di esclusione,

indotta usando il paradigma di Cyberball, potrebbe avere effetti negativi dalla

durata di 55 minuti (Buelow et al, 2015).

2.11 Manipolazione dell’esclusione sociale: il paradigma Cyberball “Ball

Il primo esperimento di manipolazione sperimentale, denominato

Tossing”, fu creato dagli studiosi Williams e Sommer (1997). La manipolazione

consisteva nell’assegnare casualmente i partecipanti ad una condizione di

34

esclusione o di inclusione sociale nel gioco reale del lancio della palla, e di

valutare le reazioni dei partecipanti ostracizzati.

I partecipanti (due complici e un partecipante effettivo) giocavano a passarsi la

palla in attesa che lo sperimentatore tornasse. Il gioco durava dai 3 ai 5 minuti.

La metà di questi rientrava nella condizione di inclusione, ricevendo la palla per

un terzo dei lanci, mentre l’altra metà rientrava nella condizione di esclusione,

ricevendo la palla un paio di volte e poi mai più.

I risultati portarono alla conclusione che i bambini ostracizzati mostravano

espressioni di disagio (Williams & Sommer, 1997).

Questo paradigma di gioco reale è stato utilizzato solamente un paio di volte

(Warburton, Williams & Cairns, 2006; Williams, 2001), risultando pieno di limiti,

tra cui la presenza di complici e la mancanza di un addestramento di questi, i

quali inizialmente risultano essere preoccupati nell’approcciarsi ad un compito

che richiede di escludere dei coetanei, in seguito, invece iniziano a provare

sentimenti sadici di gioia.

Al fine di superare i limiti di questo paradigma, Williams e colleghi (2000, 2006)

hanno progettato un nuovo paradigma, denominato Cyberball, che non prevede

la presenza di complici e risulta essere meno traumatico. Infatti, lo scopo del

gioco risulta essere il medesimo del paradigma precedente, ma non più nel

formato faccia-faccia ma attraverso un programma informatico (Williams, 2000).

I partecipanti vengono informati dallo sperimentatore che questo gioco serve per

esercitare le loro abilità di visualizzazione mentale su un compito successivo, al

“Ball

fine di migliorarle. Questa informazione, al pari del paradigma tossing”,

serve per rassicurare i partecipanti del fatto che non ottenere la palla non ha

effetti negativi sulla loro performance nell'esperimento.

“Ball

Come nel paradigma tossing”, i partecipanti vengono assegnati

casualmente alle condizioni di inclusione e di esclusione sociale; quelli nella

condizione di esclusione sociale ricevono meno volte la palla rispetto a quelli

nella condizione di inclusione (Williams & Jervis, 2006).

Questo paradigma ha permesso per la prima volta di riprodurre in un contesto di

laboratorio il rifiuto sociale. 35

CAPITOLO 3

Suggestionabilità interrogatoria ed esclusione sociale:

uno studio di ricerca.

3.1 Introduzione

Nel panorama delle scienze psicologiche, la suggestionabilità interrogatoria

“la

è un tema ampiamente studiato e discusso. Essa è stata definita come misura

entro la quale gli individui accettano e conseguentemente incorporano le

informazioni post-evento all’interno dei ricordi della propria memoria”

(Gudjonsson, & Clark, 1986, p.352). Nel 1993, Ceci e Bruck hanno approfondito

“il

il costrutto, definendolo come grado in cui la codifica, la registrazione, il

recupero e la relazione degli eventi da parte dei bambini possono essere

(Ceci

influenzati da una gamma di fattori sociali e psicologici” & Bruck, 1993,

p.404).

Negli ultimi decenni, diversi autori hanno concentrato la loro attenzione sulle

differenze individuali nella suggestionabilità e sui fattori che possono predire la

variabilità nei bambini. Diversi studi hanno esplorato l’influenza di variabili

demografiche, cognitive, psicologiche e sociali sulla codifica, rievocazione e

recupero delle informazioni dei più piccoli.

La variabile età è stata, per esempio, ampiamente approfondita e indagata

nell’ambito della suggestionabilità interrogatoria (Bruck & Ceci, 1999; Ceci &

Bruck, 1993) e i risultati hanno evidenziato che i bambini più piccoli sono meno

abili a richiamare spontaneamente le informazioni, produrre risposte accurate e

sono più suggestionabili rispetto ai più grandi (Goodman, Hirschman, Hepps, &

Rudy, 1991; Ceci & Bruck, 1995).

Le ricerche sul tema hanno in seguito approfondito altri fattori cognitivi

potenzialmente rilevanti sulla suggestionabilità individuale, quali l’intelligenza

(Bruck et al, 1997; Zhu et al., 2010) e la memoria (Roebers, 2002; Schacter,

36

2002), sottolineando risultati tra loro contrastanti e non univoci (Bruck & Melnyk,

2004). Ancora, la suggestionabilità interrogatoria sembra essere influenzata da

altri fattori psicologici e, in particolare, dalla sfera delle emozioni individuali quali

ansia (Gudjonsson, Rutter, & Clare, 1995) e rabbia (Gudjonsson, 1989). Nello

specifico, le ricerche hanno evidenziato una maggiore vulnerabilità alla

suggestionabilità interrogatoria nei bambini ansiosi, rispetto ai bambini arrabbiati

(Gudjonsson et al, 1983).

Con il passare del tempo, l’interesse degli studiosi del fenomeno si è

spostato verso i fattori sociali e sulla possibile influenza che questi ultimi possono

avere sulla suggestionabilità interrogatoria in età evolutiva. Alcuni autori hanno

evidenziato che le caratteristiche dell’intervistatore e dell’intervista (tra cui il tipo

di domande poste, l'atmosfera emotiva, l'utilizzo di rinforzi sociali per ricordare

l'evento) possono influenzare la suggestionabilità dei bambini (Batterman-

Faunce & Goodman, 1993; Dent, 1990; Gree & Pipe, 1995; Goodman & Clarke-

Stewart, 1991; Greenstock Pipe, 1996; Ceci & Bruck, 1993).

Tuttavia, la letteratura sul tema è priva di approfondimenti sul rapporto tra

suggestionabilità interrogatoria e sensibilità dei bambini al rifiuto sociale.

Su queste basi, il presente studio di ricerca intende valutare la relazione esistente

tra suggestionabilità interrogatoria ed esclusione sociale in età evolutiva.

3.2 Disegno di Ricerca e Obiettivi

Il presente progetto di ricerca si inserisce all'interno del filone di ricerca sulla

suggestionabilità interrogatoria in età evolutiva. Questa ricerca intende valutare

la relazione esistente tra la suggestionabilità interrogatoria e l’esclusione sociale.

La ricerca è multiprospettica e multimetodo.

