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INTRODUZIONE

Definizione di design: si riferisce alla produzione di oggetti, nati da un progetto,

portatori di valenze estetico funzionali, riproducibili, grazie alla tecnica

industriale, IN una serie illimitata.

I quattro momenti : Sono sempre presenti quattro fattori o momenti che

rendono l'esperienza del design un unitario processo: il progetto, la produzione,

la vendita, il consumo. Si aggiunga che il fattore gusto è presente in tutti e

quattro i momenti della fenomenologia del design.

Arti design: una parola inventata De Fusco per indicare tutto ciò che prevede sia

parti standardizzate ma non solo: ad esempio oggetti unici come navi eccetera,

in cui ogni volta gli elementi devono essere adattati alle esigenze dettate dal

singolo caso, oppure tutto ciò che viene modificato o restaurato in un secondo

momento per adattarsi a spazio a situazioni diverse.

Premessa video De Fusco:

Chi iniziava un'impresa doveva diventare proprietario di queste macchine e

doveva far sì che queste macchine producessero in un tempo utile al recuperare

la spesa. (quello che si dice ammortizzare la spesa di una certa macchina).

questa esigenza di tipo economico veniva Affrontata quantificando al massimo

la produzione. Perché se una macchina produceva pochi oggetti evidentemente

non era molto utile non ripagava della spesa: producendone invece molti, questi

oggetti riuscivano appunto ad ammortizzare il capitale impiegato.

quindi il capitalismo era questo gioco fra l 'economia di impianto dell'impresa e il

profitto che veniva dalla vendita dei prodotti dell'impresa.

Il che portò a un trinomio:

qualità: Perché gli oggetti prodotti dovevano comunque essere validi, buoni Per

attrarre l'interesse del pubblico

quantità: per la questione dell’ammortizzamento del capitale impiegato per le

macchine

basso prezzo: maggior incentivo affinché la produzione si quantificasse.

I nuovi acquirenti erano le persone che dalla campagna si trasferivano in città.

Avremo un grosso problema di urbanizzazione: le città si affollarono e la cultura

contadina veniva in qualche modo sostituita, in parte soppiantata, dalla cultura

industriale.

Questo movimento dell'industrializzazione trova il suo modello in Inghilterra.

la famiglia rurale inglese era composta dalle donne che Lavoravano al telaio e

quindi filavano facevano lavori diciamo di manufatti semplici mentre gli uomini

lavoravano la terra.

Quando si si scoprì che era più economicamente vantaggioso lavorare alle

Manifatture, anche gli uomini iniziarono ad occuparsi dei cosiddetti lavori

femminili e quindi tutta la manifattura si concentrò nei centri abitati più vasti e la

gente viveva meglio in città dove c’era assistenza medica, divertimento, modi di

incontri ecc.. piuttosto che vivere isolati in campagna.

Quindi si ebbe un una crisi della produzione agricola a vantaggi invece di una

ipertrofia di produzione industriale.

Tuttavia questi contadini che vivevano nelle periferie erano poco educati al

gusto moderno della civiltà che progrediva e allora l'industria Per venire

incontro al semplicismo di questi nuovi acquirenti di cui ne aveva

quantitativamente bisogno, produceva degli oggetti a scarso valore qualitativo.

quindi questo trinomio qualità-quantità-giusto costo ebbe già un primo intoppo

inquanto bisognava andare incontro al gusto di questa gente semplice e quindi si

ripetevano, si ricopiavano oggetti del passato.

Per cui appena nata questa nuova attività, si ebbe review, un ritorno, una

reminiscenza di cose del passato, soltanto che le cose passate erano fatte bene

dagli artigiani e venivano fatte male da l'industria.

A questo punto nasce un movimento di opposizione che appunto È noto come

Art Craft che nacque da William Morris.

Movimento di ritorno ma al medioevo A loro avviso era questa questa civiltà non

seconda la vecchia retorica dell'oscurantismo professione Cioè ma piuttosto una

civiltà nella quale il lavoro dava gioia e quindi qualificava in qualche modo gli

oggetti.Questo porta al rifiuto della contemporaneità in favore di un ritorno al

modello medievale.

La cosa non riuscì a vincere questa nuova attività, questo rapporto col pubblico e

lo stesso Morris a un certo punto capì che bisognava non tanto ostacolare la

macchina ma venire incontro a questa macchina Cioè qualificare questo nuovo

prodotto in base alla tradizione estetica eccetera piuttosto che accontentarsi di

copiare le cose brutte del recente passato.

