Facoltà di Scienze della Formazione
Corso di Laurea in Scienze Pedagogiche
LA MUSICA COME STRUMENTO
EDUCATIVO
Relatore:
Prof. Lucia MARTINIELLO Tesi di Laurea di:
Marta BECCALLI
Matr. 0912202421
Anno Accademico 2023/2024
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"La musica dà un'anima all'universo, ali alla mente, volo all'immaginazione,
e vita a ogni cosa."
– Platone
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Indice
Introduzione …… …………………………………………………………. p. 6
CAPITOLO 1.
1. La musica come linguaggio universale …………………………………… p. 7
1.1 La musica e le sue funzioni ………………………………………..…….. p. 8
1.2. La musica in ambito educativo …………………………………………. p. 10
1.3. La pedagogia della musica: Cenni storici ………………………………, p. 13
1.3.1 Antica Grecia……………………………………………………………p, 15
1.3.2 Medioevo ……………………………………………………………….p. 16
1.3.3. Periodo Barocco (1600-1750) e Classico (1750-1820) ……………….p. 17
1.3.4. Periodo tra il 1800 e il 1900.
Rivoluzioni in campo pedagogico-musicale…………………………..p. 19
1.3.5. La musica in ambito educativo nei giorni nostri………………………p. 21
CAPITOLO 2.
2. Effetti e benefici che l’esperienza sonora può dare al bambino fin dai primi
tempi di vita ……………………………………………………………….p. 25
2.1 La Musica nella Fase Prenatale:
Un Viaggio nell'Esperienza Sonora Materna …………………………p. 26
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2.1.1. La Melodia del Grembo Materno:
Un'Introduzione alla Musica Prenatale ……………………………. p. 27
2.2 Benefici a livello cognitivo …………………………………………. p. 30
2.3. Benefici a livello psico-fisiologico ………………………………….. p. 33
2.4 Benefici a livello emotivo-affettivo ……………….……………….. p. 36
2.5 Benefici a livello educativo ……………………….……………….. p. 37
2.5.1. L’inclusione …………………………………….………………. p. 38
2.5.2. Laboratori musicali a scuola ..………………….………………. p. 41
2.6 Gli approcci pedagogici alla musica .……………..………………. p. 44
2.6.1. Approccio Orff-Schulwerk: ………………….…...……………. p. 45
2.6.2. Approccio Kodály …………….…………….…………………. p. 46
2.6.3. Approccio Suzuki ………….……………….…..….…………. p. 48
2.6.4. Approccio Dalcroze: ……………………………….…………. p. 49
2.7. Il metodo piccoli Mozart ………………………….…….………. p. 51
2.7.1. Il metodo Baby e Piccoli Mozart, un tuffo nel metodo. ……….. p. 53
2.7.2. Osservazioni, riflessioni e conclusioni ………………….…….. p. 53
CAPITOLO 3.
3.1. La musica è percepita come strumento educativo dalle persone? .. p. 56
3.2. Genitori: analisi dei dati …………………………..……………. p. 57
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3.2.1. Conclusioni …………………….………………..……………. p. 59
3.3. Educatori: analisi dei dati ……..…………………..……………. p. 59
3.3.1. Conclusioni ……………………………………..……………. p. 61
3.4. Ragazzi: analisi dei dati …….……...……………..……………. p. 62
3.4.1. Conclusioni ………………………..…………..……………. p. 63
5. Conclusioni …………………………..…..…………………..….. p. 64
Bibliografia ……………………………..…..……………………… p. 68
Sitografia ………………………………..…..……………………….p. 70
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Introduzione
La musica ha da sempre occupato un ruolo centrale in ogni società umana,
diventando linguaggio universale grazie alla sua espressività che fa uscire
emozioni e crea legami.
Lo scopo del mio trattato di tesi è quello di comprendere come la musica sia un
ottimo strumento educativo, partendo già dalla prima infanzia. Inserire questa nel
contesto educativo formale e informale non solo offre l’opportunità di
approfondire la comprensione della pedagogia musicale, ma anche di analizzare
gli impatti specifici che essa ha sul processo di apprendimento e sullo sviluppo
globale dei bambini. L’integrazione della musica nel contesto educativo dei
bambini porta con sé una vasta gamma di benefici che vanno oltre il semplice
apprendimento della musica. Investire nell’esperienza musicale non solo
arricchisce il loro sviluppo cognitivo, emotivo e sociale, ma contribuisce anche a
creare un ambiente di sviluppo inclusivo e stimolante. La musica, quindi, non
dovrebbe essere considerata solo come un’arte, ma come un prezioso strumento
educativo che merita di essere valorizzato e incorporato in modo significativo
nella vita del bambino, e non solo, ma soprattutto all’interno di un curriculum
scolastico volto allo sviluppo generale, fornendo agli individui le conoscenze, le
competenze e le prospettive necessarie per sviluppare appieno il proprio
potenziale e contribuire positivamente alla società.
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Capitolo 1.
