LA SOSTENIBILITÀ NEL BUSINESS CALCISTICO, TRA PROSPETTIVE FUTURE
ED EVIDENZE CORRENTI: IL CASO DELL’A.C. MILAN
Indice
Introduzione
................................................................................................................................ 2
Capitolo 1: Il dinamismo del settore calcio
................................................................................ 3
1.1 Evoluzione del calcio come fenomeno sociale ed economico
.............................................. 3
1.2 Statistiche e metodologie di vendita del prodotto
................................................................. 4
1.3 I fondi di private equity nel calcio: creazione di valore s strategie di exit
............................ 6
1.3.1 la gestione dei club e le strategie di passaggio generazionale
...................................... 10
1.4 Il ruolo della sostenibilità nella gestione dei club calcistici
................................................ 13
Capitolo 2: Regolamentazione e competitività nel calcio
......................................................... 16
2.1 Le normative in materia di concorrenza: financial fair play e Superlega
........................... 16
2.1.1 Anomalie tollerate (squadre-Stato, ingenti auto-sponsorizzazioni, plusvalenze fittizie)
.
............................................................................................................................................. 19
2.2 La sostenibilità quale fattore di differenziazione competitiva ed i suoi criteri di
misurazione (CSR, rendicontazione UEFA, ranking “ Responsiball ”, criteri ESG, Agenda 2030
per lo sviluppo sostenibile)
....................................................................................................... 22
2.3 Sfide ed ostacoli al calcio sostenibile
.................................................................................. 26
2.3.1 Inadeguatezza della pubblica amministrazione, norme permissive e possibili evoluzioni
.
............................................................................................................................................. 29
Capitolo 3: Il caso dell’A.C. Milan: un modello di sostenibilità nel calcio
.............................. 33
3.1 Analisi degli sviluppi storici, dei contesti contemporanei e delle prospettive future
.......... 33
Conclusioni
................................................................................................................................ 38
Bibliografia
................................................................................................................................ 39
1
Introduzione
Il calcio, da sempre caratterizzato dalla sua popolarità, risulta essere sempre più un mezzo di
intrattenimento, per i suoi fan e non solo, in un universo in cui convergono intricati tessuti
sociali, economici e culturali. In tale contesto, la sostenibilità economica, sociale ed
ambientale risulterà un fattore cruciale per il destino del settore, oggi alle prese con grandi
sfide ed opportunità esplorate dal management delle società calcistiche, sempre più nel
controllo dei fondi di private equity.
Quello della sostenibilità è oggi un concetto multidimensionale e in questa tesi si propone
un’analisi della vicendevole connessione, lungo la catena di creazione di valore nel business
calcistico, dei tre principali paradigmi di sostenibilità: quella sociale, ambientale e finanziaria,
quest’ultima da sempre un tabù per i club professionistici top-tier.
Analizzando le varie sfaccettature in cui la sostenibilità influenza le sfere gestionali e
competitive della football industry italiana, ed indicandone le prospettive future, la domanda
di ricerca qui sottesa è: quale impatto ha la sostenibilità sulle dinamiche dei club calcistici più
rappresentativi e in che misura essa si configura come leva competitiva per il loro futuro?
1
L’indagine si articola in tre capitoli: il primo capitolo è dedicato all’analisi dell’evoluzione
del settore e, attraverso un’esplorazione delle metodologie di commercializzazione del
prodotto calcistico e dell’impatto dei fondi di private equity, intende porre luce sul ruolo
catalizzatore della sostenibilità nell’ottica della creazione di valore e della continuità
aziendale, comprendendo anche le ragioni che spingono tali fondi ad investire in un settore
così complesso. Il secondo capitolo, invece, volutamente posto come tavolo di discussione
critico, riguarda in prima istanza l’analisi del contesto normativo del settore. A partire dal
financial fair play e dalle proposte della Superlega si arriva a contestualizzare le normative in
materia di concorrenza, soffermandosi sui temi di sostenibilità, sull’analisi dei criteri di
misurazione di essa e sul suo impatto nell’attuale contesto. Infine, nel terzo capitolo, si intende
evidenziare come l’A.C. Milan, attraverso un modello di governance moderno ed improntato
sulla value creation, stia 2
1 L’elaborato si struttura attraverso criteri e parametri di ricerca delle fonti basati su: coerenza, diversità, originalità
ed affidabilità. 3
progressivamente raggiungendo gli obiettivi aziendali e sportivi prefissati, attraverso una
meticolosa applicazione di strategie di business sostenibili.