Entrambi prediligevano le cose provenienti dal passato, soltanto che la massa

puntava essenzialmente a oggetti del primo Settecento, 800, Cioè oggetti di

un'altra civiltà mentre Morris Prediligevano Il medioevo non tanto per la forma

quanto piuttosto per il contenuto.

Proprio per questo Morris Non può essere considerato come un esponente che

tentò di rivalutare Il medioevo quindi Uno che cercò di costituire un revival del

gotico.

L'azione di Morris ebbe In ogni caso una grande importanza in quanto Nel

tentativo di qualificare questa produzione industriale molti artisti scultori,

disegnatori, pittori ecc. si dedicavano alle arti applicate,

Le arti applicate erano appunto le arti Manifatturiere del design quindi si ebbe

un arricchimento di gente qualificata nel settore del design.

Per cui dall'Inghilterra parte questo principio:

Il principio della qualificazione degli oggetti industriali .

Intanto nel 1851 si fece la la prima mostra universale, la prima fiera internazionale

degli oggetti e questo fu una svolta importantissima perchè tutto il mondo

partecipò a questa grande manifestazione e quindi si confrontarono le diverse

possibilità (qualitative, quantitative e relative ai prezzi eccetera eccetera)

a questo punto l'Europa scoprì l'America, dove nel frattempo si erano fatti grossi

passi avanti Soprattutto nel campo della macchinizzazione.

Il vero e proprio stile moderno, si ebbe con l'art nouveau.

Stile nuovo che rifiutava tutti gli stili del passato per porsi Esso stesso come uno

stile nuovo.

È proprio a questo punto che si hanno degli Oggetti realizzati industrialmente

molto significativi Libero una grossa popolarità e una grossa diffusione ci fu un

movimento Popolare Fu questo stile Belle Époque questa partecipazione delle

casse tempo inferiore al costume di quelle giù fortunate è venuto un periodo di

grande fascinazione finì con la guerra del 14/18 si bloccò tutto questa guerra

proprio strongò sul nascere questo movimento del liturgiazione del primo

capitalismo-

CAP. 1: LA STAMPA COME DESIGN.

Nel primo capitolo De Fusco si incentra sulla questione della stampa intesa come

design. In particolare,qui, si tenta di tracciare la storia del Industrial design

partendo da un insieme di motivi e di apporti stratificati nel tempo che

portarono alla nascita di quest’ultima.

I segni di un'industria primitiva si hanno nei secoli XV, XVI, XVII, (periodi in cui si

riscontrano macchinari sempre più perfezionati e manifatture ad alta

specializzazione).

Tuttavia,

È opinione diffusa che non sia possibile parlare di disegno industriale riferendosi

ad epoche precedenti la rivoluzione industriale.

La rivoluzione industriale, convenzionalmente databile al periodo che va dal

1760 al 1830, segna il maggior spartiacque tra la produzione artigianale e quella

industriale.

Nonostante però questo dato, vi è un settore, ovvero il settore della stampa, che

anticipa di Tre secoli questa rivoluzione.

L’invenzione della Stampa, infatti, (invenzione che risale al 1452 per opera di

Gutenberg che, si dedicò alla stampa della famosa Bibbia a 42 linee, che segnò un

distacco netto dal periodo del manoscritto a quello della stampa vera e propria),

può essere intesa proprio come l'atto di nascita dell'Industria, infatti, la

meccanizzazione della scrittura può essere concepita come la prima riduzione di

un lavoro in termini meccanici, quindi la prima riduzione del lavoro dell’uomo.

In specifico, la grande rivoluzione apportata dall'invenzione della stampa risiede

nell'ideare e realizzare un’unità minimale grafica, isolata e mobile, ovvero la

lettera, che agevola il processo seriale rendendolo più celere, economico,

meccanico e progettuale.

Ed è proprio per queste prerogative che la stampa può considerarsi a tutti gli

effetti un'attività classificabile nel dominio del design.