Le variabili indipendenti principali oggetto di interesse sono:

• Livello di Suggestionabilità individuale misurato attraverso la batteria

Bicocca Suggestibility Scales B-22 (Caprin & Benedan, in corso di

validazione): in base al punteggio di Cedevolezza ottenuto dai bambini

“Alta”

verranno creati due gruppi, in base alla disposizione individuale e

“Bassa” alla Suggestionabilità (sopra e sotto la mediana del gruppo).

37

Poiché questa variabile non può essere manipolata dallo sperimentatore

il disegno si connota come quasi-sperimentale.

• “Inclusione” “Esclusione”

Due condizioni sperimentali: ed Sociale simulata

nella realtà virtuale attraverso il paradigma di Cyberball (Williams, Cheung

& Choi, 2000). I bambini saranno assegnati in modo random alle diverse

condizioni (metà nella condizione di inclusione e metà in quella di

esclusione).

Lo studio si configura come un quasi-esperimento 2x2 in cui le condizioni

sperimentali sono: VULNERABILITÀ ALLA

SUGGESTIONABILITÀ

“Alta” “Bassa”

“Inclusione”

CONDIZIONE n = 15 n = 16

“Esclusione”

SPERIMENTALE n = 14 n = 15

Le variabili dipendenti invece sono i punteggi di memoria e suggestionabilità

ricavati dalla presentazione di alcune domande relative ad un video.

• Il numero totale di risposte corrette alle domande di controllo sul

video: Cued recall

• Il numero di volte in cui il bambino cede alla suggestione durante la

prima somministrazione delle domande: Yield 1

• Il numero di volte in cui il bambino cede alla suggestione quando le

domande vengono ripetute: Yield 2

• Il numero di volte in cui il bambino cambia la risposta dalla prima alla

seconda somministrazione delle domande: Shift

• Il cambiamento nelle domande di controllo: Cambcontr

• Il cambiamento nelle domande suggestive: Cambsugg

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Sulla base delle variabili considerate sono stati fatti diversi studi:

1. Il primo studio di ricerca si pone l’obiettivo di indagare l’eventuale

esistenza di differenze statisticamente significative tra i punteggi di

memoria e di suggestionabilità (Cued recall, Yield 1, Yield 2, Shift ,

Cambcontr, Cambsugg) e la sensibilità al rifiuto sociale.

2. Il secondo studio si pone l’obiettivo di indagare l’eventuale esistenza di

differenze statisticamente significative tra gli indici di memoria e di

suggestionabilità (Cued recall, Yield 1, Yield 2, Shift , Cambcontr,

“Esclusione”

Cambsugg) sulla base delle condizioni di "Inclusione” e di

sociale al Cyberball Paradigm e il Livello di Suggestionabilità individuale.

“controllare”

Al fine di l’effetto dell’età sulle variabili dipendenti, la suddetta

variabile è stata considerata come covariata.

3.3 Campione

In questa ricerca sono stati coinvolti 60 bambini (maschi: n= 36; femmine:

n= 24) di età compresa tra i 7 e i 9 anni (M= 8.33; DS= .79) residenti nella

“E.

provincia di Brescia, frequentanti la scuola di primo grado Rinaldini” di Ghedi.

Il 99% dei bambini ha genitori di nazionalità italiana. Lo status socio-economico

è stato calcolato tenendo conto dell’occupazione lavorativa dei genitori e del loro

grado di istruzione. Il 60% si colloca ad un livello medio, il 18% si colloca ad un

livello medio-basso e il 22% si colloca ad un livello medio-alto.

Sulla base del Livello di Suggestionabilità individuale misurato attraverso la scala

BISS B-22 (Caprin & Benedan, 2012) è possibile individuare:

• 29 bambini (maschi: n = 16; femmine: n = 13) con età compresa tra i 7 e i

9 anni (M = 8.36; DS = .82) con una bassa suggestionabilità,

• 31 bambini (maschi: n = 20; femmine: n = 11) con età compresa tra i 7 e i

9 anni (M = 8.30; DS = .77) con un’elevata suggestionabilità (Figura 1).

39

Figura 1. Percentuale di bambini suddivisi sulla base del livello di alta e bassa

suggestionabilità LIVELLO DI SUGGESTIONABILITÀ Bassa

Suggestionabilità

48%

Alta

Suggestionabilità

52% “Inclusione”

Sulla base delle condizioni sperimentali di ed

“Esclusione” Sociale simulata nella realtà virtuale attraverso il

paradigma di Cyberball (Williams, Cheung & Choi, 2000) è possibile

individuare:

• 29 bambini (maschi: n = 18; femmine: n = 11) con età compresa tra i 7 e i

9 anni (M = 8.36; DS = .82) hanno preso parte alla condizione di

“Inclusione” sociale simulata nella realtà virtuale tramite il Cyberball

Paradigm.

• 31 bambini (maschi: n = 18; femmine: n = 13) con età compresa tra i 7 e i

9 anni (M = 8.30; DS = .77) hanno preso parte alla condizione di

“Esclusione” sociale simulata nella realtà virtuale tramite il Cyberball

Paradigm (Figura 2). 40

Figura 2. Percentuale di bambini suddivisi in base alle condizioni sperimentali di

inclusione ed esclusione sociale

CONDIZIONI SPERIMENTALI Inclusione Sociale

48%

Esclusione Sociale

52%

3.4 Strumenti

All’interno del presene studio di ricerca sono stati utilizzati i seguenti strumenti:

3.4.1 Bicocca Suggestibility Scales (BISS; Caprin & Benedan, 2012;

Allegato A)

Il Bicocca Suggestibility Scales è uno strumento che valuta la

suggestionabilità della memoria in bambini di età scolare (6-11 anni). Per

costruire la scala, sono stati utilizzati come modello il Bonn Test of Statement

Suggestibility (BTSS; Endres, 1997) e il Gudjonsson Suggestibility Scale (GSS;

Gudjonsson,1984, 1987,1997).

Il BISS presenta due versioni: versione A e versione B.

41

Il ricercatore racconta delle storie in cui i due protagonisti compiono un’azione

che potrebbe essere punibile. Il bambino è successivamente invitato a rievocare

(rievocazione immediata) la storia e a rispondere ad alcune domande.

Entrambe sono costituite da 6 tavole e 22 domande: 14 suggestive e 8 di controllo

(Il BISS è disponibile anche in una versione estesa composta da 32 domande).

Le domande suggestive sono le domande fuorvianti, in cui le risposte non sono

reperibili nella storia e valutano la suggestionabilità, mentre le domande di

controllo riguardano i fatti che sono ritrovabili in essa e valutano le capacità

mnemoniche dei bambini.

