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La cartolarizzazione dei crediti Appunti scolastici Premium

Tesi per la Facoltà di Economia, Università degli Studi di Torino - Unito elaborata dall’autore nell’ambito del corso di economia del mercato mobiliare tenuto dal professore Damilano dal titolo La cartolarizzazione dei crediti. Scarica il file in formato PDF!

Materia di Economia del mercato mobiliare relatore Prof. M. Damilano

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INDICE Pag.

Introduzione 4

CAPITOLO PRIMO

STRUTTURA E FUNZIONAMENTO DELL’OPERAZIONE

DI CARTOLARIZZAZIONE

1.1 Fasi del processo 5

1.2 I tre modelli della securitisation 6

1.3 Classificazione delle attività cartolarizzabili 8

1.4 I soggetti coinvolti 8

1.5 Vantaggi e svantaggi della cartolarizzazione 11

CAPITOLO SECONDO

LA REGOLAMENTAZIONE IN ITALIA

2.1 Legge 130/99 e successivi aggiornamenti 13

2.2 Assets cedibili 13

2.3 Società cedente 14

2.4 Tutela dei terzi e pubblicazione del prospetto informativo 14

2.5 Titoli emessi a fronte dei crediti ceduti 15

2.6 Disposizioni fiscali 16

Disposizioni fiscali in capo all’originator

2.6.1 16

2.6.2 Disposizioni fiscali in capo allo SPV 16

2.6.3 Disposizioni fiscali in capo ai sottoscrittori dei titoli 17

CAPITOLO TERZO

IL MERCATO DELLA CARTOLARIZZAZIONE

3.1 Cenni storici 18

3.2 Il mercato europeo 19

3.3 Il mercato italiano 22

- 2 -

CAPITOLO QUARTO

LA BAD BANK E LE GARANZIE SULLE CARTOLARIZZAZIONE DELLE

SOFFERENZE BANCARIE Pag.

4.1 Le sofferenze bancarie in Italia 25

4.2 La Bad Bank 26

4.3 Garanzia sulla cartolarizzazioni delle sofferenze bancarie (GACS) 26

Requisiti dell’operazione

4.3.1 27

4.3.2 La garanzia pubblica 28

4.4 Atlante, il fondo salva-banche

4.5 La piattaforma multi-originator 29

4.6 Effetti della Bad Bank 29

Conclusioni 31

Sitografia e bibliografia 32

- 3 -

INTRODUZIONE

La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria innovativa che dalla sua nascita negli Stati Uniti alla

fine degli anni Settanta, e successiva diffusione in Europa e in Italia, ha permesso alle imprese di

ottenere la liquidità necessaria a far fronte ai propri impegni finanziari e agli investitori di

impegnare i surplus di risorse nell’acquisto di strumenti che offrissero un rendimento elevato e a

rischi ridotti, grazie alle garanzie sottostanti.

Opposti agli innumerevoli vantaggi offerti dalla cartolarizzazione, sono i rischi legati ad un suo

utilizzo avventato, rischi che possono avere ripercussioni negative a livello locale, ma anche

sull’economia mondiale: la crisi finanziaria del 2007 ne è un esempio.

Tutto ciò mi ha condotto a pormi le seguenti domande: in cosa consiste concretamente

un’operazione di cartolarizzazione e qual è la sua regolamentazione in Italia? Cosa è cambiato

dopo la crisi e quali sono stati e saranno gli interventi delle autorità governative in merito

all’argomento?

Sulla base dei suddetti quesiti si articola la tesi, la quale è stata suddivisa in quattro capitoli.

Nel primo capitolo viene esposta in linea generale la struttura ed il funzionamento di

un’operazione di securitisation, fornendo un dettaglio dei soggetti coinvolti e dei benefici apportati

dall’operazione.

Il secondo capitolo espone i tratti principali della legge 130/99 e successivi aggiornamenti, quali la

natura del portafoglio di attivi cedibile, i requisiti della società cedente e dei titoli emessi a fronte

dell’operazione, la disciplina fiscale e la disciplina in ambito della tutela dei terzi.

Nel terzo capitolo viene effettuato un excursus storico della cartolarizzazione dei crediti,

approfondendo il mercato europeo e quello italiano, attraverso una rielaborazione dei dati

trimestrali dell’Association for Financial Markets in Europe.

