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UNIVERSITÀ TELEMATICA PEGASO

Corso di laurea in

Scienze Motorie

Insegnamento di

Sociologia

TITOLO ELABORATO

La crescita e lo sviluppo del calcio femminile nella società come fenomeno sociologico

RELATORE: CANDIDATO:

Stefano Amodio Giulia Zucchi

0502103563

Anno Accademico

2023-2024

Indice

Introduzione

Capitolo 1: Nascita e sviluppo del calcio femminile ......................................................................................... 1

1.1 Storia del calcio femminile ...................................................................................................................... 1

1.2 Storia del calcio femminile italiano ......................................................................................................... 3

1.2.1 Giovanna Boccalini Barcellona un “ruolo” importante .................................................................. 6

1.3 Il Campionato Italiano Femminile ........................................................................................................... 6

1.3.1 Serie A .............................................................................................................................................. 7

1.3.2 Serie B .............................................................................................................................................. 8

Capitolo 2: Federazioni continentali e mondiali ............................................................................................... 9

2.1 UEFA ....................................................................................................................................................... 9

2.2 FIFA ...................................................................................................................................................... 11

2.2.1 Marta Vieira Da Silva la capocannoniera del calcio ..................................................................... 13

2.3 Campionato Mondiale di Calcio Femminile ......................................................................................... 16

2.3.1 Nadeshiko Japan............................................................................................................................. 17

2.4 La Nazionale Femminile Italiana .......................................................................................................... 18

2.4.1 Le Azzurre ....................................................................................................................................... 18

2.4.2 Il Mundialito vinto dall’ Italia con i gol Rose Reilly ...................................................................... 20

Capitolo 3 : Organi e gestione dello sport ...................................................................................................... 21

3.1 Professionismo e dilettantismo .............................................................................................................. 21

3.2 Visibilità e presidenza ........................................................................................................................... 24

Capitolo 4 : Diritti delle donne nello sport ...................................................................................................... 26

4.1 Diritti delle donne in Italia..................................................................................................................... 26

4.2 Il calcio femminile vince la partita per la parità di genere .................................................................... 27

4.3 La Nazionale raggiunge i quarti ai Mondiali del 2019 e viene premiata in Quirinale........................... 30

4.4 Il Professionismo nel calcio femminile ................................................................................................. 32

4.4.1 I giocatori della nazionale della Danimarca rifiutano l’aumento di stipendio per difendere la pa-

rità salariale delle colleghe della nazionale femminile ........................................................................... 33

4.5 Maternità nel calcio femminile professionistico.................................................................................... 34

4.5.1 Il caso Sara Bjork Gunnarsdottir ................................................................................................... 35

Capitolo 5 : Le ultime misure FIFA per tutelare le giocatrici e gli allenatori ..................................... 37

5.1 FIFA Council no. 28 15/5/2024 ............................................................................................................. 37

5

Conclusione ..................................................................................................................................................... 39

Bibliografia ...................................................................................................................................................... 42

Sitografia ......................................................................................................................................................... 43

Introduzione

Nel seguente elaborato di tesi si cerca di spiegare come il calcio femminile influisca nella crescita

della donna nella società moderna rapportando esempi storici dagli albori di questa disciplina fino

ai nostri giorni.

In questo lavoro vorrei inoltre riportare la mia esperienza di anni trascorsi nel mondo del calcio

da bambina a donna, sia come giocatrice che come allenatrice, in modo da trarne un aiuto per

un’analisi dello sviluppo di questa disciplina.

La mia intenzione più sincera è quella di poter contribuire a continuare a tracciare il percorso e

l’avanzamento del calcio femminile per tutte quelle bambine che nonostante abbiano le stesse

ambizioni dei compagni maschi spesso devono tracciare da sé la strada per arrivare a soddisfare le

proprie ambizioni. Quest’ultime inoltre si manifestano, come nel mio caso, nel supportare questo

sport e la sua espansione, fino a raggiungere i livelli di quello maschile. Credo infatti che ciò possa

soprattutto essere favorito se le stesse donne che per tutta la loro vita hanno trovato l’espressione

di gioco e il massimo divertimento su un campo di calcio, una volta raggiunto la propria

soddisfazione sportiva, continueranno nel proseguimento e nell’ accrescimento del calcio

femminile ancora agli albori nel nostro Paese.

