SCHEMI RIASSUNTIVI CIVILTÀ
1. Le Indicazioni Nazionali per il curricolo (2012 – bozza 2025)
Le Indicazioni Nazionali (2012) sono un documento programmatico che definisce:
gli obiettivi generali,
• gli obiettivi di apprendimento,
• i traguardi per lo sviluppo delle competenze per ogni disciplina o campo di
• esperienza
per bambini e ragazzi della scuola dell’infanzia e del primo ciclo.
Rispetto al passato:
non si parla più di “programmi ministeriali”, ma di indicazioni;
• i docenti hanno maggiore libertà didattica.
•
Nel marzo 2025 è stata presentata una nuova bozza, che aggiorna l’impostazione del
documento.
1.1. Storia nelle nuove Indicazioni Nazionali
La storia:
non è semplice cronologia;
• consiste nel pensare i fatti, analizzandone:
• cause,
o contesti,
o conseguenze.
o
Studiare storia significa:
formulare ipotesi storiche le cause più omino remote che ragionevoli
àindagare
• immaginare siano state indirettamente la causa di quanto è accaduto;
analizzare ambiti sociali, economici, culturali, religiosi, geografici, che possono aver
• favorito il prodursi o influenzato i fatti;
comprendere l’influenza reciproca tra eventi e contesti.
•
2. Fare storia: il lavoro dello storico
La storia (deriva dal termine greco historia e significa indagine, ricerca) è il racconto dei fatti
del passato, ma non tutto il passato è oggetto della storia: lo storico si occupa delle civiltà.
È necessario fare una distinzione tra storia, considerata come passato e storiografia, la
disciplina che si occupa di studiare il passato.
Lo storico è considerato uno scienziato, perché:
studia i processi e i fatti umani del passato;
• utilizza un metodo rigoroso.
•
Le coordinate della storia
TEMPO
è una convenzione umana ed è misurato in frazioni di giorno (ore, minuti e secondi) o
o del mese (settimane, giorni) 1
Unità di misura sono tra loro commutabili e reversibili
à
o Giorni
o Mesi
o Anni indicati con i numeri arabi
à
o Lustri cinque anni
à
o Decenni 10 anni
à
o Secoli 100 anni indicati con i numeri romani
à à
o Millenni 1000 anni indicati con i numeri romani
à à
o
Punti di riferimento
o Il riferimento utilizzato è la nascita di Cristo e coincide con l’anno zero, per questo
o gli anni vengono divisi in avanti Cristo e dopo Cristo
Linearità
o La concezione di linearità del tempo è stata introdotta dal cristianesimo
o Connessa con il tempo storico e la sua misurazione si chiama periodizzazione, cioè
o la suddivisione del tempo in periodi:
Divisione in preistoria e storia che inizia con l’invenzione della scrittura alla
§ fine del IV millennio a.C. La storia è suddivisa in:
• Storia antica 1300 a.C.- 476 d.C. (caduta Impero Romano d’Occidente)
à
Vicino oriente
o Storia greca
o Protostoria greca periodo iniziale della storia greca che racchiude
§ à
l’età del bronzo e parte dell’età del ferro
Età arcaica VIII secolo a.C. – inizio V secolo a.C.
§ à
Età classica V secolo a.C. – 323 a.C. (morte di Alessandro Magno)
§ à
Età ellenistica 323 a.C. – 31 a.C. (battaglia di Anzio)
§ à
Storia romana
o Periodo monarchico 753 a.C. (nascita di Roma) – 509 a.C. (caccia
§ à
dell’ultimo re di Roma)
Periodo repubblicano 509 a.C. – 27 a.C.
§ à
Periodo imperiale 27 a.C. – 476 d.C.
