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Scuola di

Studi Umanistici

e della Formazione

Corso di Laurea in DAMS

Ritratto di famiglia:

I Fiorillo in scena tra

Italia e Francia

Relatore

Sara Mamone

Candidato

Elena Smith

Anno Accademico 2016/2017 1

INDICE

Introduzione p. 2

I. ORIGINI DEI FIORILLO

1. Primo esordio di Silvio Fiorillo p. 4

2. Il personaggio del Capitan Mattamoros p. 5

3. La ghirlanda seconda opera di Silvio Fiorillo p. 8

II. VIAGGI E SPETTACOLI DEI FIORILLO TRA IL 1610-1621

1.La maschera di Pulcinella p. 9

2. Esordio in scena di Giovan Battista Fiorillo p.15

Lucilla costante”ultima

3.“La opera di Silvio Fiorillo p. 20

III. TIBERIO FIORILLO TRA INGHILTERRA E FRANCIA

1. Viaggi di Giovan Battista Fiorillo tra il 1630-1640 p. 23

2. Debutto teatrale di Tiberio Fiorillo p. 28

3. Tiberio Fiorillo nei panni di Scaramuccia p. 32

Iconografia p. 35

Bibliografia p. 41

2

Introduzione

In questo elaborato ho scelto come argomento da trattare, la ricostruzione della

biografia della famiglia Fiorillo, una delle famiglie tra le più importanti nel panorama

della Commedia dell’Arte sia in Italia che all’estero. Con questo studio, seguendo l’

ordine cronologico degli avvenimenti, ho cercato di fornire una visione d’insieme dei

viaggi, spettacoli e opere realizzate dai principali componenti della famiglia.

Le testimonianze che ci sono state lasciate sono assai frammentarie ed incerte e ciò

rende più difficile ricostruire con esattezza e precisione le biografie dei Fiorillo.

Questo materiale frammentario ed eterogeneo non permette di cogliere a pieno quella

che è stata l’importanza durante il XVII secolo di Silvio Fiorillo e dei suoi due figli,

soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione di tre tra le principali maschere della

Commedia dell’Arte; ma anche per quanto pertiene la composizione di opere

drammaturgiche di vario genere, commedie, egloghe e opere di ispirazione

cavalleresca.

Il materiale utilizzato per la realizzazione di questo elaborato è di vario genere e

impostazione. Principalmente è stata utilizzata la biografia Silvio Fiorillo in arte

Capitan Mattamoros di Giovanna Checchi, la quale descrive in maniera più

esaustiva possibile la vita e le opere di Silvio Fiorillo. Per quanto concerne la

drammaturgia di Silvio Fiorillo sono state analizzate e riassunte le varie opere

attraverso la lettura delle varie riedizioni tra cui La Lucilla Costante a cura di

Monica Brindicci, La cortesia di Leone e Ruggiero con la morte di Rodomonte a

cura di Francesca Savoia e La ghirlanda a cura di Chiara De Caprio.

I paragrafi trattanti le maschere portate in scena dai Fiorillo, sono stati scritti

consultando vari manuali in particolare La vita di Scaramuccia di Angelo Costantini

e due importanti saggi di Siro Ferrone: Il Capitano: I caratteri mutevoli di una

nella Commedia dell’Arte e

maschera spagnola Scaramouche, Scaramuccia,

Scaramouchi: l’attore Tiberio Fiorillo tra Francia, Italia ed Inghilterra.

La Commedia dell’Arte

Viene fatto riferimento inoltre al manuale di Siro Ferrone

per approfondire ulteriormente sia le biografie che il contesto storico culturale

all’interno del quale si erano svolti determinati avvenimenti e spettacoli.

