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CAMERA DI COMMERCIO I.A.A. CHIETI PESCARA

MASTER DI II LIVELLO IN DIRITTO ED

ECONOMIA DEL MARE

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla

prova degli obblighi internazionali

CORSISTA RELATORE

Cicchinelli Francesco Antonio Prof.ssa Simona D’Antonio

ANNO ACCADEMICO 2024/2025

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali

MASTER DI II LIVELLO IN DIRITTO ED

ECONOMIA DEL MARE

Tesi

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla

prova degli obblighi internazionali 2

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali Indice

Introduzione pp. 6-7

Capitolo I “Gli strumenti amministrativi di contrasto all’immigrazione

irregolare in Italia”

Paragrafo 1: L’immigrazione in Italia di cittadini di paesi terzi pp. 9-14

Paragrafo 2: Misure di prevenzione e contrasto all’immigrazione

non autorizzata. pp. 14-22

Paragrafo 3: I poteri del Ministro dell’Interno in materia di

vigilanza e controllo delle frontiere pp. 22-30

Capitolo II “Gli Obblighi Internazionali posti a tutela dei diritti umani come

limiti ai poteri dello Stato di allontanamento degli stranieri”

Paragrafo 1: Il principio di non-refoulement nel diritto

internazionale e nel diritto dell’Unione europea pp. 31-39

Paragrafo 2: Il principio di non-refoulement

nell’ordinamento italiano e le prassi di respingimento pp. 39-44

Paragrafo 3: Gli obblighi di soccorso in mare pp. 44-55

Capitolo III “Equilibrio tra soccorso in mare e controllo dell’immigrazione”

Paragrafo 1: Analisi della giurisprudenza sul conflitto

tra obbligo di soccorso e contrasto all’immigrazione irregolare pp.56-74

Paragrafo 2: Equilibrio tra soccorso in mare e controllo

dell’immigrazione pp.74-80

Bibliografia pp.83-84

3

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali 4

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali

"La libertà è, nella filosofia, la ragione; nell'arte, l'ispirazione; nella politica, il

diritto." Victor Hugo

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Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali Introduzione

Il presente elaborato si pone l’obiettivo di analizzare il tema del bilanciamento tra

potere dello Stato, in termini di misure di contrasto all’immigrazione irregolare ed

in particolare in tema di respingimento in mare, ed il rispetto degli obblighi

internazionali, e dei diritti umani del migrante. Dopo una breve introduzione, il

primo capitolo tratta il fenomeno migratorio e propone un’analisi statistica

concentrata sugli sbarchi di migranti provenienti dal Nord Africa nei paesi

mediterranei dell’Europa e sulle operazioni di salvataggio; dopodiché il focus

dell’elaborato si concentra sui provvedimenti legislativi relativi al potere di

respingimento ed espulsione dei migranti. Dalla fonte legislativa per eccellenza in

tema di immigrazione (il d. lgs. 25 luglio 1998, n. 286, «Testo unico delle

disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione

dello straniero», adottato sulla base della legge delega n. 40 del 1998, c.d. T.U.I.),

si ripercorrono le principali novità introdotte dai numerosi cambiamenti normativi

relativi al ruolo del Ministro dell’Interno. Il secondo capitolo è invece dedicato al

principio del ed agli obblighi internazionali; dai casi che

“non-refoulement”

identificano il divieto di respingimento, all’obbligo di informazione dello straniero,

passando in rassegna quanto previsto in quest’ottica dalle principali convenzioni

internazionali siglate e ratificate dall’Italia: la convenzione Solas, la convenzione

SAR, la Convenzione UNCLOS e quella di Ginevra. Dopo una ricostruzione del

quadro normativo, il capitolo conclusivo individua le caratteristiche comuni di

alcuni casi pratici e delle relative pronunce giurisprudenziali; attraverso un’analisi

delle motivazioni che hanno portato alla sentenza della Grande Camera

Hirsi Jamaa

della Corte Europea dei diritti dell’uomo, passando dalle pronunce rese dalla Corte

di Strasburgo con riguardo ai casi e per finire con i casi di “Nave

Sharifi Khlaifia,

Diciotti e “Sea Watch” e delle relative sentenze definitive, si cerca di chiarire

quando l'obbligo di salvataggio in mare può effettivamente agire da scriminante,

ovvero escludere la punibilità di un comportamento che altrimenti sarebbe illecito,

e specularmente quando potrebbero ipotizzarsi, in capo alle autorità competenti, i

