DIPARTIMENTO DELLE ARTI - DAR
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
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STRATEGIE DI COMUNICAZIONE NEL MERCATO DIGITALE:
IL CASO YUKA ATTRAVERSO LA LENTE SEMIOTICA
Tesi di Laurea in Scienze della Comunicazione
Relatore Presentata da
Prof. Giovanna Cosenza Enrico Marinelli
Prima Sessione
Anno Accademico 2024/2025
Abstract
Questo elaborato prende in esame l’applicazione per dispositivi mobili Yuka,
dedicata al food e cosmetic ranking, come caso rilevante nel panorama del mercato
digitale, dato il suo successo e il suo largo pubblico di utenza che è riuscita conquistare
in breve tempo. Pertanto, In primo luogo, esamina i significati profondi in cui opera, in
particolare il rapporto tra cibo e uomo, radicato nella storia e trasformato nella società
contemporanea. Quindi, tramite un approccio semiotico, indaga le strategie
comunicative, enunciative, visive e narrative che utilizza in relazione al rapporto con
l’utente, considerando anche l’esperienza utente, che si riflette nella sua usabilità.
Infine, dato il suo successo, procederà a un confronto di benchmarking, evidenziando
le differenze rispetto ad applicativi dalle funzioni simili.
Indice
Introduzione ............................................................................................................................................. 3
1 Il contesto socioculturale ............................................................................................................ 4
1.1 L'alimentazione nella cultura occidentale ................................................................................... 4
1.2 Consapevolezza alimentare e sostenibilità ................................................................................ 6
2 Yuka: la sua storia e innovazione digitale .................................................................................. 8
2.1 Gli standard app per dispositivi mobili ...................................................................................... 10
2.2 L’utente modello ....................................................................................................................... 11
3 Gli aspetti dell’enunciazione ..................................................................................................... 14
3.1 La lente di Yuka e le strategie di marketing ............................................................................. 16
4 Il Visual ..................................................................................................................................... 17
4.1 Il Marchio .................................................................................................................................. 17
4.2 Il logo ........................................................................................................................................ 18
4.3 L’interfaccia .............................................................................................................................. 19
4.4 L’interfaccia dei dispositivi iOS ................................................................................................. 22
5 La narratività di Yuka ................................................................................................................ 23
5.1 L'Esperienza Utente ................................................................................................................. 23
5.2 Lo Storytelling ........................................................................................................................... 25
5.3 Il Quadrato Semiotico ............................................................................................................... 26
5.4 Le Isotopie ................................................................................................................................ 28
6 Benchmarking ........................................................................................................................... 30
6.1 Open Food Facts ...................................................................................................................... 30
6.2 Think dirty ................................................................................................................................. 31
Conclusioni ............................................................................................................................................ 33
Ringraziamenti ....................................................................................................................................... 34
Bibliografia ............................................................................................................................................. 35
Sitografia................................................................................................................................................ 36
Appendice .............................................................................................................................................. 39
Introduzione
Lanciata nel 2017, Yuka è un'applicazione digitale dedicata al settore
alimentare e cosmetico, riconosciuta per la sua innovazione nell’esperienza di acquisto
(Chapon, 2024). Cioè, offre ai consumatori un nuovo modo di rapportarsi ai prodotti
d’acquisto, attraverso la sua interfaccia informatica. Infatti, permette di scansionare i
codici a barre, sfruttando la fotocamera dei dispositivi mobili, fornisce informazioni
immediate sulla composizione degli alimenti e sugli effetti che questi potrebbero avere
sulla salute. Pertanto, Yuka si propone come supporto nelle scelte di acquisto.
Oltre a ciò, la sua diffusione è avvenuta in un contesto di crescente attenzione
pubblica verso la sostenibilità ambientale, la trasparenza nella filiera produttiva e la
tutela della salute personale. È in questa prospettiva che Yuka rappresenta un case
study di particolarmente interesse, poiché si è affermata rapidamente nel panorama
del mercato digitale.