Infine all’interno dell’elaborato sono state inserite diverse corrispondenze tra i

Fiorillo e altri attori e tra i Fiorillo e importanti mecenati e principi. Grazie a questi

documenti è stato possibile ricostruire più nel dettaglio la vita dei Fiorillo. In esse

3

vengono affrontate diverse questioni, stipendi degli attori delle compagnie, permessi

per assentarsi dagli spettacoli, viaggi di rientri in patria, e informazioni sulla

Per l’inserimento di questi documenti sono

composizione delle compagnie teatrali.

stati di fondamentale importanza seguenti raccolte: Serenissimi fratelli principi

impresari. Notizie di spettacolo nei carteggi medicei. Carteggi di Giovan Carlo de’

Mattias de’Medici

Medici e di Desiderio Montemagni suo segretario (1628-1664) e

serenissimo mecenate dei virtuosi: notizie di spettacolo nei carteggi medicei.

Carteggio di Mattias de’ Medici (1629-1667) di Sara Mamone.

4

I

ORIGINI DEI FIORILLO

1 Primo esordio di Silvio Fiorillo

della Commedia dell’Arte del XVII 1

Nel panorama secolo una delle famiglie più

importanti da ricordare sia per quanto riguarda la recitazione, sia per quanto pertiene

2

la drammaturgia è la famiglia Fiorillo di Napoli . Le notizie a noi giunte per poter

ricostruire la loro biografia risultano assai scarse e frammentarie, con incertezze

anche riguardo alle date di nascita dei vari componenti della famiglia. Tuttavia

partendo dalle città e dalle date di pubblicazione delle opere di Silvio, che interessano

gli anni tra il 1604 e il 1632 è stato possibile ricostruire almeno in parte gli

spostamenti sia suoi che dei sui figli durante il primo trentennio del Seicento.

Entrambi i figli furono precoci nell’intraprendere il mestiere paterno, con la

differenza che il figlio maggiore Giovan Battista recitò spesso assieme al padre,

mentre invece Tiberio abbandonò molto presto l’ambito familiare tentando la sorte

Inizialmente vi erano stati dubbi circa l’effettiva

per conto suo. parentela tra Tiberio

e Silvio. Luigi Rasi affermava al riguardo:

cosiddetta Commedia dell’Arte

1 Per un panorama complessivo sul fenomeno della si veda soprattutto FERRONE

2014 e relativa bibliografia.

2 COSTANTINI 1695. CECCHI 1986. FERRONE 2011. FERRONE 2014, pp. 285-290.

3 RASI 1897, vol II, p. 925.

4 Cfr. CROCE 1899, p. 65. 5

Ma quel che maggiormente avvalora il dubbio si è che nelle tantissime lettere esistenti, Tiberio e

3

Isabella son sempre firmati Fiorilli, mentre Silvio e Giovan Battista son sempre firmati Fiorillo .

Alcuni studiosi furono poi influenzati dalle conclusioni errate di Rasi, mentre altri

supponevano fossero parenti ma non avevano compreso il giusto grado di parentela

4

anche Benedetto Croce considerava Silvio marito di Beatrice Fiorillo, che era invece

la moglie di Giovan Battista. I lasciti testamentari di Tiberio e di alcuni su suoi

familiari, dichiarano però la sua diretta discendenza da Silvio.

Si suppone che Silvio sia nato a Capua, intorno al 1565, poiché il Fiorillo scrive nel

L’amor giusto

frontespizio della sua prima opera, (1604): «Silvio Fiorillo da

5

Capua» , ed inoltre: «Et io Signore ho lasciato occasione di ammogliarmi con la

figiuola del Sig. Pandolfo de gli Honorati da Siena, della sorella del Sig. Mutio

6

Fiorillo Capuano» in seguito si trasferì a Napoli e qui secondo Angelo Costantini ,

di cavalleria nell’esercito del Regno di Napoli. Le prime

Fiorillo era stato capitano

notizie sull’attività artistica di Fiorillo risalgono al 1589, in un documento è infatti

testimoniata la sua attività in un locale di proprietà dell’ospedale degli Incurabili.

