Estratto del documento

Scuola di studi umanistici e della formazione

Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione

L'utilizzo dei social network in Italia durante la pandemia di Covid-19

Candidato: Elena Smith

Relatore/i: Prof. Giuseppe Baldi

Anno Accademico: 2020/2021

A me stessa e ai miei genitori Teresa e James.

Abstract

La pandemia di Covid-19 ha modificato notevolmente le abitudini di tutti noi portandoci a fare affidamento sul digitale più che mai. Vivevamo già in una realtà in cui il confine tra reale e digitale si stava assottigliando sempre di più e la pandemia di Covid-19 non ha fatto altro che accelerare questo processo. Partendo da un’analisi descrittiva delle principali caratteristiche del Web 2.0, delle potenzialità e dei rischi legati ai social network, questo studio ha come obiettivo centrale quello di mostrare come siano cambiate le abitudini degli utenti italiani circa l’utilizzo dei Social Network durante il periodo di lockdown di Marzo-Maggio 2020. L’analisi quantitativa è stata condotta tramite l’ausilio di un questionario anonimo, il campione di ricerca sono state 700 persone e i social network presi in analisi sono stati quattro: Facebook, Twitter, Instagram e TikTok. Sono stati confrontati i tempi di utilizzo durante il periodo di lockdown con quelli antecedenti alla pandemia e post pandemia. I risultati ottenuti dimostrano un effettivo aumento dei tempi di utilizzo dei social network durante il lockdown. Si vede inoltre come durante l’estate 2020 invece, l’utilizzo sia ritornato ai valori del periodo prepandemia.

Indice

  • Introduzione 5
  • Capitolo 1: Il contesto tecnologico 8
    • 1.1 L’evoluzione di Internet 8
    • 1.2 Web 1.0 e 2.0: le differenze 11
    • 1.3 Cosa sono i media 15
    • 1.4 Le prime piattaforme di social network 17
      • 1.4.1 Facebook 20
      • 1.4.1.1 Come funziona Facebook 22
      • 1.4.2 Twitter 25
      • 1.4.2.1 Come funziona Twitter 26
      • 1.4.3 Instagram 30
      • 1.4.4 TikTok 33
      • 1.4.4.1 Come funziona TikTok 33
    • 1.5 Clubhouse, Reddit e LinkedIn 36
  • Capitolo 2: La realtà digitale 39
    • 2.1 Vivere “Onlife” 39
    • 2.2 Il concetto di identità 43
      • 2.2.1 Identità digitale 45
    • 2.3 Verso nuove opportunità: aspetti positivi dei social network 48
      • 2.3.1 Self empowerment 49
      • 2.3.2 Creatività di gruppo 51
      • 2.3.3 Amore e relazioni 54
      • 2.3.4 Social network marketing 56
    • 2.4 Rischi legati ai social network 60
      • 2.4.1 Comportamenti disfunzionali 60
      • 2.4.2 Eccesso di informazioni 62
      • 2.4.3 Dipendenza dai social network 63
    • 2.5 La vita “Onlife” durante la pandemia 64
      • 2.5.1 Il divario digitale 66
      • 2.5.2 Nativi digitali 70
      • 2.5.3 Il potere dei social network durante il lockdown 72
  • Capitolo 3: La ricerca 75
    • 3.1 Utilizzo dei social network in Italia nel 2020 75
    • 3.2 Il sondaggio – scopi e dettagli 80
      • 3.2.1 Il campione 80
      • 3.2.2 Le domande 81
      • 3.2.3 Analisi delle risposte 82
        • 3.2.3.1 Delineamento del profilo del campione 82
        • 3.2.3.2 Analisi domanda 1 86
        • 3.2.3.3 Analisi domanda 2 87
        • 3.2.3.4 Analisi domanda 3 88
        • 3.2.3.5 Analisi domanda 4 89
          • 3.2.3.5.1 Facebook 89
          • 3.2.3.5.2 Instagram 91
          • 3.2.3.5.3 Twitter 92
          • 3.2.3.5.4 TikTok 93
        • 3.2.3.6 Analisi domanda 5 94
        • 3.2.3.7 Analisi domanda 6 95
  • Conclusioni 97
  • Indice delle figure 99
  • Bibliografia 102
  • Sitografia 108