La tesi vuole rappresentare un contributo alla comprensione delle dinamiche complesse che
caratterizzano il rapporto tra sostenibilità e calcio, alimentando, auspicabilmente, una prassi
gestionale orientata al futuro.
Capitolo 1: Il dinamismo del settore calcio
1.1 Evoluzione del calcio come fenomeno sociale ed economico
Il processo evolutivo del calcio ha visto la mutazione di un semplice passatempo locale in un
2
fenomeno sociale di dimensioni globali.
Nel 1908 il calcio debutta ai Giochi olimpici e, tra gli anni Trenta e Sessanta del XX secolo,
assume importante rilevanza mediatica grazie alla prima edizione del campionato mondiale di
calcio del 1930, alle prime radiocronache ed all’edificazione dei primi stati calcistici.
In questo periodo l’indice di collettività del calcio sale, convergendo verso diverse fasce della
popolazione e della classe politica.
Negli anni Ottanta, il calcio inizia ad assumere i connotati di un vero e proprio business,
caratterizzantesi per la commercializzazione dei suoi prodotti e per la sua presenza televisiva.
Il fenomeno diventa globale per effetto del sempre più importante sviluppo tecnologico. 3
Della sua espansione è altresì sintomatico il dato delle 211 federazioni affiliate alla FIFA.
Diversi temi di natura finanziaria iniziano a risuonare nell’ambiente del calcio, diventato una
delle industrie più redditizie ed influenti al mondo rimanendo al contempo “essenzialmente di
proprietà popolare, dei poveri, perché non hanno possibilità di accedere ad altre forme di
7
felicità” (M. Bielsa).
2 Porro, N. (2004). Le metamorfosi del calcio come fenomeno sociale. Quaderni Di Sociologia, 34, 9–18.
https://doi.org/10.4000/qds.1132
3 FIFA. (2024). Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/FIFA
7 M. Bielsa, conferenza stampa successiva alla gara dei quarti di finale della Coppa America 2024 tra Brasile e
Uruguay, 7 luglio 2024.
1.2 Statistiche e metodologie di vendita del prodotto
La Football Industry, anche in virtù delle dimensioni del proprio bacino di utenza, ha
sviluppato plurime metodologie di vendita del prodotto. Come noto, oggi, le principali fonti di
8
reddito per le società calcistiche sono rappresentate dal merchandising , dalle
sponsorizzazioni, dai diritti televisivi, dai diritti d’immagine, dal player trading, dal ticketing e
9
dalle attività legate al brand .
La crescente presenza dei club sul web e sulla social network ha agevolato lo sviluppo del
merchandising, permettendo in tal senso agli stessi club di investire sull’ampiezza della
propria fan base e sul targeting dei propri prodotti, sempre più diversificati. L’incremento delle
revenues è stato anche accompagnato dall’ampliamento del numero degli store ufficiali, che ha
anche consentito una normalizzazione dei ricavi day by day.
I sopracitati diritti televisivi rappresentano le autorizzazioni rilasciate dalla Lega Nazionale
10
Professionisti Serie A – organizzatrice dei tornei di Serie A TIM, EA SPORTS FC Supercup
e Coppa Italia Frecciarossa – a trasmettere il contenuto audiovisivo degli incontri sportivi sulle
varie piattaforme (satellitare, digitale terrestre e web).
Ad oggi, l’ultimo contratto formalizzato con DAZN Group e Sky Group Limited ha portato la
sopracitata Lega a prolungare l’accordo già in essere con le citate emittenti, raccogliendo,
anche per il periodo 2024-2025, fondi per circa 900 milioni di euro l’anno. Questo,
tuttavia, è un risultato non allineato all’iniziale obiettivo individuato dalla Lega di raccogliere
per il primo anno una fee di 1,2 miliardi di euro e per i successivi una fee crescente del 10%
annual-basis. In contropartita, e relativamente all’accordo sottoscritto con DAZN Group, è
stato inserito anche il meccanismo di “revenue sharing”, in virtù del quale, ove l’emittente
dovesse registrare un fatturato derivante dallo sfruttamento dei predetti diritti superiore 750
milioni di euro, sarà tenuto a condividere il surplus con la Lega stessa e, di riflesso, con i club
di Serie A, portando così beneficio a tutti gli attori coinvolti.