Abbiamo nuovamente notizie di Fiorillo nel 1594, anno in cui si trova a Milano con

la compagnia degli Uniti. La compagnia degli Uniti era conosciuta anche come la

compagnia del Serenissimo Duca di Mantova, capeggiata da Drusiano Martinelli e

da sua moglie. Oltre a Silvio Fiorillo era composta da: Tristano Martinelli nel ruolo di

Arlecchino, da Giovanni Pellesini nel ruolo di Pedrolino, e da Jacopo Braga nei panni

di Pantalone. Attorno a questi anni risale la nascita del primogenito di Silvio, Giovan

Battista Fiorillo, anche se non vi è certezza riguardo alla data precisa. Oltre a Tiberio,

Silvio avrà un altro figlio di nome Girolamo che fu probabilmente il più giovane, ed

una figlia di cui le uniche notizie a noi pervenute sono in una lettera scritta dal

Fiorillo in data 11 maggio 1621 per il Duca Ferdinando Gonzaga di Napoli :

Son tornato, Altezza Serenissima, alla mia casa sì per obbligo de cristiano, come ancora per vedere

e riconoscere mio genero, poiché mia moglie et i miei parenti havevano di già maritata una mia

7

figliola, mentre io sono stato in Lombardia .

Risale al 1599 una lettera di Silvio per il Duca Vincenzo I Gonzaga, la quale ci da

il Fiorillo non aveva potuto rispettare l’obbligo da lui assunto

modo di vedere come

nell’anno comico 1599-1600.

di servire il duca Da questa lettera si può notare come

Silvio fosse al servizio dei Gonzaga già da qualche tempo, e come parlasse dei suoi

5 FIORILLO1604, p. 1.

6 Cfr. COSTANTINI 1695

7 ANCONA 1893, p. 20 . 6

problemi personali in maniera molto esplicita, ciò induce a credere che probabilmente

avesse con il duca un rapporto privilegiato; ma soprattutto è una lettera importante

poiché compare per la prima volta il nome del Capitan Matamoros. Di seguito sono

riportate le sue esatte parole :

Ancora che non occorra che io con questa mia dico la cagione perché questa Pasqua non sono

conforme all’obbligo,

venuto a servirla, poiché Sua Altezza Serenissima lo deve molto ben sapere,

che per la cagione dell’infermità

per quanto le avesse fatto intendere il signor. Dott. Pompeo Grassi,

di mia socera, mancai, e con tutto ciò io dissi al signor Pompeo che io se mi voleva dare i danari,

che Vostra Altezza haveva ordinato, che io le havrei dato qui bonissima sicurtà, più che la mità de i

et l’altra mità a me sariano

denari havrei lassato a casa che era in gran bisogno, serviti per il

viaggio; et lui mi disse che lui non havea tal ordine, si che fui forzato a mio malgrado restare, con

dove che la mia fortuna me l’ha privato di questa speranza,

intentione venire questo carnevale, poi

che mi è sopraggiunta una infermità di febre maligna, che me ha tenuto doi mesi in letto et in fine di

morte, et me ha lasciato poco sano et con oppilazione, si che non essendo padrone di me stesso, non

posso per questo anno servirla: dove che la prego dignarsi di perdonarme, serbando questa servitù a

magior comodità, et mantenerme nella sua bona gratia, pregandoli a favorirme di farme dare

risposta, acciò io sia sicuro essere in sua gratia, che venendo occasione, possa ritornare alla sua

servitù. Non altro: resto pregando il Signor che gli dia il complimento di tutti i suoi honesti desideri.

Di vostra Serenissima Altezza fedelissimo et perpetuo servitore Silvio Fiorillo detto il Cap.

8

Mattamoros comico» .

