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Il Tribunale Vescovile

Tribunale vescovile (episcopalis audientia / episcopale iudicium) e diritto d’asilo nascono in

età molto antica e diventano decisivi per capire, in concreto, come si articolano i rapporti tra

Stato e Chiesa: non solo teoria, ma potere effettivo e competenze che si

sovrappongono/competono. L’idea di fondo è che la giustizia del vescovo venga percepita

come proveniente “dall’alto” e quindi superiore alla giustizia civile (vox umana).

1) Origini: “precetto paolino” e ruolo del vescovo

Nel 57 d.C. Paolo di Tarso afferma che i cristiani dovrebbero affidare la soluzione delle

controversie ai “saggi” della propria comunità; quando si consolida l’organizzazione

episcopale, quel “saggio” viene identificato col vescovo. Il vescovo giudica in nomine Dei

(simbolo: veste bianca), come rappresentante della Chiesa, e già in fase precostantiniana

le sue pronunce hanno valore non solo etico ma anche giuridico-disciplinare all’interno

dell’ordinamento cristiano.

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• 57 d.C. Paolo di Tarso.

• “Saggi della comunità” poi = vescovo.

• “In nomine Dei”, giustizia divina/superiore.

2) Che tipo di “giudizio” era (non solo arbitrato)

Un punto chiave (spesso oggetto di domanda) è che non si trattava soltanto di arbitrati: la

Didascalia degli Apostoli (ca. 230 d.C.) è citata per sostenere che il tribunale vescovile dava

luogo a processi seguiti da condanna, non solo a lodi arbitrali. Questa capacità di “fare

giustizia” alimenta l’idea di un ordinamento cristiano separato e contribuisce anche alle

accuse ai cristiani (nelle persecuzioni) di aver creato nuove leggi rifiutando i vetera instituta.

Ancora rapida →

• Didascalia degli Apostoli (230) processi + condanna (non “solo lodi”).

3) Costantino: 313 e soprattutto 318 (regola “anche una sola parte”)

Nel 313 d.C. l’Editto di Milano pone fine alle ostilità anticristiane; nel 318 Costantino

riconosce piena validità all’episcopale iudicium. Meccanismo pratico: se una causa è iniziata

davanti al giudice civile e anche una sola parte chiede il trasferimento al vescovo, il praetor

deve interrompere e lasciare proseguire davanti al tribunale vescovile; la sentenza del

vescovo è definitiva e non è previsto appello (salvo l’ipotesi in cui il vescovo non arrivi a

sentenza).

Ancore rapide

• 313 Editto di Milano.

• 318 trasferimento al vescovo su richiesta anche di una sola parte; sentenza

definitiva/inappellabile.

4) Successo e oscillazioni: 333, poi 398/408 (compromissum), e il V secolo

Il testo dice che “la vittoria arrise ai cristiani” già ai tempi di Sant’Ambrogio e Sant’Agostino,

cioè agli inizi del V secolo: è qui che si colloca il successo/prevalenza pratica della

giurisdizione vescovile rispetto a quella civile. Nel 333 Costantino emana una costituzione

molto favorevole: conferma la scelta unilaterale della giurisdizione vescovile, obbliga l’altra

parte a seguirla e ribadisce l’inappellabilità.

Poi arrivano restrizioni: con Onorio (398) e Arcadio (408) non basta più la richiesta

unilaterale, ma serve un compromissum, cioè accordo reciproco delle parti per rinviare la

causa al vescovo; senza accordo, si resta davanti al giudice civile. In Occidente, però,

questa innovazione è descritta come poco applicata (si richiamano le prassi di Ambrogio e

Agostino).

Ancore rapide →

• Successo/prevalenza inizi V secolo (Ambrogio/Agostino).

• 333 costituzione favorevole.

• 398/408 compromissum (accordo tra parti).

5) Diritto d’asilo: come si attiva, dove vale, e origine

Il diritto d’asilo (confugio ecclesiastico / immunità locale) è descritto come un passaggio

quasi immediato dalla sfera statale a quella canonica: spesso basta entrare o anche solo

toccare un luogo legato alla Chiesa (chiesa, convento, cimitero, ecc.) per godere

dell’immunità. L’area d’asilo può estendersi anche fuori dagli edifici immuni (di regola fino a

circa 30 passi quando fuori dagli abitati), tanto che “spesso era più facile essere dentro che

fuori l’asilo”.

Quanto all’origine, gli storici la fanno risalire alla pratica dell’intercessio: intervento dei

chierici (soprattutto vescovi) presso giudice o imperatore per ottenere clemenza o pietà; chi

si rifugia in chiesa non può esserne tratto con violenza. Il testo sottolinea anche l’effetto

pratico sull’amministrazione della giustizia: l’asilo sottrae ai poteri civili la possibilità di

perseguire, generando spesso soluzioni “di fatto” e tensioni.

Ancore rapide

• Asilo: attivazione = entrare o toccare luogo immune.

• Luoghi: chiesa/convento/cimitero (e altri spazi connessi).

• Origine: intercessio.

Che cos’è la glossa e perché conta

Tra fine XI e metà XIII secolo si sviluppa a Bologna la scuola dei glossatori, protagonisti del

“rinascimento giuridico bolognese”. La glossa è una notazione (interlineare o marginale)

che

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

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