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MASTER MEDICINA FUNZIONALE -Università

SAPIENZA - Roma

Anno Accademico: 2024-2025

Discente: Dott. Francesco Rullo

Matricola N. 2225161

Relatrice: Prof.ssa Rita Businaro 1

INDICE

Nutrizione Funzionale Pag.3

Differenza Alimentazione-Nutrizione-Nutrizione Funzionale Pag.4

Epigenetica Nutrizionale Pag.5

Circadianità Pag.6

Alimenti Funzionali Pag.7

Nutraceutici Pag.8

Polifenoli Pag.11

-Microbiota Pag.18

-Ritmo circadiano Pag.20

Prebiotici Pag.23

Butirrato Pag.25

Caffè Pag.27

Nr-F2 Pag.30

Caffè-cuore Pag.32

Caffè-fegato Pag.33

Caffè-Benefici Effetti Pag.38

Grano duro Senatore Cappelli Pag.47

Microglia Pag.64

NCGS – Non Celiac Gluten sensitivity Pag.66

Bibliografia Pag.67

2

NUTRIZIONE FUNZIONALE

La Nutrizione Funzionale è una componente della Medicina Funzionale che mette in evidenza il

modo in cui il cibo sia un fattore determinante dello stato di salute.

La medicina funzionale è un approccio terapeutico che si concentra sulla causa principale di una

patologia, piuttosto che trattarne solo i sintomi. Si basa su una visione integrata dell'individuo,

considerando il corpo come un sistema complesso in cui le diverse funzioni sono interconnesse.

La medicina funzionale offre un approccio olistico che considera ogni individuo come unico.

Rispetto alla medicina convenzionale, che spesso si concentra solo sulla gestione dei sintomi, la

medicina funzionale cerca di comprendere le cause alla radice dei disturbi in un approccio non tanto

di malattia quanto di Disfunzione.

Si cerca di agire prima che compaia la malattia.

La Nutrizione Funzionale promuove l’uso del cibo come medicina, partendo sempre dall’evidenza

scientifica.

il Cibo come "Modulatore Epigenetico" ... in grado di "accendere o spegnere" geni alla base dello

stato di salute di ogni persona.

La Nutrizione Funzionale si basa proprio su questo

Il termine “funzionale” significa, in questo caso, orientato verso il ripristino delle normali funzioni

dell’organismo di una persona. 3

DIFFERENZA TRA ALIMENTAZIONE – NUTRIZIONE - NUTRIZIONE FUNZIONALE

- L'Alimentazione è l'atto di assumere cibi

- La Nutrizione è l'insieme dei processi biochimici attraverso cui l'organismo trasforma questi

cibi in energia e sostanze utili.

- La Nutrizione Funzionale è un approccio più avanzato che considera il cibo non solo come

nutrimento ma anche come potenziale strumento terapeutico, analizzando la biochimica

individuale, il microbiota intestinale e lo stile di vita per ottimizzare la salute e prevenire le

malattie. È un approccio personalizzato alla nutrizione che tiene conto della biochimica

individuale, dello stile di vita, e delle interazioni tra alimentazione, genetica e ambiente.

- Possiamo considerarlo un approccio olistico, globale del sistema

Già Ippocrate considerato il padre della Medicina nato nel 460 a.C. diceva "Fa' che il cibo sia la tua

medicina e la tua medicina il tuo cibo", sottolinea l'importanza dell'alimentazione per la salute,

indicando che il cibo non solo nutre, ma può anche prevenire e curare malattie. I principi ippocratici

enfatizzano la necessità di una dieta personalizzata in base all'età e al fisico, preferendo alimenti

freschi, stagionali e non processati, e l'importanza di mangiare con moderazione e regolarità.

4

Epigenetica nutrizionale: come il cibo può influenzare i nostri geni

È risaputo che l'alimentazione gioca un ruolo cruciale nella nostra salute ma, la ricerca attuale va

ancora più in profondità, esplorando come alcuni nutrienti possono influenzare l'espressione dei

nostri geni, senza alterare la sequenza del DNA stesso. Questo è il dominio dell'epigenetica

nutrizionale.

