DIRITTO DEI BENI DIGITALI
INTRODUZIONE AL DIRITTO DEI BENI DIGITALI
Definizione e tutela di beni materiali e immateriali
Il diritto dei beni digitali tutela beni materiali e immateriali nel contesto digitale, spesso intangibili,
attraverso norme nazionali e internazionali per proteggere la proprietà intellettuale e il diritto di
autore.
Regole nazionali e internazionali (Convenzione di Berna e WIPO)
Si basa su normative nazionali e internazionali, come la Convenzione di Berna e trattati
della WIPO (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) o ONPI.
DIRITTO D’AUTORE
Fondamenti e basi normative (Legge 633/1941, Direttiva 790/2019)
Il diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno umano, indipendentemente dalla loro bellezza o
valore economico focalizzandosi sull'apporto creativo. In Italia, è disciplinato dalla Legge
633/1941, aggiornata da normative europee come la Direttiva 790/2019. Prevede due ordini di
diritti: Diritti morali e Diritti patrimoniali.
Oggetto della tutela (opere dell’ingegno umano)
Un’opera di intelletto umano è una creazione originale che esprime idee, conoscenze o emozioni,
realizzate attraverso l’ingegno e la creatività dell’autore
Diritti morali àà
Viene riconosciuto il diritto alla patrimonialit dell’opera, all’immagine e alla reputazione del
soggetto, diritti personalissimi in quanto estremamente intrinsechi rispetto alla persona. In quanto
tale (estremamente intrinseco) il soggetto gode delle seguenti caratteristiche:
Intrasmissibili: L’autore conserva il diritto alla paternità dell’opera, anche dopo la morte.
Indisponibili: L’autore non può rinunciare al riconoscimento della propria paternità sull’opera
(no cessione o vendita).
Indeterminati nel tempo: La paternità dell’opera è riconosciuta per sempre.
Tutela: Protegge l'immagine e la reputazione dell'opera e dell'autore, a prescindere da chi detenga i
diritti economici.
Diritti patrimoniali
Riguardano lo sfruttamento economico dell’opera e includono:
Riproduzione: L’autore può decidere quanti esemplari creare.
Pubblicazione (es. esposizione di un quadro in una galleria).
Adattamento: Creare versioni alternative (es. trasposizione di un romanzo in film).
Traduzione: Adattare l’opera in altre lingue.
Creazione di sequel o prequel: Solo l’autore può autorizzare estensioni della sua opera.
àà
Tutte queste facolt le possiede solo l’autore e, messe insieme, corrispondono ai cosiddetti diritti
patrimoniali d’autore, tutti indipendenti e disgiunti fra loro. Il fatto che esse siano facoltàà
comporta che, a differenza dei diritti morali, esse siano a tempo determinato.
Sono temporanei: Durano 70 anni dalla morte dell’autore. Dopo questo periodo, l’opera entra
in dominio pubblico, ma la paternità (diritto morale) resta intatta.
Esempio: L'estensione da 50 a 70 anni è avvenuta in seguito alle pressioni della Disney per
proteggere i diritti su alcune opere.
Eccezione all’interno di altri Paesi: Francia 30 anni in più oltre ai 70 anni, per tutti i soggetti morti
tra la 1 e la 2 guerra mondiale. Ex. Autore del Piccolo Principe, cade in dominio pubblico bel 2045.
àà
Tutte queste facolt , previste dai diritti patrimoniali, hanno come oggetti la forma espressiva
dell’opera:
Corpus mechanicum = opera tangibile, blocco di marmo della statua, il quadro stesso.
Corpus mysticum = la parte intangibile dell’opera.
àà
Queste facolt di sfruttamento, questi diritti patrimoniali, quando nascono? Nascono nel momento
stesso in cui l’opera viene realizzata, nel momento in cui la mia idea viene esternalizzata, si separa
dalla mia mente.
Es David di Donatello: I diritti d’autore non sono nati fino a quando Donatello non ha dato
l’ultimo colpo di scalpello, da quel momento non solo nasce l’opera ma anche la tutela del diritto
d’autore.
Tutela in Italia: Gli autori non devono registrare l’opera per proteggerla, ma il deposito presso enti
àà
come la SIAE (societ italiana autori e editori) può servire come prova in caso di controversie. Nel
momento in cui compongo nuove opere musicali, il diritto d’autore nasce nel momento stesso in cui
scrivo l’ultima nota sul pentagramma. Il successivo deposito in SIAE non è condizione necessaria
éé
affinch si maturi il diritto d’autore ma ha una funzione probatoria, non costitutiva della tutela
(associato SIAE, mandatario o semplice cittadino).
