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Tesi da 5 punti: La Corruzione e la sua distribuzione nelle Regioni italiane

La tesi analizza la corruzione e la sua distribuzione a livello regionale in Italia. Ad oggi questa tesi è l'unica ad aver fatto questo studio incrociato usando i dati EQI. La tesi è elaborata dall’autore nell’ambito del corso di Analisi statistica ed Economia tenuto dalla professoressa De Giovanni dal titolo La Corruzione e la sua distribuzione nelle Regioni italiane. Scarica... Vedi di più

Materia di Analisi statistica ed Economia relatore Prof. L. De Giovanni

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CAPITOLO 1

INTRODUZIONE ALLA TESI

La seguente tesi è rivolta ad analizzare la corruzione, la sua distribuzione e il suo

impatto sulla crescita economica a livello regionale nel territorio italiano. Per

sviluppare queste osservazioni, studieremo il rapporto che intercorre tra il PIL e la

corruzione attraverso lo strumento della regressione lineare semplice, facendo

anche riferimento alla vasta letteratura, a volte contrastante, che da tempo studia il

fenomeno. Verranno impiegate anche altre variabili, qualitative e quantitative, e

indicatori misurati da enti internazionali riconosciuti a livello mondiale. In questo

modo l’analisi statistica della corruzione sarà consistente e valida.

Successivamente scomporremo la spesa pubblica regionale aggregata in diverse

voci ed analizzeremo in che modo la corruzione le influenza singolarmente con il

metodo della regressione lineare multipla. Osserveremo nello specifico quelle voci

che risultano essere, grazie all’evidenza empirica e alla ricerca, fortemente

influenzate dalla corruzione. 4

CORRUZIONE: Cos’è?

La corruzione è un fenomeno che, nonostante sia molto diffuso, risulta essere

difficile da osservare e quantificare a causa della sua natura occulta. Le

determinanti che rendono difficile il suo studio sono principalmente due. La prima

la individuiamo nell’etimologia della parola, in quanto ‘corrompere’ significa

rovinare, distruggere, “Pervertire l’integrità morale” e pertanto “Sono corrotte quelle

pratiche che contravvengono ad una morale generalmente riconosciuta” . Da ciò

1

comprendiamo che il problema dell’analisi è legato in primis all’astrattezza del

concetto. Un atto viene definito corruttivo a seconda dei valori morali ed etici che

un paese assume in un dato momento storico. Si tratta, quindi, di parametri

suscettibili di valutazione soggettiva in quanto i valori sociali o ideologici sono

mutabili nel tempo. Come conseguenza può verificarsi che un atto venga

considerato corruttivo in un paese ma non in un altro.

La seconda determinante è che la corruzione, in quanto svolgimento di un atto che

va contro norme di condotta o legislative, è un’azione che viene eseguita in forma

celata, nascosta e perciò di difficile individuazione. Sulla base di quanto riportato,

capiamo perché la corruzione ha assunto e continua ad assumere diverse

definizioni. Quella più generalista vede la corruzione come “un comportamento

V. Musacchio, “PREVENZIONE E REPRESSIONE NELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA

1

AMMINISTRAZIONE”, (2012),

http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/export/sites/default/_gazzetta_amministrativa/_aree_tema

tiche/sett_7_gius_aff_int/_redazionali/_numero_2012_1/PREVENZIONE_E_REPRESSIONE_NELLA_LOTTA

_ALLA_CORRUZIONE_NELLA_PUBBLICA_AMMINISTRAZIONE_DI_MUSACCHIO.pdf , 01/06/2015

5

della persona che abusa della sua posizione per ottenere un indebito vantaggio, un

guadagno privato ”

2

Per far sì che un atto possa definirsi ‘corruttivo’ si ha bisogno di due elementi.