6

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali

reati di omissione d'atti d'ufficio o addirittura il sequestro di persona. Il tutto per

delineare un possibile equilibrio tra la protezione dei confini dello Stato e quindi i

poteri che lo stesso può esercitare a questi fini ed il rispetto degli obblighi

internazionali relativi al soccorso di migranti in mare. 7

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla

prova degli obblighi internazionali 8

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali Capitolo I

“Gli strumenti amministrativi di contrasto all’immigrazione

irregolare in Italia”

L’immigrazione in Italia di cittadini di Paesi terzi

L’Italia, a partire dalle ultime decadi del secolo precedente, si è progressivamente

affermata come uno dei principali paesi di destinazione dei flussi migratori. In

particolare, l’immigrazione dei cittadini provenienti da paesi extra-UE costituisce

un fenomeno strutturale e multidimensionale, strettamente connesso a dinamiche

economiche, politiche, sociali e geopolitiche di carattere globale. La complessità

del fenomeno migratorio in Italia emerge dall’analisi delle sue molteplici

dimensioni, tra le quali assumono particolare rilievo quella temporale e quella

giuridico-amministrativa. Sotto il profilo temporale, è possibile distinguere tra

forme di migrazione temporanea e percorsi di insediamento stabile, in relazione alla

decisione del cittadino straniero di stabilirsi sul territorio italiano per un periodo di

medio o lungo termine. La dimensione giuridico-amministrativa che riguarda,

invece, la regolarità dell’ingresso e del soggiorno, è disciplinata dalla normativa

italiana in materia di immigrazione e stabilisce i requisiti e la documentazione

necessari per l’accesso legittimo al territorio nazionale e, per converso, consente di

individuare le situazioni di irregolarità. Tali situazioni risultano frequentemente

connesse a forme di migrazione forzata, che interessano soggetti costretti a lasciare

il proprio paese di origine a causa di conflitti armati, persecuzioni, carestie o disastri

naturali. Le guerre, le minacce di conflitto e le gravi violazioni dei diritti umani

costituiscono, in particolare, fattori determinanti dei flussi migratori verso l’Italia,

coinvolgendo persone che rientrano nelle categorie dei profughi e dei migranti a

9

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internazionali

carattere umanitario , cui l’ordinamento nazionale è chiamato a fornire specifiche

1

forme di tutela. Il fulcro del diritto internazionale umanitario è rappresentato dalla

Convenzione di Ginevra .

2

Il fenomeno migratorio è, inoltre, riconosciuto come un elemento fondamentale per

lo sviluppo sostenibile dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, adottata nel 2015 e

attraverso la quale, per la prima volta, si integra il fenomeno migratorio tra gli

obiettivi di sviluppo, considerando i migranti ed i rifugiati non solo come categoria

vulnerabile, ma anche come fattore di crescita economica e sociale. L’Agenda 2030

3

comprende 17 obiettivi e 169 specifici target. In particolare, alcuni obiettivi

riguardano la dignità di ogni persona e lo sviluppo inclusivo: sconfiggere la povertà,

porre fine alla fame, assicurare salute e benessere, fornire un’educazione di qualità,

raggiungere l’uguaglianza di genere, garantire acqua pulita e strutture igienico

sanitarie, assicurare energia pulita e accessibile, incentivare crescita economica

inclusiva e lavoro dignitoso, ridurre le disuguaglianze, garantire alloggi e quartieri

adeguati, promuovere lo Stato di diritto. L'obiettivo 10, "Ridurre le disuguaglianze

nei e tra i Paesi", include il target 10.7 che promuove migrazioni sicure, ordinate,

regolari e responsabili. Questo implica politiche migratorie pianificate e ben gestite;

la mobilità umana contribuisce allo sviluppo economico dei paesi di destinazione e

di origine. Le rimesse dei migranti, che hanno dimostrato resilienza anche durante

la pandemia, sono una risorsa significativa . L’integrazione dei migranti nella

4

società italiana presuppone la presenza di un contesto sociale coeso e capace di

rispondere in modo efficace alle sfide poste dalla diversità culturale. La migrazione,

L’aggettivo “umanitario” richiama la tutela della persona in quanto tale, indipendentemente dallo

1

status formale di “rifugiato”.

La Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati è del 28 luglio 1951.

2 L’Agenda, sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite

3

ed approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, è costituita da obiettivi inquadrati all’interno di

un programma d’azione più vasto costituito da traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito

ambientale, economico, sociale ed istituzionale entro il 2030.

Nel 2020, durante la crisi causata dal COVID-19, le rimesse ufficiali verso i paesi a basso e medio

4

reddito hanno raggiunto circa 540 miliardi di USD, solo il 1,6 % in meno rispetto al 2019 (548

miliardi), un decremento molto più contenuto rispetto ad altre forme di flussi di capitale

internazionale come gli investimenti diretti esteri. Fonte: Banca Mondiale “Defying Predictions,

Remittance Flows Remain Strong During COVID-19 Crisis” 10

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali

se adeguatamente governata, può inoltre contribuire alla riduzione della povertà, al

rafforzamento dell’uguaglianza di genere e alla partecipazione dei cittadini di paesi

terzi allo sviluppo economico e sociale del territorio nazionale.

Nel contesto italiano, la gestione dei flussi migratori richiede un coordinamento

costante con i livelli sovranazionali, al fine di garantire modalità di ingresso e

permanenza sicure e regolari, nonché di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali

delle persone migranti, compreso il diritto al rimpatrio volontario in condizioni di

dignità e sicurezza. Un ulteriore ambito di intervento prioritario riguarda il

contrasto alla tratta e al traffico di esseri umani, fenomeni che interessano in modo

significativo le rotte migratorie dirette verso l’Italia e che impongono l’adozione di

strumenti di prevenzione e tutela specifici. Nel quadro contemporaneo, l’Italia si

trova ad affrontare in maniera diretta le sfide connesse alla gestione dei flussi

migratori, in particolare in relazione alla sua posizione geografica nel bacino del

Mediterraneo. Negli ultimi anni, gli arrivi di profughi e migranti, provenienti

prevalentemente dal Nord Africa e da aree caratterizzate da conflitti armati,

instabilità politica, disuguaglianze economiche e crisi ambientali, hanno inciso

profondamente sui modelli di accoglienza ed integrazione esistenti. L’intensità e la

continuità di tali flussi hanno sollevato tensioni di natura sociale, politica ed

economica, ponendo al centro del dibattito pubblico il tema del controllo delle

frontiere e della sicurezza, talvolta a scapito delle politiche di integrazione. Il

fenomeno migratorio dal Nord Africa verso le coste italiane rappresenta, pertanto,

un elemento cruciale della geografia umana e politica del Paese. Si propone, di

seguito, un approfondimento statistico per analizzare l’evoluzione di tale fenomeno

negli ultimi vent’anni, evidenziando i principali fattori di spinta e le conseguenze

.

sul sistema di accoglienza ed integrazione italiano 5

Al 1° gennaio 2024, in Italia, risiedono circa 5,3 milioni di cittadini stranieri (8,9

per cento del totale dei residenti), in aumento di 112 mila unità (+2,2 per cento),

rispetto all’anno precedente. L’83,2 per cento dei cittadini stranieri residenti in Italia

L’approfondimento statistico che segue è in gran parte tratto dalle slide della lezione “Principi

5 tenuta nel Master dalla Prof.ssa Simona D’Antonio.

Generali del Diritto dell’Immigrazione” 11

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali

si concentra nel Centro-nord. L’incremento dovuto al saldo naturale è di circa 41

6

mila unità; quello dovuto al saldo migratorio è pari a circa 334 mila. Nel 2023,

7

rispetto al 2022, risulta stabile il numero di stranieri che ha acquisito la cittadinanza

italiana (circa 214 mila). Per un netto termine di paragone con il secolo precedente,

nel 1960 gli stranieri residenti erano pochissimi, circa 100.000, una cifra che

crescerà lentamente nei decenni successivi. Al 1° gennaio 2024, sono regolarmente

presenti in Italia 3.607.160 cittadini non comunitari, il 59,3 per cento dei quali ha

un permesso di soggiorno di lungo periodo. Nel 2023, i nuovi permessi di soggiorno

rilasciati a cittadini non comunitari sono circa 330 mila, con una diminuzione del

26,4 per cento, rispetto al 2022. Questa flessione si deve principalmente alla forte