Introduzione

Il presente lavoro nasce durante il periodo di emergenza sanitaria che l’Italia ha vissuto e tutt’ora sta vivendo e si pone come obiettivo quello di mostrare come e quanto sia cambiato l’utilizzo dei social network durante il periodo di lockdown vissuto durante la primavera del 2020. Nel dicembre del 2019 in Cina si è assistito al dilagare della malattia da Coronavirus (denominata successivamente Covid-19), causata dall’acuta sindrome respiratoria coronavirus 2 (SARS-CoV-2). Il rischio viene sottovalutato e ben presto la malattia si è diffusa in tutto il mondo. Con il Dpcm del 9 marzo 2020 che riporta quanto segue: evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all'interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza; l’Italia entra ufficialmente in lockdown, diventando il primo tra i paesi europei ad adottare misure così severe. Il 18 maggio, dopo più di due mesi di lockdown l’Italia comincia una nuova fase di riaperture che segna di fatto la fine del lockdown cominciato a marzo. Molte delle restrizioni giungono al termine, con il nuovo Dpcm del 17 maggio 2020 tra cui quelle relative ai liberi spostamenti all’interno della propria regione, lo svolgimento di attività sportive e ludiche all’aperto, le attività di ristorazione, e a partire dal 3 giugno cade anche la restrizione sui liberi spostamenti tra le regioni.

Nessuno di noi era pronto a far fronte a cambiamenti così drastici. È stato necessario modificare il nostro stile di vita, le nostre abitudini. Oggi viviamo in una società in cui i confini tra la realtà online e quella offline sono sempre più sfumati, la pandemia di Covid-19 ci ha costretto a fare ancora più affidamento sul digitale e in particolare sui social network.

Il primo capitolo presenta un quadro generale dell’evoluzione di Internet soffermandosi principalmente sulle caratteristiche di interattività e condivisione proprie del Web 2.0 e delle varie piattaforme di social network. Si passa poi alla descrizione delle principali funzionalità delle piattaforme di Facebook, conosciuto per essere il “social per eccellenza”, Twitter, TikTok e Instagram ovvero i quattro social sulla quale si è basato il questionario di ricerca.

Il secondo capitolo analizza più dettagliatamente la rivoluzione digitale che stiamo attraversando facendo riferimento al concetto di “Onlife” elaborato dal filosofo Luciano Floridi il quale descrive il nostro ambiente come un ecosistema che ormai supera la divisione tra reale e digitale. Vengono poi descritti aspetti positivi e rischi legati all’utilizzo dei social network e della realtà digitale in generale, e come entrambi aspetti siano stati amplificati durante questo periodo di pandemia.

Il terzo capitolo è il centro di tutta la tesi ed è dedicato all’esposizione dei metodi di ricerca utilizzati e delle risposte ottenute che mostreranno il cambiamento dei tempi medi di utilizzo durante il periodo di lockdown. Attraverso la condivisione sui social network di emozioni, pensieri ed esperienze durante il periodo di lockdown, siamo riusciti a continuare a sentirci parte di una comunità, di mantenere vivi i rapporti e di crearne di nuovi. Gli aspetti positivi legati all’utilizzo delle piattaforme social ovvero: la loro capacità di ampliare le nostre reti di connessioni, di potenziare la creatività di gruppo, la possibilità di utilizzarli come strumento di marketing, sono alcune tra le motivazioni legate al perché durante il periodo di lockdown si è assistito ad un aumento del loro utilizzo. Questo aumento è dimostrato dalle risposte ottenute dal questionario di ricerca i cui dati nel dettaglio vengono analizzati nel terzo capitolo.

