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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI

Dipartimento di Storia scienze dell'uomo e della

formazione

Corso di Laurea triennale in Scienze dei beni culturali:

Gestione dei beni culturali

I QUATTRO QUARTIERI STORICI DI CAGLIARI

Passeggiata tra santi e martiri

Relatrice:

Prof.ssa Pinuccia Franca Simbula

Correlatore:

Prof. Aldo Borghesi

Correlatore:

Prof. Matteo Stefani Tesi di Laurea Triennale

Massimiliano Piga

Matricola: 50019321

Anno Accademico 2021-2022

1 INDICE

INTRODUZIONE

CAPITOLO PRIMO

I SANTI IDENTITARI

1.1 San Saturnino

1.2 Sant'Efisio

CAPITOLO SECONDO

LA CATTEDRALE DI CAGLIARI

CAPITOLO TERZO

NOSTRA SIGNORA DI BONARIA

CAPITOLO QUARTO

IL QUARTIERE CASTELLO E LE SUE CHIESE

4.1 Chiesa di Nostra Signora della Speranza

4.2 Chiesa di Santa Lucia

4.3 Chiesa della Purissima

4.4 Chiesa di Santa Maria del Santo Monte di Pietà.

4.5 Basilica di Santa Croce

4.6 Chiesa di San Giuseppe Calasanzio

CAPITOLO QUINTO

IL QUARTIERE VILLANOVA E LE SUE CHIESE

5.1 Chiesa di San Giacomo

5.2 Chiesa e Cripta di San Domenico

5.3 Chiesa di San Cesello

5.4 Chiesa di San Giovanni Battista

5.5 Chiesa di San Mauro

5.6 Chiesa di San Rocco

2

5.7 Chiesa di San Lucifero

CAPITOLO SESTO

IL QUARTIERE STAMPACE E LE SUE CHIESE

6.1 Chiesa di Sant'Antonio da Padova

6.2 Chiesa dei Santi Lorenzo e Pancrazio e della Madonna del

Buoncammino.

6.3 Chiesa di San Michele

6.4 Chiesa di Santa Restituita

6.5 Chiesa Collegiata di Sant'Anna

6.6 Chiesa di Santa Chiara

6.7 Chiesa di Nostra Signora del Carmine

6.8 Chiesa della Santissima Annunziata

CAPITOLO SETTIMO

IL QUARTIERE MARINA E LE SUE CHIESE

7.1 Chiesa di San Francesco da Paola

7.2 Chiesa Collegiata di Sant'Eulalia

7.3 Chiesa del Santo Sepolcro

7.4 Chiesa di Sant'Agostino

7.5 Chiesa di Sant'Antonio Abate

7.6 Chiesa della Beata Vergine della Pietà

7.7 Chiesa di Santa Rosalia

3

Introduzione

I santi sono i modelli che la Chiesa addita ai fedeli per guidarli sulla via della

perfezione nell'amore a Dio. Spesso siamo tentati di raffigurare i santi come

uomini così perfetti e immuni dal peccato da risultare assai distanti dalla vita

quotidiana di ognuno di noi. Eppure la santità è qualcosa cui siamo chiamati,

poiché il Signore ci invita a essere santo come Lui stesso è santo. Quello che

dovremmo imparare a fare è guardare ai santi come uomini che, pur peccando,

hanno saputo rialzarsi dopo ogni caduta, confidando nella grazia e nella

misericordia divine .

1

Secondo Rowan Williams arcivescovo di Canterbury, «Quando un santo è

riconosciuto come tale e viene commemorato, la chiesa propone al suo popolo

e al più vasto mondo un modello di vita in comunione con Gesù e in comunione

con tutti gli altri che sono stati chiamati; un santo è qualcuno che è lui stesso

plasmato nel discepolato dal suo vivere nel corpo di Cristo, ed è anche

qualcuno la cui vita alimenta quel Corpo e la riconduce al suo cuore e alla sua

chiamata». Papa Francesco nel 2017 ha commentato così nell’Angelus in piazza

San Pietro la solennità di Tutti i Santi: «I santi non sono modellini perfetti, ma

persone attraversate da Dio. Possiamo paragonarli alle vetrate delle chiese, che

fanno entrare la luce in diverse tonalità di colore».

