FONDAMENTI DI CONSERVAZIONE DELL'EDILIZIA STORICA
LEZIONE 1
Ci possono essere:
- edilia non storica, non bisogna mantenerla, rappresenta il 70% degli edifici
dell’Italia.
- edilizia storica all’interno della quale vi sono i beni storici, viene tutelata per
legge.
Solo il 30% è costituito da edifici precedenti al 1945 e di questi solo il 3% sono
dichiarati di interesse culturale. Per essere un edificio storico e tutelato deve
avere
più di 70 anni l’edificio. Prima era di 50 anni il limite. Non possono essere
vincolati
gli edifici di architetti viventi.
Ci sono delle norme che non hanno a che fare con l’edilizia, tipo quelle
economiche, ma
che alla fine hanno uno stretto legame con esse.
In italia sempre più investimenti sono fatti sul costruito e il trend del futuro sarà
sempre con
il divario tra esistente e le nuove costruzioni.
Sempre più ci si rapporta con l’esistente edilizio. Questo significa anche
imparare le parole
per gestire il problema
- IL SIGNIFICATO DELLA CONSERVAZIONE
Paradosso della nave di Teseo, mito che viene raccontato da Plutarco. Teseo è
un eroe
della grecia classica che uccide il Minotauro a Creta, perché Atene era
assoggettata a
Creta. Diviene l’eroe fondatore della città. La nave con cui Teseo torna ad Atene
viene
conservata ed usata ad Atene solo per dei riti e delle celebrazioni a memoria di
Teseo. Ogni
anno veniva mantenuta e sistemata fino a quando nel 300 a.C. ci si pone una
questione. La
nave di Teseo con tutte queste sistemazioni è ancora la nave originale di
Teseo? La nave
non è più la stessa e viene quindi abbandonata. Problema del valore simbolico
degli
oggetti, quanto un oggetto è “meritevole” di conservazione?
Questo paradosso di Teseo dal punto di vista filosofico non ha una soluzione ma
dal punto
di vista pratico SI’. Greci danno la soluzione che la nave potesse essere
distrutta.
ESEMPIO 1: Cutty Sark, Greenwich London-> è una delle navi da commercio
verso l’India
e che alla fine dell’ottocento viene conservata a Greenwich come valore
simbolico. Nave
che resta all’asciutto si rovina, gli agenti atmosferici la degradano e quindi si
opta per una
valorizzazione. Lo studio “Grimshaw Studio” crea sotto la nave in secca una
sorta di museo
camuffato da onda e che potesse mantenere le condizioni adeguate della nave.
Durante le
operazioni di restauro avviene un incendio. Gli inglesi costruiscono nuovamente
ex novo la
nave.
● Varato il 22 novembre 1869 nei cantieri scozzesi «Scott&Linton» di
Dumbarton, sul
fiume Clyde, il Cutty Sark prese il mare per la prima volta l'anno seguente,
facendo
rotta sulle Indie.
● Nel 1872 partecipò alla gara di velocità nel trasporto del tè dal Celeste
Impero:
salpò da Shanghai il 18 giugno per approdare in Inghilterra dopo 122 giorni, il
18
ottobre.
● Fu anche impiegato nei collegamenti con la lontana Australia, stabilendo
all'epoca il
record di 67 giorni di navigazione per completare il viaggio.
● Nel 1895 fu acquistato da un armatore portoghese; sottoposto a profonde
modifiche, perse l'albero maestro al largo del mitico Capo di Buona Speranza,
in
Sudafrica. Di nuovo venduto, riattrezzato come goletta, fu ribattezzato
brevemente
«Maria do Amparo».
● Nel 1922 tornò finalmente in patria, acquisito dal capitano Wilfred Dowman,
che lo
restaurò completamente, riportandolo alla versione originaria, con l'intenzione
di
adibirlo a nave-scuola.
ESEMPIO 2: VASA Museum, Stoccolma -> Museo per conservare la nave
della Marina
svedese. Nave completamente sbilanciata per errore di progettazione quindi
affonda. A
metà del Novecento viene riscoperta e recuperata dal fondale del mare.
Successivamente
viene musealizzata costruendoci attorno un museo. Molta parte di questa nave
è originale,
il resto è stato ricostruito con la materia d’origine.
ESEMPIO 3: Cavalli di San Marco a Venezia, non sono quelli originali perché
conservati
all’interno.
“ L’architettura comincia là dove si mettono insieme con cura due mattoni.