Queste domande vengono somministrate al bambino una prima e una seconda

volta, ricordando al bambino di non rispondere se non fosse in grado di ricordare

la risposta. Le domande presentate per la prima volta sono seguite da un

feedback negativo, in cui lo sperimentatore informa il bambino di aver fatto degli

errori indipendentemente dalla correttezza o meno delle risposte fornite e della

necessità, quindi, di ripetere le domande. In seguito, dopo una fase in cui

“domande

vengono somministrati i test cognitivi, vengono poste le ripetute” che

sono formulate in modo differente rispetto alle prime (Alice e Matteo sono a casa

della nonna?/ Alice e Matteo sono a casa della nonna, vero?).

Il feedback negativo è stato fornito al fine di testare la facilità con cui bambini

potrebbero cambiare le risposte alle domande risultando sotto la pressione

interrogatoria (Caprin & Benedan, 2012).

Infine viene chiesto al bambino di raccontare nuovamente la storia (rievocazione

libera - audioregistrata) allo scopo di valutare l’effetto di disinformazione.

La rievocazione immediata viene valutata attribuendo un punto per ogni token

informativo (da un minimo di 0 ad un massimo di 49) che viene rievocato in modo

corretto e un punto per ogni errore. Gli errori possono riguardare Distorsioni,

ossia una modificazione delle informazioni reali o un’attribuzione erronea di

un’azione eseguita da un personaggio ad un altro oppure le Fabbricazioni, ossia

novità introdotte del bambino, come per esempio attribuire un’azione che in realtà

nella storia non si è verificata (Clare, Gudjonsson, Rutter, & Cross, 1994). Il

Punteggio Totale si ottiene sommando le Distorsioni con le Fabbricazioni.

42

Dalla somministrazione del BISS si possono ottenere gli indici di

suggestionabilità della memoria tra cui:

a. La Cedevolezza: che corrisponde al numero di domande suggestive

a cui il bambino ha ceduto durante la prima fase di inchiesta. Il

punteggio può variare da 0 a 14 per la forma breve del test, e da 0 a

16 per la forma estesa.

b. Il Cambiamento: fa riferimento al numero di domande in seguito alla

quale il bambino ha cambiato la risposta dopo il feedback negativo. Si

possono distinguere tre diverse forme:

• il Cambiamento Positivo si riferisce al numero di volte in cui il

bambino cambia la sua risposta (sbagliata), a seguito del

feedback negativo, fornendone una corretta;

• il Cambiamento Negativo si riferisce al numero di volte in cui il

bambino cambia la sua risposta giusta in una errata, a seguito

del feedback negativo;

• il Cambiamento Neutro si riferisce al numero di volte in cui il

bambino cambia la sua risposta scegliendo l’alternativa errata,

sempre in seguito ad un feedback negativo.

c. Punteggio di Suggestionabilità Totale: è dato dalla somma degli

indici di Cedevolezza e Cambiamento. Può variare da 0 a 36 per la

forma breve del test e da 0 a 48 per la forma estesa.

Inoltre, il BISS indaga anche le prestazioni in compiti di memoria e in particolare

prende in considerazione le seguenti variabili:

d. Il punteggio di Rievocazione Immediata si riferisce al numero di token

ricordati correttamente dal bambino durante la prima rievocazione.

e. Il punteggio di Rievocazione Guidata si riferisce al numero di risposte

esatte alle domande di controllo proposte durante la fase di inchiesta.

Esso viene calcolato nella fase di approfondimento.

In questo studio di ricerca è stata utilizzata la versione del BISS B-22.

43

3.4.2 Strumento per la valutazione dell’effetto di manipolazione su

compiti di memoria e suggestionabilità (Allegato B)

É stato creato uno strumento ad hoc per questa ricerca per valutare l’effetto

di manipolazione di un video su compiti di memoria e di suggestionabilità

interrogatoria. Gli item di questo strumento sono raggruppati in diversi fattori:

Yield 1, Yield 2, Shift, Cambcontr e Cambsugg. Il primo fattore, Yield 1, indaga la

misura in cui i bambini cedono alla suggestione durante la prima

somministrazione delle domande. Il secondo fattore, Yield 2, indaga la misura in

cui i bambini cedono alla suggestione quando le domande vengono ripetute e il

fattore Shift indaga quante volte il bambino cambia la propria risposta dalla prima

alla seconda somministrazione delle domande. I fattori Cambcontr e Cambsugg

indagano il cambiamento nelle domande di controllo e il cambiamento nelle

domande suggestive, rispettivamente. Le domande sono in totale 29, tra cui 3

(“Di

domande aperte, che nella ricerca non sono state considerate che

(“Il

nazionalità erano gli aggressori?”),12 chiuse a scelta multipla passante si

(“Le

chiamava Luca o Paolo?”) e 14 chiuse sì/no grida della donna hanno

spaventato gli aggressori?”).

Lo sperimentatore informa i partecipanti che questa volta, a differenza delle

domande del BISS, sarebbe stato il computer ad effettuare la correzione di esse.

Perciò, dopo una prima somministrazione delle domande, il computer informa il

bambino di aver fatto alcuni errori e di dover ripetere nuovamente tutte le

domande. Questa è appunto la manipolazione che è stata fatta al fine di testare

la suggestionabilità del soggetto.

La durata di entrambe le somministrazioni è di circa 15 minuti.

3.4.3 Cyberball Paradigm (Williams et al. 2000)

Cyberball Paradigm è un virtual online ball-tossing game utilizzato per

“inclusione” “esclusione”

manipolare la condizione sperimentale di o di sociale

(Williams, 2007; Williams, Cheung, & Choi, 2000).

44

Il gioco si basa su un paradigma eticamente valido in cui i partecipanti non

vengono coinvolti in interazioni reali e dirette con altri bambini ma, sfruttando il

“esclusione”

contesto online, è possibile influenzare la loro percezione di o di

“inclusione” sociale (Scheithauer et al. 2013).

Lo sperimentatore informa i partecipanti che giocheranno a lanciarsi la palla a

turno insieme ad altri bambini online. I partecipanti hanno la possibilità di

identificare il proprio personaggio, scrivendo il proprio nome con la tastiera del

“Giocatore 1”,

computer. Gli altri giocatori, invece, sono identificati con etichette:

“Giocatore 2” “Giocatore 3” (Figura

e 3).

Prima di iniziare, i bambini vengono invitati ad immedesimarsi nella situazione e

visualizzare mentalmente l’esperienza di gioco di gruppo come se fosse reale e,

quindi, di immaginare un contesto di gioco e le caratteristiche ambientali (clima

freddo, clima caldo, etc.). 45

Figura 3. Contesto di gioco virtuale Cyberball Paradigm (Williams et al. 2000)

I bambini coinvolti nella ricerca sono assegnati in modo random alle condizioni di

“Inclusione” “Esclusione” (n

(n = 29) ed = 31) sociale.

Cyberball Paradigm è programmato per escludere o includere un numero preciso

di volte il partecipante al gioco.