Esempio statue: Statue raffiguranti la Madonna con bambino. Nonostante il tema comune,
ciascuna statua è protetta perché ogni artista contribuisce con dettagli e interpretazioni diverse,
rendendo ogni opera unica.
Esempio articoli scientifici: È necessario citare correttamente le fonti per evitare il plagio, che è
considerato un reato.
Esempio: La professoressa Sapienza, esperta italiana in materia, pubblicò un manuale sulla lingua
dei segni, finanziato con fondi europei. Sebbene i diritti patrimoniali del manuale non fossero
alienabili (perché finanziato con denaro pubblico), la professoressa possedeva i diritti d’autore sulle
grafiche stilizzate che aveva inserito nel testo. Negli anni, il manuale divenne un riferimento
nazionale. Successivamente, due ricercatrici crearono un nuovo manuale: una scrisse due capitoli
originali, mentre l'altra copiò e modificò i capitoli del manuale della professoressa. Questo nuovo
manuale venne pubblicato dallo stesso editore del primo. Nonostante le modifiche, il plagio non fu
contestabile, poiché il diritto d’autore protegge l’espressione di un’opera (come l’ordine delle
parole) e non le idee sottostanti. La professoressa trovò una soluzione utilizzando i suoi diritti sulle
grafiche: dimostrò che le immagini erano state riprodotte senza autorizzazione, sforando il numero
massimo di copie previsto dal contratto editoriale. Questo le permise di ottenere il ritiro del manuale
copiato. Tuttavia, il ritiro ebbe conseguenze negative anche per la ricercatrice che aveva contribuito
in buona fede, poiché l'opera era considerata "collettanea" (frutto di contributi di più autori), e
quindi venne ritirata interamente dal commercio.
OPERE PROTETTE DAL DIRITTO D’AUTORE
Elenco delle opere tutelate
Il diritto d’autore si applica a un elenco ampliabile con l’evoluzione tecnologica. Include:
1. Opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche e religiose, sia in forma scritta che orale.
2. Composizioni musicali, con o senza parole, comprese le opere drammatico-musicali e le
variazioni originali.
3. Opere coreografiche e pantomimiche, purché ne sia fissata una traccia.
4. Opere di scultura, pittura, disegno, incisione e arti figurative similari, incluse le scenografie.
5. Disegni e opere di architettura.
6. Opere cinematografiche, sia mute che sonore, escluse le semplici documentazioni.
7. Opere fotografiche e altre simili alla fotografia, a condizione che non siano semplici fotografie.
8. Programmi per computer, considerati opere intellettuali originali, esclusi i principi e le idee
sottostanti.
9. Banche dati, intese come raccolte organizzate di opere o dati, purché sistematicamente
accessibili.
L'elenco, inizialmente più limitato, è stato ampliato nel tempo (punti 8 e 9) per includere opere
legate allo sviluppo tecnologico e ai cambiamenti sociali. Non si tratta di un elenco chiuso, ma di un
riferimento indicativo per identificare gli elementi soggetti al diritto d’autore.
Tipologie di opere collaborative:
Opere in comunione: Contributi indivisi; realizzate da più autori senza distinzione dei
contributi individuali. I diritti morali e patrimoniali sono condivisi.
Opere collettanee: Contributi identificabili; ciascun autore è responsabile di una parte
identificabile. (es. capitoli scritti da autori diversi).
Opere complesse: Contributi eterogenei (es. film con regista, sceneggiatore, musicista). I diritti
patrimoniali spettano al produttore.
PROTEZIONE DEL SOFTWARE
Diritto d’autore vs. brevetti
Il software è costituito da righe di testo scritte in un linguaggio di programmazione, il che lo rende
simile a un’opera letteraria. Per questo motivo, è tutelabile dal diritto d’autore. Le sue funzionalità
possono essere coperte, invece, da brevetti.
Diritto d’autore sul software:
Cosa protegge il diritto d’autore? Esclusivamente il testo del programma, non l’idea o la
funzionalità che esso realizza.
Non copre l'idea o le funzioni operative.
Durata: Automatico, senza registrazione.
Limiti del diritto d’autore:
Riproduzione delle funzionalità: Se qualcuno analizza il codice e crea un software con un
o testo diverso, ma che realizza le stesse funzioni, non si può rivendicare una violazione del
diritto d’autore.