Al centro di questo campo ci sono meccanismi epigenetici come la metilazione del DNA, la

modificazione degli istoni e l'attività dei microRNA. Questi "interruttori" molecolari determinano

quali geni vengono attivati o disattivati e ciò che è affascinante è che questi interruttori possono

essere modulati da ciò che mangiamo.

Questi esempi lo rendono chiaro: il cibo non è solo carburante, ma è un'informazione che può

rimodellare la nostra biologia a livello molecolare.

Inoltre, alcuni di questi cambiamenti epigenetici sembrano essere ereditabili, il che significa che il

modo in cui mangiamo oggi potrebbe influenzare non solo la nostra salute, ma anche quella delle

generazioni future. 5

Affinché sia Funzionale deve essere di tipo “Circadiano” perché la circadianità detta quali siano le

regole affinché ciò che mangiamo serva a qualcosa ..

L’alimentazione agisce come un importante “zeitgeber” (sincronizzatore) per gli orologi periferici,

e i polifenoli sembrano in grado di interagire direttamente con i meccanismi molecolari che

regolano l’orologio biologico. Se la maggior parte delle prove sui meccanismi deriva da modelli

animali, non mancano dati clinici che esplorano l’impatto dei polifenoli su parametri regolati dal

ritmo circadiano, come pressione sanguigna e qualità del sonno.

Come tutti i sistemi primitivi di regolazione fisiologica ha un assetto gerarchico, dove il vertice è il

Master Clock o Orologio Maestro, che ha la sua sede nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, ci

sono circa 20.000 neuroni in quest’area, ed hanno connessioni di natura principalmente ormonale

attraverso melatonina e cortisolo, ma anche proiezioni sinaptiche con i tessuti periferici. Gli orologi

possiamo definirli come Geni Clock, espressi in modo piuttosto ubiquitaria in tutti i tessuti del

corpo, e questi orologi periferici sono orchestrati dal master Clock centrale. Il Master Clock ha una

sintonizzazione che avviene per via dell’esposizione a fattori esterni quali appunto la Nutrizione

con i suoi Fitonutrienti e/o Nutraceutici. C’è una continua interazione tra Clock e ambiente. Il

termine

ZEITGEBERS, è stato coniato da un ricercatore tedesco, che tra i primi si è occupato dello studio

del sistema circadiano. La parola letteralmente significa “marcatempo”, cioè un metronomo del

ritmo circadiano, quei fattori ambientali (es. la luce o un Nutraceutico) che interagiscono col

sistema centrale circadiano. Si è in uno stato di buon funzionamento quando c’è un allineamento,

ovvero quando gli orologi centrali sono allineati con quelli periferici, il che vuol dire che i fattori

ambientali interagiscono con l’orologio maestro nelle fasi della giornata più appropriate.

6

Uno dei presupposti alla base della dieta “funzionale” è l’utilizzo di “Alimenti Funzionali” e

“Nutraceutici”.

1) Gli Alimenti Funzionali sono alimenti naturalmente ricchi di sostanze

benefiche per l’organismo. La definizione attuale (European consensus on

developing health claims legislation on functional foods, Diplock et al.,

1999) riporta che: “un alimento può essere considerato ‘funzionale’, se è sufficientemente

dimostrata la sua influenza benefica su una o più funzioni del corpo, oltre ad effetti nutrizionali

adeguati, tanto da risultare rilevante per uno stato di benessere e di salute o per la riduzione del

rischio di una malattia.”

Esempi di Alimenti Funzionali sono il caffè, il grano del Senatore Cappelli, i mirtilli, l’avocado, lo

sgombro, il cacao, i broccoli ed altri alimenti.

