UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II
DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA
Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia
TESI DI LAUREA
MECCANISMI DI INTEGRAZIONE NEURO-
METABOLICA
Dalla Fisiopatologia delle Meningi e della Placca Motrice alla Regolazione
Endocrina della Composizione Corporea e dell'Obesità Candidato:
Marco Ferrante
Matricola: P6300023
Anno Accademico 2025/2026
INDICE GENERALE
Capitolo 1: Struttura, Funzione e Clinica delle Meningi 3
Capitolo 2: Controllo Neuroendocrino del Metabolismo e della Composizione Corporea 8
Capitolo 3: Il Metabolismo dei Lipidi e la Funzione Mitocondriale 14
Capitolo 4: Fisiopatologia dell'Obesità e Parametri di Valutazione 20
Capitolo 5: La Placca Motrice e la Sinapsi Neuromuscolare 26
Capitolo 6: Biochimica e Vie Cataboliche dei Carboidrati 29
Bibliografia 34
2
CAPITOLO 1: STRUTTURA, FUNZIONE E CLINICA DELLE
MENINGI
L’encefalo e il midollo spinale sono rivestiti da tre lamine di tessuto connettivo le meningi, dal più esterno
al più interno distinguiamo la dura madre, l’aracnoide e la pia madre, che li proteggono dagli insulti fisici (es:
traumi alla testa) e da eventuali sostanze tossiche o comunque pericolose che, attraverso il sangue, potrebbero
raggiungere il sistema nervoso centrale e che sono la sede d’ingresso dei vasi che li irrorano.
È importante ricordare a supportare le meningi nella loro azione di difesa di encefalo e midollo spinale è il
liquor cefalorachidiano di cui parleremo nel dettaglio a proposito del foglietto intermedio vale a dire quello
aracnoide.
Come ribadito in più di una circostanza, le meningi sono costituite da tessuto fibroso a cellule piatte; queste
cellule piatte conferiscono loro l'impermeabilità di cui hanno bisogno, per contenere il liquor cefalorachidiano nello
spazio subaracnoideo.
Partendo dal foglietto più esterno al più interno analizziamo in ordine:
La Dura Madre
La dura madre è la meninge più esterna; pertanto, esternamente è la meninge più vicina alle ossa del cranio
(nell'encefalo) e alle vertebre (nel midollo spinale), internamente invece confinano con l'aracnoide. Essa è costituita
da un denso tessuto fibroso a cellule piatte, di fatti è una meninge molto spessa e resistente. Sulla dura madre,
prendono posto importanti vasi arteriosi, da cui derivano i capillari della pia madre; inoltre, c'è un intricata rete di
vasi venosi – denominati seni durali – il cui compito è drenare il sangue povero di ossigeno in uscita dal sistema
nervoso centrale e indirizzarlo al cuore.
A questo punto però è doveroso fare una distinzione tra la dura madre encefalica e la dura madre del
midollo spinale siccome differiscono per alcune caratteristiche.
La dura madre encefalica è una meninge a doppio strato bi-lamellare, in cui lo strato esterno funge da
rivestimento della superficie interna del cranio ("strato endostale" o "dura madre periostale"), mentre lo strato
interno ricopre il ruolo di rivestimento della superficie esterna dell'encefalo ("strato meningeo" o "dura madre
meningea").
La dura madre dell'encefalo presenta delle pieghe caratteristiche, chiamate pieghe di riflessioni, derivanti
dall'adattamento dello strato meningeo ai tipici solchi e cavità presenti nell'encefalo.
Le cavità presenti sono quattro e a seconda a quale solco si adattano distinguiamo:
• La falce cerebrale (o grande falce): È la piega di riflessione della dura madre encefalica che s'interpone tra i
due emisferi cerebrali; decorre dall'osso frontale all'occipitale. 3
• Il tentorio del cervelletto (o tentorio cerebellare): Simile a una mezzaluna, è la piega di riflessione della
dura madre encefalica che separa i lobi occipitali del cervello dal cervelletto.
• La falce cerebellare (o falce del cervelletto): È la piega di riflessione della dura madre encefalica che separa i
due emisferi del cervelletto; risiede al di sotto del tentorio cerebellare.
• Il diaframma sellare (o diaframma della sella turcica): È la piega di riflessione della dura madre encefalica
che copre la ghiandola pituitaria (ipofisi) e la sella turcica.
Dura Madre del Midollo Spinale
Conosciuta anche come sacco durale, è, a tutti gli effetti, un cilindro cavo, il cui decorso verso il basso
inizia dalla fossa cranica posteriore, prevede l'attraversamento del forame magno e ha conclusione a livello della
vertebra S2 (seconda vertebra sacrale).
