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all’anno 2013 che riguardano i dati ISTAT sulle istituzioni non-profit

nell’anno 2011. Proprio nel 2011 infatti, soltanto in Italia, il settore non-

profit ha subito un incremento del 28% rispetto al 2001 con più di 4,7

milioni di volontari, 681.000 dipendenti e 271.000 lavoratori esterni fino

a rappresentare il 3% del PIL italiano.

Figura 1. Riepilogo nazionale del Censimento sulle istituzioni non profit e le risorse umane.

Per quanto riguarda l’ambiente, nel settore non-profit, si svolgono

soprattutto interventi di salvaguardia del territorio (47% sul totale) e di

soccorso animali (22,4% sul totale del settore). Gli ultimi dati rivelano un

ulteriore aumento del Terzo Settore che, a differenza di quello delle Imprese

(cresciuto dell’8%), ha registrato un aumento di circa il 37,8% rispetto al

2001.

In Italia cresce la partecipazione all’attività sociale soprattutto in Lombardia,

che è la regione italiana con il più alto numero di istituzioni non-profit (circa

il 15,3% di Organizzazioni non-profit sul totale nazionale).

In questo contesto di ampia crescita e diffusione delle Istituzioni del Terzo

Settore è fondamentale che la comunicazione diventi sempre più efficace e

adeguata agli scopi delle Organizzazioni stesse. In altri termini, è necessario

che il Web si trasformi sempre più in un luogo di incontro nel quale, la gente di

tutto il mondo, con gli stessi interessi e con gli stessi obiettivi, possa affrontare

efficacemente importanti questioni sociali, umane ed ambientali.

13 Il Web si tramuta pertanto in uno sconfinato luogo d’incontro, in cui, come

in una grande assemblea cittadina, si ascoltano proposte ed iniziative, si

dibatte e si lotta insieme per promuovere cambiamenti di enorme portata

in tutto il mondo.

Il Web è il luogo più adatto per questo tipo di Organizzazioni che hanno

come principale scopo quello di informare e diffondere il proprio operato a

livello internazionale, sia per l’indefinita massa di destinatari a cui possono

rivolgersi che per i potenti strumenti che il Web fornisce loro.

La comunicazione delle ONP si rivolge ad un target specifico, costituito dal

popolo in Rete e dagli stakeholder, ovvero singoli, gruppi o associazioni che

influenzano o sono influenzate dall’Organizzazione stessa. Questa

comunicazione si basa essenzialmente su tre fattori: informazione,

consolidamento della comunità e richiamo all’azione. Questi sono gli

obiettivi che ogni ONP deve porsi al fine di garantire a se stessa un futuro e

un riscontro efficace a livello nazionale e/o internazionale. Una ONP deve:

Dare visibilità al proprio brand e all’azienda stessa;



 Comunicare le attività facilitando la ricerca da parte degli utenti;

Reclutare collaboratori e volontari fornendo le giuste informazioni;

 Facilitare i meccanismi di raccolta fondi e donazioni attraverso il sito;

 Comunicare, informare, mantenere i contatti con la propria comunità

 utilizzando gli strumenti di Internet: forum, chat, blog, social media.

A proposito dell’ultimo punto, quindi, il solo sito istituzionale non basta. È

necessario che, per arrivare in modo più efficace al pubblico mondiale, le

ONP utilizzino i più diffusi social media come Facebook, Twitter e Youtube,

che rappresentano attualmente un’enorme opportunità, soprattutto grazie

all’utilizzo della condivisione per la diffusione di campagne ed informazioni e

a quello delle già conosciute Newsletter o ai Blog. Secondo una ricerca

condotta nell’anno 2013 più del 73% delle Organizzazioni non-profit è

presente su Facebook e il 31% su Youtube: un dato che ovviamente tende

a crescere (si veda Figura 2).

14 Negli Stati Uniti la presenza delle ONP sui social network è più alta

rispetto al resto del mondo ed è stata registrata nello stesso anno 2013 al

93% (di cui il 98% su Facebook e il 73% su Twitter).

Figura 2. Rilevazione sulle ONP italiane con collegamento Internet, se presenti sui Social Network.