Interessante è Olio di Oliva Extravergine EVO (possibilmente spremuto a freddo per mantenere al

massimo le sue proprietà organolettiche quali i Polifenoli)

L' oleuropeina modifica Keap1, favorendo la traslocazione nucleare di Nrf2, quindi maggiore

espressione di enzimi antiossidanti endogeni e protezione mitocondriale (Sun, 2017; Li, 2024).

Oleuperina una sostanza presente nelle foglie di olivo. Attiva la via Nrf2/ARE, aumentando

l’espressione di HO-1, NQO1 e GSH; neutralizza ROS. Antinfiammatorio e inibisce NF-κB,

riducendo IL-6, TNF-α e COX-2. Antimicrobico con attività diretta contro batteri, virus e

funghi. Cardioprotettivo e migliora la funzione endoteliale, riduce l’ossidazione delle LDL e

l’adesione leucocitaria.

Neuroprotettivo, riduce lo stress ossidativo neuronale, protegge contro la β-amiloide

(Alzheimer) e attiva vie di autofagia benefiche. Migliora la sensibilità insulinica e riduce la

steatosi epatica in modelli animali. 7

2) Il termine Nutraceutico è una crasi che unisce Nutrizione e Farmaceutico.

Nutraceutico: sostanze bioattive presenti negli alimenti o nei loro componenti che esercitano effetti

positivi sulla salute. Queste sostanze, dette anche “Fitonutrienti”, vengono estratte dall’alimento

funzionale attraverso tecniche farmaceutiche per isolare e concentrare i principi attivi benefici

presenti all’interno dell’alimento stesso.

Esempi di nutraceutici sono:

1. prebiotici (MAC e Polifenoli), probiotici (Lactobacilli, Bifidobatteri e

Saccharomyces boulardii), simbiotici (insieme dei prebiotici e probiotici) e

postbiotici (SCFA acidi grassi a catena corta quali butirrato, propionato e

acetato)

2. Polifenoli

3. acidi grassi polinsaturi (omega-3, omega-6)

4. vitamine (Vit.D, A, E, C)

5. complessi enzimatici (Glutatione, ALA)

6. Curcumina (Polifenolo)

7. Quercetina (flavonoide) 8

La combinazione dei nutrienti nella dieta funzionale.

Un nutrizionista che stila una dieta funzionale considera naturalmente i rapporti dei macronutrienti

per ogni pasto, ma considera anche le numerose sostanze benefiche di ciascun alimento e

associa i cibi in modo da favorire l’assorbimento di sostanze

La scelta di queste sostanze, la modalità e la frequenza di assunzione sono mirate al

raggiungimento degli scopi prefissati con il singolo paziente. Che si tratti di ridurre gli effetti

collaterali di determinati farmaci o di migliorare il benessere e la composizione corporea, risolvere

specifici disturbi metabolici o trattare uno squilibrio ormonale, la Nutrizione Funzionale ha la

chiave giusta per ogni situazione.

La dieta funzionale ti aiuta a prevenire e a risolvere particolari disturbi e/o Disfunzioni.

Un nutrizionista funzionale analizza a fondo i disturbi di cui soffri, anche quelli che pensi non siano

strettamente legati all’alimentazione. Indaga inoltre su livelli di stress, abitudini del sonno e stile di

vita. Tutti questi fattori giocano infatti un ruolo fondamentale nella tua salute, e hanno un rapporto

sinergico con l’alimentazione nel determinare lo stato di salute generale.

Ad esempio, lo stress cronico può esacerbare i sintomi di numerose patologie metaboliche e auto-

immuni, così come la qualità del sonno influenza il metabolismo e l’assetto ormonale a breve e

lungo termine.

Un esperto di Nutrizione Funzionale può fornirti consigli e strategie per gestire lo stress cronico al

fine di ridurne gli effetti, ma può anche aiutarti qualora soffrissi di disturbi come i seguenti:

malattie autoimmuni (psoriasi, celiachia, tiroidite di Hashimoto, dermatite, lupus, etc.)

