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LEZIONE 10

1. IL RESTAURO DEL MODERNO

Restauro è tutto sommato fare una contraddizione, un ossimero. Restauro è stato

definito come un elemento fatto su edifici STORICI, applicare lo stesso intervento su

edifici del MODERNO è contraddittorio, in quanto non considerati storici per la loro

datazione. Molto spesso venne fatta anche una sorta di selezione anche tra gli

EDIFICI STORICI STESSI ( vedi San Paolo fuori le mura).Non è facile definire

l’architettura moderna, si parla infatti di più itinerari dell’architettura moderna. Il

moderno di Le Corbusier è completamente da quello di Wright ecc… NON SONO

CATEGORIE OMOGENEE.

Cosa fare di edifici dell’architettura contemporanea che già dopo alcuni anni iniziano a

mostrare caratteri di degrado. ESEMPIO: Ville Savoye di Le Corbusier, per molti anni è stata

lasciata in uno stato di abbandono subendo quindi un degrado dei materiali.

PRIMI PROBLEMI DA AFFRONTARE: gli stessi architetti spesso non hanno pensato au loro

edifici per la lunga durata. Si è sempre costruito in passato per lunghi termini, costruzioni

dovevano durare. Per l’architettura contemporanea invece non è così. Per Le Corbusier per

esempio la casa è una macchina per abitare, come queste anche l’abitazione ha una durata

ben precisa. Questo ha una ripercussione sulla costruzione e i materiali scelti.

Possiamo parlare di “restauro del moderno” soltanto se possediamo una versione chiara,

univoca e determinata dei significati di termini come “restauro” e “moderno”, di cui sono

invece noti l’ambiguità, l’indeterminazione e la complessità semantica. …, le definizioni

sono l’espressione della dialettica storica e non possono mai considerarsi oggettive ed

esclusive, sia per la compresenza all’interno degli stessi contesti culturali di diversi

orientamenti metodologici che veicolano in maniera palese o implicita la propria definizione,

sia per la inevitabile evoluzione della prassi e della correlativa costruzione teorica.

(Francesco La Regina, storico dell’architettura che introduce il tema del restauro del

moderno)

La modernità in architettura prende corpo in concomitanza con l’affermarsi ed il diffondersi

delle nuove tecniche costruttive (acciaio, cemento armato), ma la sua affermazione

comporta il superamento dell’oggetto classico, monumentale in architettura. Tematiche

fondanti, come quelle del rapporto fra le esigenze di natura estetica e quelle di natura

documentaria, o viceversa, ove applicate nel campo di opere a riproducibilità tecnica,

acquistano significati diversi e più complessi. (Francesco La Regina)

ARCHITETTURA MODERNA è caratterizzata, quindi, dall’utilizzo di MATERIALI provenienti

dal MONDO INDUSTRIALE.

Superamento dell’idea dell’oggetto classico, l'architettura è stata sempre considerata come

la dimora dell’uomo; per il mondo moderno si supera questo concetto. La forma

dell’oggetto segue la sua funzione. In realtà questo superamento dell’oggetto classico non

viene posto al termine.

Ci troviamo di fronte ad un’evoluzione, che è di fatto una rivoluzione epocale, e che ha

creato il “paradosso del monumento moderno”, aprendo la strada ad un acceso dibattito,

sul piano tanto teorico quanto pratico, circa i principi della conservazione, rinnovo,

trasformazione delle architetture della modernità. Il paradosso del monumento ci impone di

scegliere fra cambiamento e continuità, ben sapendo che nell’uno come nell’altro caso è

necessaria un’etica del progetto, perché, nel primo caso, il rischio è quello di tradire gli

ideali degli stessi architetti moderni, e nel secondo, il conservare, in toto o parzialmente,

quelle loro architetture può comportare costi altissimi.

L’architettura moderna non nasce per creare MONUMENTI MA PER CREARE

OGGETTI FUNZIONALI.

Abbastanza intercambiabili questi restauri, in generale lo stesso concetto ma spesso nella

letteratura possiamo trovarli intercambiati ma hanno lo stesso significato.

● restauro del moderno

● restauro del nuovo

● restauro del contemporaneo

II primo e più generale interrogativo che si pone è se esista o meno un problema "separato"

del restauro del Moderno rispetto al restauro in generale, riuscendo difficile pensare che,

malgrado le dichiarate fratture storiche nella continuità della storia e nell'unicità dei valori

estetici, si possa ritagliare una metodologia separata, una sorta di "specializzazione" sul

campo.

Noi ci sentiamo abbastanza vicini all’architettura moderna/contemporanea. Spesso non

abbiamo problemi a sostituirci, ci poniamo in continuità con l’ architetto originale, perché ci

sentiamo più vicini ad essi. Cosa che in precedenza, soprattutto con i restauri, non

possiamo andarci a sostituire all’architetto originale ( ad eccezione di Viollet- le- duc).