8 Potenziato nell’economia moderna dall’e-commerce e dalla data analysis.
9 Ivi comprese le tournée precampionato ed invernali, dove, il Paese ospitante, gli sponsor e la presenza
potenziale di un mercato di fan con potere d’acquisto elevato, permettono ai club di ottenere elevati introiti.
10 Nella Lega Nazionale Professionisti Serie A militano le società affiliate alla Federazione Italiana Giuoco Calcio.
In virtù delle, comunque, poco soddisfacenti dinamiche commerciali che hanno caratterizzato
anche tale ultima negoziazione, la Lega Serie A ha iniziato a porre le basi per l’istituzione del
c.d. Canale di Lega, una media-company, di proprietà della Lega, deputata allo sfruttamento dei
diritti televisivi, ovviando così alla necessità di monetizzarne lo sfruttamento attraverso la
cessione a terzi. L’obiettivo, evidentemente, è quello di incrementare gli incassi di un settore
11
in grande difficoltà, in virtù del suo elevato indebitamento complessivo.
Oggigiorno, nella Football Industry, una variabile di assoluta importanza è rappresentata dalla
tecnologia. Essa, difatti, permette di conseguire un materiale incremento dell’engagement dei
fan, oltre che un livello di sicurezza infrastrutturale più elevato. Lo sguardo è così volto al
futuro, con la progettazione di stadi digitalizzati nel metaverso, blockchain, AI, automazione,
12
etc. Un’espansione che dev’essere corredata da ampie garanzie di sicurezza e tutela.
Inoltre, indagando le statistiche di vendita e le strategie di marketing adottate dai club moderni, è
possibile constatare l’impatto dell’innovazione e della digitalizzazione sulle modalità
interattive tra i fan e le squadre, che consente, di riflesso, di incrementare le revenues tramite
nuovi canali di merchandising e di sponsorizzazioni digitali.
Concludendo, si rileva l’importanza che assume la strutturazione di stadi sempre più
all’avanguardia, quale metodo per vendere al meglio il prodotto calcio, rendendo così i club
progressivamente finanziariamente sostenibili e l’ambiente più protetto.
In Italia, l’importanza storica degli stadi e le differenze rispetto alle strutture estere
compromettono, ancorché indirettamente, la competitività dei club. L’assenza di stadi di
proprietà, figlia di una diversità di approcci tra vecchie e nuove gestioni dei club, nonché da
note impasse burocratiche, impone la necessità di promuovere lo sviluppo privato o la
restaurazione pubblica di questi impianti. L’integrazione di settori premium, reti commerciali
interne e modelli di business innovativi consentirebbe la generazione di nuovi introiti,
fondamentali per sostenere i costi e mantenere la competitività internazionale dei club.
11 Finanza, M. M. (2023). Calcio, i diritti tv della serie A: come funzionano e chi li assegna - MilanoFinanza News.
https://www.milanofinanza.it/news/spiegazione-calcio-diritti-tv-serie-a-come-funzionano-e-chi-li-assegna-
202310311840541099?refresh_cens
12 Sorrentino L. (2024, 13 febbraio) La fine del pezzotto è più vicina, Fortune Italia, Il Numero Di Febbraio:
Speciale Football Industry, 1. FORTUNE ITALIA.
La costruzione di stadi moderni ed ecologici apporterebbe poi benefici anche agli altri
stakeholder, creando occupazione, riqualificando aree urbane in continuità con gli stadi non
solo accrescerebbe la socialità, ma contribuirebbe a migliorare anche la qualità dell’aria,
incarnando una visione olistica di sostenibilità finanziaria e ambientale per il calcio italiano.
Al giorno d’oggi, l’assenza di strategie approfondite da parte di leghe e club per formulare e
valorizzare al meglio il prodotto calcio ha generato un enorme problema legato agli impegni di
campo, che, dagli anni ’90 ad oggi, ha visto crescere il numero di questi in misura del 220%
complessivo, con notevole incremento del numero degli infortuni e, di riflesso, con evidenti
danni alle dei club. Questo problema si è evoluto con l’espandersi del numero di competizioni
disputabili, che muove dall’esigenza, ancora una volta, di incrementare i ricavi degli enti
organizzatori per poterli poi ripartire tra i club membri.