Tutti i partecipanti sperimentavano l’inclusione attraverso 12 passaggi della palla

tra di loro, di conseguenza, i bambini posti nella condizione di esclusione sociale

venivano ostracizzati non ricevendo più la palla (28 passaggi della palla tra i due

avatar) (Williams et al, 2000).

I partecipanti alla ricerca sono stati coinvolti nel contesto di gioco virtuale

Cyberball Paradigm per circa 3 minuti e mezzo.

Questo strumento ha permesso di riprodurre un’esperienza di rifiuto sociale in un

contesto di laboratorio.

Al termine del Cyberball Paradigm, i partecipanti sono stati invitati a rispondere

ad un questionario finalizzato a controllare l’effetto di manipolazione

(Manipulation Check). Quest’ultimo è uno strumento volto ad indagare le

46

sensazioni provate dal bambino durante il gioco e l’eventuale effetto di

manipolazione.

3.5 Procedura

Nel presente studio di ricerca sono stati seguiti i seguenti step (Figura 4):

• Step 1

I bambini, coinvolti nello studio, sono stati incontrati durante le ore di lezione

e durante l’intervallo in un’aula di una scuola della provincia di Brescia. Il

ricercatore ha raccolto il consenso informato scritto dei genitori e l’assenso scritto

dei bambini.

Successivamente, i genitori hanno fornito dati socio-anagrafici utili per calcolare

lo Status-Socio-Economico dei partecipanti, attraverso la compilazione di un

questionario socio-anagrafico.

Il questionario è stato riconsegnato dai genitori in busta chiusa nel pieno rispetto

della privacy.

Durante il primo incontro i bambini sono stati sottoposti alla somministrazione del

BISS B-22 (Caprin & Benedan, 2012) dalla durata di 45 minuti circa. La

rievocazione della storia sia immediata, sia differita è stata audio-registrata per

permettere una adeguata trascrizione e codifica delle storie.

Sulla base del punteggio di Cedevolezza ottenuto dalla somministrazione del

“Alta” “Bassa”

BISS, i bambini sono stati assegnati al gruppo o Suggestionabilità.

Essa corrisponde al numero di domande suggestive a cui il bambino ha ceduto

durante la prima fase di inchiesta.

• Step 2

A distanza di una settimana, i bambini hanno guardato un video di pochi

minuti raffigurante un’aggressione e hanno raccontato in forma di rievocazione

47

immediata la storia osservata. E’ stato in seguito proposto un questionario

1

sull’aggressività .

I bambini hanno successivamente giocato al gioco virtuale Cyberball Paradigm e

“Inclusione” “Esclusione”

sono stati assegnati al gruppo di ed sociale. Dopo aver

giocato, sono stati sottoposti ad una serie di domande (Manipulation Check)

riguardanti le sensazioni che avevano provato durante il gioco. Questa procedura

prevede diverse tipologie di domande riguardanti le sensazioni provate dopo aver

giocato e ha lo scopo di esaminare l’effetto di manipolazione.

Sono trascorsi 20 minuti tra la visione del video e la presentazione delle

domande.

Infine, l’attenzione del bambino è stata indirizzata sul video iniziale e sono state

formulate alcune domande (suggestive, di controllo e aperte) riguardo ad esso.

Le domande sul video, quindi, sono state somministrate subito dopo Cyberball

Paradigm per non perdere l’effetto della manipolazione sperimentale. Il tempo

della pausa che andava dalla visione del video alla somministrazione delle

domande è stato mantenuto costante per ciascun bambino.

Alla fine dell’incontro è stato dato un feedback positivo ai bambini, in modo da

assicurarsi che quelli della condizione "esclusione" non fossero turbati.

1

I risultati di questa sezione non saranno analizzati nella presente ricerca

48

Figura 4. Procedura della ricerca

Step 1 Incontro e raccolta dati

Incontro e conoscenza degli alunni in un’aula scolastica e

raccolta dati informativi (Questionario Socio-anagrafico, consenso dei

genitori e assenso degli alunni).

Somministrazione del BISS B22

Somministrazione della batteria Bicocca Suggestibility Scales

B22 dalla durata di 45 minuti.

Step 2 Visione di un video

È stato mostrato ai bambini un video di pochi minuti

raffigurante un’aggressione e, in seguito, è stato chiesto loro di

raccontare la storia osservata.

Cyberball Paradigm

I bambini hanno giocato al gioco virtuale Cyberball Paradigm e

stati assegnati al gruppo di “Inclusione” ed “Esclusione”

sono sociale.

Manipulation Check

Dopo aver giocato, sono stati sottoposti ad una serie di

domande (Manipulation Check) riguardanti le sensazioni che

avevano provato durante il gioco.

49

Somministrazione delle domande sul video iniziale e feedback

positivo

Dopo una breve “pausa” di 20 minuti circa, si è riposta

l’attenzione sul video iniziale e sono state fatte a ciascun bambino

una serie di domande (suggestive, di controllo e aperte) riguardo ad

esso.

Infine è stato dato loro un feedback positivo per assicurarsi

che quelli nella condizione di “esclusione” non fossero turbati.

3.6 Risultati

3.6.1 Analisi preliminari

Sono state inizialmente effettuate delle analisi preliminari al fine di

controllare l’equa distribuzione dei bambini nei gruppi in base alle variabili età e

genere dei partecipanti (paragrafo 6.1.1). Sono state in seguito esplorate le

eventuali differenze tra gruppi in base alle variabili Ansia e Rabbia (paragrafo

6.1.2).

È stata infine verificata l’efficacia della manipolazione sperimentale del Cyberball

Paradigm, considerando le risposte al Manipulation Check in base alle condizioni

“Inclusione” “Esclusione”

di ed sociale (paragrafo 6.1.3).

Tutte le analisi sono state svolte con SPSS 22.0 (Statistical Software for Social

Science).

3.6.2 Confronto preliminare tra i gruppi in base alle variabili età e

genere

Sono state svolte delle analisi preliminari al fine di controllare che i bambini

fossero equamente distribuiti nei gruppi, considerando l’età e il genere dei

partecipanti.

Nello specifico, è stato effettuato: 50

1. un t-test a campioni indipendenti tra l’età dei partecipanti e le condizioni

( “Inclusione” “Esclusione”

del Cyberball Paradigm ed sociale) e tra la

“Alta” “Bassa”

variabile età e le condizioni di e Suggestionabilità;

2. un test Chi-quadro tra il genere e le condizioni del Cyberball Paradigm

(“Inclusione” “Esclusione”

ed sociale) e tra la variabile genere e le

“Alta” “Bassa”

condizioni di e Suggestionabilità.

Le analisi hanno rilevato che non vi è una differenza statisticamente

2

significativa rispetto alla variabile genere (X (1)=.54, p=.460) e alla variabile età

“Alta” “Bassa”

(t(58)=.26, p =.792) in base alle condizioni di e Suggestionabilità.