Consultando online le piattaforme di analisi dei dati digitali Similarweb (2024) e
Sensortower (2024), Yuka svetta nella classifica delle app più scaricate nel settore
della salute e del benessere, contando un’utenza in costante crescita a livello
internazionale. A tal proposito, la sua popolarità riflette la crescente attenzione verso
le scelte alimentari con possibili ricadute sulla salute, oltre a una domanda di
trasparenza sempre più esigente da parte dei consumatori.
L’obiettivo della presente ricerca è esaminare le strategie comunicative
implementate da Yuka tramite un approccio semiotico. L’analisi verte quindi sulla
scomposizione dell’app come testo, esaminando i vari livelli di significato in relazione
al contesto culturale in cui sono immersi.
1 Il contesto socioculturale
1.1 L'alimentazione nella cultura occidentale
La cultura è un flusso in continua trasformazione che porta con sé significati,
valori e abitudini che le persone definiscono collettivamente, tramite narrazioni e
scambi. Sono queste negoziazioni sociali e simboliche che danno forma alla realtà.
Nell’elemento alimentare, queste dinamiche costituiscono una rete di significati
profondamente radicati nella storia della società. Pertanto, per comprendere
pienamente lo spazio di significazione in cui Yuka lavora, risulta utile esaminare le
origini dei significati, insieme ai limiti e ai pregiudizi che hanno caratterizzato la cultura
occidentale nei confronti del cibo, nonché di come questi siano evoluti nel corso del
tempo.
È bene ricordare, che nella cultura occidentale, il cibo ha sempre avuto una duplice
bene primario
funzione: da un lato, è il volto a garantire la sopravvivenza, dall'altro, è
simbolo
un carico di significati socialmente condivisi. Poiché il cibo ha da sempre
veicolato valori culturali, definito identità collettive, e strutturato le relazioni sociali.
L’alimentazione si rispecchia storicamente nell’organizzazione sociale delle
civiltà. Agli albori, la sussistenza umana dipendeva esclusivamente dalla caccia, dalla
pesca e dalla raccolta. Fu soltanto con l’introduzione dell’agricoltura che si verificò una
trasformazione radicale. Lo sviluppo delle tecniche di coltivazione e
l’addomesticamento degli animali resero possibile la sedentarizzazione delle
comunità, favorendo la nascita di società più complesse. Questo passaggio dalla vita
nomade a quella stanziale pose le basi per un incremento demografico, con la
possibilità di organizzare surplus alimentari, che incise alla formazione di gerarchie e
La disponibilità e la produzione di
strutture sociali strutturate (Montanari, 2019, p. 5).
cibo furono elementi fondamentali nella definizione delle gerarchie sociali. Le élite,
infatti, controllavano le risorse e la loro distribuzione, amministrando il potere, mentre
le classi inferiori lottavano per l'accesso alle risorse necessarie alla sopravvivenza.
Questo squilibrio nella distribuzione del cibo contribuì alla formazione di strutture
sociali basate sulle classi, dove l’accesso a determinati alimenti divenne un simbolo di
status. Nel Medioevo, ad esempio, l’uso delle spezie era prerogativa della nobiltà,
mentre le classi più povere si nutrivano principalmente di cereali, legumi e verdure. Il
cibo, dunque, non rappresentava solo un bisogno primario, ma anche un elemento
(Montanari, 2019, pp. 44 -46).
distintivo delle gerarchie sociali
Oltre alla sua funzione di sussistenza, il cibo ha sempre avuto una forte valenza
simbolica e culturale. La convivialità del pasto e la condivisione del cibo ,ad esempio,
rappresentano momenti di socializzazione che rafforzano i legami comunitari
Inoltre, in ogni “società il sistema alimentare si organizza
(Montanari, 2019, p. 129).
come un codice linguistico portatore di valori «aggiunti», e in un certo senso […] la
carica simbolica del cibo è ancora più forte quando esso è percepito come strumento
di sopravvivenza quotidiana” (Montanari, 2019, p. 130). Il cibo, infatti, non è mai
semplicemente assemblato in modo casuale, ma ogni alimento assume un significato
preciso all'interno di una cultura (Montanari, 2019, p. 130).