Il quarto capitolo spiega l’utilizzo della cartolarizzazione da parte delle banche italiane per

eliminare dai loro bilanci i crediti deteriorati e fornisce una descrizione delle garanzie fornite dal

Governo alla luce del decreto legge 18 del 14 febbraio 2016.

- 4 -

CAPITOLO PRIMO

DELL’OPERAZIONE

STRUTTURA E FUNZIONAMENTO DI

CARTOLARIZZAZIONE

1.1 Fasi del processo

La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria che consente di trasformare un pool di assets non

negoziabili e indivisi, in valori mobiliari scambiabili presso i circuiti del mercato dei capitali. Nata

negli Stati Uniti negli anni Settanta e successivamente diffusa in Europa dalla metà degli anni

quest’operazione si è affermata come valida alternativa alle modalità di finanziamento

Ottanta,

tradizionale, riducendo l’indebitamento bancario.

Le operazioni di cartolarizzazione non si prestano ad una definizione univoca, in quanto le diverse

variabili vengono di volta in volta modificate per rispecchiare al meglio le esigenze degli operatori.

Gli strumenti possono quindi differire quanto alla tipologia di crediti utilizzati, alla modalità di

trasferimento degli stessi, alla collocazione del rischio tra i soggetti coinvolti, alla tipologia dei titoli

emessi, e così via. È tuttavia possibile individuare uno schema di riferimento che si trova alla base

di ogni operazione di cartolarizzazione: una società, detta originator, cede un portafoglio di attivi ad

un’entità appositamente costituita (Special Purpose Vehicle o SPV), il cui oggetto esclusivo è la

realizzazione di una o più operazioni di securitisation. Successivamente il veicolo crea dei titoli, i

cosiddetti Asset-Backed Securities (o Mortgage-Backed Securities, se le attività sottostanti sono

rappresentate da mutui ipotecari) che saranno emessi presso il pubblico dei risparmiatori, ottenendo

così le risorse finanziarie necessarie per acquistare le attività cedutegli dal proprietario iniziale.

Qualunque sia il modello di riferimento e la struttura operativa adottata, alla base di ogni operazione

si evidenzia uno schema logico comune. In ciascuna operazione, si possono distinguere le seguenti

fasi, successivamente schematizzate nelle figura 1.1.1:

1) una società, detta originator, che necessità di liquidità, individua e seleziona un portafoglio di

attività idoneo a produrre flussi di cassa periodici ed omogenei;

2) cessione degli attivi da parte dell’originator, ad una società veicolo detta Special Purpose

il quale presenta personalità giuridica e capitale separati da quelli dell’emittente;

Vehicle,

3) lo SPV emette e colloca dei valori mobiliari rappresentativi degli asset ceduti che gli consentono

di finanziare l’acquisto del portafoglio;

4) i flussi di cassa relativi ai pagamenti periodici di quote di capitale e di interesse che i debitori

ceduti effettuano a favore dell’originator, vengono trasferiti allo SPV;

- 5 -

5) lo SPV utilizza i flussi di cassa derivanti dall’originator per sostenere i pagamenti periodici agli

investitori che hanno sottoscritto gli ABS.

Figura 1.1.1 Fasi del processo 7- PAG. INT. E CAP.

SOCIETA’ SPECIAL

6- PAG. INT. E CAP.

CEDENTE PURPOSE INVESTITORI

2- EMISSIONE ABS

1- CESSIONE ASSETS

(ORIGINATOR) VEHICLE

4- PROVENTI CESSIONE 3-PROVENTI CESSIONE

5-PAGAMENTO

INTERESSI PERIODICO

CAPITALE E

DEBITORI

CEDUTI

Fonte: rielaborazione dell’autore da La cartolarizzazione dei crediti di Giovando Guido.

1.2 I tre modelli della securitisation

nel paragrafo precedente, non esiste un unico schema con cui un’operazione di

Come già anticipato

cartolarizzazione può essere realizzata, dal momento che ogni emissione viene creata ad hoc per

rispecchiare al meglio le esigenze dell’originator e le finalità che intende perseguire.