Il presente lavoro intende radunare informazioni storico-architettoniche sulle

principali chiese di Cagliari, accompagnandole da informazioni agiografiche

sulle tradizioni dei santi ad esse legate. Il fine è quello di elaborare alcuni

possibili percorsi turistici che tocchino le varie chiese. Tali percorsi ipotetici

costituiscono lo schema dei capitoli di questa tesi, che sono i seguenti:

IL QUARTIERE CASTELLO E LE SUE CHIESE

IL QUARTIERE VILLANOVA E LE SUE CHIESE

IL QUARTIERE STAMPACE E LE SUE CHIESE

IL QUARTIERE MARINA E LE SUE CHIESE

La passeggiata per i cagliaritani è stato sin dalla metà dell'800 un momento

fondamentale. La domenica mattina alcune vie di Cagliari erano ravvivate da

1 Manetti 2006, pag. 161.

4

uomini e donne che passeggiavano con l'abito migliore che avevano. Il

presente lavoro è l'obbiettivo di riproporre le antiche passeggiate dei

cagliaritani e di mostrare la singolarità di questa città dalle mille contraddizioni.

Cagliari è una città che suscita giudizi a volte molto duri. Secondo Francesco

Alziator, «Distesa, ammonticchiata, sparpagliata, rappresa, densa e rada».

Lawrence la definisce «una città nuda che sorge ripida, ripida e dorata,

ammucchiata nuda dalla pianura verso il cielo, al vertice della nuova insenatura

informe».

5

I Santi identitari

Non esistono evidenze storiche che possano accertare che Giacomo Maggiore

fratello dell'evangelista Giovanni e in seguito Paolo di Tarso possano essere

approdati in Sardegna. Secondo la leggenda Paolo di Tarso sarebbe approdato

in Sardegna come tappa intermedia del suo viaggio, annunciato, ma di cui non

abbiamo certezza che si sia mai svolto, verso la Spagna . Un' altra leggenda,

2

narra che a Cagliari la chiesa di San Bardilio venne edificata nel luogo in cui

3

San Paolo avrebbe predicato il Vangelo ai sardi .

4

Il Vangelo molto probabilmente sbarcò in Sardegna grazie alla rete di traffici

marittimi in cui era coinvolta l'isola. Toccò in primo luogo le città di Roma,

Cartagine e Marsiglia, le quali avevano rapporti commerciali con l'isola.

La presenza di comunità cristiane viene attestata già alla fine del II sec. Tra i

primi ad accogliere il messaggio furono le classi più basse, formate da artigiani

e piccoli commercianti di religione ebraica .

5

La Sardegna ai tempi dei romani era terra di esilio e di condanna al lavoro

forzato nelle miniere dell'impero. Non sappiamo con certezza chi e quanti

fossero i cristiani condannati. Note sono la vicende di Callisto , condannato dal

6

prefetto Fusciano e in seguito graziato, su denuncia degli ebrei, per aver

disturbato una cerimonia religiosa e in seguito di Ponziano e del presbitero

7 8

Ippolito deportati da Massimino il Trace .

9

Grazie a continui ritrovamenti archeologici, possiamo affermare che la

presenza si estende in molte zone della Sardegna a partire dal IV sec.

Nei secoli successivi grazie alla presenza degli ordini monastici, delle

2 15-24.

Ad. Rom.,

3 La chiesa di San Bardilio era una chiesa di Cagliari. Sorgeva, sino al 1929, ai piedi del colle di

Bonaria, dove occupava l'area in cui oggi sorge l'ingresso principale al cimitero monumentale di

Bonaria.

4 Spano 1856.

5 In Sardegna sono attestate colonie ebraiche a partire dall'anno 19 quando Tiberio inviò 4.000

liberti. In seguito nel 49 Claudio cacciò i Giudei da Roma. Nel 70 con la distruzione di

Gerusalemme seguì una diaspora.