Allo stesso modo, le analisi hanno rilevato che non vi è una differenza

2

statisticamente significativa rispetto alla variabile genere (X (1)=.10, p=.752) e

“Inclusione”

alla variabile età (t(58)=.28, p =.781) in base alle condizioni di ed

“Esclusione” sociale al Cyberball Paradigm.

3.6.3 Confronto tra le risposte al Manipulation Check date dai bambini

“Inclusione” “Esclusione”

nella condizione di ed sociale al Cyberball

Paradigm

Al fine di indagare l’efficacia della manipolazione sperimentale è stato

effettuato un t-test a campioni indipendenti per indagare l’esistenza di differenze

statisticamente significative nelle risposte al Manipulation Check in base alle

“Inclusione” “Esclusione”

condizioni di ed sociale al Cyberball Paradigm.

Come riscontrabile dalla Tabella 1, l’analisi del t-test a campioni indipendenti

evidenzia la presenza di differenze statisticamente significative nella risposte al

“Inclusione” “Esclusione”

Manipulation Check in base alle condizioni di ed

“Inclusione”

sociale. I risultati mostrano che i bambini nella condizione di sociale

si sono sentiti più felici ed accettati rispetto ai bambini nella condizione di

“Esclusione” sociale (t(57)= 1.943, p=.057) Inoltre, i bambini nella condizione di

“Inclusione” sociale hanno apprezzato di più gli altri partecipanti (t (57)= 4.141,

p<.001) e hanno pensato, a loro volta, di essere più apprezzati dagli altri giocatori

51 “Esclusione”

(t(57)= 2.498, p=.015), rispetto ai bambini nella condizione di

“Inclusione”

sociale. Infine, i bambini nella condizione di sociale, hanno pensato

di aver ricevuto un numero adeguato di passaggi di palla (t(57)= 5.833, p<.001).

Questi dati suggeriscono che vi è una differenza tra la percezione dei bambini

rispetto al gioco e le condizioni di inclusione ed esclusione sociale, dimostrando

l’efficacia della manipolazione sperimentale del Cyberball sulle risposte date al

Manipulation Check.

Tabella 1. T-test a campioni indipendenti che valuta la presenza di differenze

“Inclusione”

nelle risposte al Manipulation Check in base alle condizioni di ed

“Esclusione” sociale al Cyberball Paradigm

CONDIZIONE

CYBERBALL

PAARADIGM M DS t df p

“Inclusione”

Quanto ti sei sentito 6.14 1.48 2.310 57 .025

male? “Esclusione” 5.13 1.83

“Inclusione” 6.24 1.40 2.119 57 .038

Quanto ti sei sentito “Esclusione”

triste? 5.4 1.63

“Inclusione” 5.9 1.76 1.705 57 .094

Quanto ti sei sentito “Esclusione”

teso? 5.1 1.82

“Inclusione” 4.66 1.93 1.943 57 .057

Quanto ti sei sentito “Esclusione”

rifiutato? 3.57 2.34

52

Quanto ti sei sentito “Inclusione” 4.03 2.33 -0.055 57 .956

notato e accettato

dagli altri “Esclusione”

partecipanti? 4.07 2.14

“Inclusione” 3.52 2.23 -1.092 57 .280

Quanto ti sei sentito “Esclusione”

ignorato? 4.17 2.33

“Inclusione”

Quanto ti sono 5.48 1.99 4.141 57 <.001

piaciuti gli altri “Esclusione”

partecipanti? 3.30 2.05

“Inclusione”

Quanto pensi di 5.41 2.35 2.498 57 .015

essere piaciuto agli “Esclusione”

altri partecipanti? 3.87 2.40

“Inclusione”

Quanti passaggi credi 5.48 1.74 5.833 57 <.001

di aver ricevuto “Esclusione”

durante il gioco? 2.83 1.74

3.7 Primo studio di ricerca

Il primo studio di ricerca si pone l’obiettivo di indagare l’eventuale esistenza

di differenze statisticamente significative tra i punteggi di memoria e di

suggestionabilità (Cued recall, Yield 1, Yield 2, Shift , Cambcontr, Cambsugg) in

bambini che hanno preso parte, rispettivamente, alla condizione di inclusione o

esclusione sociale. 53

Le variabili sperimentali prese in considerazione sono le due condizioni

“Inclusione” “Esclusione”

sperimentali: ed Sociale simulate nella realtà virtuale

attraverso il paradigma di Cyberball.

Tutte le analisi sono state svolte con SPSS 22.0 (Statistical Software for Social

Science).

3.7.1 Effetti del Cyberball Paradigm sulle prestazioni mnestiche e gli

indici di suggestionabilità

È stato svolto un t-test a campioni indipendenti al fine di indagare l’esistenza

di differenze statisticamente significative nelle variabili prestazione nei compiti di

memoria (Cued recall) e suggestionabilità (Yield 1, Yield 2, Shift , Cambcontr,

“Esclusione”

Cambsugg) sulla base delle condizioni di "Inclusione” e di sociale al

Cyberball Paradigm.

Come riscontrabile dalla Tabella 2, l’analisi del t-test a campioni indipendenti

evidenzia l’assenza di differenze statisticamente significative nella prestazione

“Inclusione”

ad un compito di memoria in base alle condizioni di (M = 8.33, DS =

“Esclusione”

1.21) ed sociale (M = 7.94, DS = 1.48) al Cyberball Paradigm (t(56)

= 1.11, p = .272). I risultati mostrano che l’appartenenza ad una condizione di

“Inclusione” “Esclusione”

o di sociale non influenza la prestazione nei compiti di

memoria.

Tabella 2. T-test a campioni indipendenti che valuta la presenza di

differenze nella prestazione ad un compito di memoria in base alle

“Inclusione” “Esclusione”

condizioni di ed sociale al Cyberball Paradigm

CONDIZIONE

CYBERBALL M DS t df p

“Inclusione” 8.33 1.20 1.11 56 .272

“Esclusione”

Cued Recall 7.94 1.48

54

Come riscontrabile dalla Tabella 3, l’analisi del t-test a campioni indipendenti

ha inoltre evidenziato l’assenza di differenze statisticamente significative nel

numero di volte in cui il bambino cede alla suggestione durante la prima

somministrazione delle domande (Yield 1: t(56) = .503, p = .617) e nel numero di

volte in cui il bambino cede alla suggestione quando le domande vengono

“Inclusione”

ripetute (Yield 2: t(56) = -.221, p = .826) in base alle condizioni di (

“Esclusione”

Yield1, M = 7.41, DS = 4.55; Yield2, M = 8.11, DS = 4.45) ed sociale

( Yield1, M = 6.84, DS = 4.05; Yield2, M = 8.35, DS = 3.94) al Cyberball Paradigm.

