Estratto del documento

UNIVERSITÀ TELEMATICA PEGASO

Corso di laurea in

Scienze dell’Educazione e della Formazione

Insegnamento di

Psicologia Generale

TITOLO TESI

Il “Nido”: la famiglia come luogo di formazione

della nostra personalità

RELATORE: CANDIDATO:

Stefano Triberti Susanna Candi

Prof. 0902100715

Anno Accademico

2023/2024

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Introduzione…………………………………………………………………………………

Capitolo 1. La famiglia e le sue trasformazioni nel tempo

……………………………………………………………………… 1

1.1. La famiglia ……………………………………….... 3

1.2. I confini e la gerarchia generazionale

…………………………………………...………. 5

1.3. Il ciclo di vita della famiglia ………………………………………… 7

1.4. La famiglia del passato e del presente

2. La famiglia multiproblematica e le forme d’aiuto

Capitolo ……………………………… 14

2.1. Quando si parla di famiglia multiproblematica

2.2. La separazione e le conseguenze sulla famiglia ………………………………. 17

Capitolo 3. La formazione della personalità …………………… 19

3.1. Il ruolo della famiglia nella formazione della personalità

………………………………………………... 20

3.2. Le prospettive della personalità

e sitografia ………………………………………. 31

Bibliografia ………………………………………………... 31

Ringraziamenti Introduzione

Pascoli utilizza il simbolo del nido per rappresentare la sua casa e la famiglia.

Per lui, il nido è un luogo caldo e sicuro che può proteggerlo dal male che si può trovare

all’esterno, cioè nella società.

Spesso ci poniamo la domanda: che cos’è la famiglia?

Famiglia è un concetto immateriale che pertanto può essere analizzato sotto diversi aspetti.

Cercare di dare una definizione al concetto di famiglia è sempre stato il principale obiettivo

degli studiosi nel tempo (Donati- 1998).

La maggior parte degli studiosi non ritiene che la famiglia sia un fenomeno naturale, in

quanto viene influenzata da fattori sociali e culturali.

In senso ampio la famiglia è una comunità umana, formata da persone legate da un rapporto

l’elemento fondamentale di ogni società,

di convivenza e di parentela, che costituiscono

essendo essa finalizzata alla perpetuazione della specie attraverso la riproduzione.

La famiglia è considerata la prima istituzione educativa; il luogo in cui nascono nuovi

individui che crescono e che vengono educati affinché diventino cittadini attivi e responsabili.

Nel corso del tempo sono stati molti i fattori che hanno modificato la forma della famiglia,

ad esempio c’è stata l’industrializzazione, l’emancipazione delle donne, una maggiore visibilità

omosessualità, bisessualità, l’introduzione del divorzio, il diritto all’adozione e così via.

di Ma nonostante ciò, la famiglia, non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa

perché le situazioni che si vanno a creare e le abitudini sono differenti.

I cambiamenti della famiglia ci sono sempre stati e sempre hanno generato un senso di

incertezza.

Le famiglie monoparentali, con un solo genitore che deve crescere i figli, erano ad esempio

l’esito di separazioni, mentre

presenti già nel passato. Oggi questa tipologia di famiglia è spesso

nel passato erano esito della morte di uno dei coniugi.

Tutti i cambiamenti e i fattori che possono subentrare all’interno del nucleo famigliare,

trasformano il rapporto tra uomo e donna, l’esperienza genitoriale e l’aspettativa di vita di

ciascuno.

Di fronte a tutto ciò, il rischio è quello di avere una chiave di lettura solamente negativa;

senza tenere in considerazione che non tutto viene per nuocere.

Capitolo 1. La famiglia e le sue trasformazioni nel tempo

1.1. La famiglia

.

Ogni famiglia è differente in base alla società in cui è inserita, per questo è difficile

individuare un tratto distintivo che la caratterizza.

La prima persona che si impegnò a studiare la famiglia come sistema fu Salvador Minunchin.

Attraverso i suoi studi possiamo stabilire che per essere funzionale, un sistema deve essere

sufficientemente flessibile. La flessibilità del sistema famiglia permette a ciascun membro di

adattarsi ad eventuali richieste o cambiamenti ambientali.