6 Callisto I (–222) è stato il 16º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera

come santo.

7 Rendina 1993, pag. 42.

8 Ponziano (–235) è stato il 18º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera

come santo.

9 Rendina 1993, pag. 45.

6

confraternite, degli apporti catalano-aragonesi, la fede dei sardi ha saputo

coniugare ritualità ancestrali con le influenze che arrivavano dall'esterno.

Quando i Visigoti, nel V sec., invasero l'Italia un buon numero di famiglie della

10

nobiltà romana si rifugiarono in Sardegna, la comunità cristiana si incrementò.

Nel XVII sec. in seguito alle fioccarono centinaia di martiri sardi.

inventione

Ogni tomba che presentasse un'iscrizione cristiana veniva certificata dai

vescovi dell' epoca come tomba di un martire.

Ad oggi non possiamo dire quanti siano stati realmente i martiri sardi, ne tanto

meno i loro nomi e dove siano stati martirizzati.

Le fonti sono scarse, principalmente il Martirologio Geronimiano in cui vengono

nominati 21 santi che potrebbero ricondursi alla Sardegna, quello Romano che

risente delle aggiunte del Baronio del XVI sec., le per lo più redatte a

Passiones

partire dal XII sec. dai monaci Vittorini e Cistercensi, le epigrafi che sono state

però dichiarate false nel numero di 400 da Theodor Mommsen.

1.1 San Saturnino

Il titolo è registrato per la prima volta in un passo del diacono Ferrando ,

11

biografo di Fulgenzio , il vescovo di Ruspe che nel primo quarto del VI secolo

12

fu esiliato dal re Trasamondo dal Nord Africa a Cagliari, dove soggiornò due

volte e vi eresse un cenobio con 40 monaci.

Sorge come Martiryum del martire cagliaritano Saturnino in un area che

doveva formare la Cagliari romana.

L'impianto originario era quello di una chiesa altomedioevale cruciforme, a

10 Piccinni 2007, pag. 19.

11 Nessuno dei manoscritti, che tramandano la Vita Fulgentii, rivela il nome dell'autore; né i

primi editori dell'opera o di sue crestomazie si preoccuparono di attribuirgliene uno, benché

avvertissero che esso andava cercato tra i discepoli di Fulgenzio. Il nome di Ferrando venne

alla ribalta nel 1649 con il gesuita P. F. Chifflet.

12 San Fulgenzio nacque a Thelepte, oggi Nedinet-el Kedima, Tunisi, verso il 462 dalla famiglia

senatoriale dei Gordiani. Da giovane ricoprì l’ufficio di procuratore. Attratto alla vita religiosa,

decise di abbracciarla in seguito alla lettura del commento di sant’Agostino al salmo 36. Verso il

499 si mise in viaggio con l’intento di raggiungere i monaci della Tebaide, in Egitto. Ma,

arrivato in Sicilia, fu dissuaso da alcuni amici a continuare il viaggio, a causa delle simpatie di

quei monaci per l’eresia monofisita. Nel 500 era a Roma; verso il 502 venne eletto vescovo di

Ruspe. Dai Vandali fu esiliato due volte in Sardegna, dove istituì dei monasteri. La sua vita

monastica si ispira al pensiero e all’esempio di sant’Agostino tanto da essere chiamato

«Augustinus breviatus». Per questo motivo fondò molti monasteri sia in patria che in esilio.

Morì a Ruspe il 1° gennaio 527.

7

pianta centrale con quattro bracci uguali e corpo centrale cupolato,

probabilmente sorto sul tempio romano di Bacco .

13

Nel VIII secolo, il monastero e la biblioteca furono bruciate degli arabi e

diverse opere letterarie andarono perdute .