Tra le attività utilizzate dalle ONP, nel loro esercizio di Organizzazioni senza

scopo di lucro, troviamo il Crowdfunding e il Fundraising. Questi due termini

vengono spesso utilizzati come sinonimi e, in effetti, partono da obiettivi

comuni, ovvero: sfruttare il Web e i social network per garantire visibilità al

proprio brand e dare vita a progetti e iniziative utilizzando la raccolta di fon-

di e le donazioni da parte del popolo in Rete. Sullo specifico il

Crowdfunding, letteralmente “raccolta fondi”, è l’attività che sta alla base di

un agire collettivo volto a sostenere progetti e Organizzazioni a livello

mondiale. Si tratta di una pratica di finanziamento collettiva finalizzata a

sostenere economicamente Organizzazioni non a scopo di lucro, campagne

solidaristiche oppure iniziative e progetti. L’Organizzazione non-profit

inserisce il proprio sito Web e il proprio progetto on line invitando la

collettività a donare.

Per quanto riguarda il Fundraising, invece, non solo l’Organizzazione non-profit

mette il proprio progetto on line e invita le persone a contribuire con

donazioni, ma rende il popolo stesso artefice di campagne e raccolta fondi. Ciò

significa che il cosiddetto fundraiser può sostenere una causa promossa

dall’Organizzazione non-profit facendosi esso stesso promotore della causa,

invitando quindi altre persone a donare e a contribuire alla raccolta fondi.

15 Un caso noto di Fundraising potrebbe essere quello del noto sito web di

Change.org, una piattaforma mondiale di raccolta fondi, in cui la gente

comune può decidere di avviare le proprie campagne tramite petizioni e

donazioni per cause di interesse generale.

Il Web si trasforma così nel punto di unione tra tecnologia e cambiamento

sociale, facendosi promotore di una comunicazione attiva e diventando

quindi uno strumento essenziale per le Organizzazioni non-profit e per la

gente che vuole agire e apportare significativi cambiamenti nel mondo.

16 Capitolo II

Storia e struttura di due ONP: Earthjustice e

Greenpeace Italia

Secondo una recente statistica condotta nel Maggio 2015 dal National Cen-

ter for Charitable Statistics, Ente che si occupa di censimenti sul settore

non-profit negli Stati Uniti, il numero delle Organizzazioni non-profit ufficiali

riguardanti il settore ambientale è di circa 33.638. Nel solo Stato della Cali-

fornia ne sono presenti ben 3.061 e tra queste analizzerò più da vicino il la-

voro della statunitense Earthjustice.

2.1. Earthjustice: storia della ONP e struttura del sito web

La prima delle due Organizzazioni non-profit che analizzerò è la Earthjustice,

con sede a San Francisco, in California. Lo slogan del sito, sottostante al

nome dell’Organizzazione, cita così: «Because the Earth needs a good

lawyer» («Perché la terra ha bisogno di un buon avvocato»).

La storia di Earthjustice ha inizio nel 1965 proprio nel contesto di una battaglia

legale, quella per salvare la Mineral King Valley dalla costruzione del più

6

grande villaggio sciistico del mondo da parte di Walt Disney . Le lotte legali

continuarono per quasi un decennio. Il 1972 fu l’anno in cui la Corte Suprema

degli Stati Uniti si considerò favorevole all’ambizioso progetto della Walt

Disney, ma in una nota segnalava anche il disastroso impatto che avrebbe

avuto una realizzazione tanto invasiva sui cittadini che fruiscono della Mineral

Kings. La causa alla fine fu vinta da Earthjustice che

è considerata, ad oggi, la prima Organizzazione non-profit per i diritti

ambientali in tutto il mondo.

6 La nota azienda Walt Disney Company, fondata da Walter Elias Disney nel 1923, opera nel settore della produzione

cinematografica, di prodotti di consumo, Media Networks e realizzazione di Parchi e Resorts.

17 Gli obiettivi principali di questa Organizzazione sono quello di

salvaguardare la salute delle persone, preservare l’ambiente e la natura,

proporre energia pulita e soluzioni valide per combattere il cambiamento

climatico. Tutti questi fini vengono perseguiti con il ricorso alla giustizia,

vale a dire applicando la legge per ogni questione ambientale affrontata.

