Estratto del documento

Nazioni Unite che sostiene i diritti umani delle donne e cercano di garantire che ogni donna

sviluppi ed esprima il proprio potenziale. Bisogna puntualizzare che Marta è nata solo tre anni

dopo la fine del divieto della pratica dello sport del calcio alle femmine in Brasile. Infatti, fino al

1983 questa disciplina non era disapprovata ma addirittura vietata nel paese sudamericano che al

momento detiene il record assoluto di vittorie nella FIFA World Cup (il Campionato Mondiale

di Calcio) con 5 trofei vinti. Nel 2019 ha redatto una lettera per “The Players Tribune”, testata

online fondata nel 2014 per gli atleti professionisti dall’ ex stella e capitano del New York Yankee

Derek Jeter, nella quale scrive a sé stessa quattordicenne non dei trofei vinti o dei successi

raggiunti ma delle difficoltà che ha superato. Racconta infatti che la prima svolta la ebbe proprio

in seguito all’ ennesima ingiustizia quando venne esclusa a una coppa regionale, alla quale negli

anni precedenti aveva già partecipato, solo perché un allenatore avversario contestò la sua

presenza nel torneo. Qualche settimana dopo questa arbitraria esclusione Marta riceve la

convocazione per un provino per la squadra del Vasco da Gama di Rio de Janeiro. Il viaggio in

pullman di tre giorni pagato con l’aiuto di più familiari di Marta segnarono la vera svolta per la

sua carriera dove innumerevoli difficoltà quotidiane diventarono un aspetto secondario della sua

vita. Di seguito riporto una parte della lettera che racchiude una parte fondamentale della carriera

di Marta: 13

“Cara Marta.

Sali su quel pullman.

[...]Ricordi quel torneo di qualche settimana fa? Quando la squadra di Dois Riachos giocava a

Santana do Ipanema per la coppa regionale?

Tu avevi giocato in questo torneo prima, eri stata riconosciuta per le tue qualità tra i giocatori

più forti.

Ma non importava. Perché quest’anno, il coach di una altra squadra ha detto che, se avesse

dovuto giocare contro di voi, avrebbe ritirato la squadra.

“Non è un posto per ragazze” ha detto.

Vorrei dirti che gli organizzatori e la tua squadra ti hanno difeso. Ma sappiamo che non è

andata così. Che le cose non stavano così.

Così solo tu sei stata estromessa dal torneo.

È la cosa più facile, ti hanno detto. Eliminare le ragazze. Di modo che i ragazzi possano

giocare.

Ti ricordi le lacrime scenderti dagli occhi?

So che non ti provocano nessuna emozione ora.

So la domanda che ti sei chiesta ogni singolo giorno.

“Perché Dio mi ha dato questo talento, se nessuno vuole che gioco?”

Ma utilizzalo questo talento.

Utilizzalo per darti forza e motivazione.

Utilizzalo per lottare, Marta.

Lotta per dimostrare a tutti coloro che pensano che non ci sia posto per le ragazze su un

campo di calcio che stanno sbagliando.

Lotta contro il pregiudizio.

Lotta contro la mancanza di supporto.

Lotta contro tutto questo, i ragazzi, le persone che non credono che tu possa farcela.

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Lotta.

Lotta per essere accettata.

Perché entrambe sappiamo che basta solo una persona per cambiare le cose.

Ed è per questo che ora sei davanti al pullman, giusto?”

In una dichiarazione rilasciata alla BBC nel 2019 per il raggiungimento del record di marcature

ai Mondiali, avendo superato quelle di Miroslav Klose, Marta puntualizza il suo impegno a

sollecitare uguaglianza sociale e l'aumento del potere delle donne nella collettività e interviene

così “Se parliamo di 20 anni fa, più o meno quando mi sono avvicinata a questo sport tanto amato,

era incentrato sul mondo maschile. Questo perché la gente pensava che fosse un gioco da uomini.

Con il passare del tempo siamo riusciti a cambiare questo scenario, abbiamo visto questo

cambiamento e penso che molto sia stato dedicato alle azioni intraprese, agli investimenti fatti

nel calcio femminile, al terreno che ha guadagnato” conclude infine la giocatrice dichiarando

“ecco perché il calcio femminile è un esempio da seguire, per cercare di arrivare a un punto in

cui siamo davvero vicini al raggiungimento dell’uguaglianza sociale.”

2.3 Campionato Mondiale di Calcio Femminile

È il massimo torneo calcistico femminile che viene gestito dalla FIFA e si disputa ogni quattro

anni dal 1991 dalle squadre nazionali. In testa alla classifica dell’albo d’ oro attualmente troviamo

gli Stati Uniti d’America con 4 vittorie seguite dalla Germania con 2 quindi Norvegia, Giappone

e Spagna con 1 vittoria. La Spagna si è aggiudicata l’ultima edizione del 2023 tenutasi in

Australia e Nuova Zelanda.

