Scuola di
Ingegneria
Corso di Laurea Triennale in
Ingegneria Meccanica
LIGHTWEIGHTING NELL’INDUSTRIA
AUTOMOBILISTICA: IMPIEGO DEI MATERIALI
COMPOSITI Il Candidato:
Roberto Recchia
Relatori:
Prof. Ing. Massimo Delogu
Correlatori:
Dott. Ing. Francesco Del Pero
Sommario:
La seguente trattazione ha come scopo quello di analizzare, tramite una ricerca
dello stato dell’arte presente in letteratura, gli impieghi dei vari tipi di materiali
compositi nel settore dei trasporti in fase di alleggerimento, dando priorità a quello
automobilistico. La ricerca si focalizza su documenti e articoli scritti negli ultimi dieci
anni, in modo da non disperdere eccessivamente i dati. Nella fase conclusiva vengono
evidenziati i risultati della ricerca tramite un’analisi del trend sulle applicazioni e le
problematiche dei compositi nei settori sopra citati. Attraverso il trend ricavato viene
quindi accennata una previsione sul futuro dei suddetti materiali nel settore automotive.
Firenze, 11.04.2018
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Candidato: R. Recchia
Relatori: M. Delogu, F. Del Pero
Relazione: Lightweighting nell’industria automobilistica: impiego dei materiali compositi
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Relatori: M. Delogu, F. Del Pero A mia madre e a mio nonno,
che mi sono stati vicini in ogni fase di questo percorso
così come sono sempre presenti nella mia vita.
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INDICE
SOMMARIO: ............................................................................................................... 1
1 INTRODUZIONE ....................................................................................................... 3
2 I MATERIALI COMPOSITI .......................................................................................... 8
2.1 G ................................................................................................................. 8
ENERALITÀ
2.2 C ....................................................................... 9
LASSIFICAZIONE IN BASE ALLA RESISTENZA
2.2.1 Compositi particellari ................................................................................................ 10
2.2.2 Compositi fibro-rinforzati .......................................................................................... 11
2.2.3 Compositi strutturali ................................................................................................. 13
2.3 C .................................................................. 14
LASSIFICAZIONE IN BASE AL TIPO DI MATRICE
2.3.1 Compositi polimerici ................................................................................................. 15
2.3.2 Compositi metallici .................................................................................................... 16
2.3.3 Compositi ceramici .................................................................................................... 16
2.4 G .............................................................................................. 17
ENERALITÀ SULLE FIBRE
2.5 P ............................................................................ 23
ROCESSI PRODUTTIVI DEI COMPOSITI
2.5.1 Tecnologie manuali o semi-automatizzate ................................................................ 24
2.5.2 Tecnologie automatizzate .......................................................................................... 26
3 MATERIALI COMPOSITI E LIGHTWEIGHTING NEL SETTORE NAUTICO ........................ 30
3.1 C ............................................................................................................ 30
ENNI STORICI
3.2 V ............................................................................................ 31
ANTAGGI E APPLICAZIONI
3.3 S ................................................................................ 33
VANTAGGI E PROSPETTIVE FUTURE
4 MATERIALI COMPOSITI E LIGHTWEIGHTING NEL SETTORE AERONAUTICO ............... 35
4.1 C ............................................................................................................ 35
ENNI STORICI
4.2 V ............................................................................................ 36
ANTAGGI E APPLICAZIONI
4.3 S ................................................................................ 38
VANTAGGI E PROSPETTIVE FUTURE
5 MATERIALI COMPOSITI E LIGHTWEIGHTING NEL SETTORE AUTOMOBILISTICO ......... 40
5.1 S ’ ................................................ 41
TORIA DEI COMPOSITI NELL INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA
5.2 F ...................................................... 44
IBRE DI VETRO ED UTILIZZI NEL SETTORE AUTOMOTIVE
5.3 F ......................................... 49
IBRE DI CARBONIO E LORO UTILIZZO NEL SETTORE AUTOMOTIVE
5.4 F ............................................. 56
IBRE NATURALI E LORO UTILIZZO NEL SETTORE AUTOMOTIVE
6 CONCLUSIONI E PREVISIONI FUTURE ...................................................................... 60
7 BIBLIOGRAFIA ....................................................................................................... 63
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Introduzione
1 L’industria dei trasporti investe da sempre nella ricerca di nuovi materiali e nuove
tecnologie di sviluppo al fine di ottimizzare i prodotti già esistenti e progettarne di
nuovi. Il miglioramento delle prestazioni, la riduzione del peso, dell’impatto ambientale
e dei costi sono al centro dell’attenzione delle aziende ormai da anni. Con questo
elaborato si è voluto effettuare una ricerca sullo stato attuale degli studi
sull’alleggerimento nei trasporti, e in specifico nel settore automobilistico. Viene messo
in primo piano l’alleggerimento in quanto questo è legato all’impatto ambientale e alle
prestazioni dei vari mezzi. Tra tutti i materiali che permettono una riduzione di peso, la
trattazione si concentra sui compositi, analizzandone le varie tipologie, applicazioni e
problematiche che seguono il loro utilizzo. Per la ricerca bibliografica, necessaria ad
affrontare i vari capitoli del seguente elaborato, è stato fatto uso di banche dati online
come Science Direct e Scopus. La ricerca online è sempre stata anticipata da una scelta
delle parole chiave che ha permesso di restringere il campo dei testi scientifici utili;
successivamente sono stati analizzati gli Abstract degli articoli più inerenti al fine di
scremarli ulteriormente. Sono stati analizzati più di cento testi al fine di poter definire
un trend più attendibile possibile.
