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1.2 LE FORZE MOTRICI E LE DIFFICOLTÀ INIZIALI DELLA POLITICA
RELIGIOSA DI COSTANTINO
La rivoluzione intrapresa da Costantino fu l’opera di un politico freddo e calcolatore,
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che tenne nascosti fino all’ultimo momento i suoi convincimenti personali .
Anche se c’è chi, superando coraggiosamente la propria antipatia per la chiesa,
approvato che la decisione di Costantino non dipese da calcolo politico, ma, piuttosto,
da una illuminazione religiosa.
Le decisioni di un sovrano prendono forma in una serie di azioni politiche; pur tuttavia, i
motivi e sentimenti che hanno dato origine a tali decisioni non sono prive di importanza
per il problema.
Costantino non può non aver tenuto conto delle conseguenze che sarebbero potute
derivare dalla sua scelta di una nuova linea politica. Non può non aver pensato che, una
volta fallita la politica tradizionale dello stato romano nei confronti dei cristiani, la
tolleranza concessa da Valerio e la magnanimità di Massenzio avrebbero rappresentato
soluzioni insufficienti.
Un’istituzione universale aggressiva come la chiesa, che ambiva, oltre tutto, ad
accaparrarsi un diritto esclusivo nell’interpretazione dell’universo, non poteva essere
soddisfatta fino in fondo di quelle soluzioni.
E allora è importante riconoscere che Costantino, nell’appoggio e nel favore che accordò
alla chiesa, si comportò con la stessa coerenza che lo Stato aveva fino a quel momento
mostrato nel rifiutarla e nel perseguitarla.
E tuttavia, se è vero che l’imperatore ogni favore accordato ai cristiani trovò il suo corso
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nella prassi politica nascendo dal sentimento religioso , non bisogna dimenticare che,
nelle misure prese contemporaneamente in questo campo dei suoi colleghi, l’elemento
emotivo era assolutamente secondario rispetto al calcolo politico; ci si riferisce, ad
esempio, al favore per i cristiani esternato, in un primo momento, da Licino, alla
tolleranza accordata da Massimino, dietro pressioni dello stesso Licinio, e al successivo
voltafaccia di quest’ultimo.
Ma è proprio in tutto questo che si rivela la grandezza di Costantino.
36 Burckhardt J., (2020, L’età di Costantino il Grande, Milano, SE, p.10
37 Salvatorelli L., (1927), Rivista storica religiosa in Ricerche religiose, p. 290 21
Costantino non poteva, dopo il 28 ottobre del 312, eliminare in una notte i pagani; così
come non poteva, in un sol colpo, sollevare il cristianesimo a unica religione dello Stato.
Quei due poteri inconciliabili rimanevano entrambi, l’uno di fronte all’altro, con uguali
diritti, anche se non era uguale la misura del favore loro accordato.
Ciò fece sorgere problemi e confusione. Raramente gli studiosi moderni sono stati
capaci di avvertire l’ambiguità di questo breve periodo di transizione ma in alcuni casi,
si è tentato di aggirare l’ostacolo negando semplicemente che Costantino fosse dalla
parte dei cristiani, oppure, al contrario, cancellando le tracce evidenti dei suoi legami e
dei suoi obblighi con il paganesimo.
Altri ancora hanno tentato di rivelare, al posto della reale ambiguità che era implicita
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nella situazione, un’analoga ambiguità nello stesso Costantino perché quando sia ha
che fare con grandi personalità, le quali hanno giocato nella storia ruoli importantissimi,
se si tenta di studiare le loro vite e di analizzare la loro condotta, non ci si contenti delle
spiegazioni più naturali. Poiché sono considerati personaggi straordinari, dunque, non è
possibile credere che abbiano fatto ciò che ogni altra persona avrebbe fatto. Si cercano
motivazioni nascoste nelle loro azioni più semplici; si attribuiscono loro piani segreti,
pensieri profondi, perfidie, di cui erano del tutto ignari; oppure si cercano
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semplicemente contraddizioni nel suo comportamento poiché egli appare nella storia
come una discordanza continua ed infatti nella sua politica religiosa è sempre presente
una certa esitazione, un carattere leggermente equivoco.
In fin dei conti Costantino si sarebbe comportato come un cristiano di fronte ai cristiani,
ma non in pubblico, perlomeno fintantoché pensò che ogni altro modo di comportarsi
avrebbe potuto essere politicamente svantaggioso.
È chiaro comunque che è davvero troppo ingenuo supporre che Costantino, in un’epoca
di contrasti così evidenti fra due religioni, abbia potuto seguire tranquillamente la sua
rotta senza lasciar capire ai seguaci dell’una o dell’altra da che parte egli veramente
fosse.
Le ordinanze imperiali non erano emesse in segreto, né prendevano la loro generale
validità se indirizzate, ad esempio, a governatori cristiani.
38 Boissier G., (1989), La fine del mondo pagano, Milano, SugarCo Ed., p 41
39 Manaresi A., (1949), L' impero romano e il cristianesimo. Studio storico, Milano, Bocca, pp. 62-71 22
Ma come è possibile mettere d’accordo la confessione implicita nelle iniziali di Cristo
nel suo elmo con questo presunto atteggiamento criptocristiano di Costantino?
La risposta la si trova proprio dall’apparire di quelle iniziali emesse da tutte le zecche, a
breve distanza dalla vittoria su Massenzio; questo annunciava rumorosamente e
inequivocabilmente da che parte stava l’imperatore.