Ecco che
inizia”
Mies Van der Rohe
Ville Savoye, Poissy di Le Corbusier-> la villa avrà un sacco di problemi a
livello di
degrado.A livello urbanistico è stata quasi completamente inglobata
nell’urbanizzazione
della città; è stata lasciata una piccola area di rispetto. è stata restaurata ed è
diventata
essa stessa museo.
ANCHE ARCHITETTURA MODERNA BISOGNA RESTAURARLA ma in diverso modo
rispetto all’architettura storica.
FRASE DA NON DIRE: “ RIPORTARE ALL’ORIGINARIO SPLENDORE”
Progettata da Le Corbusier e realizzata tra il 1928 e il 1931 alle porte di Parigi
per i coniugi
Savoye. La villa è destinata da subito a mettersi continuamente in discussione
e a
contraddirsi, oscillando nel corso di più di novant’anni, tra paradigma e rovina.
Crollo del campanile di San Marco a Venezia, 1902-> Campanile doveva essere
ricostruito
com’era e dov’era.
Palazzo Ducale di Mantova, facciata verso piazza Sordello. Restauro di Cottafavi
che
tampona le finestrelle che erano state create durante l’occupazione austriaca.
Il tema del restauro ad oggi si deve confrontare con realtà diverse a seconda
del luogo.
«La facciata del Palazzo, che nella sua nudità, senza rilievi e priva di masse
d'ombra era,
perciò soverchiamente piatta, ha acquistato ora un movimento sobrio, cosi che
mentre
mantiene all' edificio tutta la sua severità, gli dona tuttavia qualche gioco
d'ombra,
sufficiente a consentire movimento e vita al monumento»
Clinio Cottafavi
- IL RESTAURO PRIMA DEL RESTAURO
● Si puo’ cominciare a parlare di conservazione (restauro) laddove si
riscontrano
attenzioni a particolari valori (simbolici, religiosi o artistici) che non si vogliono
perdere.
● La grande divisione fra le cose si riduce a quelle sotto il diritto divino e quelle
sotto
il diritto umano
● In epoca romana ogni cosa del diritto divino (templi, are, monumenti funebri
ecc.)
era un bene extra commercium, assoggettato ai pontefici a cui spettava
stabilire
l’ambito di tutela
A Roma già nell’età repubblicana esistevano delle leggi legate alla tutela del
bene cittadino,
poi rese ancora più rilevanti in età imperiale per evitare la speculazione e la
rimozione dei
marmi.
Tra il V e il VI dC, con l’arrivo del Cristianesimo la giurisprudenza sui monumenti
antichi si
amplia, e guadagna uno «spessore materico»
Per i Cristiani il passaggio di Dio sulla terra è un passaggio materiale (con
Cristo e i Santi), e
la loro autenticità garantisce la validità.
La religione Cristiana, a differenza del Paganesimo o dell’Ebraismo, dà centrale
importanza
al corpo e alla materia (sia individuale che costruita)
Gregorio Magno (590-604) suggerisce di conservare e trasformare idoli e
luoghi, invece di
demolirli anche dei popoli da evangelizzare (Angli)
La sensibilità per la conservazione della materia autentica deriva dall’innestarsi
della cultura
cristiana sulle strutture dell’impero romano. Gli elementi fondamentali furono:
• un pensiero filosofico improntato al riconoscimento razionale del
vero/autentico
• un sistema giuridico capace di tutelare i beni di valore
• un’interpretazione della materia autentica come portatrice di valori spirituali
• una visione lineare del tempo che riconoscesse il mondo antico come ormai
distante
San Pietro a Roma viene costruita sopra una necropoli pagana su cui si innesta
la basilica
cristiana sulla tomba di Pietro, sulla quale si innesta la chiesa cristiana attuale
che ha subito
a sua volta diverse modifiche.
Pensiero cristiano si innesta a questo pensiero.
Gregorio Magno suggerisce che non solo gli oggetti del culto cristiano ma
anche gli oggetti
pagani bisogna conservarli e tramutarli in valori cristiani.
Una figura centrale è Cassiodoro, ministro del re Teodorico, (485 ca – 580 ca)
che
rappresentò un punto di contatto tra le strutture del mondo romano e la forza
vivificatrice
dei popoli barbarici: fra la cultura dell’aristocrazia pagana e il sentimento
religioso cristiano.
I suoi scritti evidenziano una consapevole dimensione teorica e pratica del
«restauro». Fu
infatti grazie alle convinzioni di pochi, tra cui Cassiodoro, che le maggiori
eredità del mondo
antico furono trasmesse al futuro
Cassiodoro fu una specie di primo ministro che rappresenta un punto di
contatto tra le
strutture del mondo romando e la forza vivificatrice dei popoli barbarici, fra la
cultura
dell’aristocrazia pagana e il sentimento religioso cristiano.