Atteggiamenti completamente differenti nel caso del restauro moderno rispetto a quello

storico.

Non esiste un problema di PATINA ( BRANDI), riportare l’edificio al nuovo invece è un

operazione concessa,

Un problema è quello delle finalità del restauro: difficile pensare se non per un limitatissimo

numero di opere ad una finalità di fruizione puramente estetica, ad una museificazione del

Moderno. Le finalità quindi sono difficilmente definibili aprioristicamente. L'altro problema

riguarda i metodi di restauro. Occorre definire metodi appropriati in relazione alla

specificità del problema tanto più che le caratteristiche dell'architettura moderna, non

hanno sufficientemente tenuto conto o non hanno voluto tener conto delle più elementari

esigenze di durata.

DATAZIONE DEL RESTAURO MODERNO

I l re s t auro de l quartiere sperimentale Weissenhof di Stoccarda, progetto per un

quartiere, a scopo residenziale, sperimentale di Mies Van der Rohe a cui partecipano alcuni

dei più grandi architetti del periodo; divide il quartiere in lotti e li assegna a diversi

architetti; ha costituito in questo senso, proprio per il valore simbolico per l’architettura

contemporanea che esso ancora conserva, la pietra miliare di un vero punto di svolta

nell’attenzione della cultura internazionale per questo nuovo tema del restauro

DIVISONE DEI LOTTI E DEGLI ARCHITETTI.

L’unico vincolo imposto da Mies è quello di avere il TETTO PIANO e che siano costituiti tutti

da INTONACO BIANCO per unificare il tutto.

Quartiere diviene immediatamente oggetto di critica del potere nazista, che arriverà al

potere qualche anno dopo. (IMMAGINE DENIGRATORIA, CON ELEMENTI AFRICANI

DELL’IMMAGINE DEL QUARTIERE) (1977) Dopo 50 anni il comune di Stoccarda decise di

valorizzare con un restauro il quartiere, come recuperarlo? RESTAURO SOLAMENTE

DELL’ESTERNO E NON DELL’INTERNO.

Molti degli architetti erano ormai morti ma ci si confronta con i loro allievi.

Le immagini delle architetture di Mies van der Rohe, Oud, Stam e soprattutto di Le

Corbusier alla Weissenhofsiedlung di Stoccarda ci mostrano opere tutte accuratamente e

'filologicamente' rimesse a nuovo, come se si trattasse di costruzioni odierne e come se il

tempo non fosse passato. Il divenire di tali manufatti sembra essere stato negato: un tempo

ingannevolmente ciclico, dove si tende a forzare una coincidenza tra stato originario e

attuale, poco si addice al senso stesso di “monumento” e di “memoria”.

Si è impegnata non a caso la dizione 'ripristino' perché quanto si è fatto al Weissenhof,

riconosciuto e tutelato nel suo insieme quale monumento d'architettura moderna, non

sembra qualificarsi come vero restauro o forse lo è, ma con caratteri che -trattandosi

d'opere contemporanee, segnate da innegabili ascendenze industriali e di meccanica

riproducibilità - non possono essere, a detta di molti, gli stessi del tradizionale restauro

scientifico e critico.

ESEMPIO: edificio di Behrens, viene poi venduto e trasformato in un condominio che perde

il carattere originale. L’intervento di restauro ha cercato di riportare l’edificio alle forme

originali, come se fosse stato appena inaugurato nel 1927. Sostituzione dei serramenti,

intonaco originale. Questa operazione venne fatta quasi per tutti gli edifici.

ESEMPIO 2: Edificio di Peter Oud.

ESEMPIO 3: Le Corbusier

Dopo i lavori che si sono succeduti quanto sussiste dei materiali antichi e quanto c'è di

materia nuova, aggiunta o sostituita nel corso del 'restauro'; di quest'ultima, quanto è

dovuto a reali e inderogabili ragioni conservative e quanto alla volontà di ripristinare

comunque tutti i prospetti à l'identique, nella convinzione di recuperare così l'essenziale,

identificato col dato linguistico e formale, plastico e volumetrico esterno ?

Una questione riguarda i materiali: intonaci, malte, colori, infissi, pavimenti, finiture, prodotti

industriali sperimentali, sistemi di prefabbricazione, impianti, impermeabilizzazioni, scarichi,

condotti per il carbone ecc.. Questi meritano d'essere conservati oppure no, si possono

sostituire e in tal caso, con quali criteri e in quale misura?