All’interno di ciascuna famiglia sono presenti i miti familiari, ossia credenze condivise da

tutti i membri, che riguardano i ruoli e le relazioni presenti nella famiglia stessa.

I miti si collocano tra realtà e fantasia, hanno un qualcosa di sacro che nessuno oserebbe

sfidare. Il mito è una regola alla quale si devono attenere tutti i membri ed è anche uno strumento

che indica come fronteggiare eventi importanti, che lasciano il segno, come le separazioni, le

nascite e i lutti.

Al mito, vengono associate solitamente tre immagini di ruoli familiari che Byng- Hall

associa agli script della famiglia:

- Immagini ideali: comportamenti ideali ai quali ognuno aspira;

- Immagini disconosciute o ripudiate: comportamenti disapprovati in sé stessi e quindi

anche negli altri;

- Immagini di ruolo condivise: ogni membro ricoprirà un determinato ruolo per conferire

stabilità al nucleo familiare. 1 l’integrità ed essere un collante tra le

Lo scopo del mito è quello di creare coesione, mantenere

varie generazioni. Un esempio di mito è quello della mamma che deve occuparsi dei figli e

delle faccende domestiche, senza avere del tempo per sé stessa.

Proprio a partire da questo esempio, possiamo comprendere che qualche volta il mito passa

anche per canali non verbali.

Quando le relazioni all’interno di una famiglia vengono ipervalorizzate a discapito delle

relazioni sociali esterne, si parla di familismo.

Murray Bowen prende il triangolo come forma base delle relazioni familiari e considera la

famiglia un’unità emozionale formata da diversi triangoli interconnessi.

La formazione dei vari triangoli è un processo naturale che permette la riduzione dei conflitti

tensione tra due individui, l’intervento di una

tra i vari membri. Ad esempio, in un momento di

terza persona può fungere da moderatore e formare quindi un triangolo.

Questa dinamica non può e non deve essere sempre presente perché può essere disfunzionale

nel sistema famiglia.

In caso di continuo scarico della tensione in un sottosistema, si è difronte ad una triade rigida,

cioè una struttura nella quale il confine intorno alla triade genitori-figlio è rigido.

Minuchin distingue tre tipologie di triade:

La coalizione che è caratterizzata dall’unione

- di due individui a danno di un terzo;

- La triangolazione che può essere definita una coalizione poco stabile, si verifica quando

un figlio viene richiamato dai genitori e rimane confuso;

- La deviazione è rappresentata da due persone, in disaccordo tra loro, che indirizzano il

loro conflitto su una terza persona. In questa situazione, i due genitori, possono definire

il comportamento del figlio distruttivo e quindi mettono in atto una forma d’attacco,

oppure possono ritenere il figlio bisognoso e quindi mettono in atto una forma

d’appoggio. 2

Tutte e tre le tipologie di triade familiare sono disfunzionali per il sistema famiglia.

Un esempio di coalizione è quando un membro di una generazione si scontra con quello di

un’altra per schierarsi dalla parte del figlio.

In questo caso uno dei genitori perde di credibilità e crede di non essere più in grado di svolgere

il ruolo genitoriale, a seguito della mancanza di complicità tra i due coniugi.

Questa dinamica è tipica delle famiglie democratiche che cercano di prendere le distanze

dall’educazione del passato, in un’ottica di nuovo modo di gestire i conflitti.

Una delle possibili conseguenze è che il figlio metta in atto comportamenti trasgressivi per

attirare a sé l’attenzione dei genitori per essere indirizzato verso l’età adulta.

1.2. I confini e la gerarchia generazionale

“normale” è difficile. Jackson afferma che “non esiste

Definire un funzionamento familiare

un’entità come una famiglia normale, ma esistono diverse forme di adattamento e di

(Jackson 1967).

comportamento”

Secondo Walsh, si può definire normale la capacità di una famiglia di affrontare nei migliori

dei modi i compiti di ogni fase del suo ciclo vitale (Walsh 1995).

Una famiglia che ha un buon funzionamento in una determinata fase del suo ciclo di vita, non

è detto che continui ad essere funzionale nel corso del tempo.