Infatti, assumendo il libro come prodotto tipo della stampa come design, si

possono riscontrare quei quattro elementi/principi fondamentali e ogni presenti

in un oggetto di design quali:

il progetto: e il progetto della stampa è identificato da disegno dei caratteri che

inizialmente imitavano le forme calligrafiche degli amanuensi per poi modificarsi

in base al gusto delle varie epoche, fino ad arrivare a caratteri piccoli ma

comprensibili e alla creazione di libri portatili, economici e belli. Ovviamente,

rientrano nella casistica del progetto anche tutte quelle regole di combinazione

tra spaziatura ai margini, ornamenti, l’introduzione del frontespizio, ecc.

la Produzione: ovvero La produzione di caratteri mobili intesi come unità

minime grafiche isolate e mobili, scomponibili e riassemblabili a piacimento, a

seguito della quale si iniziano a produrre più modelli in un tempo ridotto a basso

costo.

Vendita: ovvero vendita su scala internazionale, perché la lingua utilizzata è in

latino.

Modifiche e adattamenti per la vendita e il trasporto. Commercio dei libri alle

grandi fiere tramite la koberger di Norimberga, la amerbake di Basilea e gli

elzevir.

Consumo: privati, università e biblioteche

Che la grafica, l'arte della Stampa, il libro e i suoi derivati siano classificabili

nell'ambito del design è dato dal confronto tra il lavoro artigianale e quello

industriale, e questo proprio in ciò che concerne la fase progettuale.

Benché anche l'artigiano progetti prima di seguire il lavoro, il suo interesse è

prevalentemente rivolto alla realizzazione del singolo manufatto, che si

perfeziona man mano che viene eseguito.

Il designer, invece, concentra tutta la sua attenzione sulla fase progettuale.

Egli,infatti, non progetta più per un singolo committente, per una classe, ma

potenzialmente per l'intera sfera sociale. Di conseguenza, proprio per la serialità

del prodotto, per la sua valenza sociale e per il fatto che non si potrà apportare

alcuna modifica all’oggetto in corso d'opera, il progetto deve comprendere in sé

la coscienza di tutte le condizioni tecniche inerenti la sua realizzazione, deve

quindi implicare La corrispondenza dell'oggetto a tutte le esigenze cui deve

servire, alla media delle esigenze collettive e diventa standard.

l'oggetto prodotto dall'industria non è prodotto con materiale naturale.

- l'antecedente della stampa è la stilografia del XIV secolo, che prevedeva

una matrice a lettere incise e inchiostrate, poi premute sul foglio tramite

un Torchio.

CAP. 2: LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Per quanto riguarda il secondo capitolo, qui De Fusco approfondisce la

questione della rivoluzione industriale.

Dunque, la rivoluzione industriale, convenzionalmente databile a un periodo

che va dal 1760-1830, vede innanzitutto come come punto di riferimento

l'Inghilterra. L’Inghilterra infatti tra la fine del Settecento e i primi dell'800 vede

l’insorgere di importantissimi cambiamenti. Cambiamenti non solo prettamente

economici, industriali, dati appunto dall’affermazione di una nuova tecnologia,

ma anche proprio sociali e intellettuali.

All’evoluzione tecnologica, data per es. dall’invenzione delle prime macchine

industriali che, portano già di per sé a un importantissimo cambiamento a livello

lavorativo, introducendo una nuova modalità di divisione e specializzazione del

lavoro, si affiancano anche altre importanti innovazioni che portarono a

modificare anche la distribuzione della popolazione sul territorio:

con l'introduzione della macchina vapore di What brevettata nel 1769, per es., le

industrie non avevano più necessità di essere collocate vicino a dei fiumi, per cui

l’energia idraulica viene sostituita dall'energia a vapore, portando la formazione

di nuovi centri urbani.

La famiglia rurale inglese, infatti, scoprendo che, a questo punto, era più

economicamente vantaggioso vivere in città dove c’era assistenza medica,

divertimento, modi di incontri ecc.. piuttosto che vivere isolati in campagna,

inizia a spostarsi verso i centri urbani,

per cui le città iniziano ad affollarsi e la cultura contadina viene in qualche modo

sostituita, in parte soppiantata, dalla cultura industriale.

Quindi si ebbe un una crisi della produzione agricola a vantaggio invece di una

ipertrofia di produzione industriale.

Una prima implicazione della Rivoluzione industriale con il disegno industriale si

può riscontrare negli articoli presentati nella prima mostra universale/nella

prima fiera universale degli oggetti, che fu la Great exhibition di Londra del 1851.