 9

problematiche femminili (PCOS o sindrome dell’ovaio policistico, amenorrea, disturbi

 legati alla menopausa, infertilità, etc.)

scompensi ormonali

 malattie cardiovascolari

 malattie neurodegenerative

 cefalea ed emicrania

Pressoché qualsiasi disturbo può essere affrontato anche con il supporto dell’Alimentazione

Funzionale.

Ovviamente in caso di patologia conclamata sempre avvelarsi della consulenza del medico

specialista. 10

Polifenoli

I polifenoli costituiscono una famiglia di circa 7000 molecole organiche largamente presenti nel

regno vegetale. Sono metaboliti secondari che possiedono almeno un anello o gruppo fenolico nella

loro struttura, associati in strutture più o meno complesse generalmente di alto peso molecolare.

Sono classificati in:

Tra i vari sottogruppi di metaboliti di questa classe prodotti dalle piante, vi sono i flavonoidi, che

comprendono i flavonoli, le antocianine, gli isoflavoni.

I polifenoli agiscono come potenti molecole di segnalazione, influenzando non solo le nostre

cellule, ma anche i trilioni di microbi nel nostro intestino.

Hanno numerose proprietà benefiche: 11

antinfiammatoria

 antiossidante

 cardioprotettiva

 neuroprotettiva

 antimicrobica

 epatoprotettiva

 antiaggregante piastrinica

 rallenta le malattie tumorali

 antidiabetica

 antiobesità

 anti-osteoporosi

 anti estrogenica (agonista dei recettori degli estrogeni)

 12

Sono abbondanti nella frutta, con un contenuto compreso tra i 200 e i 300 milligrammi e in

particolar modo nella buccia dell'uva rossa, nelle mele, nelle pere, nelle ciliege e specialmente in

alcuni frutti di bosco, quali i mirtilli. Ma sono presenti anche in una tazza di tè o di caffè alla dose

di circa cento milligrammi, e poi nel vino rosso, nella cioccolata e cacao, nei legumi e soprattutto

nel grano antico come quello del Senatore Cappelli.

Alcuni di essi sono stati studiati più a fondo, e hanno consentito di scoprire che una dieta ricca di

questi metaboliti contribuisce a prevenire malattie cardiovascolari, diabete, osteoporosi e cancro.

Vi sono però anche importanti effetti neuroprotettivi, come risultato da studi seri e importanti.

Per una persona sana tra i 50 e i 60 anni, il dosaggio raccomandato è di 500 mg di polifenoli al

giorno, che richiede una grande quantità di frutta e verdura. Per chi presenta fattori di rischio come

obesità o fumo, il dosaggio dovrebbe arrivare a 2 grammi.

Il contenuto totale di polifenoli si determina per via spettrofotometrica su un estratto idroalcolico

trattato con uno specifico reattivo cromogeno (reattivo di Folin-Ciocalteu) che, in presenza di

polifenoli, genera un composto di colore blu che presenta un massimo di assorbimento intorno a

750 nm. 13

Principali famiglie di polifenoli (e dove trovarle):

• Flavonoidi: Quercetina (cipolle, mele), EGCG (tè verde), Antociani (frutti di bosco)

• Acidi fenolici: Acido caffeico, Acido ferulico (caffè, cereali integrali v. grano Senatore Cappelli)

• Stilbeni: Resveratrolo, Pterostilbene (uva, mirtilli, vino)

• Lignani: Secoisolariciresinolo (lino, sesamo)

• Curcuminoidi: Curcumina (curcuma)

• Tirosi/Secoiridoidi: Idrossitirosolo, Oleuropeina (olio d'oliva)

• Tannini: Proantocianidine, Ellagitannini (melograno, cacao)

14

Polifenoli esempi: tipologie e classificazione

Flavonoidi

I flavonoidi sono composti vegetali con numerose proprietà benefiche, e si dividono in diverse

sottoclassi.

Flavan-3-oli, come catechina ed epicatechina, sono abbondanti in tè verde, tè nero e cacao,

 e migliorano la funzione dei vasi sanguigni e la pressione arteriosa.