Il Presidente dell’Organizzazione, Trip Van Noppen, sostiene: «Earthjustice

was created by a small group of attorneys with a passionate belief that the

power of the law could be used to preserve the environment. They helped

establish the right of citizens to go to court to enforce environmental laws

when the government couldn’t or wouldn’t.».

Le varie iniziative promosse da Earthjustice sul sito sono ordinatamente

suddivise all’interno di tre categorie principali, che sintetizzano gli

obiettivi stessi della Organizzazione. Queste categorie sono: “The Wild”,

“Healthy Communities” e “Clean Energy and a stable climate”.

Figura 3. Earthjustice – Pagina “Wild Lands” in “The Wild”

Nonostante gli sforzi delle Organizzazioni e sebbene gli ecosistemi naturali

non possano essere distrutti in poco tempo, è bastato il giro di poche

generazioni perché venissero seriamente danneggiati da industrie, dalla

deforestazione, da macchine per la trivellazione del suolo.

18 Nella categoria “The Wild” (si veda Figura 3) le varie sotto-categorie

pongono l’attenzione sull’azione di Earthjustice per ciò che riguarda la

protezione e il ripristino degli habitat naturali, sia terrestri che marini,

la tutela degli Oceani, delle specie a rischio e la salvaguardia della

biodiversità.

La categoria “Healthy Communities” mette in luce i problemi legati

all’inquinamento dell’aria che respiriamo, aria sporca ed inquinata dovuta

alle continue emissioni di gas che comportano seri danni all’organismo

umano, quali disturbi cardiaci, malattie ai polmoni, attacchi d’asma e

cancro. Earthjustice fa la sua parte proteggendo le comunità colpite che

risiedono in queste aree inquinate e si batte affinché vengano applicate

appieno le norme di risanamento della qualità dell’aria. Recentemente

l’Organizzazione ha combattuto e vinto decine di cause sul piano

dell’azione legale del Clean Air Act.

Ma importante è anche il contributo che dà Earthjustice alla salvaguardia

e alla tutela dei corsi d’acqua e degli Oceani. Grazie al progetto Clean

Water Act si impegna a difendere e a favorire la potabilizzazione

dell’acqua, limitando le attività inquinanti e promuovendo il ripristino delle

acque già inquinate.

Figura 4. Earthjustice – Pagina “Clean Water” in “Healthy Communities”

19 L’utilizzo di sostanze chimiche tossiche, utilizzate sui prodotti che

quotidianamente consumiamo, è altissimo. L’Organizzazione lotta anche

per riformare il sistema di controllo dei prodotti e rendere le persone

consapevoli delle sostanze nocive presenti in essi. Si impegna per

promuovere un’agricoltura quanto più sostenibile: sostenibile tanto per

l’uomo che per l’ambiente in cui vive.

Earthjustice combatte legalmente anche la questione del cambiamento

climatico (si veda Figura 5). Già da tempo si discute sui seri rischi che il

pianeta sta correndo e sugli enormi cambiamenti che, giorno dopo giorno,

avvengono sotto i nostri occhi. L’emergenza che il pianeta deve affrontare

oggi è causata principalmente dal surriscaldamento globale e

dall’inquinamento. I ghiacciai stanno scomparendo, l’acqua degli Oceani si

sta sempre più inquinando, le foreste si stanno riducendo a vista d’occhio.

Earthjustice affronta la sua lotta quotidiana per garantire un futuro migliore

alle prossime generazioni e soprattutto per fermare questa lenta, e già da

tempo fuori controllo, distruzione del pianeta. Riduzione dell’utilizzo di

carbonio e di combustibili fossili a favore di un’energia pulita con l’impiego

di fonti di energia rinnovabile: queste le principali proposte.

Figura 5. Earthjustice – Pagina “Climate Change” in “Climate and Energy”

Nel 2013 la Earthjustice ha stipulato un accordo con la American Electric

Power, principale investitore nella rete elettrica degli Stati Uniti, il quale

prevede l’eliminazione graduale di circa 12 milioni di tonnellate di carbonio

20 utilizzato e di 83.000 tonnellate di anidride solforica, che vengono prodotti

dalle centrali elettriche ogni anno.