1.3 I fondi di private equity nel calcio: creazione di valore e strategie di exit
Con il termine private equity si fa riferimento all’“attività di investimento nel capitale di
rischio di imprese non quotate, con l’obiettivo della valorizzazione dell’impresa oggetto
dell’investimento ai fini della sua dismissione entro un periodo di medio-lungo termine.”
(AIFI – Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt).
In particolare, trattasi di fondi di investimento che, gestiti da società di gestione del risparmio
(SGR) nel cui management figurano professionisti dotati di elevate capacità finanziarie e
manageriali, vedono le proprie quote ripartite tra investitori istituzionali e, talvolta, anche
retail. La tipica struttura di investimento vede il fondo costituire una società veicolo (c.d.
special purpose vehicle, SPV) finalizzata all’acquisizione della società target nella quale, una
volta, acquisita, la SPV viene fusa.
La dinamica complessiva dell’investimento è sovente connotata anche dalla ristrutturazione
del debito preesistente presso la società target, al fine ultimo di alleggerirne gli interessi
passivi gravanti a conto economico e, di riflesso, migliorarne la redditività, il tutto nell’ottica
della massimizzazione del valore all’exit.
In Italia, il 60 % dei club professionistici ha cambiato proprietà negli ultimi 12 anni, e in 9 casi
su 25 il nuovo socio di riferimento è estero. Il crescente interesse dei fondi di private equity
nel
business calcistico, e nei club italiani, è figlio della “sottovalutazione” che, storicamente, si è
riscontrata nell’identificazione e contrattazione del loro equity value nelle operazioni di M&A
del settore. Essa, per ovvie ragioni aritmetiche, prospetta all’investitore il conseguimento di
maggiori ritorni.
Il cambio di paradigma vede quindi i club sempre più nelle mani di investitori professionali,
che, differentemente rispetto ai precedenti proprietari italiani o dei contemporanei investitori
13
arabi , non operano per motivi filantropici né per mera passione, bensì in ragione delle aree di
profitto ancora disponibili e non sfruttate.
In questo senso, vale osservare che, mentre da un lato la Premier League (lega calcistica
inglese) ha già eroso il suo potenziale di ricavi legati allo sfruttamento dei diritti televisivi e
dell’area commerciale, al contempo connotandosi per un’esposizione dei propri club al
rischio di retrocessione maggiore rispetto a quello che interessa i primi dieci club italiani (con
conseguente disincentivo all’investimento), dall’altro lato, in Francia e in Germania si assiste
da anni ad epiloghi di stagione monotoni, caratterizzate dalla vittoria del campionato da parte
di un numero ristretto di club. Al contrario, in Italia, la storia narra e prospetta un sentiero
alquanto diverso. La mancanza di sviluppo infrastrutturale in primis, il potenziale non ancora
esaurito dei diritti televisivi e dell’area commerciale rappresentano elementi di forte interesse
per gli investitori. In questa chiave di lettura, e per quanto segnatamente concerne gli
investitori statunitensi, giova considerare che lo sport professionistico negli USA, sin dai
primi anni 2000, ha assistito ad un significativo sviluppo degli affari e delle valutazioni dei
club.
Un paragonabile grado di sviluppo non lo si è invece riscontrato in Italia, che rappresenta
ancora un terreno fertile per l’investimento da parte di tali fondi di private equity.
Una strategia di investimento sovente implementata consiste nell’acquisire club con elevato
potenziale di promozione nella lega superiore, magari di recente retrocessione e di storia
gloriosa. La promozione porta infatti a un significativo aumento dei ricavi grazie ai diritti
13 DAZN Italia. (2024, 8 giugno). Casini: “Il FUTURO della SERIE A tra SOSTENIBILITÀ, PROPRIETÀ
STRANIERE e STADI di proprietà” | DAZN. YouTube. https://www.youtube.com/watch?v=XFNTni7Btiw: “[c]i
sono esempi di investimenti corposi fatti da soggetti stranieri, che prendono una squadra dalle serie minori e
investendo con un modello di imprenditorialità e risorse, la p
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