Flavonoli, come quercetina e kaempferolo, sono tra i più diffusi e si trovano in frutta,

 verdura, tè e vino rosso. Aiutano a proteggere il cuore e, secondo alcuni studi, anche a

regolare la glicemia.

Antocianine, responsabili dei colori rossi, blu e viola di frutta e ortaggi, invece, migliorano

 la funzione endoteliale e potrebbero avere effetti anti-invecchiamento.

Isoflavoni, presenti soprattutto nella soia, sono fitoestrogeni utili in menopausa e possono

 contribuire a ridurre colesterolo e trigliceridi.

Flavanoni, contenuti negli agrumi, hanno un gusto amarognolo e mostrano potenziali

 benefici per il cuore e la prevenzione tumorale, anche se le evidenze cliniche sono ancora

limitate.

Per massimizzare l’assunzione di flavonoidi, è consigliabile consumare frutta e verdura con buccia

e parti interne, preferibilmente crude o cotte al vapore, e abbinare questi alimenti a fonti di grassi

buoni come olio extravergine o frutta secca.

I flavonoidi, gruppo di composti fenolici molto presenti in frutta e verdura, sono

una numerosa categoria di sostanze ad elevata attività biologica.

15

In base alle differenze strutturali, la famiglia include antocianidine, flavani,

flavanoni, flavoni, flavonoli, isoflavoni e tannini. Tra di loro esiste una notevole

differenza, sia in termini di biodisponibilità che di attività biologica: possono

esercitare si un effetto antinfiammatorio, ma anche ossidante o mutageno (Basil A

et al., 2012).

I flavonoidi sono i più abbondanti dei quattro gruppi principali di polifenoli alimentari e

condividono una struttura di base. Rappresentano circa il 60% di tutti i polifenoli.

Gli acidi fenolici possono rappresentare fino al 30% dei polifenoli presenti negli alimenti.

Non flavonoidi

Fra i non flavonoidi figurano gli acidi fenolici (acido gallico, acido ferulico, acido

caffeico, acido caftarico e acido p-cumarico), i lignani e gli stilbeni (cis- e il transresveratrolo)

1) Gli acidi fenolici, principali composti organici presenti nel grano duro e nel caffè,

contengono

almeno un gruppo ossidrilico fenolico e un gruppo carbossilico. In base alla loro

derivazione possono essere suddivise in due categorie: acidi idrossibenzoici,

derivanti dall’acido benzoico ed acidi idrossicinnamici, derivanti dall’acido

cinnamico. Tra gli acidi idrossibenzoici, l’acido gallico risulta essere il composto

maggiormente studiato per la sua ampia distribuzione nel mondo vegetale. Anche

gli acidi idrossicinnamici sono piuttosto distribuiti nel regno vegetale dove

svolgono svariate funzioni, prima fra tutte quella antibiotica.

16

2) I lignani, grazie alla loro struttura condensata, sono molto simili alla molecola di

lignina. In natura non sono presenti in forma libera, ma legati ad altre molecole.

3) Riguardo la famiglia degli stilbeni e loro derivati, il più importante ed abbondante

è il resveratrolo, presente sia nella forma cis che nella forma trans. Rappresenta,

per le piante che lo producono (in particolare uva rossa, more e frutti di bosco), una

difesa contro batteri e funghi.

I POLIFENOLI ATTIVI INCREMENTANO LA PRODUZIONE DI SPECIE PROBIOTICHE

SINERGICHE, PROMOTRICI DI SALUTE E LONGEVITA’

I prebiotici sono definiti come “substrato alimentare selettivamente utilizzato dai microrganismi

conferendo un beneficio in termini di salute all’ospite”

17

Interazione bidirezionale: polifenoli del microbiota

1. Come il microbiota trasforma i polifenoli

• La maggior parte dei polifenoli non viene assorbita nell'intestino tenue.