Un altro aspetto da non trascurare è il gusto come prodotto culturale, in costante
evoluzione e spesso influenzato dalle classi dominanti. Ad esempio, per secoli,
l'accesso privilegiato a risorse abbondanti, in particolare alla carne, non rappresentava
solo una possibilità, ma un obbligo nel consumo per mantenimento di status di élite.
Di conseguenza questo ha avuto effetto non solo sullo stato di salute delle classi
elevate, ma anche sulla percezione estetica del corpo. Infatti, patologie quali la gotta,
nota anche come "malattia dei nobili", erano il risultato di un'alimentazione eccessiva
e ricca di proteine animali. Anche l'aspetto fisico rifletteva lo status sociale: un corpo
robusto e grasso era sinonimo di bellezza, ricchezza e benessere, tanto che l’aggettivo
"grasso" acquisisce linguisticamente la connotazione di bello e prospero (Montanari,
2019, pp. 90–93).
Così, l'aspirazione all'eccesso alimentare, per secoli identificò le classi
dominanti e iniziò a vacillare solo nel corso del XIX secolo, affermandosi nel XX secolo,
grazie anche alla crescente disponibilità di cibo offerta dall'industria alimentare. In
questo periodo storico, infatti, ciò in precedenza era simbolo di ricchezza e prestigio –
mangiare e ostentare abbondanti quantità di cibo – divenne progressivamente un
comportamento associato alla classe popolare (Montanari, 2019, p. 95), mentre le élite
iniziarono a promuovere ideali estetici di magrezza, ritenuti più salutari. Questa
tendenza subì un'inflessione a causa delle carenze alimentari generate dalla Seconda
Guerra Mondiale; tuttavia, alla fine, questi canoni estetici si consolidarono tra gli anni
’70 e ’80 del XX secolo, quando la magrezza divenne un vero e proprio modello
positivo, riflettendo una cultura preoccupata degli eccessi piuttosto che della fame
(Montanari, 2019, p. 96).
In questo modo, attraverso l'industrializzazione e il relativo sviluppo economico
del settore alimentare, anche la popolazione non appartenente ai ceti più alti, a poco
a poco, passò da una condizione in cui la paura della fame era centrale a una nuova
preoccupazione: la paura dell'eccesso. Perché questa ampia disponibilità di cibo, fece
emergere nuove problematiche sociali legate all'alimentazione (Montanari, 2019, p.
96). A dimostrazione di ciò, vi è la diffusione dell'incidenza di patologie che un tempo
colpivano principalmente le classi d'élite – come l'obesità e le malattie cardiovascolari
– tra gli individui delle classi popolari, evidenziando un ribaltamento delle dinamiche
sociali che avevano caratterizzato i secoli precedenti.
Di conseguenza, a fronte di questo cambiamento di paradigma nei confronti
dell'alimentazione, sono emersi nuovi fenomeni sociopsicologici. Un esempio
significativo è rappresentato dalla "fear of obesity" (Montanari, 2019, p. 97), ovvero la
paura dell'obesità, che ha dato origine a una crescente preoccupazione sul controllo
del peso corporeo. A questa si aggiunge l'ortoressia (Unobravo, 2024), un'ossessione
per il consumo di cibi considerati salutari. Oltre a fenomeni quali il "revival folkloristico”,
un tendenza alla ricerca e alla rivalutazione di alimenti tradizionalmente associati alle
classi più povere, come i cereali inferiori (Montanari, 2019, p. 104), un tempo
consumati per la mancanza di cibi più raffinati. Questo ritorno alle origini
gastronomiche rappresenta una risposta critica alla crescente standardizzazione
alimentare promossa dall'industria, creando un contrasto tra autenticità culturale e
omogeneizzazione. Tali dinamiche non solo rimarcano un cambiamento nei gusti
alimentari, ma offrono anche uno spazio di resistenza alle narrazioni dominanti, in cui
il cibo viene reinterpretato come simbolo di identità culturale e sostenibilità,
suggerendo così un ripensamento della relazione tra alimentazione, status sociale e
valori estetici nel contesto contemporaneo (Montanari, 2019, pp. 117–125).