Sul piano “Take Action” Earthjustice aggiorna costantemente le proprie

campagne d’azione, invitando le persone a dare il proprio piccolo contributo

attraverso petizioni e donazioni con l’intento di salvare il pianeta.

Il sito istituzionale di Earthjustice è affiancato anche dai rispettivi social

media. Su Facebook l’Organizzazione si presenta sotto la categoria di

‘Tutela ambientale’. La pagina viene aggiornata quotidianamente e viene

mantenuta attiva dai commenti e dai numerosi sostenitori che sono in tutto

286.661, un numero destinato a crescere. Gli utenti hanno espresso il loro

voto e pubblicato più di 900 recensioni positive sulla pagina, che ha

acquisito una valutazione di 4,7 stelle su 5.

Dall’anno 2006 Earthjustice pubblica i propri video anche sulla piattaforma

di video sharing di Youtube ed è seguita da circa 2.600 iscritti, contando più

di 1.828.001 visualizzazioni fino ad oggi. Sul canale è presente anche una

pagina di “Discussione” in cui i sostenitori possono commentare e

scambiare idee ed opinioni.

2.2. Greenpeace Italia: storia della ONP e struttura del sito Web

La seconda Organizzazione non-profit su cui porrò particolare attenzione è

Greenpeace Italia. Organizzazione indipendente con quasi 3 milioni di

sostenitori, Greenpeace Italia, si può considerare una delle più grandi

associazioni ambientaliste nel mondo. Greenpeace Italia, con sede a Roma,

lavora a fianco della Greenpeace International di Amsterdam a livello

regionale, nazionale e soprattutto internazionale. Greenpeace International

finanziata da una fitta rete di uffici nazionali, i quali vengono a loro

volta finanziati dalle singole donazioni dei sostenitori che l’appoggiano da

tutto il mondo.

21 L’Organizzazione si pone obiettivi di solidarietà sociale operando nel settore

della tutela e della salvaguardia di natura ed ambiente. Gli obiettivi

principali dell’Organizzazione sono:

1. La tutela della natura e della biodiversità, al fine di garantirne

la conservazione a beneficio delle generazioni presenti e future;

2. La promozione del conseguimento del disarmo nucleare e della pace;

3. Combattere la deforestazione, il nucleare e il cambiamento climatico;

4. Contrastare l’utilizzo di sostanze tossiche nei prodotti e

proporre un’agricoltura sostenibile.

La storia di Greenpeace inizia nel lontano 1971, quando un gruppo di

attivisti partì da Vancouver su un peschereccio (il Phyllis Cormak

nella Figura 6) con il preciso scopo di fermare i test nucleari

statunitensi ad Amchitka.

Figura 6. L’equipaggio del Phyllis Cormak con gli attivisti fondatori di Greenpeace.

Appena un anno dopo Greenpeace compì un’altra importante battaglia,

lanciando una vera e propria campagna contro i test nucleari francesi

a Mururoa.

David McTaggart, attivista neozelandese, venne incaricato da Greenpeace di

fermare un’esplosione con ordigno nucleare prevista alcune settimane dopo

22 proprio sul luogo del test, nell’atollo di Mururoa. Dopo diverse settimane di

attesa e giorni di scontri con la Marina Militare francese, il gruppo di

attivisti riuscì soltanto a ritardare il test. L’anno successivo, però, grazie ad

un nuovo tentativo a Mururoa, finito con il ferimento dell’attivista

neozelandese, il gruppo riuscì nell’intento di documentare ogni cosa,

diffondendo in tutto il mondo la protesta di Greenpeace. Nel 1974 i test

atmosferici vennero ufficialmente dichiarati conclusi da parte della Francia

stessa.

Figura 7. Slides riportate sul sito Greenpeace. Tutte le vittorie di Greenpeace dal 1971 ad oggi.

Le numerose vittorie di Greenpeace sono annotate su una lunga lista di ben

quarantaquattro anni di attivismo e l’Organizzazione le mette in primo

piano sulla pagina “Chi siamo” (si veda Figura 7), attraverso uno scrolling di

immagini che riassume tutte le lotte e le cause vinte da quel lontano 1971

fino ad oggi.

