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UNIVERSITÀ TELEMATICA PEGASO

Corso di laurea in

Lettere, Sapere Umanistico e Formazione L-10

Insegnamento di

Storia Contemporanea

Nicola II e le radici della Rivoluzione:

Instabilità, opposizione e caduta della Russia zarista

RELATORE CANDIDATA

Prof. Federico Poggianti Federica Ciociola

Matr. 0102100429

2023/2024

Anno Accademico

Nicola II e le radici della Rivoluzione:

Instabilità, opposizione e caduta della Russia zarista

Indice

Introduzione

Capitolo I: La Russia sotto Nicola II……………………………………………............... 1

I.1. Ascesa al trono di Nicola II…………………………………………………………….. 1

I.2. Politica interna ed estera………………………………………………………………... 5

I.3. Problemi socio-economici e cause dell'instabilità nella Russia zarista………………... 11

Capitolo II: Le radici della Rivoluzione………………………………………………… 30

II.1. Fattori scatenanti e movimenti di opposizione……………………………………….. 30

II.2. La Rivoluzione di febbraio 1917……………………………………………………... 36

II.3. Manifestazioni e abdicazione di Nicola II…………………………………………..... 38

Capitolo III: La continuità della Rivoluzione…………………………………………... 42

III.1. Il governo provvisorio e la Duma di Stato: il ruolo dei Soviet…………………….... 42

III.2 La Rivoluzione d'ottobre 1917 e la caduta della Russia Zarista……………………... 46

III.3 La fine della monarchia e la Costituzione dell'URSS: eredità della Rivoluzione di

Nicola II………………………………………………………………………………....… 49

Conclusioni……………………………………………………………………………….. 64

Appendice………………………………………………………………………………… 67

Bibliografia……………………………………………………………………………...... 71

Introduzione

Nicola II, nato il 18 maggio del 1868 (o 6 maggio secondo il calendario giuliano), fu l'ultimo

Imperatore di Russia, Re di Polonia e Granduca di Finlandia. Conosciuto anche come "San

Nicola il portatore di passione" dalla Chiesa ortodossa russa, ufficialmente fu titolato Nicola II,

autocrate di tutte le Russie. Figlio di Alessandro III, salì al trono alla morte del padre avvenuta

il 1° novembre 1894, regnando fino alla sua abdicazione, il 15 marzo 1917. Durante il suo

regno, la Russia passò da essere una potenza mondiale a sprofondare in una profonda crisi

economica e militare. In qualità di capo di Stato, Nicola II diede il via alla mobilitazione militare

nell'agosto 1914, un passo fatale che preluse alla Prima Guerra Mondiale, alla Rivoluzione e

alla conseguente caduta della dinastia Romanov.

Il destino dell'ultimo imperatore russo, così come quello dell'intero Impero russo, costituirà

sempre oggetto d’indagine non solo per gli studiosi della storia, ma anche per tutti coloro che

si interessano al passato di questo grande Stato.

La successione di eventi durante il regno di Nicola II Romanov si sviluppò in modo tale che,

uno dopo l'altro, portarono a cambiamenti sociali irreversibili e alla rovina dell'autocrazia e

dell'impero. Nel periodo che va dal suo accesso al trono del 21 ottobre 1894 alla sua abdicazione

del 15 marzo 1917, ogni circostanza e ogni avvenimento riguardante lo Stato e dei singoli

statisti svolse un ruolo fatale, conducendo a un epilogo drammatico.

Il coinvolgimento del sovrano negli eventi più significativi e il suo ruolo chiave nello

scenario storico rimangono oggetto di dibattito scientifico. Risulta pertinente esaminare in

dettaglio i principali avvenimenti immediatamente precedenti al regno di Nicola II per

formulare un giudizio oggettivo su questo periodo storico.

Il padre dell'ultimo imperatore russo, Alessandro III, durante il suo regno, rafforzò in ogni

modo le tradizioni autocratiche, preoccupato di possibili disordini sociali e di instabilità

popolare. Sotto il suo governo, le manifestazioni rivoluzionarie furono represse con la forza

della polizia, e l'equilibrio delle forze politiche pendette a favore dei conservatori. Grazie

all'orientamento della sua politica estera verso la coesistenza pacifica tra le nazioni, Alessandro

III fu soprannominato "Il Pacificatore". Nicola II ereditò da suo padre un solido stato

monarchico e un'economia in rapido sviluppo.

Alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo, la Russia si ergeva come il sesto Paese più

grande del mondo, con una popolazione di circa 130 milioni di sudditi appartenenti a diverse

etnie, tra cui non solo slavi ma anche baltici, ebrei, georgiani, armeni, uzbechi e tartari.

Nel 1891, il governo imperiale avviò l'ambizioso progetto della Transiberiana, la più grande

ferrovia russa che si estendeva per oltre 6500 chilometri, collegando il centro di Mosca a est. A

quel tempo, Mosca non deteneva lo status di capitale imperiale, avendo perso tale titolo quando

Pietro il Grande fondò San Pietroburgo all'inizio del XVIII secolo.

Nel corso del XIX secolo, il regime autocratico russo affrontò diverse sfide, ma lo zar

Alessandro III, padre di Nicola II, riuscì apparentemente a mantenere il sistema funzionante.

Con il potere assoluto e l'obbligo di rendere conto solo a Dio, lo zar deteneva il controllo

supremo su tutto l'impero. Dopo l'assassinio di suo padre, lo zar Alessandro II, Alessandro III

intensificò le sue politiche autoritarie, reprimendo i gruppi rivoluzionari in Russia.

La madre di Nicola II, la zarina Maria Feodorovna (nota anche come Dagmar di Danimarca),

era una figura amata dal popolo russo. Nicola, nato il 18 maggio 1868, fu educato da tutori con

un'istruzione eccezionale che includeva lingue straniere, storia, geografia e danza. Con il

passare degli anni, Nicola divenne un giovane snello, alto e carismatico, con una predilezione

per l'equitazione, il ballo e il tiro.

Sebbene avesse diverse fidanzate in gioventù, il cuore di Nicola batteva più forte per la

principessa Alix di Hesse-Darmstadt. Nonostante le resistenze dei genitori di Alix a causa delle

loro origini tedesche, Nicola nutriva la speranza di sposare la sua amata. Dopo un lungo

corteggiamento, Alix accettò la proposta di matrimonio di Nicola nel 1894, diventando la zarina

Alexandra Feodorovna. Tuttavia, poco prima delle nozze, la Russia fu colpita dalla tragica

notizia della morte di Alessandro III, portando Nicola II al trono in un momento di profonda

incertezza e cambiamento.

Questa tesi si propone di esplorare dettagliatamente gli eventi che hanno segnato il suo regno

attraverso un'analisi strutturata in tre capitoli.

Il Capitolo I si concentrerà sulla Russia sotto Nicola II, esaminando la sua ascesa al trono,

la politica sia interna che estera, annessi i problemi socio-economici che hanno contribuito

all'instabilità nel contesto della Russia zarista.

A conclusione del XIX secolo, la Russia sperimentò un notevole sviluppo nel settore

industriale, determinando un aumento significativo delle dimensioni della classe operaia. Tale

classe iniziò ad affermare attivamente i propri diritti attraverso la partecipazione a movimenti

socioperativi, volti a ottenere migliori condizioni di lavoro e aumenti salariali. Nel 1896, si

verificò un'ondata di scioperi di massa, costringendo gli industriali ad accogliere le richieste dei

lavoratori. Questi eventi sollevarono la necessità di affrontare urgentemente questioni cruciali

e di sviluppare una nuova legislazione a livello nazionale. L'emergere di tali dinamiche

sottolineò l'impellente bisogno di riforme nei settori politico, economico e sociale del Paese.

Il Capitolo II porterà in luce le radici della Rivoluzione, esaminando i fattori scatenanti e i

movimenti di opposizione che hanno progressivamente condotto alla Rivoluzione di febbraio

1917. Saranno analizzati i protagonisti e gli eventi principali che hanno influito alla

convergenza dell'abdicazione di Nicola II.