Allo stesso modo, le analisi hanno evidenziato l’assenza di differenze

statisticamente significative nel numero di volte in cui il bambino cambia la propria

risposta dalla prima alla seconda somministrazione delle domande (Shift) in base

“Inclusione” “Esclusione”

alle condizioni di (M = 4.30, DS = 2.78) ed sociale (M =

4.48, DS = 2.46) al Cyberball Paradigm (t(56) = -.272, p = .786).

Infine, l’analisi del t-test a campioni indipendenti evidenzia l’assenza di differenze

“Cambiamento

statisticamente significative nella variabile nelle domande di

(Cambcontr: “Cambiamento

controllo” t(56) = -1.73, p = .089) e nella variabile

nelle domande suggestive (Cambsugg: t(56) = .616, p = .541) in base alle

“Inclusione”

condizioni di ( Cambcontr, M = .74, DS = .944; Cambsugg, M = 3.56,

“Esclusione”

DS = 2.54) ed sociale (M = 1.29, DS = 1.39 Cambcontr; M = 3.19,

DS = 1.92 Cambsugg) al Cyberball paradigm. I risultati mostrano, quindi, che

“Inclusione” “Esclusione”

l’appartenenza ad una condizione di o di sociale non

influenza la prestazione nei compiti di suggestionabilità.

55

Tabella 3. T-test a campioni indipendenti che valuta la presenza di differenze

nelle variabili Yield1, Yield2, Shift, Cambiamento alle domande di controllo e

“Inclusione”

Cambiamento alle domande suggestive in base alle condizioni di ed

“Esclusione” sociale al Cyberball Paradigm.

CONDIZIONE

CYBERBALL M DS t df p

“Inclusione”

Yield1 7.41 4.55 .503 56 .617

“Esclusione” 6.84 4.05

“Inclusione”

Yield2 8.11 4.45 .221 56 .826

“Esclusione” 8.35 3.94

“Inclusione”

Shift 4.3 2.78 .272 56 .786

“Esclusione” 4.48 2.46

“Inclusione”

Cambcontr 0.74 0.94 -1.73 56 .089

“Esclusione” 1.29 1.39

“Inclusione”

Cambsugg 3.56 2.54 .616 56 .541

“Esclusione” 3.19 1.92

56

3.8 Secondo studio di ricerca

Il secondo studio si pone l’obiettivo di indagare l’eventuale esistenza di

differenze statisticamente significative tra gli indici di memoria e di

suggestionabilità (Cued recall, Yield 1, Yield 2, Shift , Cambcontr, Cambsugg)

“Esclusione”

sulla base delle condizioni di "Inclusione” e di sociale al Cyberball

Paradigm e il Livello di Suggestionabilità individuale, ponendo come covariata la

variabile età.

Per raggiungere questo obiettivo è stata svolta un’Analisi della Covarianza

(ANCOVA) considerando la prestazione nei compiti di memoria (Cued recall) e

la suggestionabilità (Yield 1, Yield 2, Shift , Cambcontr, Cambsugg) come

“Esclusione”

variabile dipendente e le condizioni di "Inclusione” e di sociale e alla

(“Alta” “Bassa”

vulnerabilità individuale alla suggestionabilità e Suggestionabilità)

“controllare”

come variabili indipendenti. Al fine di l’effetto dell’età sulle variabili

dipendenti, la suddetta variabile è stata considerata come covariata.

Tutte le analisi sono state svolte con SPSS 22.0 (Statistical Software for Social

Science).

Come è riscontrabile dalla Figura 5, i risultati dell’Analisi della Covarianza

(ANCOVA) hanno rilevato che non vi sono differenze statisticamente significative

tra le prestazioni in un compito di memoria (Cued recall) sulla base delle

“Esclusione”

condizioni di "Inclusione” e di sociale al Cyberball Paradigm

“Alta” “Bassa”

(F(1,53)= 1.325, p=.255) e le variabili di e suggestionabilità

(F(1,53)= .117, p= .734), tenendo sotto controllo l’età dei partecipanti (F(1,53) =

.093, p = .762). 57

Figura 5. Effetto del livello di suggestionabilità individuale e della condizione di

inclusione o esclusione sociale sul totale di risposte corrette alle domande di

controllo sul video

Totale delle risposte corrette alle domande di

controllo sul video (Cued recall)

8.5

8.4

8.3

8.2

8.1

8

7.9

7.8

7.7

7.6 bassa suggestionabilità alta suggestionabilità

inclusione esclusione

58

Risultati simili sono emersi nell’ Analisi della Covarianza (ANCOVA) tra le

variabili Yield 1 (numero di volte in cui il bambino cede alla suggestione durante

la prima somministrazione delle domande; F(1,53) = .000, p = .989) e Yield 2

(numero di volte in cui il bambino cede alla suggestione quando le domande

vengono ripetute; F(1,53) = .004, p = .950) sulla base delle condizioni di

“Esclusione”

"Inclusione” e di sociale al Cyberball Paradigm ( Yield 1, F(1,53)=

“Alta” “Bassa”

1.50, p= .226; Yield 2, F(1,53)= .045, p= .834) e le variabili di e

suggestionabilità (Yield1, F(1,53)= 25.9, p<.001; Yield2, F(1,53)= 13.9, p<.001)

tenendo sotto controllo la variabile età (Figura 6, Figura 7).

59

Figura 6. Effetto del livello di suggestionabilità individuale e della condizione di

inclusione o esclusione sociale sui punteggi di cedevolezza

Numero di volte in cui il bambino cede alla

suggestione durante la prima

somministrazione delle domande (Yield 1)

12

10

8

6

4

2

0 bassa suggestionabilità alta suggestionabilità

inclusione esclusione

60

Figura 7. Effetto del livello di suggestionabilità individuale e della condizione di

inclusione o esclusione sociale sui punteggi di cedevolezza alla ripetizione delle

domande numero di volte in cui il bambino cede alla

suggestione quando le domande vengono

ripetute (Yield 2)

12

10

8

6

4

2

0 bassa suggestionabilità alta suggestionabilità

inclusione esclusione

61

Infine, l’Analisi della Covarianza (ANCOVA) ha rilevato che non vi sono

differenze statisticamente significative tra il numero di volte in cui il bambino

cambia la propria risposta dalla prima alla seconda somministrazione delle

domande (Shift; F(1,53) = 1.24, p = .269), il cambiamento nelle domande di

controllo (Cambcontr; F(1,53) = .11, p = .738) e il cambiamento nelle domande

suggestive (Cambsugg; F(1,53) = 1.24, p = .269) sulla base delle condizioni di

“Esclusione”

"Inclusione” e di sociale al Cyberball Paradigm (Shift, F(1,53)= .130,

p=.720; Cambcontr, F(1,53)= 2.89, p=.095; Cambsugg, F(1,53)=.264, p=.610) e

“Alta” “Bassa”

le variabili di e suggestionabilità (Shift, F(1,53)=2.24, p=.140;

Cambcontr, F(1,53)=1.22, p=.273; Cambsugg, F(1,53)=1.29, p=.260), tenendo

sotto controllo l’età dei partecipanti (Figura 8, Figura 9, Figura 10).