All'interno della colonna vertebrale, il midollo spinale si estende dalla vertebra C1 (prima vertebra
cervicale) allo spazio compreso tra le vertebre L1 ed L2 (rispettivamente, prima e seconda vertebra lombare).
Questo vuol dire due cose: il midollo spinale non è lungo quanto la colonna vertebrale che lo contiene; la
dura madre del midollo spinale è più lunga di quest'ultimo, in quanto, come affermato in precedenza, termina a
livello della vertebra S2.
La dura madre del midollo spinale non aderisce direttamente al fori vertebrali del canale vertebrale, ma è
separata da questi da uno spazio ricco di tessuto adiposo e vasi sanguigni arteriosi e venosi; tale spazio di
separazione è detto spazio epidurale o spazio peridurale.
In campo medico, lo spazio epidurale è il sito d'iniezione di anestetici e sedativi, in occasione dell'anestesia
epidurale (o semplicemente epidurale); diversa dall'anestesia spinale, l'anestesia epidurale è un tipo di anestesia
locale, che consente di annullare la sensibilità al dolore in buona parte del busto e lungo entrambi gli arti inferiori.
L’Aracnoide
La madre aracnoide deve il proprio nome alla rete di filamenti che collegano la sua superficie inferiore alla
superficie superiore della pia madre, infatti, questa rete di filamenti (le cosiddette trabecole aracnoidi)
rassomigliano alle ragnatele tessute dagli aracnidi più comuni: i ragni.
L'aracnoide, o madre aracnoide, è la meninge intermedia; quindi, è la meninge interposta tra la dura madre,
superiormente, e la pia madre, inferiormente. Sottile e trasparente, l'aracnoide è una meninge composta da tessuto
fibroso a cellule piatte (simili a quelle della dura madre), le quali le garantiscono proprietà impermeabili. Mentre
superiormente l'aracnoide è a stretto contatto con la dura madre, inferiormente presenta uno spazio di separazione
dalla pia madre, che prende il nome di spazio subaracnoideo (letteralmente è "spazio sotto l'aracnoide").
In uno spazio trabecolato tra aracnoide e pia madre ovvero lo spazio subaracnoideo fluisce un liquido, vale
a dire il liquido cefalorachidiano, prodotto dalle cellule gliali (cellule ependimali dei plessi carioidei), che riempie
anche i ventricoli dell’encefalo.
Sicché l’encefalo, protetto dalla scatola di ossa craniche e rivestito dalle meningi, si trova a “galleggiare” in
un mezzo liquido. 4
Frutto di un processo di ultrafiltrazione del plasma sanguigno, il liquor cefalorachidiano (o liquido
cefalorachidiano), è un fluido trasparente, privo di globuli rossi, ricco di globuli bianchi e povero in proteine
plasmatiche, che ha svariate funzioni, tra cui: proteggere encefalo e midollo spinale, creare un ambiente ideale al
funzionamento delle cellule nervose, fornire nutrimento al sistema nervoso centrale, regolare la pressione
endocranica e favorire la rimozione dei prodotti di scarto del sistema nervoso centrale.
È infine importante segnalare che l'aracnoide è fornita di una serie di perforazioni, attraverso cui transitano
i nervi cranici (nell'encefalo), i nervi spinali (nell'midollo spinale), e i vasi sanguigni sia arteriosi che venosi.
Il tessuto nervoso però, è isolato sia dal sangue sia dal liquido cefalorachidiano dalla cosiddetta barriera
ematoencefalica.
Quest’ultima è formata, a livello dei capillari, principalmente dalle cellule endoteliali, e, a livello degli
spazi contenenti il liquido cefalorachidiano, dalle cellule ependimali e dalla glia limitante, componenti della
neuroglia.
In conclusione, lo scopo ultimo della barriera è controllare il passaggio di molecole e cellule all’interno del
tessuto nervoso.
Pia Madre
La pia madre è la meninge più interna; pertanto, è la meninge sottostante l'aracnoide e aderente alla
superficie superiore di encefalo e midollo spinale. Costituita da tessuto fibroso a cellule piatte, la pia madre è una
meninge sottile e molto delicata, che, a livello encefalico, si adatta perfettamente ai solchi e circonvoluzioni di
cervello e cervelletto. A livello della pia madre, le arterie destinate a nutrire l'encefalo e il midollo spinale
diventano arteriole e capillari. Come affermato precedentemente, sul lato superiore della pia madre si estende lo
spazio subaracnoideo ripieno di liquido cefalorachidiano.
In anatomia umana, distinguiamo dalle categorie sopracitate anche le leptomeningi che sono l'unione tra le
meningi aracnoide e pia madre. In altre parole, il termine anatomico leptomeninge indica il complesso aracnoide-
pia madre.