Dimostrare la violazione: Per citare in giudizio qualcuno, occorre dimostrare che il codice
o copiato è simile, cosa non sempre semplice.
Soluzione pratica: Per facilitare la prova di violazione, alcune aziende inseriscono
o volontariamente bug o particolari identificativi (detti "fingerprint digitali") nel codice. Se
qualcuno copia il software, copierà anche questi bug, fornendo un riscontro evidente della
copia.
Brevetti sul software:
A differenza del diritto d’autore, il brevetto non protegge il testo del programma, ma
la funzionalità o l’idea tecnica che il software realizza; protegge funzionalità e interazioni
software-dispositivo. Ad esempio, la combinazione tra software e hardware è brevettabile.
Cosa protegge il brevetto?
Le modalità di concatenazione delle istruzioni del software, in funzione di un determinato
o risultato tecnico.
Le equivalenti soluzioni tecniche, ovvero le varianti che raggiungono lo stesso risultato con
o approcci diversi.
Protezione delle funzionalità: Se qualcuno crea un software diverso nel testo, ma che ottiene lo
stesso risultato tecnico descritto nel brevetto, è comunque una violazione del brevetto.
Durata: Il brevetto garantisce un’esclusiva di sfruttamento della tecnologia per 20 anni dal
deposito, durante i quali l’inventore può impedire ad altri di utilizzare l’invenzione senza
autorizzazione.
Brevetto: un baratto tra Stato e inventore
Per brevettare un software o una tecnologia, occorre dimostrare che rappresenta una soluzione
tecnica nuova e originale a un problema (già noto/mai risolto). Il brevetto diventa un
compromesso tra l’inventore e lo Stato:
L’inventore ottiene un’esclusiva di sfruttamento per 20 anni.
Lo Stato ottiene la diffusione della conoscenza tecnica, poiché il brevetto, una volta scaduto,
entra in pubblico dominio.
Requisiti di brevettabilità
Si possono brevettare solo invenzioni consistenti in:
nuovi prodotti
nuovi procedimenti
nuovi usi di un prodotto/procedimento già noto
Ci sono diversi interessi superiori che vanno salvaguardati (tipicamente costituzionali):
interesse alla cultura
interesse al progresso (art. 9 costituzione)
interesse alla salute
In virtù di questi interessi certe cose non possono essere brevettati.
Perché un software possa essere brevettato, deve rispondere a determinati requisiti:
1. Novità: Deve essere un’invenzione nuova, mai esistita prima.
2. Attività inventiva: Non deve essere ovvia per un esperto del settore.
3. Applicazione industriale: Deve essere utilizzabile in ambito pratico, non solo teorico.
Non si possono brevettare idee astratte o algoritmi matematici in quanto tali, ma un software può
essere brevettato se descritto come parte integrante di un dispositivo o di una soluzione tecnica.
Principale differenza tra diritto d’autore e brevetto
Diritto d’autore Brevetto
Protegge il testo del software. Protegge la funzionalità tecnica.
Non copre l’idea o il risultato del software. Copre l’idea e tutte le soluzioni equivalenti.
Più facile da ottenere, non richiede deposito Richiede un processo di registrazione formale.
(gratuito).
Non protegge contro imitazioni del Protegge contro imitazioni indipendentemente dal
funzionamento. codice.
Durata: 70 anni dopo la morte dell’autore. Durata: 20 anni dal deposito del brevetto.
In sintesi, il diritto d’autore è più immediato e semplice, ma offre una protezione limitata al testo
del programma. Il brevetto, invece, tutela in modo più ampio le funzioni e le soluzioni tecniche, ma
richiede maggiori costi e sforzi per essere ottenuto.
Principio di territorialità
Il principio di territorialità stabilisce che la protezione legale di un diritto è valida solo nel
territorio in cui è stata richiesta e concessa. Se brevetti un’invenzione (o registri un marchio) in un
determinato Paese, sei protetto solo in quel Paese. Nessuno può utilizzare o sfruttare
commercialmente la tua invenzione nel territorio in cui hai il brevetto, ma al di fuori di esso, la tua
invenzione non è protetta, a meno che tu non abbia richiesto il brevetto anche in quegli Stati.
Implicazioni pratiche
1. Devi scegliere i Paesi in cui proteggerti: Se pensi che la tua invenzione abbia mercato in più
nazioni, dovrai depositare il brevetto separatamente in ogni Paese o utilizzare sistemi
internazionali che semplificano il processo (come il sistema PCT, vedi sotto).