62

Figura 8. Effetto del livello di suggestionabilità individuale e della condizione di

inclusione o esclusione sociale sul cambiamento di risposta dalla prima alla

seconda somministrazione delle domande

numero di volte in cui il bambino cambia la

propria risposta dalla prima alla seconda

somministrazione delle domande (Shift)

6

5

4

3

2

1

0 bassa suggestionabilità alta suggestionabilità

inclusione esclusione

63

Figura 9. Effetto del livello di suggestionabilità individuale e della condizione di

inclusione o esclusione sociale sul cambiamento alle domande di controllo

Cambiamento alle domande di controllo

(Cambcontr)

1.8

1.6

1.4

1.2

1

0.8

0.6

0.4

0.2

0 bassa suggestionabilità alta suggestionabilità

inclusione esclusione

64

Figura 10. Effetto del livello di suggestionabilità individuale e della condizione di

inclusione o esclusione sociale sul cambiamento alle domande suggestive

Cambiamento alle domande suggestive

(Cambsugg)

4.5

4

3.5

3

2.5

2

1.5

1

0.5

0 bassa suggestionabilità alta suggestionabilità

inclusione esclusione

65

3.9 Discussione “il

La suggestionabilità individuale può essere considerata come grado in

cui la codifica, la registrazione, il recupero e la relazione degli eventi da parte dei

bambini possono essere influenzati da una gamma di fattori sociali e psicologici”

(Ceci & Bruck, 1993, p.404). Nel corso degli anni diversi autori hanno concentrato

la loro attenzione sull’influenza dei fattori cognitivi e psicologici sulla

suggestionabilità interrogatoria. Un’area di studio relativamente poco indagata è,

invece, la possibile influenza dei fattori sociali sulla suggestionabilità. Su queste

basi, il presente studio di ricerca si è posto l’obiettivo di esplorare la relazione

esistente tra la suggestionabilità interrogatoria e l’esclusione sociale in età

evolutiva.

In particolare questo progetto di ricerca è stato suddiviso in diversi studi, ciascuno

dei quali ha obiettivi differenti.

Il primo studio aveva l’obiettivo di indagare l’eventuale esistenza di differenze tra

i punteggi di memoria e di suggestionabilità tra i bambini nella condizione di

inclusione sociale e quelli nella condizione di esclusione sociale. I risultati delle

analisi, tuttavia, non hanno mostrato differenze statisticamente significative tra le

condizioni sperimentali. Questo ci ha portati a concludere che la manipolazione,

in questo caso avvenuta inducendo uno stato emotivo negativo nel bambino

“escluso”

facendolo sentire dal gruppo di gioco, non ha effetti sulle prestazioni di

memoria e suggestionabilità dei bambini.

In letteratura ritroviamo diversi studi che hanno indagato l’eventuale

esistenza di un rapporto tra l’esclusione sociale e i fattori cognitivi e psicosociali,

ma mai nessuno ha ipotizzato l’esistenza di un rapporto tra suggestionabilità ed

esclusione sociale o sensibilità al rifiuto sociale (Epkins & Heckler 2011; Hamilton

et al., 2015; Buhs and Ladd 2001; Buhs et al. 2006).

Infatti è stato dimostrato che l’esclusione sociale impatta sia sul dominio cognitivo

dei bambini, disturbando alcuni processi cognitivi (Hawes et al. 2012) e

provocando il disimpegno nelle attività scolastiche (Buhs et al., 2006), sia sul

dominio emotivo mostrando che esperienze di esclusione sociale, in particolare

se ripetute o prolungate, possono avere un impatto su bambini e adolescenti di

66

lunga durata e, inoltre, sono associati a fattori psicologici distruttivi come la

depressione e l’ansia (Epkins & Heckler 2011; Hamilton et al., 2015).

Il secondo studio di ricerca aveva l’obiettivo di indagare l’eventuale esistenza di

differenze statisticamente significative tra gli indici di memoria e di

“Esclusione”

suggestionabilità sulla base delle condizioni di "Inclusione” e di

sociale al Cyberball Paradigm e il livello di Suggestionabilità individuale

precedentemente misurato con il BISS-B22. Al fine di tenere sotto controllo

l’effetto dell’età dei partecipanti sulle variabili dipendenti, la suddetta variabile è

stata considerata come covariata. I risultati di questo studio confermano quelli

dello studio precedente, per quanto riguarda l’assenza di differenze

statisticamente significative tra gli indici di memoria e di suggestionabilità e le

condizioni sperimentali di inclusione ed esclusione sociale. Rispetto al primo

studio, questo considera l’effetto congiunto del livello di suggestionabilità

individuale e della manipolazione sperimentale. In questo caso, la

suggestionabilità intesa come tratto è risultata essere significativa per le variabili

sui punteggi di cedevolezza (Yield1 e Yield2), mentre l’effetto della

manipolazione di Cyberball e l’interazione tra il livello di suggestionabilità e la

manipolazione sperimentale non sono mai risultati significativi.

Considerando l’ultimo risultato, in letteratura sono presenti numerosi studi che

confermano l’esistenza di una relazione tra memoria e suggestionabilità. In

particolare, studi recenti hanno dimostrato che anche i bambini, come gli adulti,

possono essere accurati nel fornire informazioni sul ricordo di eventi, ma ciò

avviene solamente se non vengono poste loro domande fuorvianti o suggestive,

che inducono la creazione di falsi ricordi (Roebers, 2002, Schacter, 2002).

In questo studio, inoltre, a differenza del primo, abbiamo deciso di tenere sotto

controllo l’effetto della variabile età. Questo perché dalle analisi la variabile età

risultava significativamente correlata con gli indici di cedevolezza. Numerosi studi

sulla suggestionabilità hanno trovato un legame con questa variabile, per

esempio, bambini in età prescolare sembrano maggiormente suggestionabili

rispetto a quelli di 7 anni, i quali a loro volta si rivelano più facilmente

suggestionabili dei bambini di 9 anni (Goodman, Hirshman, Hepps, Rudy, 1991;

Ceci,Bruck, 1995). 67

Un altro elemento di novità di questo studio è stato quello di andare ad indagare

i fattori psicosociali associati alla suggestionabilità. In letteratura gli studiosi si

sono maggiormente concentrati su fattori differenza individuale tra cui l’età, il QI,

il genere, la memoria, i tratti di personalità. Perciò, vista l’elevata mole di ricerche

su tali fattori, si è pensato di concentrarsi e indagare i fattori sociali, legati

all’intervista e all’intervistatore, che possono influenzare la suggestionabilità

interrogatoria. (Eisen et al, 2002). Gli studi su tali fattori si dimostrano abbastanza

concordi per quanto riguarda l’esistenza di un rapporto tra la suggestionabilità e

i fattori sociali (Goodman & Batterman-Fauce, 1994; Dent, 1990; Gree & Pipe,

1995; Goodman & Clarke-Stewart, 1991; Greenstock Pipe, 1996; Ceci & Bruck,

1993).