2. Il personaggio del Capitan Mattamoros nella Commedia dell’Arte,sia nel

La figura del militare è presente fin dalle origini

suo ruolo “serio” sia in quello buffonesco. L’origine di questo personaggio risale

contrapponendosi invece all’idea di

9

secondo Senigaglia al Miles Gloriosus di Plauto;

Scherillo che difende l’influenza del più vicino 10

teatro erudito . Il capitano divenne

uno dei ruoli tragicomici della Commedia dell’Arte, a metà tra il militare spaccone e

l’innamorato sdolcinato, un personaggio ibrido che divertiva molto il pubblico,

specialmente per i toni caricaturali decisamente antimilitaristici. In un breve saggio di

S. Ferrone viene spiegato come venne costruito il personaggio del Capitano; tra la

salita al potere di Carlo V e la Pace di Westfalia, che pose fino alla guerra dei

Trent’anni, il modello culturale e sociale del Capitano s’impose al centro della cultura

dell’Europa cristiana. Da una parte come fondamento per la restaurazione degli

Ordini Cavallereschi, dall’altra come incarnazione del rinnovato spirito crociato e

antislamico. Alcuni scrittori traevano spunto dalle gesta dei militari per reinventare il

passato come ad esempio Torquato Tasso, altri invece annettevano alla loro biografia

COMICI DELL’ARTE 1993, vol II, p. 321.

8

9 Cfr. SENIGAGLIA 1899.

10 Cfr. SCHERILLO 1884. 7

quella campagna di guerra per cavarne in un modo o nell’altro un sostentamento

quotidiano o una gloria letteraria. Se dunque il Tasso era riuscito a restaurare

l’estremo monumento di una virtù guerriera in via di dissoluzione, molti altri

testimoni denigravano per via parodica e comica quello stesso monumento. E proprio

nel teatro della Commedia dell’Arte, luogo supremo di ogni forma di parodia, si

celebrò il più efficace rovesciamento, è necessario fare riferimento alla campagna

editoriale «seria» messa in atto dai moralisti, impiegati proprio nell’opera di

restaurazione del perduto valor militare cristiano, consultando questi testimoni si

possono identificare i tratti pertinenti che furono alla base della costruzione parodica

dal Capitano. Le fonti prendevano di mira i vuoti simulacri di un prestigio militare

presunto e vedono questi rappresentanti, uomini in realtà imbelli, buoni solo a dare

spettacolo di sé nelle cerimonie di corte. Parallelo a questo giudizio figura quello

dedicato agli spadaccini dei duelli praticati per motivi privati, un genere di

combattimento di cui erano protagonisti proprio i soldati in licenza o i veterani, tanto

capaci di inventarsi mirabolanti imprese mai compiute in terre d’oltremare quanto

pronti ad esibire la propria divisa davanti al popolo e ai borghesi di città. In realtà

costoro erano dei veri e propri spostati: popolani, incapaci di adattarsi ai mestieri

servili, si erano arruolati spontaneamente per sottrarsi alle gerarchie sociali. Tra gli

attori più celebri del tempo, che interpretarono il ruolo del capitano, vanno ricordati

Francesco Andreini ( Capitan Spavento), Girolamo Garavini (Capitan Rinoceronte) e

Silvio Fiorillo nei panni di Capitan Matamoros. Fiorillo si distinse per essere un

comico italiano che indossava i panni di un personaggio spagnolo. Come già

11

accennato precedentemente secondo Angelo Costantini , Fiorillo sarebbe stato un

militare prima di intraprendere la sua attività artistica e per questo motivo decise di

interpretare un personaggio come il Capitano, nel quale era per lui facile

immedesimarsi, fece una buona scelta poiché infatti il Capitan Mattamoros fu suo

Secondo l’etimologia del dizionario etimologico

cavallo di battaglia per molti anni.