Come impatto sociale il Campionato Mondiale di Calcio ha sempre avuto un ruolo

importantissimo e ritengo che seguire la propria nazionale nel cammino che mira ad alzare quella

coppa possa essere uno stimolo sociale per tutta la popolazione che la nazionale sportiva

rappresenta. 15

A supportare questa teoria troviamo quella certa e concreta dell’aspetto economico di un Paese

vincitore di campionati sportivi mondiali. Come è risaputo, aspettative positive allentano la

pressione sui rischi e quindi permettono l’immissione e la circolazione di più risorse. La vittoria

quindi porta di conseguenza un'immagine più forte e autorevole della nazione che occupa il

gradino più alto del podio. Questo è implementato dall’uso dei social media che

“involontariamente” producono questo effetto positivo facendo circolare a livello planetario

notizie, video e immagini che raffigurano il trionfo della Nazionale. Basti pensare che i dati

ufficiali della FIFA riguardo la 22° Coppa del Mondo del 2022 vinta dall’ Argentina capitanata

da Lionel Messi riportano che oltre 5,3 miliardi di persone abbiano visto almeno uno spezzone

della competizione. Tenendo conto che la popolazione intera mondiale del 2022 secondo i dati

della “The Word Bank” (BIRDS -IDA) era di 7,951 persone significa che almeno una persona

su due nel mondo abbia seguito tramite più canali questa competizione. Se i Mondiali Femminili

raggiungessero anche una sola parte di questo risultato diventerebbero un canale potentissimo

per battaglie sociali soprattutto in quei paesi del nostro pianeta in cui il ruolo della donna è spesso

in secondo piano e non all’altezza di quello raggiunto per le donne occidentali che assottigliano

sempre di più il gap sociale rispetto a quello degli uomini.

2.3.1 Nadeshiko Japan

A testimonianza del concetto esposto in questo paragrafo voglio riportare l’impatto positivo che

può portare a una Nazione la vittoria di una competizione mondiale a livello sociale ricordando

l’impresa della “Nadeshiko Japan”, la nazionale femminile di calcio giapponese, con la vittoria

della Coppa del Mondo femminile vinta nel 2011 in Germania.

In quell’ anno i riflettori erano puntati sulla nazionale americana per gli ottimi risultati raggiunti

e soprattutto su quella tedesca essendo la squadra ospitante del torneo e avendo vinto le due

edizioni dei mondiali precedenti a quella del 2011.

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Il Giappone invece inizialmente era incerto sulla partecipazione ai Mondiali poiché non riteneva

opportuno parteciparvi in un momento così critico per il loro Paese. Bisogna ricordare infatti che

in quell’anno il Giappone venne colpito da un violento terremoto che provocò uno tsunami che

danneggiò la centrale nucleare di Fukushima. I morti registrati in seguito a quella terribile

tragedia furono più di 16.000 e moltissime altre persone rimasero senza più una casa o senza

corrente elettrica. Infine, all’ultimo le calciatrici nipponiche decisero di partecipare proprio nella

speranza di poter regalare un po’ di sollievo e di incoraggiamento ai propri concittadini. Ebbe un

inizio in salita il loro Mondiale trovando sul proprio cammino alcune delle nazionali più

competitive. Ciò la porta ad affrontare ai quarti di finale la temuta Germania alla Volkswagen-

Arena di Wolfsburg. Prima di affrontare questa gara si narra che la squadra negli spogliatoi abbia

rivisto un documentario sulla tragedia accaduta qualche mese prima nel Nord del Giappone. La

nazionale asiatica batté quella tedesca per 1 a 0 e successivamente in varie interviste le calciatrici

nipponiche narrano che fu proprio questo desiderio di aiutare a loro modo la società giapponese

a portarle poi alla vittoria. Il loro lungo cammino le portò a sollevare la Coppa del Mondo dopo

aver battuto ai rigori le calciatrici della nazionale USA. Durante i festeggiamenti le ragazze

capitanate da Homare Sawa srotolarono uno striscione con un messaggio per il resto del Mondo

nel quale ringraziavano per il supporto ricevuto durante la tragedia del terremoto e maremoto del

Tōhoku.

2.4 La Nazionale Femminile Italiana

2.4.1 Le Azzurre

La Nazionale Femminile gioca la sua prima partita contro la Cecoslovacchia nel 1968 e centrano

la vittoria alla prima competizione della Coppa Europa del 1969. Nell’ albo d’ oro annovera un

terzo posto alla Coppa del Mondo nel 1971 e un secondo posto a quello del 1979. Hanno inoltre

riportato sempre ottimi risultati nel decennio 1980-1990 partecipando e vincendo alcuni

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“Mundialito”. Mentre la squadra ufficiale composta dalla FIGC nasce nel 1984 poco prima del

primo Europeo organizzato dalla Uefa sempre in quell’anno. Il cammino nelle competizioni

UEFA registrano due finali perse prima con la Norvegia nel 1993 e poi con la Germania Ovest

nel 1997. In occasione di quest’ultima competizione il premio come migliore giocatrice e

capocannoniere viene assegnato all’ azzurra Carolina Morace dalla Uefa.

Ai Mondiali FIFA invece le Azzurre registrano meno successi qualificandosi solo per quattro

volte a questa competizione nelle edizioni del 1991,1999,2019,2023. L’edizione del 2019 è

quella dove viene raggiunto il risultato più alto con l'approdo ai quarti di finale. Il cammino delle

Azzurre si interrompe proprio in questa partita venendo battute dall’ Olanda poi finalista del

Mondiale. Dopo questa partita la Nazionale può annoverare il privilegio di essere stata accolta

dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per complimentarsi con le calciatrici del

primato raggiunto. A partecipare al “Club Italia” oltre alla Serie A femminile troviamo anche le

Nazionali Under 19 e Under 17, la Nazionale Femminile di Futsal 2015 e la Nazionale Femminile

di Beach Soccer dal 2021.

Figura 3: Nazionale Italiana Femminile 1997 (secondo posto)

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2.4.2 Il Mundialito vinto dall’ Italia con i gol Rose Reilly

Rose Reilly nasce a Kilmarnok nel 1955 in Scozia ed è ritenuta la calciatrice che in patria ha

avuto maggior successo di sempre anche tra i calciatori maschi. Negli anni 70’ la Federazione

scozzese era ancora contraria al calcio

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wesley46 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Amodio Stefano.
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