Ecco, questa esposizione, avvenuta nel famoso Crystal Palace, nonchè primo

edificio prefabbricato nella storia dell’architettura, fu

un imponente edificio a tre navate con un transetto

una svolta epocale, in quanto, mettendo in mostra le nuove macchine industriali

e con esse anche diversi articoli che, costituiti dall’impiego di nuovi materiali

quali ghisa, Ferro e acciaio, subirono una notevole trasformazione, andando a

sostituire i manufatti prima realizzati in legno e pietre, fu la prima occasione

nella storia nella quale più nazioni potevano confrontarsi per vedere nuove

tecnologie presenti nei diversi territori.

Emblematico è l’Ironbridge (1777-1779), il famoso ponte sul fiume di Severn, che,

presentandosi come un arco di 100 piedi, formato da due semiarchi di un solo

pezzo, costruiti in ferro e fusi, inaugura il settore delle costruzioni classificabili

nel dominio dell’ingegneria, comportando alla presenza parziale o totale di

elementi prodotti industrialmente.

E’ importante sottolineare che nonostante i nuovi prodotti, macchinari e

materiali, i settori produttivi più pertinenti al design furono quelli che

presentavano una maggiore continuità con la tradizione, quelli in cui si poté

meglio assistere al passaggio dell'Artigianato all'industria.

Si può dire che la storia del design inizi con l’industrializzazione di una delle più

antiche manifatture inglesi, la ceramica.

Figura di rilievo in questo campo fu Wedgwood.

W. seguì con interesse gli sviluppi tecnologici del periodo,

- come la macchina a vapore, di cui utilizzò l’energia per macinare i materiali e

azionare i torni della sua fabbrica;

-lui stesso inventò il pirometro, per la misura della temperatura dei forni che gli

valse l’iscrizione alla Royal Society (albo scientifico).

A Wedgwood si deve inoltre anche la costruzione di uno dei primi quartieri operai e il completamento del

Grand Junction Canal nel 1777, che giovò alle comunicazioni e ai trasporti.

La produzione di Wedgwood si presenta con una duplice caratteristica,

ornamentale e utilitaria:

Da un punto di vista stilistico la produzione di Wedgwood comincia con

l’imitazione dei modelli del passato,

Dal punto di vista utilitario e funzionale, lui cercò attraverso continue riduzioni

il modo di rendere sempre più aderente la forma alla funzione:

e semplificazioni,

riuscì ad ideare delle forme pratiche e standardizzate del tutto adatte al loro

scopo e che fossero capaci di essere riprodotte con la massima precisione in

quantità illimitate.

Laddove non riuscì a meccanizzare l’intero processo produttivo, lo sostituì col

principio della divisione del lavoro: lui infatti attribuì grande importanza

all’addestramento della manodopera.

Si deve riconoscere a Wedgwood, dunque, l’abilità di adeguarsi alla logica del

lavoro industriale, ovvero quantificare la produzione, ridurre i prezzi per

produrre di più in un tempo sempre più breve con lo scopo di rendere i suoi

prodotti accessibili a tutti, senza rinunciare alla parte estetica, soprattutto in un

momento in cui si tendeva sempre più a produrre molto e nel tempo più breve

possibile a scapito della qualità dei manufatti;

Durante la R.I. tecnica e pratica hanno assunto un valore ideale, mentre l’antico

ideale estetico scadeva a inutile accademismo. I ponti, i viadotti, le prime

costruzioni in ferro sono il precedente diretto del disegno industriale; la loro

bellezza dipende dalla loro perfezione tecnica e dalla loro aderenza ad una

funzione pratica; e poiché la tecnica e la pratica implicano un fare, l’idea del

bello si connette al fare e non più al contemplare.

Una delle caratteristiche psicologiche della R.I. fu un nuovo senso del tempo.

CAP. 3: ETA’ VITTORIANA

L’età vittoriana è da considerarsi un periodo di involuzione rispetto a quello

della rivoluzione industriale: l’intero movimento industriale subisce un

appiattimento, diventando una professione di routine, piuttosto che

un’iniziativa di pochi individui. Questo provoca essenzialmente un incremento

della concorrenza, infatti, il fabbricante si ritrovava a produrre molto e nel tempo

più breve possibile a scapito della qualità dei manufatti, e tutto questo anche

perché il consumatore non aveva conoscenza nel campo estetico.

Nasce la questione del rapporto arte-industria, questione che viene tirata in ballo

per la prima volta nel 1832, a partire dalla dichiarazione di Robert Peel alla

Camera dei Comuni, secondo cui i manifatturieri inglesi erano superiori ai

concorrenti in ogni questione legata alla meccanica, ma inferiori in merito ai

disegni pittorici.