Nicola II, trovandosi a governare in un periodo di significativi cambiamenti sociali e politici,

fu inevitabilmente chiamato a adeguarsi ai mutamenti del contesto dell'epoca. La sua posizione

come capo di Stato richiese una sensibilità crescente nei confronti delle opinioni e delle

esigenze della società civile russa. Per mantenere la stabilità e la coesione interna, il monarca

si trovò costretto ad ascoltare i pareri dei consiglieri di stato, cercando di rispondere in modo

adeguato alle richieste emergenti dalla società. Questo adattamento alle esigenze del tempo

riflette la necessità di equilibrare il mantenimento delle tradizioni autocratiche con la crescente

influenza delle forze sociali in evoluzione nella Russia di quel periodo.

Il Capitolo III esplorerà di fatto la continuità della Rivoluzione, concentrandosi sul ruolo del

governo provvisorio, della Duma di Stato e dei Soviet. Saranno approfonditi gli eventi che

hanno portato alla Rivoluzione d'ottobre 1917 e alla caduta della Russia zarista. La tesi

concluderà con un'esplorazione della fine della monarchia e della costituzione dell'Unione delle

Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), evidenziando l'eredità della Rivoluzione di Nicola

II sulla storia successiva della Russia.

Il regno dell'ultimo imperatore russo, Nicola II Romanov, è stato estremamente controverso

e segnato da una serie di avvenimenti cruciali. La storia dell'Impero russo durante questo

periodo ha visto un notevole balzo economico, accompagnato dalla crescita delle contraddizioni

politiche e sociali, culminando infine in due rivoluzioni che avrebbero cambiato il corso del

paese. Nicola II si trovò a governare una grande potenza con il peso di decisioni fondamentali

che avrebbero plasmato il destino della nazione.

Le statistiche dell'epoca testimoniano la potenza straordinaria raggiunta dall'impero russo

all'inizio del XX secolo, con successi evidenti nei settori dell'economia, della cultura,

dell'istruzione, e della scienza. Nonostante questi risultati senza precedenti, la Russia non riuscì

a superare la diffidenza persistente nei confronti dell'autocrazia. Nicola II, a volte, si trovò a

prendere decisioni cruciali senza il sostegno pieno della sua cerchia più vicina, il che contribuì

a una serie di eventi tragici che portarono infine al crollo dell'impero e della dinastia dei

Romanov. La sua leadership fu profondamente influenzata da una serie di fattori e il suo regno

si concluse con conseguenze drammatiche per il destino dell'impero russo.

Capitolo I

La Russia sotto Nicola II

I.1. Ascesa al trono di Nicola II

La morte improvvisa dello zar Alessandro III, avvenuta il primo novembre dell'anno in cui

era previsto il matrimonio di Nicola, portò quest'ultimo a succedere sul trono russo, all'età di

26 anni. Nicola, non preparato a tale responsabilità, chiese consigli a chiunque potesse, in

merito alle sue prossime azioni da compiere. Nel tardo pomeriggio del 18 maggio 1896, divenne

sua maestà imperiale lo zar Nicola II. Il giorno successivo, in un'atmosfera riservata alla sola

presenza della famiglia imperiale, Alix fu accolta nell'ortodossia.

Una volta tornati al palazzo, lo zar Nicola emise il suo primo decreto imperiale, sancendo la

fede, il nuovo titolo e il nuovo nome di Alix Dassia. La nipote luterana della regina Vittoria

divenne ufficialmente la devota granduchessa Alexandra Feodorovna. La morte del potente zar

Alessandro III a soli 49 anni sconvolse la Russia intera; inizialmente, il nuovo zar preferì una

cerimonia più sobria, rispettando il periodo di lutto, ma gli zii lo convinsero che il matrimonio

1

era un evento di grande importanza nazionale e doveva essere celebrato in maniera sontuosa.

Per Alix, il matrimonio sembrava solo un prolungamento dei riti funebri del suocero.

Celebrato il 26 novembre, una settimana dopo la sepoltura, il giorno prescelto coincise con il

compleanno dell'Imperatrice Maria, ora vedova, e la tradizione prevedeva una breve

interruzione del lutto in tale occasione. Non ci fu alcuna festa dopo la cerimonia né alcuna luna

di miele a causa del periodo di lutto. Nonostante ciò, il matrimonio si rivelò essere un'unione

1 AA.VV. (1928). Archives secrètes de l'empereur Nicolas II. Paris: Payot, pp. 45-55.

1

perfetta per il resto delle loro vite. Pur apparendo esternamente tranquillo e convenzionale,

2

seguendo lo stile vittoriano del tempo, era fondato su un amore fisico intenso e appassionato.