2. Protezione limitata ai confini nazionali: Ad esempio, se brevetti un software in Italia,
chiunque può riprodurlo e venderlo in Francia o negli Stati Uniti senza infrangere il tuo
brevetto, a meno che tu non lo abbia registrato anche lì.
3. Costi e strategia: Ogni deposito di brevetto comporta costi di registrazione, mantenimento e, a
volte, traduzione. Le aziende devono valutare attentamente in quali territori vale la pena
registrare il brevetto in base al mercato, alla concorrenza e al ritorno economico.
Perché esiste il principio di territorialità?
Il principio si basa sul compromesso tra Stato e inventore:
L’inventore ottiene il diritto esclusivo di sfruttare la sua invenzione in cambio della condivisione
delle conoscenze tecniche.
Ogni Stato decide autonomamente se concedere questa protezione e per quanto tempo, in base
ai propri interessi economici, sociali e legali.
Il principio di territorialità significa che un brevetto non è automaticamente valido ovunque: devi
registrarlo nei Paesi in cui vuoi essere protetto. Questo aggiunge una dimensione strategica ed
economica alla tutela delle invenzioni, spingendo le aziende a valutare attentamente dove investire
nella protezione dei propri diritti.
Problemi di reverse engineering e soluzioni e tutela funzionale (bug digitali, brevetti software)
Reverse engineering: Il reverse engineering consiste nel decodificare una tecnologia
esistente, copiarla, produrla in massa e rivenderla a un prezzo inferiore rispetto all'originale.
Questo metodo permette di aggirare le tutele del diritto d’autore, ma se la tecnologia è
brevettata, l’utilizzo senza autorizzazione è illegale.
Soluzione: Si inseriscono volontariamente errori (bug) nel codice per identificarne il plagio.
Conseguenze della non condivisione di una tecnologia
Quando un inventore decide di non condividere la sua invenzione con la collettività, si verificano
alcune problematiche:
1. Non arricchisce il sapere collettivo: Le conoscenze restano limitate all'inventore, senza
contribuire al progresso scientifico e tecnologico.
2. Non valorizza i risultati della ricerca: La scoperta resta inutilizzata e il tempo e le risorse
spese non generano benefici.
3. Rischio di perdita totale dell’idea: Se l’inventore non la realizza e viene meno (es. per morte o
altre cause), l’idea va persa per sempre.
Questa mancata condivisione impoverisce l’intero sistema tecnologico e sociale.
Domanda di brevetto e trasparenza
Per depositare un brevetto, l’inventore deve scrivere una descrizione dettagliata, così chiunque (con
le giuste competenze tecniche) possa: comprendere l'invenzione e riprodurla dopo che il brevetto
sarà scaduto.
Tempistiche di segretezza:
Per i primi 18 mesi, la domanda è secretata, cioè non è visibile al pubblico. Questo periodo
protegge l’inventore mentre valuta se estendere il brevetto in altri Stati, sfruttando il diritto di
priorità (entro 12 mesi dal primo deposito).
Dopo i 18 mesi, la domanda diventa pubblica e consultabile.
Principio del “First to File”
In Europa (e nella maggior parte del mondo), il brevetto viene concesso al primo che deposita la
domanda (first to file), anche se qualcun altro ha sviluppato l’invenzione prima.
Esempio
Equipe A inventa una nuova tecnologia ma non deposita subito il brevetto.
Equipe B sviluppa la stessa tecnologia successivamente, ma deposita prima la domanda di
brevetto.
Risultato: L’equipe B ottiene il brevetto.
Negli Stati Uniti, invece, prevale il principio del “first to invent”: Se l’equipe A può dimostrare di
aver sviluppato l’invenzione prima (es. con quaderni di laboratorio), ottiene il brevetto, anche se ha
depositato dopo.
Esempio: due equipe straniere diverse
equipe A (giapponese): ha sviluppato l’invenzione prima
equipe B (italiana): ha sviluppato l’invenzione dopo
Vince quella che da la prova di aver realizzato per prima l’invenzione, questo avviene attraverso i
quaderni di laboratorio.
In Italia/Europa devi dare almeno un esempio su come andare a realizzare l’invenzione, mentre
negli Stati Uniti devi andare a dichiarare il modo migliore per realizzare la tecnologia oggetto del
brevetto stesso. Se in giudizio poi si va ad evidenziare che non hai dichiarato il miglior modo per
realizzarlo, il brevetto viene decretato nullo e radiato sin dalla data di deposito retroattivamente.