1.2 Consapevolezza alimentare e sostenibilità
fronte del graduale processo di globalizzazione e
A (Vegetti, 2017, pp. 83–84)
dell'avvento di internet si è assistito a un'importante
(Vegetti, 2017, p. 137),
emancipazione della sfera pubblica che ha determinato una
(Vegetti, 2017, p. 154),
nuova coscienza nella popolazione determinando i sui comportamenti sociali.
Infatti, a dagli anni '90 crescente interesse verso il mondo
partire si è verificato un
alimentare anche a seguito di cambiamenti climatici, alla deforestazione e
all'inquinamento che hanno indotto molti consumatori a riconsiderare le proprie
abitudini, preferendo prodotti locali (Gerola, 2012; Cfr. Montanari, 2019, p. 117),
stagionali e biologici, ritenuti strumenti efficaci per ridurre l'impatto ambientale e
sostenere un'economia più responsabile. Parallelamente, è cresciuta anche la
consapevolezza sulla salute alimentare, spinta dall'aumento di patologie, come
l'obesità e il diabete. Così da determinare una maggiore scrupolosità nella scelta degli
alimenti da acquistare, con un'attenzione particolare alla qualità e all'origine dei
prodotti, finalizzata al benessere (World Obesity, 2024; Fox et al., 2006).
A seguito dello sviluppo di internet e il lancio dei social media, l'accesso a una
quantità senza precedenti di informazioni ha favorito la sensibilizzazione su temi di
trasparenza e tracciabilità dei prodotti alimentari. Oggi i consumatori possono
informarsi facilmente sulle modalità di produzione, sulle condizioni lavorative nei
contesti agricoli e sull'impatto sociale delle aziende, determinando una crescente
richiesta di responsabilità e chiarezza da parte dell'industria alimentare (Briamonte,
2021). Inoltre, in questo processo anche l'educazione alimentare ha giocato un ruolo.
Istituzioni e organizzazioni non profit hanno divulgato guide in promozione di una
maggiore consapevolezza alimentazione sana e sostenibile, informando sulle
proprietà nutrizionali degli alimenti e sulla selezione consapevole dei prodotti (MIUR,
2024; Ministero della Salute, 2024; Fondazione Barilla, 2022; Scuola & Cibo, 2024;
Slow Food, 2024). Movimenti sociali come lo Slow Food e il concetto di "chilometro
zero" hanno valorizzato le tradizioni culinarie locali, incentivando una scelta di qualità
e di sostenibilità (Gerola, 2012; Montanari, 2019, p. 117).
I media come televisione e social network hanno amplificato ulteriormente
queste tendenze tramite chef, blogger e influencer che hanno promosso sensibilità
alimentari e stili di vita più attenti al benessere. La condivisione di ricette, consigli e
opinioni ha formato una comunità globale di consumatori più attenti.
In questo contesto, le librerie hanno iniziato a riservare uno spazio a volumi
dedicati all’alimentazione sana e nutraceutica e sono nate nuove professioni
focalizzate sulla nutrizione e sui regimi alimentari. Oltre a siti dedicati e nuovi strumenti
digitali per dispositivi mobili dedicati alla salute e al benessere, Yuka è una di queste.
2 Yuka: la sua storia e innovazione digitale
Yuka nasce, come start-up, nel 2017 in Francia, da Benoît Martin, Julie Chapon
e François Martin e sorge in risposta alla crescente richiesta di trasparenza e chiarezza
sulla composizione dei prodotti di consumo, con particolare attenzione alla salute
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