Una famiglia, per essere funzionale, deve avere dei confini e una gerarchia generazionale. Per

confini si intendono le regole che stanno alla base del passaggio dell’informazione all’interno

del contesto familiare. 3

I confini hanno lo scopo di proteggere i

bambini che non devono venire a conoscenza

di informazioni violente, problemi relazionali

oppure economici.

I confini disfunzionali sono quelli diffusi e

rigidi. I primi fanno passare troppe

informazioni mentre i secondi non permettono Figura 1- I confini all'interno della famiglia

la comunicazione.

In presenza di confini diffusi, la famiglia viene definita “invischiata”, mentre quando sono

rigidi, si genera una famiglia “disimpegnata”.

presenti confini

Anche con l’esterno non devono essere presenti queste tipologie di confini.

Un esempio di famiglia disfunzionale con l’ambiente è il fenomeno della “barriera di gomma”

che porta la famiglia ad avere confini con l’esterno difficili da varcare.

Per gerarchia generazionale si intende l’adempimento del ruolo genitoriale. Normalmente, tra i

genitori non ci deve essere disparità di potere.

Nel corso degli anni ci sono stati dei cambiamenti all’interno della gerarchia generazionale e

quindi nell’adempimento del ruolo genitoriale.

Nonostante le diverse trasformazioni avvenute negli ultimi anni, la famiglia non ha mai perso

la caratteristica di luogo sociale in cui avvengono i processi di sviluppo dei suoi membri.

È infatti all’interno della famiglia che si costruisce l’identità.

L’individuo si sviluppa all’interno di diversi livelli ambientali: in primis la famiglia poi la

scuola, il contesto lavorativo e luoghi di aggregazione dove sono evidenti le culture, le credenze

e le norme sociali. 4

1.3. Il ciclo di vita della famiglia

La sociologia ha iniziato a parlare di ciclo di vita familiare

negli anni ’40, con gli studiosi Hill e Duvall.

Durante il ciclo di vita, la famiglia, incontra anche eventi

critici che una volta superati permettono il passaggio alla

fase successiva. Figura 2- Il ciclo di vita della famiglia

L’intero ciclo di vita familiare è caratterizzato da sei stadi:

1. Giovane adulto senza legami: il giovane definisce il proprio sé rispetto ai familiari, al

lavoro e nelle relazioni con i pari;

2. Formazione della coppia: viene organizzato il sistema coniugale e vengono ridefinite le

relazioni con le famiglie estese e con i gruppi di appartenenza;

3. Nascita del primo figlio e famiglia con neonati: momento fondamentale in questa fase

è l’accettazione dei figli nel contesto familiare;

Famiglia con adolescenti: per permettere lo sviluppo dei figli, i confini all’interno della

4. famiglia devono essere più flessibili;

5. Famiglia in cui i figli, ormai adulti, escono di casa: nel penultimo stadio aumentano i

movimenti di uscita e allo stesso tempo ci deve essere l’accettazione di generi/nuore e

nipoti;

Famiglia nell’età anziana: nell’ultima fase cambiano i ruoli generazionali

6. e viene

riconosciuto alla generazione di mezzo un ruolo centrale.

In ogni fase sono presenti specifici obiettivi necessari per la crescita e per il passaggio allo

stadio successivo. 5

Quando i compiti non vengono portati a termine, si può verificare una sofferenza di sistema.

Paul Watzlawick in uno dei suoi principi della comunicazione, afferma che anche all’interno

della famiglia possono stabilirsi due tipi di relazioni: una relazione simmetrica e una

complementare. interlocutori sono a pari livello e nessuno prevale sull’altro;

Nella relazione simmetrica gli

mentre in quella complementare, uno degli interlocutori assume una posizione di superiorità,

detta “one-up”, sull’altro il quale assume una posizione di inferiorità, detta “one-down”.

Normalmente, la relazione tra genitori e figli è di tipo complementare, in quanto i genitori si

trovano in una posizione “one-down” rispetto ai figli.

Man mano che i figli crescono, la relazione complementare diminuisce

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Susanna.candi-8646 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Pisa Paolo.
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