12

castigliano il verbo matar avrebbe la stessa radice del termine mattus, cioè matto. Il

Capitano aveva infatti delle caratteristiche di un disordine mentale, era un

personaggio bizzarro che vive tutto nel suo mondo ma è ancora legato al concetto

cavalleresco d’onore. Questo personaggio vive al di fuori della realtà, è incapace di

provare sentimenti profondi, di avere contatti normali con gli altri personaggi, forse

11 Cfr. COSTANTINI 1695, p. 4.

12 COROMINAS 1954, pp. 290-293.

13 Cfr. FIORILLO 1621. 8

anche a causa delle differenze linguistiche. Ama raccontare le sue imprese, ma non si

vede mai vincitore neanche quando gli viene offerta l’opportunità di battersi in

duello. Il Fiorillo con la maschera del Capitano non ebbe successo solo nel Regno di

Napoli ma soprattutto nelle città del nord e centro Italia; la sua comicità era

apprezzata ovunque e il Fiorillo, da questo personaggio drammaturgico non si è mai

staccato, né sul palcoscenico né nelle sue opere drammatiche. Il Capitano

Matamoros si può trovare infatti sia nella commedia Li tre Capitani vanagloriosi

13 14

(1621) che ne La Lucilla costante (1632) . Nella prima, egli è il primo personaggio

ad entrare in scena ed in entrambe le commedie recita un lungo monologo, ciò verrà

Il 4 giugno dell’anno seguente Silvio

approfondito anche nel secondo capitolo.

giunge a Mantova dal comico Tristano Martinelli in arte Arlecchino quasi certamente

per prendere accordi in vista della sua partecipazione alla prossima tournèe degli

Accesi in Francia. La compagnia degli Accesi era una delle prime compagnie al

servizio del duca di Mantova, era guidata da Pier Maria Cecchini, in arte Frittellino,

primo zanni anche la moglie Orsola Cecchini, con il nome Flaminia, faceva parte

della compagnia oltre a lei vi erano: Francesco Gabrielli, Giacomo Braga, Girolamo

Garavini, Jacopo Antonio Fidenzio e per un periodo di tempo anche Tristano

Martinelli. Silvio assieme alla compagnia rimase in Francia per due anni, ovvero fino

al 1602, poiché erano molto desiderati dal re Enrico IV per celebrare i festeggiamenti

per le sue nozze con Maria de’Medici. L’amor giusto

Silvio in seguito tornerà a Napoli dove pubblicherà la sua prima opera

egloga pastorale in napoletana e toscana lingua in data 22 ottobre 1604. Come

riportato da Giovanna Cecchi, già da questa prima composizione emergono elementi

utili per comprendere la personalità artistica del comico capuano. Prima di tutto viene

sottolineata, già nel titolo, la compresenza delle lingue «napoletana e toscana», con

un accenno polemico che, riecheggiando la posizione di Ruzante a proposito della

supremazia del dialetto rispetto alla lingua toscana, troverà il suo epilogo nel prologo.

con la quale l’attore

Segue la definizione «comico detto il Capitan Matamoros» in

dica il suo nome d’arte. Essa è poi seguita da una presentazione poetica del medesimo

Capitano che si intitola Por el Retratto del Capitan Mattamoros, composta di sette

ottave in rima baciata, nella quale vengono esaltate le doti guerresche del

Quest’opera era dedicata a Marino Caracciolo,

15

personaggio . nobiluomo al quale

successivamente verranno dedicate altre composizioni. Alla lettera di presentazione

14 Cfr. CECCHI 1995, p. 7.

15 Cfr. ivi, p. 50. 9

seguono cinque poesie, la prima è dedicata al principe Caracciolo mentre le altre sono

Dopo l’elenco degli interpreti che comprende quattro

in onore di Silvio Fiorillo.

pastori napoletani, due ninfe, il ministro del tempio di Diana, Diana e Cupido, e altri,

per un totale di dodici personaggi, segue il Prologo, scritto in napoletano. In esso

spiccano due temi interessanti: il primo, è l’ironico autolesionismo che spinge

l’autore a scrivere:« Fiorillo n&og

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElenaSmith di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro moderno e contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Mamone Sara.
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