§ à
• Storia medievale 476 d.C. – 1492 (scoperta dell’America)
à
• Storia moderna 1492 – 1789 (Rivoluzione francese)
à
• Storia contemporanea 1789 – oggi
à
SPAZIO (spazio geografico)
¨ Gli strumenti di misura dello spazio sono le carte geografiche, che sono diverse
dalle carte storiche perché quelle evidenziano i confini tra gli Stati nel corso degli
anni
¨ È necessaria la conoscenza dell’ambiente e delle sue caratteristiche
Tempo e spazio trovano una loro sintesi nei concetti di:
Storia diacronica studi nel corso del tempo di un sistema definito
à à 2
Storia sincronica studio di diversi sistemi tra loro collegati in un determinato periodo
à à
storico
Lo storico ricostruisce il passato attraverso le fonti, cioè le tracce lasciate dagli uomini del
passato, si suddividono in primarie, testimonianze dirette, secondarie, studi compiuti:
1. Fonti materiali: oggetti di uso quotidiano, tombe, abitazioni
2. Fonti scritte: documenti scritti
3. Fonti non scritte: film, trasmissioni radiofoniche
4. Fonti orali: racconti dei testimoni
5. Fonti volontarie
6. Fonti non volontarie
7. Fonti iconografiche/epigrafiche: incisioni su materiale non deperibile, dipinti
8. Fonti letterarie
9. Fonti archeologiche: resti materiali di edifici, villaggi o città
Lo storico può avere informazioni anche dalle monete, dalle rappresentazioni figurate, perché
la documentazione disponibile è disomogenea in quanto la mano dell’uomo e le condizioni
climatiche hanno potuto favorire la conservazione o meno di alcune fonti.
I collaboratori dello storico
Lo storico lavora con altri studiosi:
Geologo: data i reperti tramite l’analisi delle rocce del terreno
• Archeologo: scava, interpreta oggetti e edifici
• Antropologo: studia usi, costumi e modi di vivere
• Paleontologo: analizza fossili per ricostruire le trasformazioni degli esseri viventi
•
3. Che cos’è la storia (tradizione greca)
La nascita della storia come disciplina è attribuita ai Greci; infatti, è il racconto dei fatti del
passato. Una definizione fondamentale è quella di Marc Bloch: “La storia è la scienza degli
uomini nel tempo”.
3.1 Aristotele e la distinzione tra storia e poesia
Aristotele è un celebre filosofo greco del IV secolo a.C. che ha scritto un trattato “Poetica”
dove esamina la commedia, la tragedia e i generi del teatro di altri poeti. Nella Poetica,
Aristotele distingue:
poesia: racconta ciò che potrebbe accadere (verosimile e necessario) è più “filosofica”
à
• perché parla del generale
storia: racconta ciò che è realmente accaduto parla del particolare, cioè di eventi
à
• concreti e specifici
3.2 Polibio e il significato di storia
Polibio, un grande storico greco del II secolo a.C. che raccontò di come Roma diventò un
impero e si impadronì del Mediterraneo. Distingue nettamente:
il poeta tragico, che mira a emozionare attraverso discorsi persuasivi;
• lo storico, che deve informare attraverso la verità dei fatti.
•
Per Polibio, “storia” significa:
1. i fatti realmente accaduti;
2. la conoscenza e il ricordo di quei fatti trasmessi dallo storico.
3
Dai suoi racconti emerge l’esigenza a cui la ricerca scientifica risponde, cioè un’esigenza
umana fondamentale, infatti, fa notare come un fatto storico esiste solo se è testimoniato,
tramite:
racconti,
• tracce,
• conseguenze lasciate nel tempo.
•
4. La storia come indagine scientifica
L’indagine storica nasce nel mondo greco come:
ricerca dei fatti,
• accertamento critico delle prove.
•
La storia è una disciplina scientifica perché segue un metodo.
5. Erodoto: il “padre della storia”
Erodoto di Alicarnasso è il padre della storia e visse nel V secolo a.C. Scrisse un’opera
“Storie”, dedicate alle guerre greco-persiane (499-479 a.C.).
Questa parola definisce un metodo di indagine della realtà e un metodo scientifico, i cui
fondatori sono proprio Erodoto e Tucidide nel V secolo a.C. Dal proemio dell’opera
possiamo ricavare gli elementi chiave del concetto di storia:
è indagine, una ricerca;
• riguarda i fatti umani;
• cerca i nessi causali tra gli eventi.
•
Per lui fare storia significa conoscere prima di raccontare, poiché il racconto è il risultato di
un’indagine, di una ricerca che deve essere condotta con metodo. Erodoto utilizza il metodo
dell’autopsia (vedere con i propri occhi) e consiste in:
raccoglie testimonianze oculari degli eventi (storico),
• trascriverle,
• senza sentirsi obbligato a credervi totalmente.
•
Erodoto esclude il mito dal campo della ricerca storica.
5.1 Il racconto mitico e Omero
I miti (Iliade guerra di Troia e Odissea vicende di Ulisse dopo la guerra di Troia e di
à à
Odisseo) sono racconti attribuiti ad una figura che hanno chiamato Omero e sono
fondamentali per la civiltà greca:
raccontano eroi spesso di origine divina;
• mescolano vicende umane e divine;
• rappresentano i valori della società greca.