In particolar modo i fattori associati all’intervista che sono stati maggiormente

indagati sono il tipo di domande, ossia le domande suggestive che servono per

indurre una risposta nel bambino, anche quando questa non sussiste (Gulotta,

2000). Diversi studi hanno trovato che, in generale, le domande suggestive

possono influenzare il ricordo di eventi nei bambini, anche se non tutti cedono

alla suggestione (Gulotta, 2000; Gulotta et al, 2004).

Una seconda tipologia di domande che può influenzare le risposte del bambino,

provocandone il cambiamento, sono le domande ripetute (Ceci & Bruck, 1995).

È stato dimostrato da diversi studi che la ripetizione delle domande può avere un

effetto negativo sull’attendibilità delle informazioni che vengono date ma,

dall’altro lato può avere anche un effetto positivo nell’aiutare il soggetto a

ricordare particolari di eventi dimenticati (Gulotta, 2000; Poole & White, 1991).

Per questo motivo essi, spesso, tendono a rispondere in base alle aspettative

che credono loro abbiano (Gulotta, De Cataldo, Pino & Magri, 1996; Ceci, Ross

e Toglia, 1987).

In questa ricerca non sono stati presi in considerazione, in modo specifico, i fattori

sociali associati all’intervistatore. Ma è bene tener conto dell’esistenza di questi

e di una possibile influenza sulla suggestionabilità nei bambini.

68

3.10 Conclusioni, limiti e sviluppi futuri

Il presente contributo ha preso le mosse dall’obiettivo di indagare la

relazione esistente tra la suggestionabilità interrogatoria e l’esclusione sociale.

A tal fine, il lavoro è stato suddiviso in due aree di analisi e approfondimento.

La prima di esse ha permesso al lettore di avvicinarsi al tema della memoria e

della suggestionabilità da un punto di vista teorico. L’excursus delineato ha

messo in evidenza la natura multidimensionale della suggestionabilità, la quale

è stata definita sia in termini cognitivi, legata a fattori relativi alle differenze

individuali (memoria, QI ed età), sia in termini psicosociali, legata a fattori sociali

(le caratteristiche dell’intervista e dello sperimentatore) che interagiscono tra loro.

Nel corso degli anni diversi autori hanno concentrato la loro attenzione

sull’influenza dei fattori cognitivi e psicologici sulla suggestionabilità

interrogatoria. Un’area di studio relativamente poco indagata è, invece, la

possibile influenza dei fattori sociali sulla codifica, registrazione e rievocazione

delle informazioni.

Inoltre, è stato approfondito il concetto di esclusione sociale, anch’esso definito

sia in termini cognitivi che psicosociali. In particolare, diverse ricerche empiriche

hanno dimostrato che l’esclusione sociale impatta anche sul dominio cognitivo,

per esempio sullo scarso rendimento scolastico, oltre che su quello emotivo, in

sensazione di solitudine, all’ umore negativo e alla perdita di

riferimento alla

appartenenza e del senso della propria vita, ma anche ad emozioni quali ansia e

rabbia.

La seconda parte del lavoro è stata, invece, dedicata all’approfondimento

empirico di questi fenomeni affrontati nella teoria. In particolare, questa ricerca,

multiprospettica e multimetodo, è stata suddivisa in diversi studi, ciascuno dei

quali prevedeva diversi obiettivi.

Nel primo studio si vuole andare ad indagare l’esistenza di una relazione tra gli

indici di memoria e suggestionabilità e le condizioni sperimentali di inclusione ed

esclusione sociale o sensibilità al rifiuto sociale. I risultati delle analisi non hanno

mostrato differenze statisticamente significative tra queste variabili. Questo ci ha

portati a concludere che la manipolazione, in questo caso avvenuta inducendo

69 “escluso”

uno stato emotivo negativo nel bambino facendolo sentire dal gruppo

di gioco virtuale, non ha effetti sulle prestazioni dei bambini in un compito che

valuta la memoria e la suggestionabilità.

Il secondo studio, ha utilizzato come variabili indipendenti sia le condizioni

sperimentali di inclusione ed esclusione sociale, sia il Livello di suggestionabilità

interrogatoria (alta e bassa suggestionabilità), tenendo sotto controllo l’effetto

della variabile età. Anche in questo studio, i risultati non hanno mostrato

differenze statisticamente significative tra queste variabili. Questo ci ha portati a

concludere che la vulnerabilità individuale alla suggestionabilità dei bambini non

ha effetti sulle prestazioni degli stessi.

Uno dei limiti di questa ricerca risulta essere la numerosità campionaria (N=60),

poco numerosa e non estendibile all’intera popolazione e il range di età

considerato (7-9 anni), troppo ristretto. Sarebbe opportuno servirsi di un

campione più ampio di soggetti ed estenderla a fasce d’età più ampie, al fine di

potere generalizzare i risultati.

Un altro limite è il setting in cui sono stati testati i bambini, ossia in un’aula

scolastica, un ambiente distraente a causa delle frequenti interruzioni da parte di

altre persone. Sarebbe opportuno valutarli in un altro genere di ambiente, più

silenzioso e meno distraente, come il laboratorio.

Per quanto riguarda la ricerca, i fattori psicosociali considerati sono in quantità

minima rispetto alla letteratura sul tema. In questa ricerca abbiamo considerato

in modo specifico i fattori sociali legati all’intervista e non all’intervistatore, perciò

sarebbe interessante analizzare anche tali fattori, al fine di trovare relazioni

significative con la suggestionabilità. 70

APPENDICE A

Bicocca Suggestibility Scales - B22

71

BISS B22: Immagini corredate alla storia

72

73


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DESCRIZIONE TESI

Tesi di laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dei processi educativi con relatore la prof.ssa Caprin.
Titolo tesi: La suggestionabilità della memoria e l'esclusione sociale in età scolare.
Mi sono laureata ad Ottobre 2017.
E' una tesi sperimentale, perciò costituita da una parte teorica costruita attraverso la bibliografia sul tema e una parte sperimentale, con grafici, tabelle etc..


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia dello sviluppo e dei processi educativi (Facoltà di Psicologia e di Scienze della Formazione)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.io di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Caprin Claudia.

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