Tra queste bisogna ricordare il divieto di scarico di rifiuti radioattivi e

industriali in mare (ufficializzato dalla Convenzione di Londra), il divieto di

caccia alle balene, la conversione di alcune multinazionali al non utilizzo di

olio di palma come ingrediente nei propri prodotti, che rappresenta oggi una

delle principali cause della deforestazione e, inoltre, la legge sulla

protezione dell’ozono, approvata in Italia nel 1993.

23 In quanto Organizzazione non-profit il contributo dei cittadini di tutto il

mondo viene, anche in questo caso, garantito da petizioni e finanziamenti a

favore delle cause per cui si batte Greenpeace. Diventando un sostenitore si

può finanziare mensilmente l’attività quotidiana di Greenpeace che sostiene

sempre a gran voce, soprattutto nelle pagine del suo sito, il rifiuto

categorico di finanziamenti provenienti da governi, partiti politici e/o

aziende.

Attraverso il sito, aggiornato costantemente, il Blog e l’attività sui social

network, Greenpeace diffonde in tempo reale notizie ed informazioni

relative ai fatti che riguardano il nostro pianeta. I cittadini sono inoltre

invitati ad “entrare in azione” partecipando attivamente in Rete, attraverso

petizioni e mobilitazioni on line. Chiunque può entrare a far parte del grande

gruppo di attivisti che coopera a livello mondiale in difesa del pianeta e

chiunque può diventare, per usare le parole stesse dell’Organizzazione, un

“cyberattivista” di Greenpeace.

Figura 8. Immagine sulla Pagina 'Chi siamo' di Greenpeace Italia per ricordare i 40 anni di attivismo.

Il sito istituzionale è accostato all’utilizzo dei più diffusi social media, i quali,

seguiti da un folto numero di persone, rendono l’azione di Greenpeace

ancora più efficace e dinamica.

La pagina Facebook di Greenpeace Italia, nella categoria di “Tutela

ambientale” è seguita da più di 523.000 sostenitori. Promuove “soluzioni,

cambia-menti e azioni” invitando a partecipare alle iniziative andando sul

sito web istituzionale.

24 La pagina viene aggiornata continuamente e i post vengono condivisi e

commentati garantendo una diffusione collettiva dei progetti di questa

grande Organizzazione.

Anche sulla piattaforma di Youtube, l’Organizzazione, è presente dall’anno

2006 con il canale personale “Greenpeace Video”. Sulla descrizione

personale, all’interno del canale, vengono citate queste parole:

«Greenpeace exi-sts because this fragile earth deserves a voice. It needs

solutions. It needs change. It needs action!». Sul canale sono raccolti tutti i

video di campagne e lotta diffusi nel corso degli anni da Greenpeace. Il

canale è seguito attualmente da circa 100.712 iscritti e le visualizzazioni, ad

oggi più di 48.937.750 (dato aggiornato ad agosto 2015), tendono ad

aumentare.

25 Capitolo III

Analisi dei siti web e il Modello di qualità di Polillo

3.1. I siti web e il Modello di qualità

Prima di procedere alla descrizione del metodo e all’analisi vera e propria

dei siti web presi in esame, trovo utile partire dalla definizione stessa di

sito web. Un sito web (o Website) è un insieme di pagine e documenti

collegati tra loro secondo una struttura ipertestuale, che si trova all’interno

di un host (terminale o server web) a sua volta connesso alla Rete. Questo

host funge da “servente” per tutti i client (gli altri terminali) connessi alla

Rete dai quali l’utente accede alle informazioni.

La costruzione di un sito web è un processo complesso che segue diverse

fasi di elaborazione prima di poter diventare accessibile e fruibile dagli

utenti. Inoltre, una volta creato, il sito web continua ad essere “dinamico” in

termini di aggiornamento e manutenzione: in poche parole non smette di

crescere e trasformarsi. La caratteristica fondamentale di un sito web è

quella di essere una perfetta commistione tra sistema interno e sistema

esterno (approfondirò il concetto successivamente), un ibrido tra tecnologia

e comunicazione. Il sito deve saper essere operativo, usabile, comunicativo,

poiché si tratta di un insieme di pagine disponibili e visibili per gli utenti di

tutto il mondo.

