Il concetto di sessualità e di genere al giorno d'oggi
Saggio breve di antropologia culturale
Di Montemaggi Carlotta
Introduzione
Ciò che distingue l’uomo dall’animale è proprio la capacità di trasformare l’ambiente modificandolo e interpretandolo, attorno a una struttura di valori, una sfida che stimola l’uomo e lo rende soggetto e progettista della sua storia. La sessualità, come ogni altra dimensione umana, interagisce permanentemente con la cultura, ed è altrettanto vero che sessuati si nasce o si diventa.
Il concetto di sessualità può essere espresso in diverse forme: in generale, è un complesso di fenomeni mediante i quali due organismi della stessa specie riescono a operare tra loro scambi di materiale genetico finalizzato alla conservazione della specie. Nelle specie a riproduzione agamica, tale trasferimento può avvenire in diversi modi: nei virus con scambi di frammenti di genoma, nei batteri con fenomeni di trasduzione, trasformazione e coniugazione, nei protozoi con la coniugazione; nelle specie a riproduzione sessuata, la sessualità è identificabile nell’insieme delle caratteristiche anatomiche, funzionali, comportamentali che rendono gli individui dei due sessi, a sviluppo completo, atti a unirsi e riprodursi.
Nell’uomo è inoltre strettamente legata a fattori di ordine psicologico, culturale e sociale che in ogni individuo prevalgono sui fattori biologici, costituendo la base della cosiddetta vita sessuale o comportamento sessuale, teso non solo alla finalità riproduttiva ma anche alla ricerca del piacere. In psicoanalisi, specialmente freudiana, rappresenta l’insieme delle attività e dei processi psichici che nell’infanzia tendono al piacere, con modalità evolutivamente diverse a seconda della zona erogena che ne è principalmente coinvolta (fase orale, anale, fallica, genitale).
Il genere, invece, indica il carattere maschile o femminile di un individuo, non a livello biologico ma come auto-definizione e percezione della propria sfera sessuale. È un dato psicologico e socioculturale, connesso alla costruzione sociale dei ruoli, prodotto della società e della cultura.
Grazie alla rivoluzione sessuale, che ha avuto inizio nel 1968 nei paesi occidentali atta a modificare i codici tradizionali di comportamento relativi alla sessualità e alle relazioni interpersonali, i cambiamenti più importanti sono stati l’accettazione del sesso al di fuori delle tradizionali relazioni eterosessuali o monogame ed il riconoscimento dell’omosessualità. Alla luce di questi fenomeni, le categorie “maschio” e “femmina” sono desuete, antistoriche, superate, inadatte a rappresentare la complessità della sessualità umana e dei suoi orientamenti, ma soprattutto inadatte a rappresentare il “genere” sessuale che ognuno vuole attribuirsi in base a ciò che percepisce di sé.
Infatti, per le teorie di “genere”, le due nature maschile e femminile non coincidono con il sesso di ogni singolo essere umano, maschio o femmina, determinato dagli organi sessuali che si possiedono, ma evolvono.
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