1. La Musica Come Linguaggio Universale
Hender definisce la musica come “linguaggio magico del sentimento”,
affermazione che trovo abbia una grandissima potenza comunicativa nel far
intendere cosa il mondo intenda per musica.
Si può produrre la musica con strumenti, o ascoltarla stando immersi nel silenzio
della natura: il soffio del vento, il fruscìo delle foglie, lo scorrere dell’acqua,
l'ululato di un lupo, il canto dei delfini; e potremmo andare avanti all’infinito.
Si suppone proprio che sia dall’imitazione dei suoni della natura che l’uomo ha
fatto nascere la musica, unita poi al ritmo sonoro di alcuni antichi movimenti
ripetitivi e meccanici che venivano fatti in agricoltura.
Definiremmo la musica “linguaggio universale” poiché lingua da tutti compresa,
che permette all’uomo di comunicare andando oltre le barriere linguistiche. Per
quanto riguarda le barriere culturali la questione risulta un po’ più complessa,
poiché: civiltà che vai funzione che la musica acquisisce.
La musica è un qualcosa di primordiale e di sostanziale vitalità per l’essere umano
in quanto tale, anche se senza corporeità, quindi invisibile, e, caratteristica che la
rende accessibile a tutti in qualunque parte dell’universo in cui ci si trovi, è senza
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luogo.
Infatti, in qualunque parte del cosmo ci troviamo, possiamo ascoltare musica di
qualsiasi origine, solo strumentale, cantata in qualsiasi lingua, a noi conosciuta o
no; possiamo ascoltare musica popolare o musica più ricercata e colta.
A prescindere da ciò e dove lo ascoltiamo, questo trasmetterà emozioni, ad
ognuno diverse, ma comunque emozioni.
In sintesi, mentre il concetto della musica come linguaggio universale, suggerisce
una connessione profonda e universale tra le persone attraverso la musica, è
importante riconoscere anche la sua natura culturalmente specifica e la sua varietà
di interpretazioni e significati in tutto il mondo.
1.1. La Musica e le Sue Funzioni
Come si diceva nel paragrafo precedente, in base al contesto in cui ci si trova la
musica utilizza codici e sistemi musicali diversi e soltanto conoscendo la cultura
in cui questa viene ascoltata, si può realmente comprendere cosa trasmette, il suo
significato.
Se vogliamo classificare le funzioni della musica, possiamo creare tre macroaree
così divise:
1. Funzione organizzativa e sociale
Per quanto riguarda l’organizzazione, la musica è ritmo, cadenza, ma anche
intrattenimento ed animazione, per cui viene utilizzata per definire dei momenti
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precisi (si pensi ad esempio all’organizzazione di una giornata in un asilo nido:
c’è la musica dell’accoglienza, la canzone che viene fatta durante la merenda,
quella prima del pranzo, le canzoncine della nanna e la canzone di saluto. In
questo modo viene creata una routine musicale, che dà la possibilità ai bambini di
comprendere l’organizzazione della giornata), quindi per intrattenere grandi e
piccini anche durante riti religiosi, cerimonie, ricorrenze, feste ecc.
In ambito sociale possiamo ritrovare la musica come ricerca di identità e
appartenenza. Questa infatti può contribuire alla formazione dell'identità
individuale e di gruppo. Le preferenze musicali, infatti, riflettono spesso i valori,
le tradizioni e l'appartenenza culturale di persone e comunità.
Non meno importante il suo ruolo nell’ambito delle proteste e del cambiamento
sociale. Nella storia, sia più antica che più recente, la musica è stata utilizzata
come veicolo per esprimere idee politiche, sociali e culturali, e per promuovere il
cambiamento sociale. I testi delle canzoni, ad esempio, possono essere usati per
trasmettere messaggi di protesta, solidarietà e speranza.
2. Funzione di induzione e di coordinamento delle reazioni sensorio-motorie.
Questa tiene in considerazione la componente cinetica, ossia una prospettiva
fondamentale di ogni esperienza musicale che coinvolge esecuzione strumentale e
vocale, ma anche ascolto e movimento e danza. La musica è energia che trasporta
l’uomo e fa vivere sensazioni che possono portare a fenomeni di euforia ed estasi
(si pensi ai riti dionisiaci).
Nell'antica Grecia, la musica era spesso associata alla ginnastica e alla danza
nell'ambito dell'educazione fisica. La combinazione di musica, movimento e
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esercizio fisico era considerata essenziale per promuovere la salute del corpo e
dell'anima.
3. Funzione espressiva e terapeutica.
La musica, come si affermava nel primo paragrafo, è linguaggio: viene, quindi,
utilizzata come forma di espressione individuale sin dalla nascita. Si può dire
essere forma d’arte che diventa prodotto del tempo e dello spazio in cui nasce e
prende forma, con l’obiettivo finale di comunicare messaggi, emozioni, concetti
ecc. Questo dà la possibilità all’uomo di utilizzare questo strumento comunicativo
anche per aiutare sé stesso tramite la funzione terapeutica che ha la musica. Studi
condotti negli ultimi anni hanno portato all’affermarsi della musicoterapia come
vera e propria materia di studio e attività professionale.
La musica può avere effetti calmanti e rilassanti sul corpo e sulla mente. Molte
persone, difatti, ascoltando musica, riescono a ridurre lo stress, a migliorare
l'umore, favorendo quindi il benessere psicofisico.
1.2. La musica in ambito educativo
Sin dai tempi antichi la musica in ambito pedagogico era riconosciuta come
elemento importante sin dalla tenera età.
Ci sono studi che affermano che questa è importante già dalla fase prenatale,
perché aiuta a stimolare la creazione di connessioni neuronali nel cervello del feto
e di stimolare la capacità uditiva e l’apprendimento delle lingue. Il neonato è in
grado infatti di imparare ad utilizzare il linguaggio in maniera spontanea, imitando
i suoni che sente, che siano musicali o parole, soprattutto quelle materne. La
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musica è in grado inoltre di stimolare creatività e concentrazione, aiutando ad
accrescere le abilità mnemoniche.
Crescendo, continuare ad ascoltare musica, ma anche iniziare a praticarla grazie
all’utilizzo di strumenti musicali o anche cantando, aiuta il bambino a sviluppare e
migliorare numerose funzioni cerebrali tra cui quelle linguistiche, quelle
sensoriali, quelle motorie, quelle attentive e la memoria.
La sua importanza non diminuisce con la crescita della persona; si può infatti dire
che la musica, soprattutto in adolescenza, possa aiutare in quanto tanta musica
parla della vita degli adolescenti, e risulta in grado di dare voce alle loro paure,
alle loro idee, ai loro sentimenti. Questo li porta a sentirsi in uno stato di maggiore
tranquillità e rassicurazione, e li fa sentire meno soli, come se fossero uniti da una
sorta di filo invisibile a tutti i coetanei.
La musica, quindi, possiamo dire abbia un ruolo significativo nell'educazione e
nello sviluppo cognitivo della persona. L'apprendimento della musica aiuta a
migliorare abilità linguistiche, matematiche e di problem-solving nei bambini,
oltre a favorire lo sviluppo dell'attenzione, della memoria e delle abilità motorie.
La scuola può sfruttare le mille sfaccettature della musica, integrandola ad altre
aree di apprendimento, come la matematica, e le scienze in generale, ma anche le
lingue e le materie più umanistiche. Ad esempio l'apprendimento del ritmo e della
durata delle note può essere correlato alla matematica e al tempo, l'apprendimento
di canzoni in lingue straniere può migliorare le abilità linguistiche.
La musica, inoltre, può essere strumento di espressione offerto agli studenti, che
possono quindi raccontare se stessi in modo creativo attraverso la composizione,
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l'improvvisazione e l'interpretazione, incoraggiando lo sviluppo della creatività,
dell'immaginazione e della fiducia verso se stessi.
Può inoltre offrire l'opportunità di esibirsi e di mostrare le proprie abilità davanti
ad un pubblico, migliorando le abilità di comunicazione e la gestione dello stress;
questi sono considerati obiettivi trasversali all’interno di un curricolo scolastico,
ma sono fondamentali per poter formare una persona come essere umano
completo, non solo colto ma anche emotivamente capace.
L’importanza della musica per la formazione la si può leggere in modo esaustivo
nel libro “La musica come formazione delle persone” di Gaetano Oliva:
“Nell’ottica che possedere un linguaggio artistico non significhi solo conoscerne
la grammatica e saperla applicare, l’educazione musicale, oggi più che mai, ha
la funzione di rappresentare un’occasione di riflessione per gli allievi sulla
possibilità e necessità che questo diventi un possibile canale di espressione per
l’individuo. Ecco allora che musica, teatro, danza e tutte le altre arti espressive,
possono e devono rappresentare una possibile via, un veicolo, come afferma
Grotowski, per l’espressione di sé.
Dando per assodata l’idea che essere persone creative non sia prerogativa di
pochi ma anzi, sia possibile per tutti, dal momento che la creatività è una abilità
che può essere sviluppata e allenata, è importante sottolineare come la pedagogia
musicale abbia individuato, proprio nella creatività, la componente fondamentale
per la conoscenza e lo sviluppo di una cultura musicale. Oggi la ricerca sulla
creatività in ambito musicale si focalizza proprio su quell’ambito che si è definito
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di “costruzione”: l’animo creativo del musicista, infatti, viene giocato nel
processo di costruzione e progettazione dell’evento musicale, attraverso tutti quei
nuovissimi modi di organizzare la sonorità come il rullare, ripetere, creare
contrasto, trasformare una forma sonora in un’altra, etc…
In quest’ottica acquista notevole importanza, in un percorso creativo,
l’approccio, da parte dell’allievo, allo strumento attraverso la sua manipolazione
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Linguistica italiana, letteratura, musica e spettacolo
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Musica, cervello ed emozioni
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Storia della musica moderna e contemporanea