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CAPITOLO 17

1. L'assestamento del principato

1.1 La dinastia giulio-claudia

● I primi successori di Augusto appartenevano alla sua famiglia, detta giulio-claudia.

○ Deriva dal matrimonio di Augusto (gens Iulia) con Livia, già madre di un membro

della gens Claudia.

● Tutti i principi si fecero chiamare “Cesare”, per sottolineare la discendenza da Giulio

Cesare.

1.2 La trasformazione del principato

● Con i successori di Augusto si iniziarono i primi passi per trasformare il principato

(governo personale) in una forma istituzionale di governo.

● Questo processo si sarebbe completato solo alla fine del I secolo d.C.

1.3 Il delicato equilibrio con le istituzioni repubblicane

● Le istituzioni repubblicane esistevano ancora formalmente.

● Il principe era una sorta di magistrato supremo, ricevendo il potere dal Senato e dal

popolo.

● In teoria, qualsiasi aristocratico poteva aspirare a diventare imperatore.

● In pratica, alcuni successori di Augusto svilupparono sospetto e diffidenza verso il

Senato, arrivando a persecuzioni di senatori o membri dell’esercito.

2. I rapporti tra principe e senato

2.1 Ruolo e influenze del senato

● Con Augusto, i poteri del senato formalmente aumentarono, perché:

○ I comizi popolari furono praticamente aboliti.

○ La nomina dei magistrati (che poi entravano in senato) dipendeva dal senato stesso.

● Tuttavia, il principe esercitava influenza indiretta:

○ Poteva sostenere candidati a lui fedeli.

○ Poteva aiutare economicamente nobili favorevoli al suo governo.

2.2 Divisioni e comportamenti nel senato

● Esisteva un gruppo di senatori legati al principe, ma anche molti diffidenti e ostili.

● I principi successivi adottarono atteggiamenti diversi:

○ Alcuni rispettosi e collaborativi.

○ Altri sprezzanti o persecutori.

2.3 Declino del patriziato italico

● Nel I e II secolo d.C. l’antico patriziato italico perse peso politico, talvolta anche a causa di

eliminazioni fisiche.

● Crebbe invece l’influenza dei senatori provinciali, al punto che all’inizio del II secolo la

maggioranza del senato non era più italiana.

3. La fedeltà dell’esercito

● L’esercito era la vera base del potere del principe:

○ Le legioni e la coorte pretoria prestavano giuramento personale al principe.

○ Le cariche più alte erano riservate a famigliari o uomini di fiducia.

4. La politica del “panem et circenses”

● Per conquistare il consenso popolare, i principi usarono due strumenti principali:

. Distribuzioni gratuite di grano, soprattutto dalle province orientali.

. Giochi e feste pubbliche, come i gladiatori e le celebrazioni.

● Il motto «panem et circenses» descrive questa strategia: offrire cibo e spettacoli per

garantire l’appoggio delle masse e difendersi dall’opposizione senatoria.

Tiberio (14-37 d.C.) – La dinastia giulio-claudia

1. Origini e ascesa al potere

● Appartenente alla gens Claudia, nato dal primo matrimonio di Livia con Claudio Nerone.

● Adottato da Augusto, che lo designò erede e lo unì in matrimonio a sua figlia Giulia.

● Carattere: schivo e riservato, ma abile e rispettoso del senato.

2. Politica interna

● Continuò le riforme di Augusto:

○ Lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione.

○ Sostegno ai contadini tramite un fondo di credito per prestiti.

● Attuò una politica moderata e attenta al senato nei primi anni di regno.

3. Politica militare

● Affidò a suo nipote Germanico il controllo dei confini settentrionali.

● Germanico ottenne vittorie sui Germani tra il 14 e il 16 d.C., aumentando però la

popolarità e il sospetto verso Tiberio.

● Germanico inviato in Oriente contro i Parti, morì improvvisamente nel 19 d.C., forse

avvelenato: questo provocò un aumento della diffidenza e della repressione da parte di

Tiberio.

4. Declino del potere personale

● Nel 26 d.C., Tiberio si trasferì a Capri, lasciando Roma sotto il controllo del prefetto del

pretorio Seiano.

● Seiano tentò di accumulare potere; Tiberio reagì facendolo arrestare e giustiziare nel 31

d.C., insieme ai suoi sostenitori.

5. Ultimi anni

● Il principato fu caratterizzato da repressioni dure contro veri o presunti nemici politici.

● La diffidenza di Tiberio verso il senato e la nobiltà crebbe costantemente, segnando la fine

della sua politica inizialmente moderata.

Caligola (37-41 d.C.)

1. Ascesa al potere

● Figlio di Germanico, chiamato Gaio Cesare, soprannominato Caligola per le calzature

militari (caligae).

● Acclamato principe dal senato, spinto dalla popolarità della famiglia di Germanico e dal

desiderio di una politica estera aggressiva.

2. Politica interna

● Inizialmente acclamato dalla plebe, ma presto si rivelò crudele e sregolato.

● Umiliò il senato, ordinando agli aristocratici di combattere come gladiatori e nominando

senatore il proprio cavallo Incitatus.

● Mirava a trasformare il principato in monarchia assoluta, imponendo cerimoniali e culti

personali.

3. Fine del principato

● L’eccessiva arroganza e i soprusi generarono ostilità tra i pretoriani.

● Fu assassinato nel 41 d.C. dai pretoriani stessi.

Claudio (41-54 d.C.)

1. Ascesa al potere

● Zio di Caligola, nipote di Tiberio e fratello di Germanico.

● Proclamato principe dai pretoriani, il senato accettò il fatto compiuto.

● Era anziano, zoppicante e balbettante, inizialmente ritenuto facile da controllare, ma si

dimos

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

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