. Nel

riduzione dei permessi per asilo e protezione internazionale (-47,6 per cento) 8

2023, le motivazioni prevalenti dei nuovi ingressi sono i ricongiungimenti familiari

(39 per cento), in lieve aumento, rispetto al 2022 (2,1 per cento) e le richieste di

asilo e protezione internazionale (32,1 per cento), seguite dai motivi di lavoro (11,8

per cento), anche questi ultimi in sensibile diminuzione, rispetto all’anno

precedente (-42,2 per cento). Si volge l’attenzione, ora, sulle statistiche del

“fenomeno sbarchi” ed in particolare il numero di migranti sbarcati sulle coste

italiane nel corso degli ultimi anni;

Anno Numero migranti sbarcati sulle coste italiane

2013 42.925

2014 170.100

2015 153.842

2016 181.436

2017 119.369 (107.212 dalla Libia)

Rappresenta la differenza tra il numero di nati vivi ed il numero di morti registrati in un determinato

6

periodo, solitamente un anno, su un territorio specifico.

Rappresenta la differenza tra il numero degli immigrati e quello degli emigrati in un determinato

7

periodo di tempo, solitamente un anno, su un territorio specifico.

Tale calo è in gran parte attribuibile al ridimensionamento dei permessi speciali per protezione

8

temporanea rilasciati ai cittadini ucraini a seguito della guerra (che sono scesi da 149.000 a soli

21.000 nel corso dell'anno). 12

Gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare alla prova degli obblighi

internazionali

2018 23.370 (12.977 dalla Libia)

2019 11.471

2020 34.154 (4.687 MSNA)

2021 67.477 (10.053 MSNA)

2022 105.131 (14.044 MSNA)

2023 157.651 (18.820 MSNA)

2024 66.317 (8.043 MSNA)

2025 66.269 (12.142 MSNA)

Fonte: [Ministero dell’interno – Cruscotto Statistico Giornaliero 31-12-2025]

Dal 2013 al 2024, in Italia si registrano numerosi sbarchi di migranti, con picchi nel

2014 (oltre 170.000), 2015 (circa 150.000) e 2017 (quasi 120.000), seguiti da cali

significativi (2019) e nuove impennate (2023), superando i 150.000 nel 2023 e

scendendo a circa 66.000 nel 2024, evidenziando una dinamica complessa legata a

crisi internazionali e accordi. I livelli significativi del 2014 sono riconducibili alla

.

guerra civile in Siria e l’instabilità politica della Libia dopo la caduta di Gheddafi 9

Negli anni successivi i conflitti interni, gli attentati terroristici e le torture in paesi

come Eritrea, Nigeria e Mali hanno spinto numerose persone a tentare la traversata

del Mar Mediterraneo verso le coste europee. In seguito agli accordi Italia-Libia

(“Memorandum d’Intesa ) si registra un significativo calo nel 2019. Con la crisi

10

economica e politica del 2023, la Tunisia è diventata il principale punto di partenza

dei migranti sub-sahariani; inoltre, la ripresa degli spostamenti globali post-

pandemia ha sbloccato nuovamente i flussi di migranti. Si trovano inoltre valide

giustificazioni nelle crisi di paesi come Guinea, Costa d’Avorio, nonché un

La caduta di Muammar Gheddafi avvenne il 20 ottobre 2011, quando fu catturato dai ribelli del

9

Consiglio nazionale di transizione (CNT) durante la guerra civile libica che seguì le proteste della

Primavera araba.

È un accordo bilaterale firmato il 2 febbraio 2017 a Roma tra il presidente del Consiglio dei

10

ministri italiano Paolo Gentiloni e il primo ministro del Governo di Riconciliazione Nazionale libico

Fayez al-Sarraj. L'accordo, promosso dall'allora ministro dell'Interno Marco Minniti, è stato

concepito nell'ambito della crisi migratoria europea e della seconda guerra civile in Libia, con

l'obiettivo di ridurre i flussi migratori attraverso il Mar Mediterraneo. 13

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internazionali

significativo aumento dei migranti provenienti da Egitto, Bangladesh e Pakistan.

Dai dati è facilmente intuibile come il fenomeno sia diventato nel corso degli anni

di primaria importanza politica, eco

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescoantonio.cicchinelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ed economia del mare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Marchesi Antonio.
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