È tuttavia possibile raggruppare le diverse operazioni, in tre modelli principali pass-though, asset-

backed, pay through - a seconda del soggetto che possiede la titolarità dei crediti incorporati

nell’operazione e alla modalità di pagamento agli investitori.

prevede l’eliminazione degli assets oggetto di cartolarizzazione, dai bilanci

Il modello pass-through

dell’originator e dello SPV (figura 2.1.1). La proprietà degli attivi verrà quindi conferita agli

investitori (beneficial ownership) i quali sottoscriveranno i pass through certificates, titoli non

rappresentativi di un’obbligazione né per lo SPV, che assumerà esclusivamente la natura di

fiduciario, né per la società emittente. Il pagamento dei flussi agli investitori dipenderà direttamente

dal pagamento da parte dei debitori iniziali e i pass through certificates vengono “costruiti” in modo

tale da avere durata e frequenza dei flussi coincidenti con quelli delle attività cedute.

- 6 -

Figura 2.1.1 - Modello pass-through

ORIGINATOR SPV

ASSETS ASSETS PTC MERCATO

Fonte: rielaborazione dell’autore da La cartolarizzazione dei crediti di Giovando Guido.

Contrariamente al modello descritto in precedenza, l’asset-backed prevede la conservazione della

titolarità dei crediti in capo allo SPV. Gli assets compariranno quindi nell’attivo del suo stato

patrimoniale (figura 2.1.2). Successivamente lo SPV emetterà dei titoli (asset-backed bond) che

faranno sorgere un’obbligazione in capo all’emittente, il quale pagherà agli investitori. dei flussi

che non dipenderanno direttamente da quelli generati dai crediti sottostanti.

Figura 2.1.2 - Modello asset-backed.

ORIGINATOR SPV

ASSETS ASSETS ABB MERCATO

Fonte: rielaborazione dell’autore da La cartolarizzazione dei crediti di Giovando Guido.

Il modello pay-through presenta caratteristiche comuni ad entrambi i modelli precedenti: la titolarità

titoli non rappresentano un’obbligazione per l’originator, e il

dei crediti rimane in capo allo SPV, i

pagamento dei flussi agli investitori è direttamente correlato al pagamento da parte dei debitori

iniziali. - 7 -

1.3 Classificazione delle attività cartolarizzabili

In base alla tipologia di attivi sottostanti, possiamo distinguere i titoli emessi a fronte di

un’operazione di cartolarizzazione in tre macro-categorie 1 :

- Mortgage-Backed Securities: hanno come sottostante mutui residenziali (Residential

Mortgage-Backed Securitie) e commerciali (Commercial Morgage-Backed Securities);

- Collateralized Debt Obligation: hanno come sottostante prestiti bancari (Collateralized Loan

Obligations), obbligazioni (collateralized Bond Obligations). In questa categorie rientrano

anche le CDO complesse, tra cui le CDO squared, i cui sottostanti sono altre CDO;

- Asset-Backed Securities: rientrano tutti gli altri attivi cartolarizzabili, tra cui, crediti da

acquisto auto, da carte di credito, da leasing, crediti a consumatori e verso imprese…

1.4 I soggetti coinvolti

forma di securitisation tradizionale coinvolge tre soggetti principali, quali l’originator, lo SPV e

La

gli investitori, ma a causa della sua elevata complessità, la cartolarizzazione prevede la

collaborazione di altri operatori, quali:

- Advisor;

- Servicer;

- Trustee;

- Credit enhancer;

- Agenzia di rating;

- Merchant bank o investment bank.

Di seguito viene fornito una descrizione dettagliata dei soggetti coinvolti.

Originator da un’impresa

Il soggetto che intende smobilizzare il proprio pool di assets può essere rappresentato

industriale o finanziaria, o da un ente governativo, dal momento che le disposizioni sulla

cartolarizzazione dei crediti (legge 130/99) non prevedono alcun requisito particolare per il

promotore dell’operazione. Tuttavia la prassi prevede che i principali originator siano banche ed

altri intermediari finanziari, a causa da un lato della complessità dell’operazione e dei costi che ne

derivano, limitando di fatto la partecipazione di imprese commerciali, e dall’altro dai numerosi

benefici che gli intermediari riescono ad ottenere, quali vantaggi fiscali, e diversificazione delle

fonti di raccolta del risparmio.

1 Fonte: elaborazione dell'autore da Deloitte&Touche (2008), Asset Securitisation In Deutschland.

- 8 -

Special Purpose Vehicle

Lo SPV è un soggetto creato esclusivamente per realizzare un’operazione di cartolarizzazione e

giuridica e patrimonio separati da quelli dell’emittente, caratteristica che gli

presenta personalità

conferisce la qualità di soggetto privo di rischio. Gli investitori sono infatti soggetti esclusivamente

al rischio di insoluto dei debitori degli assets ceduti, mentre viene eliminato il rischio

imprenditoriale. La cessione può essere effettuata nella forma pro solvendo, con la quale

l’originator garantisce la solvibilità del debitore ceduto, o nella forma pro soluto, che consente

all’emittente di trasferire interamente il rischio di credito in capo allo SPV.

Investitori

I titoli emessi in un’operazione di cartolarizzazione possono essere una valida alternativa di

investimento per tutti quei soggetti che dispongono di liquidità in eccesso, in quanto offrono

rendimenti maggiori se comparati a strumenti che presentano lo stesso livello di rischio. Gli

investitori possono essere: risparmiatori privati, investitori istituzionali, banche ed altri istituti

finanziari.

Advisor

Per avviare la securitisation, la società emittente deve selezionare gli attivi da cedere, scelta da cui

dipende la buona riuscita dell’operazione. A causa della sua complessità, la fase di selezione del

portafoglio spesso richiede l’intervento di una società consulente detta advisor, che stipula con

l’originato un contratto in base al quale è tenuta a svolgere le operazioni di:

- selezione del portafoglio da dimettere;

“due diligence”, per valutare il portafoglio sulla base dell’analisi dei dati dei debitori

- dell’originator;

elaborazione del “cash flow model”, ovvero della previsione dei flussi di cassa relativi ai

- creditori ceduti;

- ottenimento del rating da parte di un soggetto indipendente;

- selezione delle forme di ulteriori garanzie necessarie.

Servicer allo SPV, quest’ultimo dovrà occuparsi della

Effettuata la scelta degli attivi e ceduti gli stessi

riscossione dei crediti dell’esecuzione dei servizi di cassa e pagamento, operazioni che possono

essere esternalizzate presso una società che svolge la funzione di servicer. Viene quindi stipulato un

- 9 -

mediante il quale lo SPV conferisce ad una società detta servicer, l’incarico

contratto di servicing,

di gestire ed amministrare il portafoglio ceduto.

Trustee

Il trust è un istituto giuridico con il quale un soggetto detto settlor (o disponente) cede un certo

patrimonio ad un trustee (gestore), ma gli assets non entrano a far parte del patrimonio societario,

evitando ingerenze da parte dei creditori del gestore e dell’originator. La forma di trust può essere

assunta dallo stesso SPV, per destinare i crediti ceduti esclusivamente al rimborso degli investitori

finali che sottoscriveranno i titoli emessi.

Credit enhancer

Il credit enhancer è il soggetto che attraverso l’offerta di garanzie riduce il livello di rischio

all’originator di ottenere un rating più elevato. I fattori

creditizio dei titoli emessi, permettendo così

di rischio che vanno considerati sono:

il rischio di credito, legato all’insolvenza dei debitori principali, compromettendo così il

- pagamento agli investitori;

- il rischio di liquidità, cioè il rischio che i flussi di cassa generati dagli assets non siano

sufficienti ad effettuare il pagamento agli investitori;

- il rischio di base, che si verifica quando il tasso di interesse sugli attivi scende al di sotto del

livello dei tassi di interesse dei titoli emessi;

- il rischio di reinvestimento, ovvero il rischio che i debitori rimborsino anticipatamente il

credito.

Il credit enhancement può essere realizzato dallo stesso originator o da un soggetto esterno ed

utilizza tecniche quali:

l’overcollateralization, che consiste nel trasferimento allo SPV da parte dell’originator, di

- un pool di assets di valore maggiore rispetto a quello dei titoli emessi;

- spread account, che prevede la costituzione di un fondo pari alla differenza tra gli interessi

pagati agli investitori e gli interessi incassati dai debitori originari. Al termine del processo

di cartolarizzazione rimarrà all’originator la quota non utilizzata del fondo;

che consiste nell’emissione di due classi di titoli: la senior

- senior-subordinated structure,

class rimborsata in via prioritaria, e i titoli junior, rimborsati subordinatamente. Questi

ultimi sono quindi più rischiosi, ma per contro offrono un rendimento più elevato;

- garanzie bancarie;

- garanzie offerte da compagnie di assicurazione.