•
Per Erodoto, però, il mito non è storia, perché non riguarda fatti umani verificabili.
6. Tucidide e la nascita del metodo critico
Tucidide, un autore greco che visse nell’Atene di Pericle nel V secolo a.C. e scrisse “La
guerra del Peloponneso” (431-404 a.C.). Tucidide nei suoi racconti parla prettamente di
guerra poiché la storia si è sempre occupata di quello, cioè l’oggetto per eccellenza della
ricerca storica. Secondo Tucidide:
il passato remoto non è conoscibile con certezza;
• solo la storia contemporanea allo storico può essere indagata scientificamente.
• 4
Nel primo libro fa un’introduzione alla guerra del Peloponneso, inoltre crea una sezione
chiamata “Archeologia della Grecia”, dedicata alla storia più antica. Il suo è un racconto che
va tra la fine delle guerre persiane di cui parlava Erodoto e lo scoppio della guerra del
Peloponneso. Grazie a ciò si può dedurre la polemica di Tucidide nei confronti di Erodoto,
perché è difficile prestar fede a quello che viene raccontato se non può essere fatto una
ricerca storica per appurare ciò che è stato detto.
6.1 Il metodo di Tucidide nella trascrizione dei discorsi
difficoltà nel ricordare i discorsi ricostruzione del senso generale tramite ciò che io
à
• ascolto e ciò che mi dicono gli altri;
confronto critico delle testimonianze;
• consapevolezza delle deformazioni soggettive (ognuno riferiva ciò che era a favore della
• propria parte);
rifiuto della finalità artistica lui scriveva solo per chi voleva davvero conoscere ciò che
à
• era realmente successo;
ricerca della verità dei fatti.
•
Tucidide supera Erodoto e fa una critica delle fonti, cerca di arrivare alla conoscenza
accertandosi delle testimonianze; infatti, il lavoro dello storico è il lavoro critico e non è
finalizzato a capire il presente perché è una conseguenza del lavoro e perché il vero obiettivo
è capire ciò che è successo. Approfondisce il metodo dell’autopsia di Erodoto, cioè la
ricerca del testimone di chi ha visto e lo critica perché sulla storia contemporanea non si può
lavorare applicando quel metodo.
6.2. Le fasi della metodologia storica
La ricerca storica si articola in tre fasi:
1. Euristica
Ricerca più completa e raccolta di tutte le testimonianze disponibili
o prevalenza delle fonti politico-militari
o
2. Critica
analisi delle deformazioni delle testimonianze
o individuazione dei condizionamenti (interessi, appartenenze)
o
3. Ricostruzione
proposta di ciò che probabilmente è accaduto
o basata su prove e ragionamenti
o
Tucidide ed Erodoto sono all’origine del modo di fare storia su base scientifica nella tradizione
culturale occidentale; ad oggi fare storia significa occuparsi del passato secondo un metodo.
7. La Preistoria
Il termine preistoria significa prima della storia, è stato coniato a metà dell’Ottocento in
Francia e poi in Inghilterra. È una disciplina che studia le società che non hanno lasciato
testi scritti. Il passaggio dalla preistoria alla storia è segnato dall’apparizione della
scrittura, poiché quest’ultima ci offre la possibilità di capire che cosa è una società a prodotto
e cosa pensava. 5
7.1 Caratteristiche:
periodo dalle origini dell’uomo alla comparsa della scrittura (es. nel vicino oriente la
• scrittura appare a partire dal 4000/3000 a.C.);
il passaggio alla storia varia da area ad area, in base alla comparsa della scrittura;
• utilizza testimonianze non intenzionali;
• prevale l’esame dei reperti archeologici (esame degli scavi materiali venuti alla luce);
• grazie all’evoluzione otto-novecentesca si ha avuto un’evoluzione notevole nelle
• tecniche e nella strumentazione per poter effettuare determinate indagini;
archeologia disciplina scientifica utilizzata dagli archeologi per scavare seguendo
à
• una tecnica per far venire alla luce i reperti archeologici che permettono di studiare la
preistoria.