Il primo è che vi sia un corruttore (dipendenti, commissari, dirigenti di istituzioni

pubbliche o private, nessuno ne è escluso ) che ‘coinvolga’ almeno un altro

3

individuo (Definito corrotto se esegue/non esegue un’azione derivante dal suo

4

ufficio per riceve, attraverso denaro o altra utilità, una retribuzione che non gli è

dovuta, concusso se il coinvolgimento avviene per costrizione, obbligo )

5

Pertanto non è considerato un atto corruttivo trafugare capitale da una società per

arricchirsi in maniera indebita, ma è corruttiva l’azione di impiegare quel capitale

per ottenere la cessione fraudolenta di un appalto pubblico, o ancora è definito

corruttivo il falso in bilancio , la collusione tra imprese per praticare politiche di

6

prezzo discriminatorie etc…

Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.), “La corruzione: Che cos’è?”, http://anticorruzione.eu/abc-

2

della-corruzione/cose-3/

G. Pipitone, “Helg, Montante e gli altri: le carriere antimafia finite tra accuse e sospetti”, (4/03/2015),

3

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/04/helg-montante-gli-carriere-antimafia-accuse-mafia/1474452/,

ultima cons. 03/06/2015

Lumsa, “Corruzione.docx”, (s.d.), http://www.lumsa.it/sites/default/files/UTENTI/u623/Corruzione.docx,

4

ultima cons. 2/06/2015

Art. 357 c.p., “DIFFERENZA TRA CORRUZIONE E CONCUSSIONE”, (s.d.), http://www.studio-avvocato-

5

penale.it/differenza_corruzione_concussione.html, 07/06/2015

SENATO DELLA REPUBBLICA, “Atto Senato n. 19”, (27/05/2015), http://www.senato.it/leg/17/BGT/Sched

6

e/Ddliter/39392.htm, ultima cons. 7/06/2015 6

Ma come si costituisce e si insidia questo processo nella realtà sociale? Perché tra

vari paesi abbiamo livelli diversi di corruzione?

Possiamo dire che la corruzione sia un risultato, il riflesso del sistema politico,

economico, culturale e legislativo di un paese. Ma la corruzione è sempre dannosa?

Data la sua definizione sembrerebbe assurdo anche solo domandarlo, eppure in

ambito economico la risposta non sembra essere unidirezionale. Nella maggioranza

dei casi la corruzione è deleteria quando il suo ricorso ‘crea’ un’esternalità negativa,

mentre in altri casi diviene uno strumento positivo in quanto può ‘ridurre’ le

medesime esternalità. Ad esempio, attraverso la corruzione si ha la possibilità di

eludere alcune inefficienze istituzionali, portando nella fattispecie ad una

velocizzazione dei processi economici e riducendo l’esternalità negativa generata

dalla burocrazia.

Invece, dove le retribuzioni sono basse e la povertà è alta, è un modo per poter

sopravvivere. Possiamo quindi affermare che in alcune circostanze la corruzione è

la reazione-soluzione ad un problema. Tratteremo meglio queste peculiarità della

corruzione nel paragrafo ‘GREESING THE WHEEL EFFECT’.

Nell’insieme di queste teorie favorevoli e contrarie possiamo però trarre una

conclusione, e cioè che dove esiste la corruzione esiste anche un problema, che va

risolto. 7

A causa delle sopra citate caratteristiche del fenomeno, il reperimento di ‘hard data’

valutativi e quantitativi risulta essere un compito estremamente arduo e richiede

una costante messa in discussione o rivalutazione delle osservazioni e delle tecniche

di osservazione. Come se non bastasse, a questi problemi se ne aggiungono altri

legati al settore di riferimento, in quanto vi sono ambiti dove il valore di grandi

opere, in termini monetari, non può essere definito in maniera precisa. Classici

esempi di questo tipo di settore sono la sanità o i concorsi per le gare di appalto o

ancora il settore della spesa militare dove è stato dimostrato che, data la difficoltà di

definire un prezzo ‘giusto’, tanto più è elevato il livello di corruzione, tanto più

grande sarà questa voce .

7

Questa relazione tra settore/corruzione determina, quindi, l’impossibilità di

individuare l’effettivo valore aggiunto che viene apportato al bene, e ciò consente di

aumentare il prezzo finale per ottenere un vantaggio personale.