- 10 -

Agenzia di rating

Un’agenzia di rating è una società che assegna una valutazione (rating) riguardante la solvibilità

dell’emittente. I fattori presi in esame sono:

- la qualità degli assets;

- le caratteristiche del cash flow, quindi tempistica del rimborso del capitale e del pagamento

degli interessi;

capacità creditizia dell’eventuale ente garante, ed in particolare, l’agenzia di rating non può

- mai assegnare un giudizio superiore a quello del credit enhancer.

Il rating rappresenta un’assicurazione per gli investitori, in quanto l’operazione è stata esaminata da

un soggetto esterno. Di conseguenza l’imparzialità e una valutazione veritiera dell’agenzia, sono

aspetti particolarmente rilevanti, la cui omissione potrebbe danneggiare irreparabilmente gli

proprio la corruzione delle agenzie di rating, tramite l’applicazione di rating

investitori. Infatti

nettamente superiori a quelli reali, per ottenere commissioni più elevate, è sta una concausa della

crisi finanziari, i cui effetti si ripercuotono tutt’oggi.

Merchant bank

La merchant bank è incaricata di collocare i titoli sul mercato attraverso una delle seguenti

modalità: sottoscrivendo i titoli per poi collocarli tramite un’offerta pubblica;

b. fungendo da “broker” (il quale agisce per conto dell’emittente e non per conto

c. proprio) tra venditore ed acquirenti.

1.5 Vantaggi e svantaggi della cartolarizzazione

La securitization può condurre, tanto la società emittente quanto gli investitore, a diversi vantaggi.

L’originator ha la facoltà di disporre di una fonte di finanziamento che costituisce una valida

alternativa all’indebitamento bancario. Inoltre lo smobilizzo degli assets, consente di aumentare le

disponibilità liquide in azienda e di trasferire il rischio di insolvenza dei debitori originari

all’esterno, riallocandolo presso gli investitori.

La cessione degli attivi permette inoltre di perseguire un duplice vantaggio:

- la riduzione del totale dello Stato Patrimoniale migliora gli indici di redditività quali il ROA

(Return On Assets), calcolato rapportando al reddito operativo il totale delle attività, ed il

- 11 -

ROE (Return On Equity), che si ottiene dal prodotto tra il ROA ed il leverage (totale

attivo/patrimonio netto);

- gli incassi derivanti dai crediti ceduti vengono utilizzati esclusivamente per rimborsare i

e di conseguenza non sono aggredibili dai creditori dell’originator.

titoli emessi

Dal momento che i titoli emessi con la cartolarizzazione vengono valutati attraverso il rating, la

società cedente ha un maggiore accesso ai mercati internazionali e ha il vantaggio di collocare i

titoli meno rischiosi ad un tasso inferiore.

D’altro canto, la securitisation può risultare particolarmente costosa a causa dello sforzo

organizzativo legato all’elevato numero di transazioni che questo tipo di operazione prevede, e a

commissioni dovute al credit enhancer, al servicer e all’agenzia di rating.

causa delle

Focalizzandoci sulle banche come società emittente, esse possono perseguire ulteriori vantaggi

rispetto a quelli descritti in precedenza, infatti la riduzione degli assets migliora il coefficiente di

solvibilità, indice dato dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza (patrimonio minimo necessario per

poter operare) e gli attivi ponderati per il rischio, che in base agli accordi di Basilea deve essere

almeno pari all’8%.

banche emittenti svolgono anche l’attività di servicing, riscuotendone le commissioni e

Spesso le

mantenendo i rapporti con i clienti.

Oltre che per la società emittente, la cartolarizzazione presenta una serie di vantaggi anche per gli

investitori. In primo luogo possono diversificare il proprio portafoglio e ottenere rendimenti

maggiori rispetto ad investimenti che presentano parità di rischio. I risparmiatori hanno inoltre la

possibilità di investire in titoli valutati da soggetti esterni all’operazione.

Attraverso la creazione di uno SPV, viene eliminato totalmente il rischio imprenditoriale, ma resta

ferma l’esposizione al rischio di credito, ed in caso di insolvenza dei debitori originari, gli

investitori non possono far affidamento sul patrimonio dello SPV o della società cedente.

