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Corso di Studio in Scienze Motorie

Gioco o Bel Gioco?

“L’importanza del settore giovanile, linee guida ed

analisi tecnica”

Relatore: Prof. Stefano Ghisleni Candidato:

Vincenzo Infantino

Matr. N. 207443

Anno Accademico 2020-2021

Tesi di Laurea Triennale in Scienze Motorie indirizzo Calcio “Gioco o bel Gioco?

L'importanza del settore giovanile, linee guida ed analisi tecnica”

Indice:

1. L'importanza del ruolo pedagogico degli Educatori …………………………….1

1.1 La relazione tra l’allievo e il maestro………………………………………. 1

1.2 I talenti dell’allievo…………………………………………………………..7

1.3 La discriminazione nel Settore Giovanile Scolastico………………………13

1.4 2020 fuori dal campo……………………………………………………….18

2. L’organizzazione del calcio in Italia e Spagna…………………………………22

2.1 L’organizzazione del calcio in Italia………………………………………..22

2.1.1 Settore Giovanile Scolastico……………………..……………….24

2.1.2 Attività di base……………………………………………………25

2.1.3 Attività agonistica ………………………………………………..28

2.2 L'organizzazione del calcio in Spagna……………………………………..28

2.2.1 La Cantera………………………………………………………..31

2.2.2 La fundacion RFEF………………………………………………34

3. La formazione tecnico/tattica nel calcio……………………………………….35

3.1 Formare l’allenatore capace………………………………………………..35

3.1.1 Le 4 Fasi dell’Allenatore…………………………………………38

3.2 Linee guida per l’attività in campo per giocatori di 8-12 anni in Italia… …42

3.3 Linee guida per l’attività in campo per giocatori di 8-12 anni in Spagna….47

3.4 Linee guida per l’attività in campo per giocatori di 12-15 anni in Italia …..51

3.5 Linee guida per l’attività in campo per giocatori di 12-15 anni in Spagna ..55

4. Conoscenze acquisite durante l’esperienza del tirocinio……………………… 59

4.1 Il Gioco per mettersi In Gioco…………………………………………….. 59

4.2 Cos’è e perché Valorizzazione il P.O.F …………………………………….61

4.2.1 P.O.F Scuola Calcio SanGiovannese……………………………..63

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4.3 “Formazione” SalvaVita……………………………………………68

5. Conclusioni …………………………………………………………………….71

6. Bibliografia e Sitografia………………………………………………………..74

7. Indice figure……………………………………………………………………78

8. Indice tabelle ..…………………………………………………………………78

9. Ringraziamenti ……………………………………………………………….. 79

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Prefazione:

“Non credo ci sia miglior modo di capire il significato di Maestro se non quello

di viverlo ogni giorno… che sia una palestra, una scuola o la vita stessa.

Un Maestro per me non è chi si mette spontaneamente in cattedra , ma colui che

riesce a catturare la nostra attenzione attraverso parole, gesti e conoscenza.

Quando entrai nella palestra per la prima volta mi rivolsi ai due allenatori

presenti pronunciando la parola “ mister” , venendo da un trascorso calcistico

ero abituato così…

Uno dei due sorridendo mi disse: “ ao qui non c’è nessuno Mister, io so` Italo e

lui è Gigi “. La sua parlata Romana mi mise a mio agio ma non è da confondere

con ignoranza o mancanza nei modi, era invece grande genuinità.

Potrei scrivere un libro sugli aneddoti dei miei maestri e garantisco che molti di

questi sarebbero ottimi esempi da raccontare a chi ancora non ha trovato,

diciamo così, il proprio equilibrio.

Ero un ragazzo timido, a malapena guardavo oltre le scarpe, parlavo poco.

Quando tiravo il sinistro mi giravo dall’altra parte. Passo dopo passo,

allenamento dopo allenamento trovavo sempre più fiducia grazie al loro sistema.

Intendiamoci, non era sempre rosa e fiori e spesso gli ostacoli da superare erano

difficili… ma loro erano sempre al mio fianco, nel bene e nel male, sempre. Ogni

cosa che oggi sono , ogni risultato raggiunto, lo devo a loro. Oggi quando entro

in palestra dico: “buongiorno Maestri!” E nonostante abiti ora a 60 km di

distanza non mi faccio nessun problema ad andare ne posto che mi ha formato

prima come Uomo, poi come pugile e infine come Campione del Mondo di

pugilato.” Giovanni De Carolis

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“Illustrissimi,

nel calcio il Settore Giovanile e Scolastico esiste per poter aiutare la formazione del

calciatore in erba, quest’ultimo non è il solo scopo e le scuole calcio si pongono degli

obblighi etico-morali nei confronti dei bambini e delle loro famiglie. Lo

sviluppo tecnico, comportamentale oltre che educativo dei bimbi deve avvenire in modo

sano come specificato nelle e linee guida della carta dei diritti allo sport e formare non

soltanto buoni calciatori ma soprattutto delle persone responsabili, corrette e leali;

capaci di riconoscere e rispettare le regole del campo e ancor prima le regole della

società in cui si vive.