• Raggiungono il colon, dove il microbiota li metabolizza in composti più piccoli e più attivi, come

gli acidi fenolici, che hanno una maggiore biodisponibilità ed effetto biologico.

• Esempio: le catechine del tè verde vengono trasformate in acido valerico e altri metaboliti con

effetto antinfiammatorio.

2. Come i polifenoli modulano il microbiota

• Agiscono come prebiotici selettivi, stimolando la crescita di batteri benefici come

Bifidobacterium, Lactobacillus e Akkermansia muciniphila.

• Inibiscono la crescita di agenti patogeni intestinali come il Clostridium perfringens o l'Escherichia

coli.

• Questa modulazione aiuta a ridurre l'infiammazione intestinale, a migliorare l'integrità della

barriera intestinale e a rafforzare l'immunità locale.

⸻⸻⸻

Benefici fisiologici di questa interazione

• Prevenzione delle malattie croniche: obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari.

• Migliore salute mentale: grazie all'asse microbiota-intestino-cervello.

• Riduzione dello stress ossidativo e dell'infiammazione sistemica.

• Miglioramento del metabolismo lipidico e glicemico.

18

Altri benefici per la salute

• Ridurre lo stress ossidativo e l'infiammazione

• Sostenere la salute cardiovascolare

❤️

• Migliorare la funzione cognitiva

• Migliorare l'equilibrio metabolico e la sensibilità all'insulina

• Potenziali effetti anti-invecchiamento e anticancro (in fase di studio)

Gli effetti dei POLIFENOLI e degli stilbeni (Polidatina forma biodisponibile del Resveratrolo)

hanno mostrato effetti antiobesità, metabolici, cardioprotettivi ed effetti sull’omeostasi glucidica.

Oltre il 90% dei polifenoli raggiunge il colon non digerito, dove si affida ai microbi intestinali per

l'attivazione. Senza metabolismo microbico, questi composti rimangono biologicamente inattivi.

Vie di bioconversione microbica

Fermentazione e degradazione – I microbi intestinali trasformano i polifenoli in metaboliti

biodisponibili (ad esempio, le urolitine delle bacche).

19

Modulazione del microbioma intestinale – I polifenoli agiscono come prebiotici, potenziando

Lactobacillus e Bifidobacterium e riducendo i patobionti.

Produzione di SCFA – Influenza indirettamente il butirrato e il propionato, supportando l'integrità

della barriera intestinale e migliorando la funzione della microglia in senso antinfiammatorio M2)

Immunomodulazione e asse intestino-cervello – Metaboliti come l'acido diidrossifenilacetico

regolano l'infiammazione e le vie dei neurotrasmettitori.

Benefici per la salute – Questi metaboliti di origine microbica regolano l'infiammazione, lo stress

ossidativo e l'integrità della barriera intestinale, influenzando il metabolismo, l'immunità, la salute

cardiovascolare e la funzione cerebrale.

Perché è importante: i polifenoli non sono completamente benefici fino a quando il

microbioma intestinale non li metabolizza! Una dieta diversificata e ricca di fibre favorisce

un microbioma fiorente, massimizzando il metabolismo dei polifenoli per una salute

intestinale e generale ottimale. 20

L’azione dei polifenoli modulata dai ritmi circadiani

Il ruolo dei polifenoli alimentari nella protezione della salute è noto da

tempo: si tratta di composti bioattivi abbondanti negli alimenti di

origine vegetale. Negli ultimi anni, la ricerca si è concentrata non solo sulla loro funzione, ma anche

sull’influenza che il momento della giornata in cui vengono assunti può avere sui benefici che

apportano. Questa intuizione deriva dal filone di studi dedicati alla crononutrizione, che indaga

l’impatto dell’alimentazione sulla regolazione dei ritmi circadiani.

Le evidenze oggi disponibili suggeriscono un’interazione complessa e bidirezionale tra consumo di

polifenoli e sistemi di regolazione circadiana. I ritmi circadiani e stagionali influenzano infatti la

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher frankosteopata1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia III e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Businaro Rita.
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