- 12 -

CAPITOLO SECONDO

LA REGOLAMENTAZIONE IN ITALIA

2.1 Legge 130/99 e successivi aggiornamenti

In Italia, la trasformazione dei crediti in titoli negoziabili si potè sviluppare grazie all'adozione della

legge n. 130 del 30 aprile 1999, che introdusse nell'ordinamento la disciplina in materia di

cartolarizzazione dei crediti. Prima del 1999, in mancanza di una normativa specifica, era consentito

l'ingresso sul mercato domestico di strumenti finanziari che potevano essere riconducibili a uno

2

schema di applicazione promosso da intermediari di paesi esteri . Le cartolarizzazioni in Italia

risultavano quindi complesse e poco competitive. La legge 130/99 venne introdotta per rendere più

efficiente il mercato e avvalersi di società veicolo di diritto italiano.

Nei paragrafi che seguono vengono esposti i tratti principale della legge 130/99 consolidata con le

modifiche introdotte dal D.L. 23 dicembre 2013 n. 145, convertito in legge con Legge 21 febbreo

2014 n. 9 (decreto destinazione Italia) e dal D.L. 24 giugno 2014 n. 91, convertito in legge con

Legge 11 agosto 2014 n. 116 (decreto competitività).

2.2 Assets cedibili

La legge 130/99 prevede tre caratteristiche in merito agli attivi cartolarizzabili, enunciando che deve

trattarsi di:

- crediti pecuniari;

3

- esistenti o futuri ; 4

- individuabili in blocco se si tratta di una pluralità di crediti .

Quindi il legislatore non effettua una distinzione tra crediti di qualità e crediti la cui riscossione è

incerta, lasciando intendere che l'operazione può essere attuata anche a fronte della cessione di

crediti in sofferenza. La cessione dei crediti in sofferenza può essere utile per eliminare dal bilancio

dell'originator posizioni problematiche. La cartolarizzazione viene spesso utilizzata dagli istituti di

credito per smaltire il carico dei Non Performin Loans e liberare liquidità nel sistema, come verrà

approfondito nel paragrafo 4.1. La mancanza di limiti in merito alla qualità degli assets cedibili e la

possibilità di trasferire crediti futuri, rende l'operazione di cartolarizzazione maggiormente rischiosa

2 Applicazione della delibera CICR del 12 gennaio 1994.

3 Il credito può essere futuro solo se attualmente determinato o determinabile: Bianca, Diritto civile, vol. IV, Milano,

1998, p. 586; Breccia, Le obbligazioni, in Tratt. dir. priv., a cura di Iudica-Zatti, Milano, 1991, p. 787.

4 L'art. 58 del Testo Unico Bancario definisce i rapporti giuridici individuabili in blocco come "quei crediti, debiti e

contratti che presentano un comune elemento distintivo che può rinvenirsi nella forma tecnica, nei settori economici d

destinazione, nella tipologia della controparte, nell'area territoriale e in qualunque altro elemento comune che

consenta l'individuazione del complesso dei beni ceduti".

- 13 -

ed aleatoria per gli investitori. Per tutelare i risparmiatori, la qualità e la data presumibile di

stipulazione del credito si riflettono sul rating.

2.3 Società cedente

l’art. 3 comma 1 della legge 130/99 dispone che: “la società cessionaria o la società emettente titoli

se diversa dalla società cessionaria, hanno per oggetto esclusivo la realizzazione di una o più

operazioni di cartolarizzazione dei crediti”. Si può quindi giungere a due conclusioni:

- la disciplina non impone alcun requisito in merito alle caratteristiche del soggetto che può dar vita

all’operazione 5 ;

- la disposizione individua come oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di

cartolarizzazione, quindi di fatto il cessionario non potrà emettere titoli, se non attraverso la

costituzione di una società veicolo. Il motivo per il quale il legislatore ha disposto l’esclusività

dell’oggetto, è di rendere gli investitori maggiormente tutelati, rendendo lo SPV un soggetto privo

di rischio.

Le disposizioni che si applicano alla società cessionaria e alla società emettente titoli vengono

indicati dal comma 3 del suddetto articolo, che individua il titolo V del testo unico bancario

(escluso l’articolo 106, commi 2 e 3, lettere b) e c)) e titolo VIII dello stesso testo.