Il Settore Giovanile in particolare si distingue in 4 categorie che si articolano fra i 5 e

13 anni, e cioé: Piccoli Amici + Primi calci + pulcini ed esordienti articolndosi da 3vs3

a 9vs9.

Per funzionare correttamente il Settore Giovanile ha come primario obiettivo quello di

una ottima struttura organizzativa societaria, una progettualità indispensabile al buon

funzionamento della macchina sportivo ottenendo un'ottima stabilità societaria. I

progetti del Settore Giovanile richiedono tempo e i risultati sappiamo che non potranno

essere immediati e la pazienza, oltre che la perseveranza, faranno guadagnare fiducia

e il non abbandono dello sport.

Nelle società calcistiche moderne dovranno esistere figure professionalmente

consolidate capaci di gestire al meglio la convivenza tra dirigenti, atleti, genitori senza

avere attriti tra di loro. Sicuramente le varie categorie hanno necessità di specificità

nelle singole figure e di ruoli "ad hoc" in grado di accompagnare i bambini/

ragazzini nel percorso calcistico e sopratutto umano.

I responsabili dei settori giovanili devono essere persone qualificate e preparate oltre

che esperte e competenti, saranno coloro che dovranno strutturare un progetto

tecnico e selezionare il personale di campo.

Ecco che allora FIGC-SGS auspica il continuo sviluppo delle capacità professionali di

tutto il personale, non solo tecnico, che ruota attorno ai ragazzini e al tempo stesso

studiare nuovi modelli di miglioramento. Il livello motivazionale ha poi una valenza

fondamentale nel seguire il percorso di crescita degli atleti, dei formatori ed istruttori

nonché di tutto ció che ruota attorno allo sport in generale.

Il progetto tecnico e la capacità di rispettare le regole ferree dello sport farà crescere al

meglio i nostri figli che, nel caso del calcio, devono confrontarsi nel tempo in una sana

competizione sportiva con altri coetanei che hanno gli stessi obiettivi e la stessa

giocosità perché si ha il diritto di non dover obbligatoriamente diventare campioni !!!

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Il ruolo dei genitori é e sarà fondamentale nell'accompagnare i propri figli in un

percorso di crescita che li porterà un domani ad essere buoni studenti, lavoratori e

ottimi genitori.” Mauro Spoldi

Coordinatore Regionale

SGS Lombardia

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1. L'importanza del ruolo pedagogico degli Educatori

1.1 La relazione tra l’allievo e il maestro

Il tema principale è quello dell’educazione del fanciullo che gioca a calcio,

tema dell’allenatore che deve educare, che deve occuparsi dell’educazione del

giovane calciatore.

Conosci te stesso è il motto greco iscritto sul tempio dell’Oracolo di Delfi ed è

rappresentativo dell’insegnamento di Socrate, che spinge l’uomo a trovare la

verità dentro di sé. L'atto ed il valore della conoscenza di sé è sempre stato un

elemento di grande importanza nella filosofia e nella spiritualità, quasi

irrinunciabile passaggio per progredire sulla strada della saggezza e

dell’integrità psicologica e spirituale. 1

Se si conosce sé stessi si ci può prendere cura degli altri che è fondamentale,

infatti Socrate ricorre all’immagine dell’occhio, dicendo che il volto di chi

guarda appare riflesso nella pupilla, cioè la parte più riflettente, dell’occhio

dell’altro, della persona che si ha di fronte. Nel dialogo, quindi anche l’altro

vedrà, nello stesso instante e nello stesso luogo, il proprio volto riflesso nella

pupilla della persona che ha di fronte. Quindi per conoscere me stesso ho per

forza bisogno dell’altro e non posso pensare minimamente di farlo restando

chiuso in me stesso senza cercare, invece, il dialogo con l’altro. Il dialogo,

infatti, richiede che la persona si apra completamente e metta tutta sé stessa nella

relazione con l’altro. I ragazzi, in questo caso i calciatori sono persone

socialmente, emotivamente e culturalmente complessi. Il loro sviluppo non è

predefinito, fisso o lineare; Questo significa che persone e luoghi si influenzano

e si modellano a vicenda. Il cervello dei ragazzi si adatta e cambia

continuamente in risposta a ciò che sperimentano e al modo in cui danno un

senso a queste esperienze.