14

La basilica venne donata nel 1089 da Costantino-Salusio II de Lacon-Gunale ,

15

giudice di Cagliari, ai monaci Vittorini di Marsiglia , che vi istituirono un

16

priorato e ricostruirono il monastero in forme protoromaniche tra il 1089 e il

1119 e vi istituirono la sede del priorato sardo. Ai monaci si deve la

ristrutturazione della chiesa in forme protoromaniche. Durante questa fase,

dovuta a maestranze provenzali, fu mantenuto il corpo centrale cupolato e

furono riedificati i quattro bracci, di cui resta integro solo quello orientale. La

navata mediana ha volta a botte. Nella prima metà del 1300, durante l'assedio

catalano, il monastero venne gravemente danneggiato, cadendo del tutto in

rovina un secolo dopo. La chiesa fu restaurata nuovamente intorno al 1484.

Intorno al 1614 ebbero inizio gli scavi per la ricerca dei corpi santi.

In un manoscritto del Carmona del 1631 sono contenuti due disegni

dell'edificio romanico ancora integro, prima che nel 1669 dai bracci in rovina

fosse asportato del materiale impiegato nella ristrutturazione della cattedrale

cagliaritana.

Nel 1714 la chiesa fu concessa alla corporazione dei Medici e degli Speziali, che

la intitolarono ai protettori SS. Cosma e Damiano .

17

Danneggiata durante i bombardamenti del 1943, subì in seguito vari restauri,

fino ad essere nuovamente riaperta al culto nel 1996.

San Saturnino è il patrono della città di Cagliari e la sua memoria è fissata al

13 Spano 1861, pag. 297.

14 Corona 1984, pag. 42.

15 Costantino (Gostantini, Gosantine, Goantine) di Cagliari. - Secondo di questo nome, figlio

unico di Mariano Torchitorio, giudice di Cagliari (c. 1107 - c. 1121), nacque nei primi anni del

secolo XII, e, come era uso, fu associato al trono sin dalla prima giovinezza. Il regno di

Costantino durò per oltre un trentennio e rappresentò un momento assai importante nella

storia cagliaritana, perché proprio nel corso di esso si svolse, sotterranea e accanita, la grande

lotta tra la Sede apostolica, Genova e Pisa, le tre potenze continentali che miravano allora ad

assicurarsi posizioni di privilegio e ad affermare la loro egemonia sul giudicato. Costantino morì

verso il 1163.

16 Così, chiamati dai giudici di Gallura e di Cagliari, i monaci Vittorini arrivarono dall’abbazia di

San Vittore di Marsiglia, i quali, nel 1063, si insediano inizialmente nella zona di Ardara, a sud

dell’odierna Sassari, per poi giungere a Cagliari nel 1089.

17 Corona 1894, pag. 42.

8

30 ottobre, ma non è presente nel Martirologio Romano.

Della vita di San Saturno non abbiamo alcuna notizia certa. Ci sono state

18

tramandate tre Passioni. La prima venne pubblicata nel 1470-80 da Bonino

Mombritius , l’autore edita la con molti errori accresciuta con la

19 Passio Passio

di S. Sergio e il racconto del S. Saturnino tolosano. La seconda pubblicata da

Giovanni Arca nel 1598 presenta molte somiglianze con la del vescovo

20 Passio

di Tolosa. Il testo agiografico più importante riguardante San Saturnino è

certamente la nella versione manoscritta in due codici del monastero

Passio,

cistercense di Morimondo, datati al XII-XIII secolo.

Saturno nacque a Cagliari da genitori cristiani. Un giorno nella sua città natale i

pagani svolgevano una processione con dei tori che dovevano essere sacrificati

a Giove. Il giovane Saturno venne additato come cristiano. Iniziò un

inseguimento, un vero e proprio tentativo di linciaggio che si concluse

tragicamente alla periferia della città. Portato al Campidoglio venne sgozzato

da degli esagitati senza subire processo. Il suo corpo abbandonato sul ciglio

della strada venne recuperato da alcuni cristiani che lo seppellirono in una

grotta .