Come detto in precedenza, la costruzione di un sito web segue un processo

complesso in cui ogni singola fase corrisponde ad una determinata attività ed

è, pertanto, necessaria la supervisione di un esperto del settore. Dalla prima

fase che ne stabilisce gli obiettivi, le strategie e il target di riferimento,

seguono le fasi di progettazione e la definizione delle modalità di intera-zione

sito-utente, di grafica del sito, lo sviluppo del software e delle applicazioni, fino

all’inserimento finale del sito sul Web, la gestione dei contenuti, dell’operatività

del sito e dei server in cui è ospitato e, infine, la

26 connettività Internet, tramite un Internet Access Provider (Polillo, 2006,

pag.5-7). 7

Il Modello di qualità dei siti web (si veda Figura 9) proposto da Roberto Polillo

si basa su dei parametri di valutazione ben precisi, attraverso i quali

è possibile definire la qualità dei siti web, guidandone la gestione per un

risultato quanto più ottimale. Polillo sostiene che «la qualità è sempre

relativa alla capacità di soddisfare determinate esigenze» (Polillo, 2006,

pag.10) e questo vale sia per qualsiasi tipo di attività commerciale

(aziende, alberghi) che per la progettazione stessa di un sito web.

I criteri di giudizio si basano quindi sul soddisfacimento delle parti coinvolte

in questo processo pluridirezionale: chi realizza la struttura interna, chi

rea-lizza la struttura esterna e chi ne fruisce in termini di usabilità.

Analizzando soprattutto la seconda e la terza parte, quindi la struttura

esterna del sito e la fruibilità da parte dell’utente (da Polillo chiamate

rispettivamente qualità esterna e qualità in uso), è possibile suddividere il

model-lo di qualità in sette caratteristiche principali:

  Architettura (struttura del sito, modalità di navigazione);

 Comunicazione (modalità con cui l’azienda comunica il suo scopo);

  Funzionalità (il software deve garantire un corretto svolgimento delle

attività, l’utente deve essere supportato nell’utilizzo delle funzioni);



  Contenuto (le informazioni devono essere adeguate e comprensibili);

 Gestione (controlli per garantire il corretto funzionamento del sito);

  Accessibilità (il sito deve essere accessibile e utilizzabile da tutti);

  Usabilità (riassume tutte le altre caratteristiche: il sito deve essere

semplice, intuitivo, efficace e gradevole per l’utente finale).

Le prime sei caratteristiche concorrono insieme per garantire la settima,

l’usabilità, che è la caratteristica principale per valutare la qualità di un sito:

l’efficacia di un sito è valutabile nel contesto d’uso da parte degli utenti.

7 Roberto Polillo è ricercatore e docente presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, nonché uno

dei soci fondatori della Fondazione Think!, Istituto di Ricerca internazionale indipendente e non-profit.

27 All’interno delle caratteristiche principali (o macro-caratteristiche) del

modello vi sono delle sotto-caratteristiche che garantiscono una

valutazione più specifica del sito: la struttura, la navigazione, la grafica,

l’adeguatezza, lo stile e molte altre. Ad ogni singolo parametro di

valutazione viene attribuito un punteggio in relazione all’importanza che ad

esso viene data nel contesto specifico di quel sito web.

Al termine della valutazione attraverso il modello di qualità viene prodotto

un “Rapporto di valutazione” che definisce gli obiettivi, i requisiti e i risultati

della valutazione delineando i punti di forza e i punti di debolezza del sito

Web in questione. Chi valuta risponde a domande ben precise, dando un

punteggio per ogni caratteristica presa in esame. A conclusione di questo

Rapporto vengono suggerite le priorità, ovvero le proposte di intervento

volte a garantire il miglioramento del sito valutato.

Figura 9. Macro-caratteristiche del Modello di qualità per i siti Web di Roberto Polillo.

Roberto Polillo affronta nel suo documento “Il check up dei siti web delle

Organizzazioni non profit” la questione della valutazione dei siti web anche

per quanto riguarda il Terzo Settore. Si tratta spesso di Organizzazioni di

28 piccole e medie dimensioni che hanno problemi a confrontarsi con il mondo

dell’informatica. Nel territorio italiano, spesso, la poca esperienza nella

gestione aziendale, la scarsa abilità nell’utilizzo della Rete e degli strumenti

del Web e, inoltre, l’incapacità di mantenere un sito web, rende queste

piccole Organizzazioni distaccate dal mondo della comunicazione web e

quindi poco efficienti.