Nel corso dell'anno 1896, il cupo velo del lutto che avvolgeva la nazione russa si dileguò,

cedendo il passo a un'atmosfera solenne pregnante di attesa, in vista dell'imminente

incoronazione del nuovo zar. La cerimonia, fissata nel mese di maggio nella sontuosa cornice

della storica capitale imperiale, Mosca, rappresentava un rituale intriso di storia e tradizione

millenaria, richiedendo una celebrazione imperativa e maestosa.

La città, in preda a un tumulto febbrile, accoglieva l'evento non solo con eccitazione e

festeggiamenti, ma anche con la prospettiva di tre giorni di sospensione ordinati, con la

concessione di amnistia ai detenuti e la remissione di multe e tasse.

La cerimonia stessa, protrattasi per cinque ore dopo un lungo rito religioso, culminò con

l'unzione solenne dello zar Nicola e della zarina Alessandra. Durante tale sacra manifestazione,

mentre la zarina Alessandra si prostrava in preghiera per ricevere le benedizioni dal metropolita

di Mosca, fu lo zar Nicola a compiere un gesto unico di umiltà e devozione, inginocchiandosi

in mezzo all'assemblea in piedi per offrire preghiere per la prosperità della Russia e del suo

3

popolo.

Dopo essere stato unto con olio sacro, lo zar Nicola pronunciò solennemente il giuramento

di governare l'Impero e di sostenere l'autorità assoluta come Imperatore e autocrate di tutte le

Russie, in linea con la millenaria tradizione imperiale. Successivamente, seguendo il protocollo,

Nicola si cingeva della pesante corona imperiale, un monile di quattro chili risalente al 1762 e

originariamente indossato da Caterina la Grande, prima di procedere all'incoronazione della

zarina Alessandra.

Il giorno successivo all'incoronazione, Mosca si trasformò in un palcoscenico di celebrazioni

popolari, guidate dal granduca Sergej, governatore generale della città. Tuttavia, la gioia delle

2 AA.VV. (1928). Archives secrètes de l'empereur Nicolas II. Paris: Payot, pp. 55-65.

3 Prus, B. (2020). Racconti da un paese che non c'è. Venezia: Marsilio, pp. 85-91.

2

festività fu offuscata da un tragico incidente: l'annuncio di una carestia di provviste scatenò il

caos tra la folla riunita in un campo vicino alla città, provocando un tumulto incontrollato.

Lo squadrone cosacco, incaricato di mantenere l'ordine, si trovò sopraffatto dalla furia della

folla, mentre uomini, donne e bambini venivano travolti e calpestati in un crescendo di violenza

e panico. Il bilancio dell'incidente fu tragico, con migliaia di vittime e feriti. Tuttavia,

nonostante la tragedia, la sera si concluse con un ballo di corte, segno della ferma volontà di

garantire la continuità e la stabilità dell'Impero anche di fronte alle avversità più gravi.

Inizialmente Nicola oppose resistenza, ma fu persuaso dagli zii a partecipare.

Tragicamente, lo zar decise di partecipare al ballo, suscitando una forte disapprovazione nel

pubblico; migliaia di umili cittadini russi interpretarono questo gesto come un sinistro presagio

4

per il destino del regno. Alcuni lo accusarono addirittura di essere un uomo spietato.

In seguito all'incoronazione, come da protocollo, il monarca intraprese una serie di visite di

cortesia presso altri sovrani. Nell'estate del 1896, Nicola e Alessandra fecero comparsa a Vienna

e poi in Inghilterra, per incontrare la regina Vittoria. Durante questo viaggio, lo zar fece tappa

anche in Francia, dove rinnovò l'alleanza precedentemente stipulata durante il regno di suo

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padre, formando così la Triplice Intesa che si stava consolidando contro la Germania.

A Versailles, le stanze di Maria Antonietta furono concesse ad Alexandra per una notte,

aggiungendo un tocco di prestigio alla visita. Al ritorno in patria, Nicola si trovò costretto ad

affrontare il terribile compito che aveva temuto per tutta la vita, come egli stesso ammise. La

madre continuò ad aiutarlo in qu

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FEDECIO di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Poggianti Federico.
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