Per la completa comprensione dello stato dell’arte inerente all’alleggerimento nel
settore automotive viene inizialmente introdotto il concetto di materiale composito, di
fibra e di matrice, analizzando poi in dettaglio anche i comuni rinforzi impiegati.
Vengono quindi catalogate le varie tipologie di compositi utilizzati in funzione della
resistenza che garantiscono e in funzione del tipo di matrice scelta. L’introduzione
generale si conclude con la descrizione dei principali metodi di fabbricazione,
distinguendo tra processi manuali e automatizzati. Il passo successivo è quello di fornire
un’infarinatura generale sul lightweighting nel settore nautico ed aereonautico al fine di
avere una visione più generale possibile su tale applicazione. Si procede con
l’argomento centrale della tesi, in cui inizialmente verranno descritti gli avvenimenti
chiave che hanno permesso ai compositi di affermarsi nel settore automotive.
Successivamente verranno analizzate le tre tipologie di fibre maggiormente usate in
questo campo prestando attenzione ai pregi e ai difetti che le possibili scelte comportano
dando anche uno sguardo agli sviluppi futuri.
Nelle conclusioni finali è stato definito un andamento sull’interesse che hanno
mostrato le aziende dei trasporti riguardo alle applicazioni dei compositi in termini di
alleggerimento. In particolare, è stato messo al centro dell’indagine il settore
automobilistico. Gli andamenti analizzati sono stati ricavati con l’ausilio del software
Excel, in cui sono stati inseriti i vari articoli in base all’argomento che trattavano al fine
di ottenere i grafici necessari alla definizione del trend. In seguito, è stata presentata una
previsione su quelle che possono essere le scelte future delle aziende nel settore
automobilistico, basandosi sui risultati precedentemente ottenuti.
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I materiali compositi
2 Generalità
2.1 I primi utilizzi dei materiali compositi risalgono all’antichità dove era uso
miscelare della paglia all’argilla per ottenere mattoni più resistenti rispetto a quelli
composti dal solo fango. L’avvento dei compositi come categoria di materiali a sé stante
inizia alla metà del ventesimo secolo con la produzione di materiali multifasici come i
polimeri rinforzati con fibre di vetro [41].
Un composito è un materiale ottenuto artificialmente tramite la combinazione di
due o più fasi, differenti in termini di forma e/o composizione chimico-fisica, al fine di
ottenere un miglioramento delle proprietà rispetto ai singoli costituenti. I materiali
compositi si distinguono dalle leghe metalliche in quanto, oltre ad avere una
combinazione di materiali chimicamente differenti, questi possono essere identificati al
livello macroscopico; non ho dunque dissolvenza o fusione completa di uno nell’altro
[4]. La combinazione così ottenuta può vantare proprietà non riscontrabili nei singoli
materiali che la compongono.
I materiali che compongono il composito vengono definiti costituenti o fasi. La
maggior parte dei compositi sono formati da due fasi soltanto:
• Il legante o matrice, cioè il costituente continuo che ha il compito di contenere il
rinforzo trasferendogli il carico esterno e proteggendolo dai fattori ambientali e
dall’usura.
• Il materiale di rinforzo o fase dispersa, il quale viene aggiunto all’interno della
matrice sotto forma di fibre o particelle.
Figura 2.1 Struttura composito
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Le proprietà finali del composito dipendono fortemente da quelle dei costituenti,
dalle loro quantità relative e dalla geometria delle fasi disperse (forma, dimensione,
distribuzione ed orientazione della fase dispersa all’interno della matrice) come è
possibile vedere in Figura 2.1. I compositi trovano largo utilizzo nel settore aeronautico,
aereospaziale, navale ed automobilistico poiché, grazie alle varie combinazioni dei
costituenti, si riesce ad ottenere proprietà fondamentali per l’ingegneria come un alto
rapporto resistenza/peso o un adeguato isolamento termico ed elettrico o ancora una
buona resistenza alla corrosione e agli agenti chimici [2].
Classificazione in base alla resistenza
2.2 La classificazione dei materiali compositi viene effettuata suddividendoli in
funzione alla caratteristica di resistenza meccanica (massimo sforzo che un generico
materiale è in grado di sopportare prima che sopraggiunga la sua rottura), in quanto
strettamente legata alla forma e all’orientamento della fase dispersa.