21

Secondo il Motzo , il Saturno cagliaritano non è identificabile con il San

22

Saturnino vescovo di Tolosa, ma sono due persone distinte. Dal 1086 sino a

tutto il XIV sec. in vari documenti di archivio il santo è sempre identificato

come Saturno, il suo nome non era ancora mutato in Saturnino . A smentire la

23

teoria del Motzo un recente ritrovamento di un iscrizione del VII-VIII presso la

Chiesa di San Pietro di Sinnai che menziona un sanctus Saturninus.

Ad oggi l'ipotesi più probabile è che si tratti di un culto locale nato dopo la pace

della Chiesa e potenziato tra la fine del IV e V sec .

24

Dal punto di vista della tradizione era in uso a Cagliari un modo di dire che

18 Noto come Saturnino o in lingua sarda.

Sadduru

19 Bonino Mombrizio (1424-1478) è stato un umanista, scrittore e filologo italiano, fra i

precursori della stampa a caratteri mobili in Italia.

20 Giovanni Arca (1562–1599) è stato uno scrittore, storico e gesuita italiano ed agiografo.

21 La sepoltura e il successivo furto del corpo è dettagliato e con riferimenti precisi nei testi

sardi. Piras 2012.

22 Bacchisio Raimondo Motzo (1883–1970) è stato uno storico e accademico italiano.

23 Motzo 1926, pag. 5.

24 Martorelli 2012, pag. 102.

9

invitava le donne a indossare gli abiti autunnali , a testimoniare l' importanza

25

della festività fissata per il 30 Ottobre come festività stagionale.

In alcune regione della Sardegna il mese di Novembre è indicato in lingua

sarda come Mese di San Saturno .

26

Il 30 Ottobre la città di Cagliari rende omaggio al suo santo patrono con una

27

sobria celebrazione presso la basilica a lui dedicata. La memoria non è

presente nel Martirologio Romano.

1.2 Sant'Efisio

Le prime notizie di una chiesa dedicata a Sant'Efisio sono del XIII secolo. Sorse

probabilmente su una preesistente costruzione risalente al V secolo.

La chiesa venne ampliata e modificata in seguito all'affidamento

all'arciconfraternita del Gonfalone sotto la protezione di Sant'Efisio che venne

istituita nel 1564 .

28

Nel 1726 in seguito alla costruzione dell'oratorio la chiesa venne ulteriormente

ampliata. L'Oratorio, coperto da una volta a botte, sarebbe stato realizzato

dall'architetto piemontese Antonio Felice De Vincenti, che in quel periodo si

trovava impegnato a Cagliari nella ristrutturazione dell'ex Collegio Gesuitico di

Santa Croce.La facciata della chiesa è molto semplice e fu impostata nel 1780

secondo lo stile del barocchetto piemontese . La chiesa è a navata unica con

29

tre cappelle per lato. La prima cappella di destra è dedicata alla Vergine del

Riscatto e custodisce la statua della Vergine e due dipinti dedicati alla Vergine e

a San Bonaventura, la cui commemorazione è fissata per il 15 Luglio . Nato

30

Giovanni Fidenza a Bagnoregio nel 1218 prese il nome di Bonaventura in

seguito all'esclamazione che emise, quando da bambino venne guarito da San

Francesco di Assisi. Resse l'ordine dei francescani per 17 anni succedendo a

San Francesco di Assisi. Durante la sua vita venne fondata l'Arciconfraternita

25 Alziator 1963, pag. 113.

26 In lingua sarda: Mes’e de Santu Sadurru.

27 Istituita la festività solo per gli uffici pubblici.

28 Spano 1861, pag. 140.

29 Il termine barocchetto è usato per indicare la produzione artistico-architettonica del tardo

Seicento e del primo Settecento, caratterizzata da un particolare decorativismo. La variante

piemontese si diffuse nel regno di Sardegna.

30 2004, 15 maggio, nr. 10 pag.545.

Martirologio Romano

10

dei Raccomandati di Santa Maria, riconosciuta con bolla papale nel 1267 da

papa Clemente IV. Nel

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche L-FIL-LET/08 Letteratura latina medievale e umanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viaggimarket di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agiografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Tomasi Paolo.
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