Tutti noi abbiamo vissuto l’imposizione del lockdown come uno shock; nel giro di pochi giorni le nostre vite sono state stravolte e abbiamo dovuto apportare dei cambiamenti alla nostra quotidianità. Molti di noi hanno iniziato a sentirsi soli, annoiati, ansiosi, depressi. Come verrà approfondito di seguito, negli ultimi anni Internet ha avuto un ruolo fondamentale nelle nostre vite, ci ha permesso di svolgere molte attività da remoto e ha reso la distanza fisica un limite facilmente superabile. Come vedremo nelle seguenti pagine i social media prima dell’arrivo della pandemia erano vastamente utilizzati. Ci aiutavano a connetterci con amici, familiari, colleghi di lavoro, offrendoci la possibilità di sentirsi parte di una comunità, di sentirsi meno soli, nei momenti in cui la comunicazione faccia a faccia non era possibile. I social media però sono sempre e comunque stati una scelta, un’aggiunta alla nostra vita offline. Durante il periodo di lockdown, la vita online non è più stata una scelta, ma un obbligo. Vivere in rete è stato l’unico modo per tenere in vita le “connessioni” che avevamo con gli altri.

Capitolo 1: Il contesto tecnologico

1.1 L’evoluzione di Internet

Ai giorni d’oggi la tecnologia riveste un ruolo centrale nelle nostre vite. Passiamo gran parte delle giornate utilizzando gli smartphone come principale veicolo di comunicazione. Uno smartphone è un telefono con capacità di calcolo, memoria e connessione dati molto più avanzate rispetto ai precedenti telefoni, sono in grado di riprodurre musica, scattare foto e girare video ma soprattutto riescono a far aprire pagine web attraverso il web browser. Sono strumenti molto simili ai PC. Un’altra loro caratteristica è quella di poter installare altre funzionalità attraverso le app, scaricabili dai rispettivi negozi online. La semplicità, comodità e rapidità di utilizzo sono solo alcuni dei molti motivi per cui oggi passiamo così tanto tempo sullo smartphone, immersi nella realtà digitale. Come vedremo nei capitoli successivi la realtà online si sta mescolando sempre di più con la nostra realtà offline rendendo i confini tra le due dimensioni sempre più sfumati e difficili da distinguere. Prima di approfondire il tema della realtà “online”, facciamo un passo indietro e analizziamo brevemente l’evoluzione tecnologica avvenuta soprattutto nel corso degli ultimi 50 anni, fino ad arrivare ai giorni d’oggi, giorni in cui una vita senza Internet non è neppure pensabile. Internet nel corso degli anni non ha mai smesso di evolversi, in questo nuovo secolo abbiamo assistito a un forte aumento del suo utilizzo. Inizialmente però Internet non era interattivo quanto quello di adesso, era invece tutt’altro che ciò.

La nascita di Internet risale agli anni ‘60. ARPANET (acronimo di "Advanced Research Projects Agency NETwork", in italiano "Rete dell'Agenzia per i progetti di ricerca avanzati"), fu la prima rete di computer studiata e realizzata nel 1969 dal DARPA, l'agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare progettata nel periodo della "Guerra fredda" in collaborazione con quattro Università americane. Il progetto doveva garantire un sistema di comunicazione militare. Per tutti gli anni Settanta Arpanet continuò a svilupparsi in ambito universitario e governativo. Come afferma Robert H. Zakon nella sua “Internet Timeline” furono Vinton Cerf e Bob Kahn, nel 1973 a lavorare allo sviluppo del protocollo TCP/IP, il quale rappresenta la base per tutte le comunicazioni su Internet. In pochi anni, ARPANET allargò i suoi nodi oltreoceano, contemporaneamente all'avvento del primo servizio di invio pacchetti a pagamento. L'Italia fu il quarto Paese europeo a connettersi in rete, dopo Norvegia, Regno Unito e Germania, grazie ai finanziamenti del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Nel 1991 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, dei documenti, saltando da un punto all'altro mediante l'utilizzo di rimandi (link). “Il 6 agosto Berners-Lee pubblicò il primo sito web della storia, presso il CERN, il World Wide Web (WWW). Le risorse disponibili al suo interno erano organizzate secondo un sistema di librerie, o pagine, a cui si può accedere utilizzando appositi programmi detti web browser con cui è possibile navigare visualizzando file, testi, ipertesti, suoni, immagini, animazioni e filmati. Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il Mosaic, venne realizzato nel 1993”.