7.2 Antropologia: aiuto nello studio della preistoria
L’antropologia è la scienza che studia le società e ha contribuito ad ampliare lo sguardo
o e l’orizzonte della preistoria;
La ricerca si è indirizzata verso studi di carattere antropologico-culturale à
o comportamenti collettivi, processi di trasformazione dei gruppi;
La raccolta dei dati tocca:
o Il contesto ambientale dove si è sviluppato una società
à
o L’utilizzazione del territorio
o La disponibilità delle materie prime
o
7.3 Discipline di supporto
geologia trasformazione della crosta terrestre,
à
• paleontologia,
• carbonio 14 risalire alle datazioni,
à
• dendrocronologia scienza delle piante.
à
•
7.4 Evoluzione umana
La preistoria studia i gruppi umani, per questo è fondamentale la teoria dell’evoluzione di
Charles Darwin, elaborata nel 1859. Questa teoria porta a capire che l’uomo è frutto di
un’evoluzione e ha delle affinità che lo apparentano ad alcuni tipi di scimmie. L’uomo
attraverso il suo percorso evolutivo a dei presunti antenati che da un lato sono le scimmie
antropomorfe e dall’altro gli ominidi, entrambe risalgono ai primati, a circa 65 milioni di anni
fa. È stata fatta una sorta di scala dal più antico al più recente degli uomini della preistoria:
Australopiteco Africa circa 4 milioni di anni fa;
à
• Homo habilis Africa circa 2,5 milioni di anni fa capacità di usare le mani; per
à à
• comunicare utilizza il linguaggio testuale e il rapporto tra il volume del suo cervello e la
scatola cranica è quello che l’uomo attuale raggiunge 12 anni;
Homo erectus Africa circa 1,8 milioni di anni fa il cranio si allarga e la colonna
à à
• vertebrale diventa sempre più dritta; inizia a:
adottare regolarmente la stazione eretta
o fabbricare ciottoli
o scopre il fuoco
o impara a costruire capanne
o 6
confezionare abiti.
o
Homo sapiens Africa Orientale circa 400.000 anni fa; Europa circa 350.000 anni fa e
à
• Vicino Oriente circa 70.000 anni fa sviluppa la sua capacità cranica e il suo linguaggio
à
Homo sapiens sapiens Asia 40.000 a.C., America e Giappone 30.000 a.C., Europa
à à
• Uomo di Cro-Magnon capacità e volume del cervello maggiori dell’homo precedente
à
Le datazioni sono ipotetiche.
8. Periodizzazione della Preistoria
La storia degli uomini viene divisa in base alla materia e alle tecniche utilizzate per
fabbricare gli utensili; la preistoria si divide in tre periodi sulla base di come l’uomo lavora la
pietra:
Paleolitico
• Età della pietra antica
o In Europa termina con la fine dell’ultima glaciazione circa 10.000 anni fa
o pietra semplicemente scheggiata dall’uomo
o L’uomo è cacciatore e raccoglitore
o
Mesolitico
• Età della pietra di mezzo
o
Neolitico
• Età della pietra nuova
o Nel vicino oriente in Europa, prendono avvio le civiltà
o Gli utensili sono in pietra levigata
o L’uomo:
o introduce l’allevamento e l’agricoltura
§ diventa sedentario
§ fonda i primi villaggi
§ impara e inizia a lavorare i metalli
§
9. Il Vicino Oriente
Alla scuola primaria si predilige lo studio della civiltà del vicino oriente antico come:
Sumeri, Accadi, Babilonesi, Assiri, Persiani civiltà mesopotamiche
à
o Ittiti
o Egizi
o Ebrei
o Fenici
o
Il vicino oriente antico si è iniziato a studiare a
partire dall’Ottocento e dal Novecento, poiché
per molti secoli era conosciuto attraverso la
narrazione della Bibbia, perché costituiva la storia
delle civiltà orientali; altri autori importanti per
recuperare informazioni su queste civiltà sono
stati: Omero Fenici
§ à 7
Erodoto egizi
§ à
Senoforte, Strabone, Diodoro, …
§
La riscoperta archeologica
Grazie a Paul Botta, archeologo francese, si riprende lo studio di queste civiltà
antichissime con lo studio degli assiri. Botta era impegnato nella ricerca di Ninive, la
capitale del regno assiro, grazie ai testi degli autori classici e alla Bibbia. Tra il XIX e il XX
secolo erano stati riscoperti:
- il Palazzo Reale di Sargon II
- il palazzo di Ninive
- la biblioteca di Assurbanipal
- Kalkhu, capitale neo-assira
Tipi di documentazione utilizzati
1. DOCUMENTAZIONE EPIGRAFICA iscrizioni su statue, bassorilievi, sigilli, mattoni
à
conservati negli archivi o nelle biblioteche templari e palatini
2. DOCUMENTAZIONE ARCHEOLOGICA iscrizioni reali (testi commissionati dei
à
sovrani), annali (narrazioni storiche), cronache, liste reali (elenchi di re), editti (veri e
propri trattati tra le diverse popolazioni), trattati internazionali (accordi tra le diverse
figure)
a. Statua di Idrimi, re di Alalakn epigrafe di tipo storico di iscrizione reale
à
b. Testo scritto sulla nascita Sargon di Akkad epigrafe di tipo storico di iscrizione
à
reale
c. Lista reale sumerica (III millennio a.C.) epigrafe di tipo storico di lista reale
à
d. Stendardo di Ur epigrafe di tipo storico-celebrativa (figurativa)
à
e. Stele di Rosetta epigrafe di tipo storico-amministrativa / celebrativa
à
f. Codice di Hammurabi epigrafe di tipo storico-giuridica (legislativa)
à
La caratteristica principale di queste civiltà è la scrittura, la maggior parte userà la
scrittura cuneiforme, mentre gli egizi utilizzeranno i geroglifici e i greci inizieranno con
l’alfabeto. Ad oggi siamo in grado di capire questi tre tipi di scritture.