Ci sono ancora moltissime ragazze nel mondo che stanno aspettando e dobbiamo aiutarle a

raggiungere il loro sogno calcistico.

Cercherò, pertanto, di delineare alcune linee guida che hanno tracciato lo sviluppo negli anni di

questo sport e come proseguire su questo percorso di crescita e continua espansione. In questo

elaborato di tesi ho elaborato una ricerca per scoprire i traguardi raggiunti e quelli ancora che il

calcio femminile deve superare.

Infine, per stabilire un’ attenta valutazione e studiare a fondo le riflessioni sul calcio femminile

analizzando nascita, sviluppo e la sua prossima espansione, ho realizzato in questo elaborato di

tesi un’inchiesta completa per scoprire quali siano i traguardi raggiunti dal calcio femminile

italiano, mettendolo a confronto con quello estero e capire la loro correlazione per avere dei termini

di confronto paritari , usando come metro i Mondiali svoltosi tra il 20 luglio e il 20 agosto 2023 in

Australia e Nuova Zelanda.

Capitolo 1: Nascita e sviluppo del calcio femminile

1.1 Storia del calcio femminile

La nascita del calcio femminile è correlata alla momentanea sospensione di quello maschile;

infatti, le sue origini vanno attribuite all’epoca della Prima Guerra Mondiale (1914 -1918) in

Inghilterra quando la mancanza di uomini impiegati al fronte permise l’ingresso in campo delle

donne non solo in quello calcistico ma anche nel campo sociale e lavorativo. Infatti, da non

trascurare è proprio quello il periodo storico nel quale le donne, fino a quel momento escluse e

che vivevano ai margini della società occupandosi unicamente di ambiente casalingo e famiglia,

approcciano molti panorami. La fabbrica è uno di questi, coprendo i turni dei colleghi maschi in

fabbrica e anche i ruoli in campo nelle partite le donne inglesi sono le prime ad approdare nel

calcio. La prima squadra femminile la Dick, Kerr’s Ladies Football Club venne istituita nel 1917

nella città di Preston dal proprietario della fabbrica di munizioni e armi, le operaie stesse

componevano la formazione e per alleggerire i carichi di lavoro dei turni sfiancanti per coprire

le esigenze belliche del Paese l’imprenditore della fabbrica impose la pratica di attività sportive

cui appunto il calcio nelle pause per ottenere una migliore efficienza lavorativa. Presto si

formarono altre squadre avversarie per il Regno Unito con cui disputare gare di beneficenza e

questo divenne inoltre uno strumento per le britanniche di mettersi in mostra nella società

finalmente con un ruolo definito e nella nuova veste di calciatrici. Il pubblico rispose con un

amplia affluenza mosso sia per supportare con offerte i mutilati di guerra e altre ragioni sociali

sia perché affascinato e coinvolto nello spettacolo sportivo. L’impatto che ebbe fu davvero

ampio, infatti, oltre a raggiungere la Scozia si espanse oltre manica in Francia. A testimonianza

1

di questo sviluppo troviamo la partita tenutasi a Deepdale nel 1920 tra la squadra Dick Kerr’s

Ladies a rappresentare l’Inghilterra e una selezione di calciatrici francesi. La partita registrò

25000 spettatori e si concluse con un netto 2-0 per le inglesi, questa partita viene considerata la

prima partita internazionale di calcio femminile che la storia ha registrato. La tournée francese

scaturì così tanta aspettativa che il 26 dicembre 1920 in Inghilterra, oltre 50.000 spettatori presero

d'assalto i biglietti per entrare al Goodison Park, lo stadio dell’Everton situato nella città di

Liverpool, per assistere al match tra le Dick, Kerr’s Ladies e il St. Helen. Si racconta che altri

10.000 tifosi attesero fuori dai cancelli dello stadio il risultato del match. A frenare l’entusiasmo

e la crescita di questo fenomeno fu la società stessa, prima in Scozia delimitando il campionato

femminile impedendogli in confronti con le squadre maschili come fino a quel momento invece

accadeva e infine con il provvedimento della FA inglese prima togliendo la concessione dei

propri stadi e infine col divieto assoluto della pratica di questo sport alle femmine definendolo

“inadatto alle donne”. La motivazione più elementare e plausibile di queste decisioni fu

purtroppo che proprio il clamore che accolse quegli eventi e la fitta affluenza allo stadio metteva

in seconda luce le partite dei maschi segnano quindi una netta concorrenza con la Football

Association che era in piena ascesa.

Questo boicottaggio durò fino agli anni 70’ ma molte donne continuarono a giocare sfidando il

sistema e dall’ Inghilterra il movimento si espanse per tutta Europa arrivando in Italia più

precisamente a Milano.

La protagonista che segna quell’ epoca e la prima metà del 900’ è sicuramente Lily Parr (St.

Helen 1905 - Preston 1978) simbolo del calcio inglese.

Nata da una famiglia operaia entrò nelle Dick Kerr’s appena quindicenne con rimborso spese, un

traguardo ai tempi molto ambito, e stabilì record su record di marcature e vittorie tanto da

generare invidie che sfociavano in sfide personali. La più celebre fu nel prepartita di un match

quando il portiere della squadra maschile avversaria la sfidò in tiri dal dischetto sottovalutando

2

la potenza dei suoi calci, la provocazione determinò la rottura del braccio del portiere nell’opporsi

al rigore potentissimo di Lily. Nella sua carriera si stima abbia collezionato 1000 marcature ed è

stata la prima donna a entrare nella Hall of Fame del calcio britannico nel 2002. Si spense nel

1978 dopo anni di lotta al tumore seno, a commemorarla troviamo una sua statua nel National

Football Museum di Preston eretta nel 2019.

1.2 Storia del calcio femminile italiano

Ufficialmente il calcio femminile in Italia compare nel 1933 a Milano quando un gruppo di

ragazze annunciarono ai giornali la loro nascita con il nome GFC (Gruppo Femminile Calcistico

Milanese) e contemporaneamente chiesero il permesso alle autorità fasciste che governavano

C.O.N.I e F.I.G.C in quegli anni di giocare.

Leandro Arpinati da anni ras dello sport italiano concesse alle ragazze di disputare le partite a

condizione però che si giocasse a porte chiuse.

Nell’ottobre dello stesso anno il movimento venne fermato quando le giocatrici chiesero di

disputare la prima trasferta contro l’appena nata squadra femminile di Alessandria.

Anche il ras Arpinati subì conseguenze, venne infatti sostituito da Achille Starace personaggio

anch’ egli fascista ma con idee ben più conservative e restrittive del suo predecessore che

determinò la fine al Gruppo Femminile Calcistico. Come riporta l’attuale capo delegazione della

Nazionale di calcio femminile dell’Italia Cristiana Capotondi “l’esercizio del corpo femminile

nel calcio femminile strideva completamente con l’immagine che il ventennio fascista voleva

della donna”.

Il fenomeno però non si fermò e si ripresentò a Trieste, quando nel 1946 a un anno dalla fine

della Seconda Guerra Mondiale nacquero due squadre: il San Giusto e la Triestina. Queste inoltre

organizzarono una serie di partite in tournée per promuovere il ritorno di Trieste all’ Italia. Anche

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Napoli seguì le orme delle milanesi e nel 1950 venne istituita l’Associazione Italiana Calcio

Femminile, può essere considerato un primo segnale di emancipazione femminile oltre che il

precursore dell’attuale Divisione Femminile.

Le prime tre squadre a comporre il torneo furono Secondigliano, Napoli e Vomerese e non appena

la notizia si diffuse per il Paese a partecipare si aggiunsero per prima le squadre della capitale

Lazio e Roma quindi Genova, Catania, Bologna e Milano. Il campionato durò fino al 1959, anno

in cui fu destituita, anche se le donne continuarono a giocare, pur non avendo un campionato

ufficiale.

Giungiamo quindi di nuovo dove tutto nacque quindi a Milano a metà degli anni ’60 anni durante

i quali le squadre meneghine maschili di calcio Inter e Milan diventano protagoniste in Europa,

con i successi in Coppa Campioni, sempre nel capoluogo lombardo un altro episodio

“promozionale” fa tornare l’attenzione sulle donne nel calcio.

Infatti, nel 1965, Valeria Rocchi calciatrice e madre di Patrizia a sua volta giocatrice, con il

supporto dell’allora presidente dell’Internazionale F.C Angelo Moratti sotto l’influenza

dell’allenatore dell’Inter dei tempi Helenio Herrera, decide di organizzare una rievocazione al

femminile dello spareggio Bologna–Inter per lo scudetto maschile 1964. La partita si svolse all’

Arena di Milano e le 22 giocatrici scese in campo non erano altro che amiche e compagne di

classe di Patrizia Rocchi la figlia di Valeria appunto. Quest’ultima svolse sia il ruolo di allenatrice

delle due squadre che quello di arbitro. Nonostante le condizioni da rotocalco dell’evento e la

più primaria amatorialità come nel 1933 con il GFC a catena si scatenò per tutto il Paese il

desiderio di molte ragazze di emularle. Infatti, Angelo Moratti ricevette circa tremila lettere di

richiesta di partecipazione e creazione di altre squadre per tutta Italia, questo fatto spinse il

presidente neroazzurro a fondare il Centro Coordinamento di Calcio Femminile in via San

Calocero 3 a Milano. 4

Un esempio chiaro dove prese più forma questa iniziativa fu a Genova, qui infatti Alba

Campominosi Mignone dopo che pubblicò un annuncio sulla rivista Amica nel quale cercava

calciatrici riuscì grazie a numerose adesioni a fondare il Genova. La sua squadra A.C.F. Genova

insieme a A.C.F. Ambrosiana, S.P. Vimodronese, F.C. Napoli, Pro-Viareggio, A.C.F. Roma

Lido, Pro Loco Travo (Piacenza), A.C.F. Lazio 2000 formarono la prima edizione del

campionato di calcio femminile nel 1968. Il campionato della F.I.C.F. (Federazione Italiana

Calcio Femminile) fu "creato" a Ostia Lido (Roma) il 4 febbraio 1968 e la prima edizione venne

vinta dal Genova.

Così riporta Lorenzo Mangini giornalista sportivo con l’intervista a Maria Grazia Gerwien una

delle calciatrici della formazione dell’A.C.F. Genova “Il 24 novembre 1968 l’ACF Genova

superò 1-0 la Roma a Pisa e conquistò il primo scudetto di calcio femminile. Fu decisiva Berta

Rosasco, “nordhalina” per il fisico, su assist di Maura Fabbri. Era un altro mondo e si poteva

sognare un mondo migliore e la rivoluzione, intesa come voglia di cambiamento, era una filosofia

di vita.”

Il campionato e l’organigramma che costituiva il campionato non si era ancora definitivamente

consolidato; infatti, nel 1970 dieci squadre decisero di abbandonare la FICF e si associarono alla

Federazione Femminile Italiana Giuoco Calcio (FFIGC). La metamorfosi del calcio femminile

ancora era in pieno sviluppo, infatti, nel 1972 appena due anni dopo segnati da contrasti e

disaccordi si fondono nella Federazione Femminile Italiana Unificata Autonoma Giuoco Calcio.

Nonostante questo sviluppo 15 società in dissidio ricreano la Federazione di Viareggio (ex FICF)

con la nuova nomina FIGCF. Quest’ultima formò un campionato composto da squadre che

provenivano solo da alcune regioni centro- settentrionali Toscana, Liguria, Lombardia e

Piemonte.

Questa ennesima divisione ha fine nel gennaio del 1973 con il reinserimento dell’“Autonoma”

nel campionato. Anche la sigla stessa cambia nuovamente prima in Federazione Femminile

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Italiana Unificata Giuoco Calcio (FIUGC) e infine dal 1975 in Federazione Italiana Giuoco

Calcio Femminile (FIGCF). La ventesima edizione quella del campionato 1986-87 vinta dalla

Lazio fu la prima sotto la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e determinò anche lo

scioglimento della Federazione Italiana Giuoco Calcio Femminile (FIGCF). Durante la stagione

2017-2018 la FIGC chiese al Collegio di Garanzia del CONI di affidare la Serie A e la

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wesley46 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Amodio Stefano.
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