2.4 Tutela degli investitori e pubblicazione del prospetto informativo

L’emissione di strumenti finanziari conduce al cosiddetto fenomeno di asimmetria informativa che

dà origine ad una distribuzione disomogenea delle informazioni, concernenti tanto i titoli, quanto

l’emittente, che vede quest’ultimo in una posizione di vantaggio rispetto a coloro che andranno a

sottoscrivere lo strumento. Per tutelare gli investitori, l’art. 94, comma 1 del testo unico delle

finanze, in recepimento dell’art 2, comma 3 della Legge 130/99, prevede:”coloro che intendono

effettuare una sollecitazione dell’investimento, ne danno preventiva comunicazione alla CONSOB,

allegando il prospetto destinato alla pubblicazione”. Il prospetto informativo viene redatto dalla

società cedente, o dalla società emittente titoli se diversa dal cessionario, secondo lo schema n. 18

in Allegato 1B della delibera della CONSOB n.11971, in recepimento dell’art. 2, comma 3, della

legge 130/99, la quale descrive il contenuto minimo del prospetto per i titoli offerti ad investitori

professionali.

L’art. 31 della delibera della CONSOB numero 11522 del 1998, definisce gli investitori

professionali come segue: “per operatori qualificati si intendono gli intermediari autorizzati, le

5 Nella prassi i principali originator si identificano in banche ed istituzioni finanziarie per le ragioni precedentemente

espresse (capitolo 1, paragrafo 4). - 14 -

società di gestione del risparmio, le SICAV, i fondi pensione, le compagnie di assicurazione, i

soggetti esteri che svolgono in forza della normativa in vigore del proprio Stato d’origine le attività

svolte dai soggetti di cui sopra, le società e gli enti emittenti strumenti finanziari negoziati in

mercati regolamentati, le società iscritte negli elenchi di cui agli articoli 106, 107 e 113 del decreto

legislativo 1° settembre 1993, n. 385, i promotori finanziari, le persone fisiche che documentino il

possesso dei requisiti di professionalità stabiliti dal Testo Unico per i soggetti che svolgono

funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso società di intermediazione mobiliare, le

fondazioni bancarie, nonché ogni società o persona giuridica in possesso di una specifica

competenza ed esperienza in materia di operazioni in strumenti finanziari espressamente dichiarati

per iscritto dal legale rappresentante”. Lo stesso articolo della legge sulle disposizioni sulla

cartolarizzazione dei crediti obbliga il cessionario, o la società emettente titoli, a sottoporre

l’operazione al giudizio di rating nel caso in cui i titoli siano offerti ad investitori non professionali,

ed afferma che :” la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), con proprio

regolamento da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, stabilisce i requisiti di professionalità e i

criteri per assicurare l’indipendenza degli operatori che svolgono la valutazione del merito di

credito e l’informazione sugli eventuali rapporti esistenti tra questi e i soggetti che a vario titolo

partecipano all’operazione, anche qualora la valutazione non sia obbligatoria”.

Il prospetto informativo, unitamente alla nota integrativa e alla nota informativa sintetica, dovrà

essere approvato dalla commissione nazionale per le società e la borsa, e successivamente reso

pubblico, ai sensi della Delibera CONSOB n. 11971, tramite:

deposito dell’originale presso la CONSOB;

-

- deposito di altre copie, in forma stampata e gratuitamente o sul sito internet, presso

l’offerente, l’emittente e intermediari incaricati al collocamento;

- inserimento in uno o più giornali a diffusione nazionale.

Il prospetto informativo dovrà inoltre essere consegnato ai sottoscrittori dei titoli su richiesta (art. 2

legge 130/99).

2.5 Titoli emessi a fronte dei crediti ceduti

I titoli emessi dallo Special Purpose Vehicle, sono definiti dall’ art 2, comma 1 della legge 130/99,

come strumenti finanziari, e ad essi si applicano le disposizioni del Testo Unico sulla finanza e gli

articoli 129 e 143 del Testo Unico bancario. Il decreto legislativo n. 58 del 1998, colloca i titoli tra i

valori mobiliari (sottocategoria degli strumenti finanziari), definiti come valori che possono essere

negoziati nel mercato dei capitali. - 15 -


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in banca, borsa e assicurazione
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliacapraro94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del mercato mobiliare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Damilano Marina.

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