RAFFAELLO E IL RESTAURO
La lettera del 1519 di Raffaello a Leone X rappresenta un lavoro incompiuto. Gli
appunti di
Raffaello sono portati a Mantova dall'amico Baldassarre Castiglione per porli in
bella
scrittura per poi essere inviati al pontefice sotto forma di lettera. L'improvvisa
morte di
Raffaello fermerà il progetto e la lettera non arriverà mai nelle mani di Leone X.
Pubblicata
nel 1733, è divenuta immediatamente testo leggendario nelle corti più influenti
d'Italia per la
modernità dei contenuti.
La lettera del 1519 di Raffaello a Leone X rappresenta un lavoro incompiuto. Gli
appunti di
Raffaello sono portati a Mantova dall'amico Baldassarre Castiglione per porli in
bella
scrittura per poi essere inviati al pontefice sotto forma di lettera. L'improvvisa
morte di
Raffaello fermerà il progetto e la lettera non arriverà mai nelle mani di Leone X.
Pubblicata
nel 1733, è divenuta immediatamente testo leggendario nelle corti più influenti
d'Italia per la
modernità dei contenuti.
(…)Però, essendo io stato assai studioso di q(ues)te antichità, et havendo posto
non picciola
cura in cercarle minutamente et misurarle con diligentia, et leggendo i buoni
autori,
confrontare l’opere con le scritture, penso di haver conseguito qualche notitia
dell’architettura antica. Il che in un punto mi dà gra(n)dissimo piacere, per la
cognitione di
cosa tanto eccellente, et grandiss(im)o dolore, vedendo quasi il cadavero di
quella nobil
patria, che è stata regina del mondo, così miseram(en)te lacerato
(…) Ma perché ci doleremo noi de’ Gothi, Vandali, et d’altri tali perfidi nemici,
se quelli i quali
come padri et tutori dovevano difendere q(ues)te povere reliquie di Roma, essi
medesimi
hanno lungam(en)te atteso a distruggerle? Quanti pontefici, Padre
Santiss(im)o, i quali
havevano il med(esim)o officio che ha V(ostra) S(anti)tà, ma no(n) già il
medesimo sapere, né
il med(esim)o valore, (…) hanno atteso a ruinare templi antichi, statue, archi et
altri edifici
gloriosi?
In mancanza di una visione storica del passato il rapporto uomoopera d’arte è
sempre
impreciso, mutabile, arbitrario e quando gli architetti si accostano al
monumento per
riadattarlo alle nuove esigenze , per sostituirvi qualche parte o per completarlo,
è sempre il
monumento che deve entrare nella visione dell’architetto e mai viceversa, il
che non è
precisamente quello che noi chiamiamo restauro. C.Ceschi; Teoria e Storia del
restauro,
1970.
LEZIONE 2
1. ANTICIPAZIONI DI RESTAURO
La sensibilità per la conservazione della materia autentica nella cultura
occidentale deriva
dall’innestarsi della cultura cristiana sulle strutture dell’impero romano. Gli
elementi
fondamentali furono:
• un pensiero filosofico improntato al riconoscimento razionale del
vero/autentico
• un sistema giuridico capace di tutelare i beni di valore
• un’interpretazione della materia autentica come portatrice di valori spirituali
• una visione lineare del tempo che riconoscesse il mondo antico come ormai
distante
Il restauro fin dall’antichità è stato snaturato attraverso alcuni concetti per
esempio il
pensiero filosofico improntato al riconoscimento razionale del vero/autentico
( PARADOSSO
DI TESEO); un sistema giuridico, soprattutto nel periodo romano, capace di
tutelare i beni
di valore; un’interpretazione della materia autentica come portatrice di valori
spirituali; una
visione lineare del tempo che riconoscesse il mondo antico come ormai
distante. Abbiamo
parlato già nella prima lezione della lettera scritta da Raffaello, il pensiero di
Roma come
modello della grandezza e allo stesso tempo come modello per l’architettura.
Roma diventa
il luogo in cui il pensiero del passato si concentra ( fulcro della cultura
dell’antichità).
Nascita delle mappe con i maggiori monumenti che ricordano il passato.
La più famosa è la Roma Instaurata di Flavio Biondo (1446). Ci si rende conto di
quanto sia
stato perso e si inizia a chiedere come poter migliorare gli edifici antichi.