S. Gupta, Luz'z de Mello, and R. Sharan, “Corruption and military spending”, INTERNATIONAL MONETARY

7

FUND, (02/2000),

http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2000/wp0023.pdf

8

IL DANNO SOCIALE

Lungi dall’idea di poter essere esaustivi, tratteremo qui alcune delle conseguenze

della corruzione in diversi ambiti che ne sono assoggettati e di come, da tali ambiti,

scaturiscano ulteriori effetti negativi sul resto del sistema sociale.

Le conseguenze della corruzione sono innumerevoli, privi di limiti spaziali o

temporali. La corruzione provoca ingenti danni sia diretti che indiretti, e vanno

dall’economia, all’ambiente e alla società. Essa impedisce e limita il corretto

funzionamento della politica e colpisce tutte le classi sociali, soprattutto le più

deboli. Un paese che gode di una governance debole e corrotta scoraggia gli

investimenti privati ed esteri, rende difficile svolgere attività imprenditoriali e il

tutto si ripercuote sull’economic growth e il suo GDP. Altri danni e stime

divengono note attraverso il lavoro di importanti organizzazioni ONG, come

CleanGovBiz, che identifica la corruzione come “One of the main obstacles to

sustainable economic, political and social development, for developing, emerging

and developed economies alike. Overall, corruption reduces efficiency and

increases inequality. Estimates show that the cost of corruption equals more than

5% of global GDP (US$ 2.6 trillion, WorldEconomic Forum) with over US$ 1 trillion

9

paid in bribes each year (World Bank)”. In the end it strongly concludes that now

“It is not only a question of ethics; we simply cannot afford such waste ”.

8

Quelle citate sono solo alcune delle spese originate dalla corruzione, ma la lista

potrebbe proseguire in maniera allarmante.

Da queste osservazione potremmo considerare la corruzione, sotto l’aspetto

economico, come un enorme tassa collettiva che danneggia tutti, quindi

9

paradossalmente anche chi compie l’atto, ma che grava specialmente sulle spalle

delle classi deboli riducendone l’income growth del 20% .

10

Sfortunatamente la quantificazione esatta di questa tassa non è semplice, perché si

tratta di un ‘hidden phenomenon’ ed in questo l’Italia gode di un primato non

invidiabile . Si e’ infatti scoperto di recente che le stime sulla corruzione in Italia

11

che si ritenevano essere accurate o perlomeno approssimative, fossero in realtà

totalmente sbagliate e prive di fondamento . Infatti dal 2009 la stima del sommerso,

12

fatta dall’allora procuratore generale della Corte dei Conti Pasqualucci, sia stata

8 CleanGovBiz, “The rationale for fighting corruption”, (2014), http://www.oecd.org/cleangovbiz/49693613.pdf

ultima cons. 07/06/2015

J. R. Phillips, “Corruzione: una tassa da pagare sul 10% dei prodotti”, (2/03/2015), http://anticorruzione.eu/2015/03/corruzione-

9

una-tassa-da-pagare-sul-10-dei-prodotti/, ultima cons. 2/06/2015

Kirstyc, “Literature review on costs of corruption for the poor”, U4,

10

27/05/2013, http://www.u4.no/publications/literature-review-on-costs-of-corruption-for-the-

poor/downloadasset/3165, ultima cons. 07/06/2015

S.A., “Corruzione, Italia è paese più corrotto d'Europa. La classifica di Transparency su 178 Stati”, L'Huffington Post,

11

http://www.huffingtonpost.it/2014/12/03/corruzione-italia_n_6259984.html

Davide De Luca, “Le novità sui 60 miliardi di corruzione in Italia”, Il Post, (4/02/2014)

12

http://www.ilpost.it/davidedeluca/2014/02/04/nuove-cose-sui-60-miliardi-corruzione/, ultima cons.

03/03/2015 10

smentita dalla SAET l'anno successivo, ma nonostante ciò il dato (che ribadisco

palesemente difforme alla realtà) è stato usato più volte per effettuare analisi

ufficiali in quanto era proveniente dalla Corte dei Conti, che non ha fatto nulla per

correggere l’errore.

Ad oggi, quindi, sappiamo che in Italia il sommerso esiste ma non sappiamo ancora

a quanto ammonta . Sappiamo però che a paesi con alti livelli di corruzione sono

13

associati livelli di spesa non ottimali, quindi penalizzati sotto il punto di vista

dell’efficacia e dell’efficienza. I costi del settore sia pubblico che privato tendono ad

essere superiori a quanto dovrebbero essere, i beni e i servizi prodotti godono di

scarsa qualità rispetto al target che potrebbe essere offerto, costituendo un danno

non indifferente sia per le casse dello Stato che per la collettività. Come diretta

conseguenza abbiamo, in primis, il danno qualitativo causato da una

trasformazione ‘limited’ degli input che non diventano l’output più desiderabile, in

secundis, la perdita del costo-opportunità di poter destinare delle risorse alla

realizzazione di altri investimenti più vantaggiosi per il paese, ed in terzis la perdita

indiretta per la mancata utilità proveniente dall’investimento irrealizzato.

13 Intervento di R. Squitieri a “Edilizia e Territorio”, IlSole24ore, (28/05/2015)

http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/norme/2015-05-28/squitieri-corte-conti-trasparenza-

181749.php?uuid=Abd8vH9L, ultima cons. 03/06/2015

11

NON SONO SOLO NUMERI

Sotto l’aspetto del capitale umano possiamo asserire, usando una terminologia

meno celata da tecnicismi, che la corruzione è una delle più orribili malattie

esistenti al mondo perché, alla pari di un cancro, non è chiara né la causa né la cura.

Un paese corrotto porta i cittadini a vivere una realtà piena di sofferenze dirette

(nepotismo, allocazione inefficiente delle risorse) o indirette (scarsa qualità dei

servizi offerti), li rinchiude nella morsa della povertà attraverso un processo lento

ma inarrestabile, che avvelena per piccole dosi, e pian piano ci si trova trascinati in

una spirale senza vie di uscita. Affrontare situazioni difficili rientra nella vita di

tutti, ma quando queste situazioni vengono originate o aggravate dalla corruzione

allora gli sforzi per migliorare la propria condizione diventano vani, e si spegne la

forza di volontà che ci incita a lottare. Se si aggiunge che le capacità a disposizione

di chi la subisce (passione, know-how, formazione) possono essere ‘scarse’, il

risultato è una risposta individuale poco incisiva per il miglioramento della propria

condizione.

Nei momenti di crisi, quando l’interesse generale è spostato su altri ambiti

considerati più importanti, la situazione di povertà diviene ineliminabile, vuoi

perché con la corruzione vi sono troppi cash out flow per investire, vuoi perchè le

nuove opportunità di lavoro vengono assegnate prima per nepotismo che per

meritocrazia, e non ultimo perché l’evasione fiscale e le retribuzioni in nero sul

12

posto di lavoro divengono una prassi e la retribuzione mensile diventa

un’incognita.

Un’altra osservazione da fare dal punto di vista dei consumatori è che la corruzione

riduce la varietà della composizione del paniere, riducendo di fatto gli investimenti

nella formazione (istruzione di livello superiore come master o laurea,

certificazioni, esperienze formative all’estero). Per le fasce con bassa redditività il

paniere si compone quasi esclusivamente di beni di prima necessità, quindi con una

spesa per gli investimenti prossima allo zero. Come risultato la prole sarà capitale

umano poco qualificato, ed associata a bassa qualità del capitale umano vi è bassa

produttività.

Oltre a danneggiare il capitale umano, e quindi la domanda di lavoro, si danneggia

anche l’offerta in quanto i new comers sono disincentivati ad entrare nel mercato a

causa della corruzione che altera l’equilibrio di mercato. (L’impresa che non ha

contratti di lavoro in regola sosterrà meno costi e potrà praticare prezzi più bassi

rispetto all’equilibrio settoriale, portando vantaggi nel breve periodo ma

alterandone l’efficienza nel long term)

Potremmo riassumere che una forte corruzione causa, nel breve periodo, una

perdita della forza lavoro potenziale tra causanti psicologiche (assenza di

meritocrazia, sfiducia) e comportamentali (raccomandazioni, nepotismo), riduce gli

investimenti sia pubblici che privati, soprattutto quelli esteri (un paese molto

13

corrotto è considerato poco appetibile per svolgere attività imprenditoriali). Tutto

questo lede la credibilità di un paese e la sua capacità di ripresa economica. Da

notare che gli effetti negativi nei settori menzionati nello short run possono sorgere

anche per altre cause, e per questa ragione il danno complessivo prodotto in tali

settori non è completamente attribuibile alla corruzione. Ciò, però, non deve essere

una scusante per ritardare un intervento alla risoluzione di un problema che ha

assunto, come già detto specie in Italia, caratteristiche croniche. E’ infatti vero che la

corruzione non è quantificabile, ma sappiamo anche che i danni e la sua diffusione

sono maggiori di quanto si immagini e prendere provvedimenti porterà

sicuramente a molti vantaggi sia a livello umano che sociale ed economico.

Per quanto riguarda invece il lungo periodo, un interessante studio cross-country ci

mostra di quanto gli effetti della corruzione sulla crescita economica siano ancor più

gravi . I risultati mostrano che nel lungo periodo la crescita economica si riduce in

14

via esponenziale rispetto alla corruzione. Anche in questo caso i risultati sono

ottenuti attraverso un indice composto, in parte, da variabili quali istruzione,

investimenti e spesa governativa.

Unendo l’evidenza statistica di breve e lungo periodo, possiamo affermare che il

danno nel long term alla crescita economica sia una conseguenza dei danni generati

dalla corruzione nel breve periodo.

N. Akai and Y. Horiuchi, “Short-run and Long-run Effects of Corruption on Economic Growth: Evidence from State-

14

Level Cross-Section Data for the United States”, IDEAS, 05/2005,

https://crawford.anu.edu.au/degrees/idec/working_papers/IDEC05-5.pdf

14

GREESING THE WHEEL EFFECT

Questo è un ultimo aspetto delle tante sfaccettature intriganti della corruzione,

aspetto ancora oggi molto controverso, ed attiene alle diverse modalità ed ambiti in

cui la corruzione porta benefici al sistema economico. Tale effetto viene definito

dalla dottrina con il termine ‘greasing the wheel’ effect. Seguendo gli studi che

supportano questa linea di pensiero, la corruzione consente di svolgere attività

economiche che non sarebbero possibili in altre situazioni. Si pensi al pagamento di

una tangente per vedersi rilasciare, prima dei tempi burocratici, una licenza o un

permesso . Si sostiene che ciò apporta dei benefici al livello economico in quanto,

15

primo, si smobilita il surplus del reo imprenditore immettendo nuovi capitali nel

sistema economico, secondo, si favorisce lo svolgimento di attività economica

privata la quale porta, come conseguenza, un avvicinamento del mercato al livello

concorrenziale attraverso la riduzione della concentrazione dello stesso .

16

Risulta evidente che questi studi portano ad un circolo vizioso. E’ la corruzione che

‘sgrana’ gli ingranaggi burocratici, oppure la corruzione è causa dell’inefficienza

statali? Credo che non sia importante trovare l’origine. Ciò che conta è che il

Axel Dreher and Martin Gassebner, “Greasing the wheels? The impact of regulations and corruption on firm entry”,

15

(05/06/2011), http://link.springer.com/content/pdf/10.1007%2Fs11127-011-9871-2.pdf

G. Martini, “Indici di misurazione del potere di mercato” (s.d.), http://www.unibg.it/dati/corsi/3501/5181-

16

indici.pdf, ultima cons. 10/06/2015 15

governo, la sua composizione e qualità sono indubbiamente l’elemento chiave per

contrastare il fenomeno.

E’ POSSIBILE CONTRASTARE LA CORRUZIONE?

E’ davvero possibile annientare la corruzione? Sembra non esserci una risposta

chiara, precisa e sicura, ovvero non esiste una formula vincente valida per tutti. Per

contrastare tale piaga, si impiegano e si continuano a sviluppare nel tempo diverse

misure sia preventive (senso civico, leggi, regolamenti) che correttive (sanzioni) o

anche attraverso la formazione di organi istituzionali il cui mandato è il contrasto

del fenomeno corruttivo. Sfortunatamente l’efficacia di questi strumenti poggia su

parametri ‘variabili’ simili a quelli della corruzione e che, mutando nel tempo,

rendono lo strumento obsoleto.

Un esempio della fragilità degli strumenti di contrasto alla corruzione, per quanto

riguarda le istituzioni anti-corruzione, ci viene dato dai fatti di cronaca.

Recentemente si è assistito alla caduta di uno dei ‘baluardi della legalità’,

nonostante siano individui scelti attraverso criteri di onorabilità e credibilità. Infatti

la corruzione riesce ad insediarsi anche in tali strutture, riducendo l’efficacia delle

esternalità positive e portandoci ad avere sempre meno fiducia verso chi ci

dovrebbe tutelare. 16

Restringendo il ‘range’ di riferimento al mercato del lavoro, si può definire la

corruzione come l’abuso di un potere istituzionale (tipicamente un potere pubblico)

al fine di ottenere un vantaggio privato.

Dalla conoscenza accademica possiamo notare che la corruzione, in linea generale,

sia una delle problematiche legate al rapporto Principal-Agent , ovvero un

17

comportamento opportunistico da parte di un delegato (in questo caso l’ente

pubblico definito come “Agent”) a causa dell’impossibilità/difficoltà da parte del

delegante (in questo caso potrebbero essere i cittadini, definiti come “Principal”) di

controllare le azioni del delegato. A seconda del tipo di fatto corruttivo, abbiamo

che sia i privati che i pubblici ufficiali assumono il ruolo di principal o agent in

maniera intercambiabile. Per questa ragione la soluzione a questo paradigma

cambia ed è diversa per ogni situazione. Ci sono diverse manovre che hanno

dimostrato buoni risultati. Ad esempio si è osservato che quanto più grandi sono le

capacità di ‘pressuring’ della popolazione nei confronti del proprio governo, ovvero

tanto maggiori sono gli strumenti e le tutele per chi vuole denunciare illeciti, e tanto

migliore sarà la qualità del governo .

18

Brealey-Myers-Allen-Sandri, “Principi di Finanza aziendale”, (01/2011), Mc Grow-Hill

17 Research team Quality of Government Institute, "Measuring the quality of government and subnational variation",

18

Department of Political Science, University of Gothenburg, Sweden , (s.d.),

http://www.qog.pol.gu.se/digitalAssets/1358/1358344_final-report---parts-1-3.pdf, ultima cons. 3/6/2015

17

Nel Capitolo 3 mostreremo in maniera più approfondita alcune azioni come prassi,

manovre politiche ed economiche che sono state attuate ed hanno presentato

notevoli vantaggi per contrastare il fenomeno.

CAPITOLO 2

PERCHE’ ANALIZZARE LA CORRUZIONE

La corruzione è un fenomeno latente e come tale presenta molti problemi legati alla

sua individuazione e definizione, sia di natura oggettiva come la tipologia e

metodologia di rilevamento, sia di natura soggettiva come la percezione del

fenomeno: l’etica. Questo fenomeno ha ormai assunto caratteristiche croniche nel

nostro paese, infettando ogni strato del tessuto sociale italiano. Quotidianamente la

cronaca, i dati provenienti da importanti istituti internazionali e le stime di migliaia

di studiosi ce lo dimostrano, e giorno dopo giorno vengono distrutti gli ideali della

legalità e dell’onestà, rendendo queste parole quasi utopiche. Non possiamo

permettere che questo avvenga in maniera così indisturbata, davanti ai nostri occhi

18

e nel nostro paese. Dobbiamo fare qualcosa! La seguente analisi statistica sulla

distribuzione della corruzione a livello regionale in Italia vuole contribuire, anche

se solo in termini di ricerca, a descrivere meglio questa realtà e sollecitare un

dibattito sulla sua risoluzione.