Dopo questo fatto e con esso anche la successiva promulgazione del Reform Bill,

legato sempre ad una maggiore preoccupazione dovuta alla concorrenza estera,

si promossero in Inghilterra una serie di iniziative, come l’istituzione di scuole di

disegno con collezioni d’arte antica e moderna in tutta l’Inghilterra, e con esso

anche di associazioni artistico-industriali, in cui industriali, artigiani e artisti

potevano confrontarsi tra loro.

Un protagonista di queste iniziative fu Henry Cole, il maggiore esponente della

cultura vittoriana nel campo del nascente design, nonchè primo teorico del

design industriale e il primo ad utilizzare la parola designer.

Secondo Cole c'era la necessità di una figura che unisse l'arte con la

progettazione, riunisse tutto per dare una visione più completa al progetto.

Proprio per questo si può dire che, il suo programma riguardò l’associare le arti

all’industria, e fece questo, dando vita alla figura dell’art manufacturer (il

precursore del designer moderno).

Egli comprese che per la qualificazione del prodotto industriale erano

indispensabili alcuni principi conformativi:

il primo riguarda una riformulazione del concetto basilare di funzionalità.

Riguardo a ciò infatti, sposta il suo interesse sugli useful object, ovvero sugli

oggetti semplici, comuni a sentimentali della vita quotidiana, con l’obiettivo però

di rendere questi oggetti più artistici ma con un artisticità diffusa, ovvero più

semplice. In altre parole, mira a dar vita a un progetto strutturalista, ossia un

progetto basato su geometria, semplificazione e riduzione.

Un esempio di questo pensiero è il servizio da the del 1846, in cui entra il

concetto di estetica moderna: la decorazione lentamente sta sparendo, sparisce

il colore (viene utilizzato solo il bianco che è quello più economico) e la

decorazione è limitata solo alle maniglie, al tappo e al becco, a causa dell’inerzia

termica di quei punti.

Il secondo invece riguarda l'esigenza di imparare a vedere, come strumento

metodologico per istruire il confronto.

Al pensiero di Cole si oppose quello dell’ Arts and Crafts fondata nel 1889 da

William Morris.

Ecco, William Morris richiamandosi alla linea neo medievale proposta ad

esempio anche da raskin, proponeva un progetto che prevedeva la

rinascita/riscoperta dell'Artigianato a scapito della civiltà industriale.

Morris condannava la società industriale e proponeva un progetto che si

ispirasse al medioevo, Il medioevo non tanto per la forma quanto piuttosto per il

contenuto.

Morris infatti, combattendo il liberismo, il commercialismo, l'eclettismo della

produzione industriale, proponeva una riforma molto radicale nel settore delle

arti applicate che consisteva nel prendere a modello l’esecuzione artigianale e il

corretto uso dei materiali tipiche dei prodotti medievali, migliorando non solo la

qualità del prodotto ma anche il modo stesso di lavorare dei dipendenti. Egli

infatti, di fronte all’ esito alienante del lavoro industriale proponeva un ritorno al

concetto di Joy in Labourd proprio della qualità artigianale.

Ovviamente, questo rifiuto della produzione industrializzata fece crescere il

costo delle creazioni di Morris, per cui alla fine le sue opere erano

esclusivamente alla portata dei ricchi, nonostante ciò però, a Lui va riconosciuto

in fatto che

Sotto il suo influsso, l’arte applicata, per oltre mezzo secolo considerata

un’occupazione inferiore, divenne nuovamente un compito nobile e degno.

Nonostante le differenze, Morris e Cole condividono alcune idee e

riconoscevano gli stessi valori:

-gli useful object, le esigenze del vasto pubblico, la preferenza delle arti applicate

rispetto alle altre e l’artisticità come principio del design.

CASO THONET

Un posto di grande rilievo nella storia del design spetta a Thonet: ebanista

originario della Prussia che nel 1830 iniziò gli esperimenti sulla curvatura del

legno.

L’importanza dei mobili di Thonet ha origine da un’invenzione tecnica, ossia

quella di inumidire gli elementi in legno attraverso l’impiallacciatura (ossia

immergendoli in colla bollente), per poi, sfruttando il vapore acqueo, piegarli e

sagomarli (inserendoli all’interno di casse metalliche) cosicché una volta

essiccati, conservassero quella conformazione.

Il suo successo nacque soprattutto

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tablasko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fenomenologia delle arti contemporanee e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Carlini Fabio.
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