L’allenatore deve conoscere e praticare l’arte della Maieutica; Ma cosa significa

maieutica? Significa letteralmente far partorire la persona che ho di fronte che,

infatti, non è vuota: aiutare il ragazzo, il bambino, il giovane calciatore nel

nostro caso a trar fuori ciò che in sé. L'educazione è aiutare l’allievo a trarre

fuori ciò che ha dentro e che, da solo, non riuscirebbe a trar fuori: è necessario

l’intervento del docente, del maestro, dell’allenatore. Educare è anche allevare e

Barbier Annalisa, “Noce te Ipsum: la psicoterapia cognitiva”, 19 ottobre 2012

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L'importanza del settore giovanile, linee guida ed analisi tecnica”

prendersi cura dell’altro, di un soggetto che, inevitabilmente, è più fragile e

vulnerabile.

Nella vita di ognuno di noi può esserci un mentore: un maestro, un genitore o un

amico fidato che ci consiglia e sostiene. Questa parola deriva da Mentore,

personaggio dell’Odissea a cui Ulisse affida il figlio Telemaco prima di partire

per Troia. La relazione tra un maestro e allievo è una relazione speciale. Molto

spesso somiglia ad una amicizia, ma non è solo questo; si potrebbe parlare di

una relazione erotica, ma non si tratta di amore. Altra relazione a cui si avvicina

molto è quella genitoriale. Nell'antichità per fare un cenno storico l’allievo viene

quasi considerato una creatura, creata e plasmata dal maestro.

Questo rapporto capita di intenderlo soltanto con gli sport individuali in cui il

rapporto tra i due soggetti in questione è molto più vicino, quasi legato; cosa

molto più complicata nel calcio in cui l’allenatore non si può e non deve

concentrarsi soltanto su un giovane calciatore, ma molto spesso ne ha 20-30 da

accudire tutti allo stesso modo. Ragion per cui per rendere più chiaro questo

concetto di relazione ho deciso di chiedere ad un pugile, Giovanni De Carolis

campione mondiale di pugilato WBA come definiva il suo rapporto col proprio

coach storico Italo Mattioli.

“Per maestro si intende la figura che ti guida dall'inizio di un percorso fino alla

fine, è una persona che comunque porto sempre nel cuore nel senso che diventa

un riferimento, a volte quasi più di un familiare, la persona che scegli di seguire

e che della quale ti fidi ciecamente, c'è un rapporto, una chimica veramente

difficile da ritrovare in altri ambienti. É una di quelle figure che ti porti

appresso per tutta la vita; è quella persona che noi riconosciamo che ci

trasmette quella sensazione di sapere di conoscenza in quello in cui ci vogliamo

dilettare nella professione nello sport, è quella persona che ti insegna cose che

altre persone non sono riuscite a trasmettere oltre alla professione, anche la

passione, il sentimento. Personalmente mi fa capire degli aspetti che senza di lui

non riuscirei ad avere, il maestro rimarrà sempre il maestro, l'allievo non lo

supererà mai ma non per una questione di bravura ma per una questione di

rispetto e soprattutto di gratitudine. La relazione tra il maestro e il discepolo si

sviluppa dalle piccole cose, nei piccoli accorgimenti, dalle tensioni. Il fatto di

costruire questo rapporto ogni giorno. Lo vedi tutti i giorni il maestro, quando

nel mio caso entri in palestra quindi ogni consiglio, ogni rimprovero, ogni

aspetto; la presenza del maestro durante la difficoltà e quando ti dice il

significato di una lezione che magari hai subito attraverso una sconfitta o

attraverso altre esperienze che possono essere positive o non positive, è quella

persona che ti spiega il perché le cose vanno in un modo o vanno in un altro.

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Non c'è un tempo preciso in cui capisci che è davvero il tuo maestro ma da tutta

una serie di esperienze da fare insieme, è proprio per avere questo legame di

fiducia. In questo tipo di rapporto tra discepolo e maestro ci si capisce soltanto

attraverso uno sguardo come nel mio caso. Col mio maestro andrei a fare

qualsiasi tipo di guerra anche se difficile, perché so di avere accanto la persona

giusta che mi serve. Questo tipo di rapporto si è costruito in tanti tanti tanti anni

di esperienze ed a volte di contrasti che però fanno parte del percorso”.

Il maestro o l’allenatore nel nostro caso specifico rappresenta il modello positivo

da seguire, non solo nell’esecuzione dei gesti tecnici, ma anche nel

comportamento, in campo e fuori, nella vita di tutti i giorni. Spesso, i genitori

chiedono al mister dei loro figli un supporto educativo perché vedono nel

maestro di calcio un riferimento forte dei giovani calciatori. Anche la scuola

dovrebbe riconoscere all’allenatore una figura educativa con la quale collaborare

per definire il percorso formativo degli studenti che praticano attività sportiva.

Questo fa capire ulteriormente quanto sia importante che i nostri ragazzi

incontrino maestri che veramente rappresentino degli esempi etici da ricordare

col passare delle stagioni o nella vita sia sul piano puramente calcistico che

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vice.infantino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia del corpo e dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Santori Stefano.
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