“Se prima del 1993 Internet era dunque relegata a essere una rete dedicata alle comunicazioni all'interno della comunità scientifica e tra le associazioni governative e amministrative, da tale anno si assiste alla diffusione costante di accessi alla rete da parte di computer di utenti privati fino ad arrivare al 1998 con centinaia di milioni di computer connessi in rete”. Internet crebbe in modo esponenziale, in pochi anni riuscì a cambiare la società, trasformando il modo di lavorare e relazionarsi. Come riporta Luca Toschi: Il Web, come ha ribadito più volte molto bene anche il suo inventore Tim Berners Lee, è un’innovazione sociale prima che tecnica: è stato costruito pezzo dopo pezzo per aiutare le persone a collaborare fra loro, senza prevaricazioni culturali né commerciali.

Per quanto riguarda l’accesso al web e la produzione di contenuti, Giuliano Prati individua tre fasi ben distinte nelle quali si possono suddividere gli ultimi anni:

  • Fase I: agli albori l’utilizzo di Internet era limitato, a causa della ridotta quantità di infrastrutture tecnologiche in grado di permettere l'accesso agli utenti. I contenuti venivano pubblicati da pochi soggetti come Università o aziende web nate proprio con la visione delle potenzialità che questo strumento poteva offrire.
  • Fase II: aumentando la diffusione di Internet ed il numero di utenti che vi si potevano collegare, cresceva anche il numero di aziende che si occupavano della produzione di siti web e di contenuti online. Nascevano così società come Yahoo!, EBay e Amazon che offrivano ai propri utenti l'accesso a contenuti e servizi. Gli utenti che producevano in prima persona contenuti e siti web crescevano con il tempo, anche se questa pratica era limitata dalla necessità di conoscere specifici linguaggi di programmazione o dall'utilizzo di sistemi di Content Management System (CMS) non facilmente accessibili agli utenti.
  • Fase III: arriva il Web 2.0. Internet è uno strumento sempre più diffuso e alla portata delle masse. Aumenta la quantità di persone raggiunte dalla banda larga. Nascono soluzioni web che permettono agli utenti un alto grado di libertà nella produzione dei contenuti sul web siano essi pagine dinamiche, filmati, fotografie, interventi audio. La gestione delle informazioni non è più un presupposto esclusivo di alcune realtà, ma diventa un'operazione di pubblico dominio. Cresce la voglia di comunicare e di condividere il proprio pensiero e la pro-pria personalità sulla rete attraverso le community. Le aziende web-oriented forniscono, sempre più frequentemente, strumenti per l'accesso alle proprie banche dati condividendole con gli utenti e permettendo loro di interagire con le fonti di informazione.

Nel paragrafo seguente descriveremo in maniera più approfondita quest’ultima fase, soffermandoci sulle caratteristiche principali del Web 2.0 e le sue differenze col Web 1.0.

1.2 Web 1.0 e 2.0: le differenze

Il primo Web che venne creato prese il nome web statico o «Web 1.0». Questa tipologia di web richiedeva specifiche competenze, la conoscenza dei linguaggi di HTML (Hyper Text Markup Language) e HTTP (Hype Text transport Protocol). Le prime comunità web erano quindi in stragrande maggioranza costituite da esperti informatici. Oggi la situazione è completamente cambiata. Il web che utilizziamo noi oggi è il «Web 2.0» (web dinamico):

“Il Web 2.0 è la rete come piattaforma, attraverso tutti i dispositivi collegati; le applicazioni Web 2.0 sono quelle che permettono di ottenere la maggior parte dei vantaggi intrinseci della piattaforma, fornendo il software come un servizio in continuo aggiornamento che migliora più le persone lo utilizzano, sfruttando e mescolando i dati da sorgenti multiple, tra cui gli utenti i quali forniscono i propri contenuti e servizi in un modo che permette il riutilizzo da parte di altri utenti, creando una serie di effetti attraverso un ‘architettura della partecipazione’ e andando oltre la metafora delle pagine del Web 1.0 per produrre così user experience più significative”.

Il termine «Web 2.0» viene introdotto nel 2004 da O’Reilly Media, come titolo per una serie di conferenze aventi per oggetto una nuova generazione di servizi Internet che enfatizzano la collaborazione online e la condivisione tra utenti. Infatti, grazie a tali servizi, gli utenti hanno una nuova opportunità: la possibilità di creare, condividere e commentare con facilità contenuti multimediali. Anche utenti non esperti possono creare testi, immagini e video.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElenaSmith di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di editoria multimediale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Baldi Giuseppe.
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