Figura 2.2 Classificazione schematica dei materiali compositi
-
Come da Figura 2.2 vengono previsti tre suddivisioni principali, rappresentate dai
compositi rinforzati con particelle, compositi fibro-rinforzati e compositi strutturali. Nel
caso dei particellari la fase dispersa risulta equiassiale (dimensioni particelle uguali in
tutte le direzioni), nei fibro-rinforzati invece la fase dispersa presenta un elevato
rapporto lunghezza-diametro, mentre la categoria degli strutturali indica quelli ottenuti
come combinazione di materiali compositi e materiali omogenei [41].
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Compositi particellari
2.2.1
Nei compositi particellari vengono sfruttate delle particelle di dimensioni variabili
per migliorare la resistenza all’usura, la durezza superficiale, le dilatazioni termiche e la
lavorabilità. La presenza del rinforzo sferico di elevata durezza in una matrice fragile
può generare una concentrazione locale delle tensioni compromettendo la resistenza
meccanica del composito.
Come da Figura 2.2 il gruppo dei particellari può essere ulteriormente suddiviso in
due sottoclassi che distinguono le grandi particelle dalle piccole. La classe dei rinforzati
con particelle di grandi dimensioni viene trattata su scala macroscopica e le relative
interazioni matrice-rinforzo studiate tramite la meccanica del continuo. È di uso comune
scegliere un rinforzo più duro e rigido della matrice, il quale avrà lo scopo di limitare i
movimenti di quest’ultima in prossimità di ogni particella; la matrice ha dunque lo
scopo di trasferire una parte dello sforzo a cui è sottoposta alle particelle. Il
miglioramento delle proprietà meccaniche dipende dunque dalla forma del legame
presente all’interfaccia tra matrice e rinforzo. Le particelle, oltre ad avere le medesime
dimensioni lungo tutte le direzioni devono essere omogeneamente distribuite in tutta la
matrice. È quindi utile definire la frazione volumetrica del particolato come il
rapporto tra il volume della fase dispersa e quello del composito (matrice e fase
dispersa). Le frazioni volumetriche delle due fasi influenzano il comportamento del
composito le cui proprietà meccaniche migliorano con il tenore di particolato; per
valutarne l’influenza sul modulo elastico di un composito viene usata la regola delle
miscele. Si prevede dunque un valore di modulo elastico compreso fra un limite
superiore ed uno inferiore [2].
() ()
()
= ∗ + ∗
∗
()
=
∗ + ∗
Tutte e tre le classi di materiali, cioè metalli, polimeri e ceramici possono formare
compositi rinforzati con grandi particelle se combinati tra loro. Un esempio è il
“cermet” nel quale trovo particelle estremamente dure di carburo di titanio o carburo di
tungsteno immerse in una matrice metallica di nichel. Questa categoria è sfruttata negli
utensili da taglio per acciai induriti in quanto le particelle dure costituiscono un’ottima
superficie di taglio e, grazie alla matrice metallica, riescono anche a sopportare gli stress
indotti dalla lavorazione che altrimenti porterebbe le sfere a rottura fragile. Nel caso dei
rinforzati con particelle disperse l’interazione tra matrice e rinforzo avviene al livello
atomico o molecolare. I diametri delle particelle vanno dai 10 ai 100nm [6]. Nonostante
la matrice sopporti gran parte del carico, la polvere particellare al suo interno è in grado
di limitare o impedire il movimento di eventuali dislocazioni ottenendo un composito
con una deformabilità plastica più bassa e quindi miglior durezza e sforzo di
snervamento. Un esempio di utilizzo di particellato fine è il “nerofumo” nel quale si
hanno particelle di carbonio molto piccole (20 – 50[nm]) e poco costose aggiunte alla
gomma vulcanizzata. Gli pneumatici delle vetture contengono fino al 30% in volume di
nerofumo. Le gomme che ne risultano migliorano la resistenza al taglio, all’abrasione ed
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hanno un valore più alto di sforzo di rottura. Esistono compositi particellari che
sfruttano un particolato sia di grosse che di piccole dimensioni; questo è il caso del
“calcestruzzo di cemento Portland”. I principali ingredienti per questo composito sono il
cemento Portland in cui aggrego la sabbia (rinforzo fine), la ghiaia (rinforzo grossolano)
e l’acqua. L’utilizzo di due aggregati di granulometrie diverse permette di raggiungere
una buona densità di impacchettamento e buoni contatti interfacciali in quanto le
particelle fini riescono a colmare i vuoti presenti tra le particelle di ghiaia. Le quantità di
cemento ed acqua dovranno essere scelte in modo tale da circondare tutto il particolato
così da ottenere un effetto legante completo [2].
Compositi fibro-rinforzati
2.2.2
I materiali compositi fibro-rinfo
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Materiali compositi
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Appunti Meccanica dei materiali sui materiali compositi
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Tecnologie industriali, parte 13 - Materiali compositi e loro lavorazioni
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materiali compositi