10. Le civiltà della Mesopotamia
10.1 La Mesopotamia
Il termine Mesopotamia deriva dal greco e significa “terra in mezzo ai fiumi”, il Tigri e
l’Eufrate, area che oggi corrisponde all’Iraq. I due fiumi:
hanno un corso tortuoso
• hanno un regime irregolare
• causano periodiche alluvioni nelle stagioni di piena, che portò gli abitanti ad ideare:
• bacini di raccolta
• sistemi di canalizzazione per regolarizzare le acque.
•
Per questo le civiltà mesopotamiche sono definite civiltà idrauliche. La canalizzazione
favorì:
lo sviluppo dell’agricoltura
• la produzione di eccedenze alimentari
• 8
Le eccedenze alimentarono la rivoluzione urbana (metà IV millennio a.C.), permettendo
la distinzione tra:
produttori di cibo
• lavoratori specializzati/ specialisti (artigiani, fornitori di servizi)
•
Si instaurò un rapporto solidaristico, ma fu necessaria per la sopravvivenza della
comunità anche un’autorità politica, simboleggiata dal palazzo, residenza del capo. La
nascita della città è quindi il risultato di un processo di lunga durata.
I principali popoli della Mesopotamia furono:
Sumeri
• Accadi
• Babilonesi
• Assiri
•
10.2 I Sumeri
I Sumeri, stanziati nella Mesopotamia meridionale, furono il popolo più antico; non
formarono uno Stato unitario, ma un insieme di città autonome, dove il potere era nelle mani
di un sovrano che:
svolgeva funzioni politiche
• svolgeva anche funzioni religiose (sacerdote)
•
L’economia sumerica si basava su:
agricoltura (frumento, orzo, miglio)
• commercio di metalli, pietre preziose e legname da costruzione
•
Ai Sumeri si deve l’invenzione della scrittura a metà del IV millennio a.C., che nacque per
esigenze politiche e amministrative e si evolse:
da sistema pittografico (segni)
• a scrittura cuneiforme, composta da:
• ideogrammi segni che rappresentano un concetto
à
o fonogrammi che rappresentano il suono di uno o più lettere
à
o
Con il declino degli accadi, le città sumeriche si organizzarono come entità autonome rette
sovrani locali. Il re di Uruk iniziò ad avviare un’impresa contro i Gutei, sconfiggendoli. La
mira espansionistica di Naram-Sin fu intrapresa anche dalla città di Ur, la cui fine fu
determinata dalle frequenti ribellioni di molti centri delle città che volevano l’indipendenza
e l’arrivo in Mesopotamia degli Amorrei.
10.3 Gli Accadi
Gli Accadi erano una popolazione semitica, stanziata nella Mesopotamia centro-
settentrionale. Parlavano l’accadico e il loro nome è presente in un passo del libro della
Genesi. Furono:
• artefici di una florida civiltà urbana
protagonisti della prima unificazione politica (un unico potere) della Mesopotamia
• con capitale Akkad. Il fondatore dell’impero fu Sargon, nella seconda metà del II
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Schemi sul fascismo
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Schemi discorsivi pre parziale Sociologia dell'educazione
-
Neurologia - Schemi
-
Biochimica - Schemi