Irrorazione Sanguigna
Delle 3 meningi che ricoprono il sistema nervoso centrale, soltanto la dura madre presenta un apporto di
sangue ossigenato degno di nota; aracnoide e pia madre, infatti, sono decisamente poco irrorate. Entrando nei
dettagli, a rifornire la dura madre di sangue ricco di ossigeno sono:
• L'arteria meningea media è una branca (N.B: branca significa diramazione) dell'arteria mascellare, uno dei due
rami terminali dell'arteria carotide esterna (l'altro è l'arteria temporale superficiale).
• Le cosiddette branche meningee delle arterie oftalmica, etmoidale anteriore ed etmoidale posteriore;
• Le branche meningee dell'arteria carotide interna;
• L'arteria meningea accessoria;
• L'arteria faringea ascendente;
• Le branche anteriore e posteriore dell'arteria meningea media. 5
Innervazione
Come per l'irrorazione sanguigna, anche per quanto concerne l'innervazione, la sola meninge a rendersi
interessante è la dura madre. Nello specifico, a innervare la dura madre sono le branche e le sottobranche del nervo
trigemino.
Patologie Cliniche Associate
Le meningi sono coinvolte in diverse condizioni mediche; tra quest'ultime, quelle di maggior rilevanza
sono:
• La meningite: "Meningite" è il termine medico che indica l'infiammazione delle meningi. Di norma, gli
episodi di meningite sono su base infettiva, ossia sono dovuti a un'infezione. Tra gli agenti infettivi capaci di
causare la meningite, figurano batteri (es: Meningococco), virus (es: Enterovirus) e funghi (es: Cryptococcus
neoformans). Particolarmente pericolosa e temuta è la meningite di origine batterica, dovuta al meningococco;
questa forma d'infiammazione delle meningi può portare avere conseguenze permanenti sull'individuo colpito
e può anche essere causa di morte.
• L'emorragia subaracnoidea: Con emorragia subaracnoidea i medici intendono un versamento di sangue nello
spazio compreso tra le meningi aracnoide (meninge intermedia) e pia madre (meninge più interna). Gli episodi
di emorragia subaracnoidea possono essere il risultato di processi spontanei, traumi cranici o rotture di un
aneurisma cerebrale.
• L'ematoma subdurale: L'ematoma subdurale è un versamento di sangue nello spazio compreso tra le meningi
dura madre (meninge più esterna) e aracnoide (meninge intermedia). Nella maggior parte dei casi, gli episodi
di ematoma subdurale sono il risultato di traumi cranici secondari a incidenti automobilistici, cadute da grandi
altezze o aggressioni violente.
• L'ematoma epidurale: Con ematoma epidurale, i medici intendono un versamento sanguigno nello spazio
compreso tra la dura madre (meninge più esterna) e l'adiacente struttura ossea. Tra le principali cause di
ematoma epidurale, figurano i traumi cranici successivi agli incidenti automobilistici.
• Il meningioma: Il meningioma è un tipo di tumore al cervello, che trae origine dalla proliferazione
incontrollata di una cellula delle meningi. Dovuto a cause ancora poco conosciute, il meningioma è nel 90%
dei casi un tumore di tipo benigno, a crescita lenta, e solo nel restante 10% dei casi un tumore a crescita rapida,
di stampo maligno.
Significato Clinico
Le meningi hanno un ruolo di una certa rilevanza anche in ambito clinico-diagnostico e clinico-terapeutico.
Le meningi, infatti, sono coinvolte nell'esecuzione della cosiddetta puntura lombare e nella pratica di due tecniche
anestetiche già menzionate in precedenza: l'anestesia epidurale e l'anestesia spinale.
La puntura lombare consiste nel prelievo dallo spazio subaracnoideo del midollo spinale di una quota di
liquido cefalorachidiano ed è un test fondamentale per rilevare la presenza di agenti infettivi nel midollo spinale (e
nel sistema nervoso centrale in generale) e per capire se è in corso un'infiammazione locale.
L'anestesia epidurale (o anestesia peridurale) invece, è una tipologia di anestesia locale, che prevede
l'iniezione di anestetici e analgesici nello spazio epidurale del midollo spinale, allo scopo di annullare la sensazione
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dolorosa nella parte inferiore della schiena e lungo entrambi gli arti inferiori (N.B: si ricorda che è detto epidurale
lo spazio che separa la dura madre del midollo spinale dal canale vertebrale). Tant’è vero che l'anestesia epidurale è
una pratica anestetica impiegata per alleviare, nelle donne incinte, i dolori del parto.