Non solo il sito web, ma anche la comunicazione attraverso l’utilizzo dei più

comuni e conosciuti social network, come Facebook o Youtube, aiuta non

poco. Per qualsiasi tipo di azienda oggi, che sia a scopo di lucro oppure no, è

quindi determinante affiancare i social media al sito istituzionale.

Tornando al Modello di qualità, è possibile applicare la valutazione dei siti

anche per il Terzo settore. I siti delle Organizzazioni non-profit possono

essere valutati analizzando la qualità interna, la qualità esterna e la qualità

d’uso, ovvero tutte le caratteristiche e le sotto-caratteristiche del modello

di qualità descritte precedentemente. Per quanto riguarda la qualità

interna, quindi l’analisi di Codice software, Piattaforma software e Data

centre, non applicherò il Modello di qualità, poiché non mi è dato accedere

alle informazioni della struttura interna del software del sito. Mi concentrerò

quindi sul check-up della qualità esterna e della qualità d’uso dei siti web

delle due ONP.

3.2. Analisi e valutazione del sito web di Earthjustice

Per procedere alla valutazione del sito web di Earthjustice trovo sia utile

riassumere in una tabella di valutazione (si veda Figura 10) le

caratteristiche principali e le sotto-caratteristiche fornite dal Modello di

qualità e le rispettive valutazioni. Premetto inoltre che la valutazione di

ogni singolo aspetto va da un minimo di 0 ad un massimo di 4 punti.

Si tratta di un sito americano, di cui è disponibile esclusivamente la versione

del sito in lingua inglese e/o spagnola. L’Home Page presenta

immediatamente le peculiarità dell’Organizzazione, attraverso immagini di

29 forte impatto visivo che scorrono sulla pagina iniziale grazie ad un click del

mouse e che contengono il link che connette automaticamente alla pagina del

blocco informativo corrispondente. Il sito è facilmente reperibile tramite il

motore di ricerca ed accessibile dal punto di vista dei contenuti e della loro

gestione. Si presenta visibilmente gradevole, ricco di immagini e testi ma al

tempo stesso semplice e funzionale: quindi usabile da parte degli utenti.

Val.

Sotto-caratteristiche sito Val. Peso Note

Pes.

Architettura Architettura 3,1 4 3,1

Struttura informativa 3 1 3

Navigazione 3 1 3

Mappa del sito 3 1 3

Social Button 3,5 1 3,5

Comunicazione Comunicazione 3,3 2 3,2

Home Page 3,5 0,5 1,75

Brand Image 3 1 3

Grafica 3,5 0,5 1,75

Contenuto 2,9 4 3,0 Pagina ‘About’

Qualità delle informazioni Chi siamo 3,5 1 3,4 Pagina ‘Our

Cosa facciamo 3,5 work’

Contatti 3,5 Pagina ‘Our Of-

Contenuto Progetti 3,5 fices’

Donazioni 3,5 Divisi per sezio-

Multimedia 3 ni

Internazionalizzazione e 2 0,5 1 Pagina ‘Donate’

localizzazione Video/immagini

Livello di aggiornamento 3,5 0,5 1,75 Sito presente in

Stile generale dei testi 3 1 3 spagnolo

Qualità dei dati 3 1 3

Gestione Gestione 3 2 3,0

Disponibilità 3 0,5 1,5

Aggiornamento 3 0,5 1,5

Relazione con gli utenti 3 1 3

30


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DESCRIZIONE TESI

Nell'era della comunicazione di massa è possibile riuscire a comunicare valori e idee in linea con i principi della sostenibilità? Questo testo pone l'attenzione sul potere della comunicazione e lo fa attraverso un'esposizione obiettiva e strutturata delle figure e dei concetti che hanno contribuito a dar vita alla "green communication". Modi di comunicare la sostenibilità messi a confronto, attraverso un'analisi diretta sulla comunicazione di due Organizzazioni non governative.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Lingue moderne per il web
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher clara.amico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof di sparti antonino.

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