Rinnovo del brevetto e decadenza
In Italia, i primi 4 anni di tutela vengono coperti con il deposito iniziale.
Dopo il quarto anno, il brevetto deve essere rinnovato annualmente con il pagamento di una
tassa.
Se non si rinnova, il brevetto cade in pubblico dominio, cioè chiunque può utilizzarlo
liberamente.
Esempio: Un brevetto protegge una tecnologia legata a una moda passeggera. Dopo 7 anni, il
titolare decide di non rinnovarlo perché la moda è passata. Rischio: Se la moda torna popolare dopo
13 anni, il brevetto non può essere più ripristinato e chiunque può utilizzare la tecnologia.
Esempio: Se scopro che un’altra persona sta usando la tecnologia coperta dal mio brevetto, ma la
mia domanda è stata depositata solo 7 mesi prima, non posso verificare se l'ha copiata, perché la
mia domanda è ancora secretata (fino ai 18 mesi). In questa situazione:
Mi devo affidare alla buona fede dell’altra persona.
Una volta che il mio brevetto è ufficialmente registrato, posso impedire all'altra persona di
continuare a utilizzare la mia tecnologia, perché la tutela legale del brevetto si applica
retroattivamente dal momento del deposito.
Esempio: Se scopro che qualcuno sta sfruttando la tecnologia del mio brevetto e la mia domanda è
stata depositata 7 mesi prima, non posso dimostrare subito che l’ha copiata perché il fascicolo è
ancora secretato.
Tuttavia, posso:
1. Diffidare formalmente questa persona, allegando la prova che la mia domanda è già stata
depositata.
2. Chiedere a questa persona di:
Smettere di usare la tecnologia.
o Richiedere una licenza per continuare a utilizzarla.
o Oppure, se non accetta, posso procedere con un’azione legale per impedirne l'uso.
o
Esempio: Se scopro che qualcuno sta usando la mia tecnologia dopo 20 mesi dal deposito della
domanda, la situazione cambia:
1. La domanda di brevetto è ormai pubblica (dopo i 18 mesi di segretazione).
2. La legge presume che chiunque debba essere a conoscenza di un brevetto pubblicato.
3. In questo caso, posso:
Chiedere un risarcimento per i danni economici causati dall’uso della mia tecnologia negli
o ultimi 2 mesi (cioè da quando il brevetto è diventato pubblico).
Denunciare il contraffattore per violazione del brevetto, che può costituire un reato.
o
Segretezza e pubblicazione anticipata
L’inventore può scegliere di rinunciare ai 18 mesi di segretezza selezionando l’opzione
di pubblicazione anticipata (entro 90 giorni).
Pro: La tutela brevettuale diventa più rapida, quindi si possono impedire subito utilizzi non
autorizzati.
Contro: Se durante i primi mesi si scopre che è necessario ampliare o migliorare il brevetto,
non sarà più possibile modificarlo, perché è già pubblico.
All’interno dell’ufficio brevetti e marchi c’è una divisione del ministero della difesa che legge tutti i
brevetti e va a decretare se c’è un brevetto utile per la difesa nazionale. Se riguarda questo, il
ministero della difesa contatta il depositante e lo avverte dell’esproprio del brevetto previsto dal
codice della proprietà industriale.
Esproprio del brevetto: Il Ministero della Difesa può espropriare un brevetto per motivi di
sicurezza nazionale, in due modi:
1. Utilizzo pubblico: Il brevetto diventa pubblico dopo 18 mesi, registrato a nome del Ministero.
2. Segretazione: La domanda viene ritirata, il richiedente è vincolato al segreto e riceve
un'indennità.
Periodo di segretezza: i 90 giorni di segretezza obbligatoria servono al Ministero per esaminare le
domande e decidere eventuali espropri.
Emissione anticipata: il richiedente può rendere pubblica la domanda dopo 90 giorni, anticipando
la tutela, ma rinuncia alla possibilità di modificarla o ritirarla.
Esempio: Se a 4 mesi dalla domanda ci si accorge che l’invenzione può essere migliorata, con la
segretezza di 18 mesi si può ritirare, modificare e reinoltrare la domanda. Con la pubblicazione
anticipata, invece, sarebbe ormai troppo tardi.
Tipologie di invenzioni
1. Invenzioni fondamentali: Tecnologie che segnano una svolta nel progresso tecnico (es. il
passaggio da floppy disk a chiavette USB).
2. Invenzioni dirette: Idee completam
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