L'anestesia spinale è un tipo di anestesia locale che ha lo stessa funzione di quella epidurale con la
differenza che essa prevede l'iniezione di anestetici e analgesici non più nello spazio epidurale ma bensì nello
spazio subaracnoideo delle meningi del midollo spinale. (N.B: si ricorda che prende il nome di spazio
subaracnoideo lo spazio compreso tra le meningi aracnoide e pia madre). 7
CAPITOLO 2: CONTROLLO NEUROENDOCRINO DEL
METABOLISMO E DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA
Per metabolismo si intende l’insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all’interno del
nostro organismo. A controllo di questo, nel corpo umano intervengono numerosi ormoni che hanno il compito di
gestire:
• Fame e sazietà
• Spesa energetica
• Metabolismo dei substrati
L’ipotalamo, struttura del SNC, situata nella zona centrale, interna ai due emisferi cerebrali costituisce la
parte ventrale del diencefalo e comprende numerosi nuclei che giocano un ruolo di importanza rilevante nel
metabolismo degli ormoni controllando e integrando i meccanismi autonomi periferici, l’attività endocrina e molte
funzioni somatiche. Il nucleo responsabile della regolazione del bilancio energetico è il nucleo arcuato (ARC). La
sua posizione adiacente all’eminenza mediana, consente di percepire i segnali circolanti (leptina, grelina e insulina)
nonché all’interno di esso esistono due tipi di neuroni che esprimono differenti neuropeptidi:
• NEURONI ANORESSIGENI: Stimolati da alcuni ormoni (leptina, insulina) danno un certo senso di sazietà
inibendo l’assunzione di cibo e i suoi neuropeptidi espressi sono:
◦ CART (cocaine and amphetamine-regulated transcript);
◦ α-MSH (melanocyte-stimulating hormone), che deriva dal precursore POMC (pro-opiomelanocortina);
• NEURONI ORESSIGENI: Stimolati da un ormone (grelina) danno il senso di fame all’organismo
stimolando quindi, l’assunzione di cibo e i suoi neuropeptidi espressi sono:
◦ AgRP (agouti-related protein, antagonista di α-MSH);
◦ Npy (neuropeptide Y).
I neuroni del nucleo arcuato hanno le loro terminazioni assoniche in altri nuclei ipotalamici; i neuroni di 2°
ordine, contenuti in questi nuclei, sono coinvolti nel controllo del comportamento alimentare. I principali nuclei
sono:
• AREA IPOTALAMICA LATERALE (LHA): se stimolata induce fame;
• NUCLEO VENTROMEDIALE (VMN): se stimolato induce sazietà;
• NUCLEO PARAVENTRICOLARE (PVN);
• NUCLEO DORSOMEDIALE (DMN). 8
PVN (Paraventr.) LHA (Lat. Hunger)
VMN (Ventromed.) DMN (Dorsomed.)
ARC (Arcuato)
Ipofisi
Figura 2.1: Schematizzazione delle aree e dei nuclei principali dell'ipotalamo coinvolti nella regolazione energetica.
I principali ormoni che regolano il metabolismo sono: grelina, leptina, insulina, adiponectina e gli steroidi
sessuali.
Analizziamo qui di seguito ognuno di essi nella fattispecie:
Grelina
Noto come “ormone della fame”, la grelina è un ormone scoperto nel 1999 da un gruppo di ricercatori
giapponesi prodotto principalmente dallo stomaco per circa il 50-70% dei livelli circolanti, la restante parte
prodotta da parte di pancreas, intestino, rene, polmone ed ipotalamo. La grelina è una proteina, più precisamente un
peptide acilato di 28 aminoacidi. I livelli plasmatici di essa diminuiscono dopo l’ingestione di cibo e aumentano
prima dei pasti.
Il processo che avviene è il seguente: la grelina attiva le cellule dell’ARC, che includono i neuroni NPY,
con azione oressigena a loro volta questi ultimi stimolano LHA e sarà proprio questa parte a stimolare la fame
(proprietà oressizzanti) ma allo stesso tempo diminuisce il consumo di energia. Questa proteina insieme alla leptina
presentano attività complementare regolatoria del bilancio energetico. Alti livelli di grelina risultano pertanto
correlati ad un aumento del peso corporeo soprattutto per quanto riguarda la massa grassa. Un dato interessante è
che la restrizione di sonno è di peso da una riduzione della leptina (ormone della sazietà prodotto dal tessuto
adiposo) e ad un aumento della grelina (ormone dell'appetito).
Per quanto sopra citato, inibire l'azione della grelina potrebbe essere una buona soluzione per far fronte a
problemi di obesità cronica tant'è vero che si sta pensando ad un eventuale vaccino antiobe
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