GRANDE ATTENZIONE NEL RECUPERO FORMALE DELLE FORME ORIGINALI DEGLI

EDIFICI. Quello che non è stato possibile recuperare nel ‘77 sono i sistemi tecnologici,

infatti, gli architetti nel ‘27 avevano usato materiali e tecnologie innovative al tempo delle

filiere industriali. Il problema è che quando tali filiere chiudono non è possibile poi

recuperare tali materiali e tecnologie, perché non più in produzione. Queste tecnologie

sono state sostituite da sistemi SIMILI ma non UGUALI agli originali.

La fragilità costruttiva dei materiali moderni, rispetto alla durevolezza dei materiali

tradizionali, è verificabile tramite strumenti digitali di analisi (cfr. le ricerche sulla durata

limitata del cemento armato) che permettono una diagnosi implementabile nel

“ processo di ri-progettazione” di un restauro finalizzato alla conservazione o

integrazione o sostituzione di parti dell’opera.

Produzione con materiali molto performanti nel momento in cui vengono realizzati ma non è

detto che essi durino nel tempo, devono essere sostituiti poi con materiali simili

all’originale.

Altro PROBLEMA: CEMENTO ARMATO, materiale per eccelenza dell’architettura

moderna. Pensata con una tecnologia che potesse durare in eterno MA in realtà si è

dimostrata una tecnologia facilmente aggredita dal degrado e che non dura nel tempo.

L’aggiornamento tecnologico, strutturale ed impiantistico (facilitato da software di

simulazione dinamica) per il recupero dell’esistente, non è sufficiente nel caso di edifici

moderni vincolati o di pregio. In questi casi, al fine di ottenere un restauro che non

sminuisca il “testo originale” , senza disperdere l’originale riconoscibilità, occorre una

conoscenza condivisa delle intenzioni dell’autore. VANNO QUINDI SOSTITUITI CON

ELEMENTI SIMILI MA NON UGUALI (INCOMPATIBILITA’ CON IL PENSIERO ORIGINALE).

Mies Van der Rohe pensa a questo quartiere come senza MACCHINE. Tema del contesto

urbano e del modo in cui viene usato, Uso dell’automobile laddove non era progettato

potesse esserci è un altro tema interessante per il restauro.

Il processo di restauro di un’opera moderna non è riducibile ad un recupero o ad un mero

aggiornamento tecnologico bensì costituisce un’attività integrata di conoscenza ed

interpretazione di “testi complessi” del patrimonio architettonico del ‘900 che ha la

necessità di coinvolgere, caso per caso, sia discipline tecniche che umanistiche al fine di

contribuire alla conservazione e valorizzazione.

Manieri Elia, altro storico dell’architettura, sostiene che la distanza ravvicinata fra gli autori

originali e gli autori del “restauro dell'edificio moderno” implica un'assunzione di

responsabilità che passa attraverso un processo di conoscenza e di “riprogettazione”

che puòarrivare fino alla "esecuzione differita" di parti incompiute o

mai realizzate del progetto originario. Siamo di fronte ad un caso "epistemologicamente

sporco": l'edificio moderno sembra infinitamente disponibile per ogni possibile uso, anche

quello di essere completamente sostituito, solo perché è stato realizzato "ieri" da progettisti

direttamente antecedenti.

L’essere ancora “dentro” il processo progettuale e produttivo di un’opera moderna da

restaurare comporta l’accettazione della “durata parziale di una architettura” (temporaneità

e progresso sono i canoni del modernismo), della possibilità di rinunciarvi totalmente,

magari per cause di forza maggiore: è il caso di un “nichilismo culturale” quello della

demolizione (a furor di popolo) del ponte Morandi a Genova.

Ci sentiamo totalmente nella nostra disponibilità, può portare anche alla scelta di demolire

la struttura, come è successo per il Ponte Morandi di Genova, che è passato dall’essere un

elemento tecnologico moderno all’essere l’emblema di una tragedia e di un inefficienza.

Senza manutenzione la costruzione moderna arriva ad un possibile crollo.

2. IL RESTAURO DEI MAESTRI

Cosa è avvenuto per alcune architetture che sono dei capisaldi dell'architettura

moderna?

Villa Savoye, Le Corbusier nel 1965

Villa Savoye, Le Corbusier dopo i restauri

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"Villa Savoye non è mai stata così toccante come quando l‘intonaco aveva scoperto i suoi

mattoni originali". (Bernard Tschumi)->Anche degradata la villa aveva il suo fascino secondo

appunto lo storico francese.

Vogliamo che l’architettura moderna rimanga UGUALE a come è stata pensata e realizzata

dall’architetto originale.

CASO PARTICOLARE SEMPRE PARLANDO DI LC: Il Padiglione de l’Esprit Nouveau fu un

edificio espositivo temporaneo progettato da Le Corbusier e Pierre Jeanneret in occasione

dell’Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi d

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/19 Restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FGhGi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Mazzeri Antonio.
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