ANALISI DELLA CORRUZIONE: Gli elementi distorcenti

Prima di illustrare gli strumenti e i metodi che verranno impiegati per lo studio

della corruzione a livello regionale, e’ necessario affermare che lo studio del

fenomeno viene solitamente svolto attraverso un’analisi cross-country. Per questo

motivo si cerca di utilizzare dei parametri valutativi il più uniformi possibili per

garantire scientificità allo studio che assume carattere internazionale. Purtroppo già

su questo punto assistiamo ad un primo problema tecnico, legato alle caratteristiche

uniche dei paesi. Infatti, analisi svolte in paesi diversi aggiungono, nel concreto,

altre variabili distorcenti che rendono meno chiaro il framework della corruzione.

Ad esempio, ogni paese gode di un differente sistema legislativo e come

conseguenza qualche atto potrebbe non rientrare nella casistica degli atti corruttivi,

togliendo quindi una tipologia al campione di dati della corruzione. Un’altra

differenza può scaturire sia dalle modalità (gli strumenti usati) che dalle

19

tempistiche dei controlli amministrativi. Anche la cultura è un fortissimo elemento

distorsivo che non solo distingue nazionalità diverse, ma differenzia anche la

popolazione all’interno della stessa nazione (esempi classici sono il paradigma

nord-sud in Italia, est-ovest in Germania ). Definite in linea generale queste

19

possibili ‘misinterpretation’, possiamo affermare che l’analisi che verrà svolta a

livello regionale nella stessa nazione, in questo caso in Italia, potrà portare ad

osservazioni più accurate grazie all’eliminazione di alcuni dei prima citati elementi

distorcenti.

ANALISI DELLA CORRUZIONE: Regressione lineare

Lo strumento che userò per osservare il fenomeno corruttivo in Italia a livello

regionale è il modello di regressione lineare. Questa scelta nasce poiché i dati

empirici mostrano l’esistenza di una relazione di tipo lineare tra la corruzione e

diverse componenti del PIL quali la spesa per investimenti, per la difesa, per

l’istruzione etc..

La forma ‘base’ della regressione è la regressione lineare semplice, attraverso la

quale abbiamo la possibilità di osservare l’eventuale esistenza di un rapporto tra il

verificarsi della variabile aleatoria Y, detta dipendente o risposta, e la variabile X,

19 E. De Simone, “Storia economica”, FrancoAngeli, quarta edizione 2011

20

detta indipendente o esplicativa. Posto che la variabile X sia un’informazione

ricevuta, data in partenza, si cerca di osservare se vi sia un comportamento

prevedibile in media, di risposta, della variabile Y al variare della X.

Per fare quest’osservazione si ha bisogno di un campione di dati posizionabili sul

piano cartesiano. Sugli assi cartesiani ritroviamo, quindi, i dati relativi alle variabili

X ed Y. Una volta posizionati i dati si può già osservare graficamente un eventuale

andamento lineare degli stessi, ovvero se all’aumentare/ridurre della variabile X si

abbia una variazione attesa, più o meno definita, della variabile Y.

Matematicamente parlando possiamo riassumere un modello di legame con la

seguente formula:


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glaer

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DESCRIZIONE TESI

La tesi analizza la corruzione e la sua distribuzione a livello regionale in Italia. Ad oggi questa tesi è l'unica ad aver fatto questo studio incrociato usando i dati EQI. La tesi è elaborata dall’autore nell’ambito del corso di Analisi statistica ed Economia tenuto dalla professoressa De Giovanni dal titolo La Corruzione e la sua distribuzione nelle Regioni italiane. Scarica il file in formato PDF!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glaer di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi statistica ed Economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof De Giovanni Livia.

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