Involontariamente, si tende a concepire la conversione di Costantino nei termini che
valgono in effetti per milioni di casi.
Spinti dal desiderio di rigenerazione morale, o qualunque altro possa essere il motivo di
sottomissione, molti uomini hanno bussato umilmente alla porta della chiesa; vi hanno
ricevuto graziosa accoglienza e così hanno cominciato a regolare la propria vita secondo
le norme di quella comunità, chiunque essi fossero, poveri diavoli o re.
Ma il caso di Costantino non ha nulla da spartire con questi fenomeni comuni; è tutta
un’altra cosa.
L’uomo più potente della terra è disposto a credere in Cristo e, prima della sua
sottomissione vera e propria, è avvertito in sogno e sperimenta la potenza del suo nome.
Quando le iniziali sacre hanno dato prova in effetti del loro potere soprannaturale
mostrando la propria forza miracolosa, Costantino sposa la causa del cristianesimo e a
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poco a poco la porta in primo piano nella sua concezione dello Stato .
Tuttavia, sebbene gli appoggi e dei salti la chiesa, lo fa come chi sta al di fuori e al di
sopra di essa, lo fa sulla base di una sua libera scelta, senza essere legato in alcun modo
alla sua organizzazione.
In tal modo continua ancora ad essere il capo della religione ufficiale, il politeismo
pagano.
La Chiesa non ha diritto di impartirgli ordini, può soltanto alzare lo sguardo verso di lui
con profonda riconoscenza.
Infine, essa può respirare, ora, liberamente e gioire della libertà appena ottenuta; per il
momento non va più in là e non pensa a una vera e propria distruzione dei suoi
avversari.
I pagani, da parte loro, continuano a celebrare il signore del mondo come un essere
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soprannaturale nelle forme tradizionali dei loro culti : essi ancora onorano il loro
40 Calore A., (2014), L’Imperatore Costantino e la legge, in Koivwvia, p 141 23
legittimo signore, anche se quest’ultimo, intanto, sta togliendo loro il terreno sotto i
piedi.
Non si tratta in questo caso di una rivoluzione diretta da un gruppo, sinora privo di diritti
e oppresso, ma che si accinge a mettere sotto sopra il mondo.
Il paganesimo non è minacciato da elementi che dal basso si apre una forza un varco: È
il capo delle forze armate che improvvisamente decide di spodestarlo.
Egli si muove, all’inizio, lentamente e in maniera conciliante, ma il suo obiettivo è
semplice e chiaro.
Costantino non intendeva ricorrere alla forza ma per distruggere le posizioni del
paganesimo, doveva seguire una strategia prudente, spesso attuando una saggia ritirata
dopo un attacco fallito, ma poi spingendosi di nuovo avanti, ogni volta con impeto
maggiore.
Sempre più, però, continua a perdere quei resti del suo vecchio credo che non aveva
potuto abbandonare immediatamente dopo ponte Milvio, come la farfalla che ancora si
trascina dietro la sua spoglia quando esce dal bozzolo, finché poi, alla fine, riesce a
liberarsene interamente.
Quando questo avvenne, furono le eterogenee religioni pagane ad assumere sempre più
la posizione degli elementi puramente tolleranti, che un tempo era stata del
cristianesimo.
E già verso quei culti potevano vedersi, qua e là, chiari segni di intolleranza.
Tutto ciò richiede una certa prudenza. Non sempre lo si può dimostrare con certezza,
data la scarsità delle fonti; pure, è difficile che in questo caso il comportamento di
Costantino sia stato diverso da quello da lui tenuto nel corso della lotta contro i donatisti
oppure della disputa con gli ariani.
L’imperatore, ora influenzato dalla forte personalità di qualcuno, ora per la pressione
esercitata da una delle parti in lotta, cambia ripetutamente posizione, ma senza mai
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perdere di vista il suo obiettivo finale .
41 Filoramo G., (2021), «Imago naturae »: Cristiani e pagani a confronto nello specchio della natura, in
Antiquité Tardive: Revue Internationale d'Histoire et d'Archéologie, pp. 139-142
42 Corsaro F., (2012), Costantino ed Eusebio nella « Vita Constantini » di Eusebio di Cesarea, in Rivista di
Cultura Classica Medievale, p. 211 24
Si osserverà la stessa flessibilità anche nella sua politica verso i pagani di Roma. I
mutamenti di condotta di Costantino fanno pensare al bordeggiare di un’imbarcazione a
vela; il suo scopo è di sfruttare appieno il vento, senza cambiare direzione.
Non invalida tale conclusione il fatto che i suoi mutamenti non sempre fossero dovuti a
calcoli eseguiti a sangue freddo.
Spesso si infuriava, e allora la sua passionalità esplodeva incontrollata. Fu questa cieca
collera a segnare il fato dei suoi rivali e di altri che lo mossero all’ira.
La colpa di questi assassinii politici può ascriversi, in parte, al crudele spirito dell’epoca;
ma nessuna scusante simile può essere trovata per l’assassinio della moglie e del più
anziano dei suoi figli.
La chiesa d’Occidente era ben cosciente del perché non potesse annoverare Costantino
fra i suoi santi, perfino in materia religiosa quella rabbia incontrollata poteva spingerlo a
decisioni del tutto inaspettate come può vedersi nella sua disputa con gli ariani.
Lo scontro drammatico che lo vide opporsi ai pagani di Roma ebbe origine proprio da
una di queste esplosioni d’ira, e tuttavia più tardi, tornato sobrio, Costantino revoca gli
ordini dati quando era in collera ma i suoi obiettivi final