Rinascimento è l’epoca dei trattati di architettura, il più famoso è il De Re
Aedificatoria di
Leon Battista Alberti. Uno di questi libri riguarda il RESTAURO, trattandolo in
maniera molto
tecnica. Paradigma secondo il quale i danni degli edifici possono essere
INTRINSECI, nati
dall’architettura, o ESTRINSECI,nati altrove. Per Alberti la figura dell’architetto e
quella del
restauratore sono strettamente legati, anche la stessa figura.
Con l’umanesimo si consolida progressivamente l’interpretazione delle rovine
come segni di
una magnificenza ormai perduta e remota – più tardi espressa dalla celebre
massima
«Roma quanta fuit ipsa ruina docet», apparsa sul frontespizio del Quinto libro di
Architettura
di Sebastiano Serlio nel 1547 – ma anche di una possibile rinascita, fondata su
una visione
ciclica della storia. Il concetto stesso di ruinae, riferito nei testi letterari
quattrocenteschi
prevalentemente a resti di edifici solenni e grandiosi, va direttamente
rapportata alla coeva
nozione di monumenta.
Dallo studio delle rovine della Roma antica ha origine, fin dalla prima metà del
XV secolo, la
redazione delle prime “guide” della città, a partire dalla Descriptio Urbis Romae
di Leon
Battista Alberti, fino alla più significativa Roma instaurata di Flavio Biondo
(1446), fondata
su una sintesi delle conoscenze letterarie in rapporto alla reale consistenza dei
monumenti
superstiti. Attraverso la guida del Biondo, si diffonde il ricorso al metodo
induttivo, fondato
sull’analisi diretta delle costruzioni, spesso in contrasto con le testimonianze
scritte e con le
leggende tramandate nel tempo.
Leon Battista Alberti nel decimo libro del De Re Aedificatoria tratta di come
restaurare un
edificio. Bisognava intervenire sugli edifici preesistenti poichè essi potevano
presentare dei
difetti intrinsechi (errori di progettazione, sito non appropriato) ed estrinsechi
(distruzioni per
terremoti, guerre).
Tempio Malatestiano di Alberti-> SOVRASTRUTTURA, INGLOBATA NELLA
STRUTTURA
PREESISTENTE, trasformazione degli edifici storici con interventi uno sull’altro
in modo che
il vecchio inglobi il nuovo e ci sia differenza tra i due.
esempio di architettura nuova che ingloba l’antico- Alberti, Tempio
Malatestiano.
Dal XV secolo, appare possibile riconoscere a partire da una serie di differenti
atteggiamenti
verso le preesistenze un lento processo di avvicinamento al concetto di
restauro, anche se
ancora prevale il principio di riuso e rinnovamento secondo forme proprie del
periodo di
intervento
Sebastiano Serlio, "Restauro" di una casa gotica- 1575. IDEA DI RIUTILIZZO/
RICICLAGGIO DELL’ANTICO.
Trattato di Filarete- Utilizza un nuovo vocabolo della Malato Domo ( “Casa
MALATA”),
quest’ idea del malato e della medicina quindi il medico doveva curare codesta
casa.
Galileo Galilei- trattato “Discorsi e Dimostrazioni matematiche intorno a due
nuove
scienze”-> FONDA LA SCIENZA DELLE COSTRUZIONI, ponendosi due problemi e
risolvendo in maniera matematica. Studio della trave incastrata ( mensola), un
altro
problema è il quanto resista un oggetto sottoposto a un peso costante.
GRANDE PROBLEMA DI CUI SI DISCUTE- CUPOLA DI SAN PIETRO, progettata da
Michelangelo. Creazione di una serie di fessurazioni e della possibilità di un
crollo, vengono
chiamati costruttori e 3 matematici, tra cui Galilei, per il problema strutturale
della cupola.
La prima proposta dei tre matematici non viene accolta e poi verrà proposta
un’altra
soluzione da un altro matematico.
Nel corso del XVIIII secolo scienza della meccanica e architettura entrarono in
effettiva e
non più prescindibile relazione . Centrale nel compiersi di questo processo fu la
riflessione
sulla struttura di archi e volte. Sempre più frequenti si andavano facendo i
consulti o le
richieste di giustificazioni strutturali per costruzioni antiche. Nel Settecento i
progressi delle
scienze matematiche inizieranno a offrire effettivamente agli architetti
strumenti applicativi,
dapprima imprecisi e successivamente sempre più utilizzabili.
Alle soglie del XVIII secolo è l’architetto Francesco Fontana a sintetizzare il
modello più
aggiornato dell’atteggiamento del periodo nei confronti dell’architettura antica.
Nel
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-
Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica - Terza parte
-
Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica - Seconda parte
-
Parte teorica, Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica
-
Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica